Dalla cenere: non la tua testa

L’accorgersi di essere inadeguati alla realtà può dare una senzazione dolorosa. Spingerci a ricercare un rimedio. Uno dei più diffusi è certamente affidare il nostro pensiero ad altri.

Può essere gratificante ripetere parole d’ordine. Fare come fanno tutti, seguire il gruppo, avere gli stessi giudizi, gli identici atteggiamenti. Non è necessariamente sbagliato: in fin dei conti gli esseri umani condividono il medesimo cuore. Il desiderio di bellezza, di verità, di giustizia è in tutti noi.
I guai cominciano quando ci si affida totalmente al giudizio altrui. Al giudizio di altri esseri umani, con la loro storia, con i loro desideri, che non sono i nostri.
Di una cosa puoi star certo, con gli uomini: che ti useranno. Tu sei altro da loro. Magari senza neanche volerlo, ma useranno di te a loro vantaggio.
Se poi lo vogliono davvero, se il loro intento è proprio usarti allora è decisamente peggio. Il burattinaio esperto conosce bene come far danzare le sue marionette.
Non ti senti più inadeguato, perché non sei tu che ti muovi, ma al costo di perderti. Al costo di conformarsi. Al prezzo di cedere a quello che qualcuno ha chiamato “mondo”.

Non si può essere felici se si segue il criteri di altri, la vita di altri, il giudizio di altri. Ripetendo quello che dicono altri senza averlo pensato, imitando gesti senza viverli davvero, senza capirli appieno. Se si agisce come dicono altri, se si pensa come dicono altri, si finisce inevitabilmente nell’odio, nell’egoismo, nella sopraffazione. Nella noia.
Questa particolare piaga si chiama ideologia. E’ fin troppo semplice caderci dentro. Svendersi, darsi, concedersi. Farci forare il piede, fare passare attraverso il foro il chiodo che ci impedirà di volare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 1 marzo 2013 su Dalla cenere. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Nella Divina Commedia Dante in un suo sonetto scrive: non ti curar di loro,guarda e passa. Dobbiamo limitarci a registrare tutto ciò che del nostro prossimo non ci piace,compresa l’ azione dei burattinai, pur convivendo con le varie situazioni.Il mondo è bello perchè è vario. Ognuno è padrone della sua vita ed ha il dovere di viverla secondo i doni che Dio gli ha dato.

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