Dalla cenere: alla cenere

Che ammasso di contraddizioni siamo. Che facce di tolla. Che mentitori, imbroglioni, truffatori – e i primi gonzi che ci cascano siamo noi stessi.
Ci illudiamo, ci vogliamo illudere che la nostra finitezza non ci raggiunga. Stolti. Cretini. Poveretti.
La finitezza ce la portiamo addosso. Che tentiamo di ignorarla o di vincerla il risultato è lo stesso.
Cenere.

Prima o poi le nostre illusioni bruciano, e non rimane che cenere. Cenere del lavoro al quale tenevamo tanto, cenere dall’amore, cenere dai figli, cenere dai soldi, dalla casa, dall’auto, dallo sport, dagli amici, da noi stessi.
Ogni cosa si tramuta in cenere, e quelle alle quali più teniamo sono quelle che fanno più male, perché le teniamo in mano mentre bruciano.
E si trasformano in cenere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 marzo 2013 su Dalla cenere. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Cenere. Verissimo, ma cenere fecondata e nel mio caso specifico dal 1956 (anno della mia prima comunione) ad oggi da un certo numero di eucaristie, e forse (spero) almeno una, una sola, addirittura ben fatta, e tanto basta. Ho sentore che una sola buona eucaristia (se ancora non fatta ….. perché non la facciamo domenica prossima ????….) basta eccome se basta!!, dal momento che esiste un indicatore aggiunto proprio costituito dalla NON DELUSIONE per il lavoro, l’amore, i figli, i soldi, la casa, l’auto, lo sport, gli amici, quanto ha compaginato me stesso, tutto tutto tutto ciò non è illusione fatua dei miei idoli ma è stato DONO da parte di uno che mi ha voluto bene e che ha tutta l’aria di essere fedele, e questi doni come tali li ho accolti (e non certo idolatricamente come opera delle mie mani, della mia intelligenza, della mia laurea, mia mia mia etc etc sapendo che io sono cenere potenziale oggi e cenere effettiva domani. Cenere sì, lo so, ma presto in buona compagnia e al risveglio mi sazierò del suo volto (Salmo 16). Il risveglio di che ? Della cenere ? Diciamo che l’aggettivo “fecondata” non me lo puoi far sparire dalle tue domande caro R&S (gioco d’anticipo) e affini, e Uno che ha creato il Cielo e a Terra dal niente, ma che fatica gli costa ricreare me da un cucchiaino di cenere di già fecondata ? Non fanno più o meno la stessa cosa gli scienziati futuristi con il DNA ? Quel famoso film Jurassic Park non crearono un dinosauro poichè una zanzarina aveva succhiato una goccia di sangue da un dinosauro e una minuscola colata di resina giallognola e trasparente fuoruscita dalla corteccia di un alberone millenario l’aveva quasi preservata in vitro fino ai giorni nostri ? Vuoi mettere Dio contro gli scienziati di Jurassic ??

    Cenere sì, ma le ultime parole di Gesù (pronunciate sul Vangelo futurista di Giovanni, alias Apocalisse) più o meno dicono “Io sto alla porta e busso, se mi apri . . . . . . C E N E R E mo insieme io e te”. Sarà un messaggio segreto ?

    Cenere sì, ma fecondata.

    Dopo il miracolo che un minuscolo ovulo fecondato diventerà un omaccione grande e grosso, dopo l’incredibie notizia di un Dio che è capace di morire, dopo la notizia che le miriadi di galassie (in cui si colloca quel granellino di nome Terra) sono facile opera di Uno solo (che poi a lavoro finito si concede un solo giorno di riposo), volete che io mi meravigli o che io non creda che io risporgerò similmente al mio Redentore ?

    Ebbene questa soddisfazione non ve la do e io ci credo. Cenere sì, ma fecondata.

  2. Poi considerai tutte le opere che le mie mani avevano fatte, e la fatica che avevo sostenuto per farle, ed ecco che tutto era vanità, un correre dietro al vento, e che non se ne trae alcun profitto sotto il sole. […]

    Perciò ho detto in cuor mio: «La sorte che tocca allo stolto toccherà anche a me; perché dunque essere stato così saggio?» E ho detto in cuor mio che anche questo è vanità. Infatti, tanto del saggio quanto dello stolto non rimane ricordo eterno; poiché nei giorni futuri tutto sarà da tempo dimenticato. Purtroppo il saggio muore, al pari dello stolto! Perciò ho odiato la vita, perché tutto quello che si fa sotto il sole mi è divenuto odioso, poiché tutto è vanità, un correre dietro al vento.

    Ecclesiaste 1 e 2, ed Nuova Riveduta

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