S.Agostino reloaded

Obama, e fai cosa vuoi.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 novembre 2012, in diavolerie e cattiverie con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 24 commenti.

  1. Nel mio sito ho commentato con =

    Meno male che ha vinto un premio Nobel per la pace (quindi è sullo stesso piano di Madre Teresa di Calcutta), un genio dell’economia, un uomo che nelle sue radici ha conosciuto la schiavitù, un uomo che mantiene le sue promesse e che ha una apprezzabile sensibilità verso le minoranze tra cui quelle gay con i loro sacrosanti diritti. Quale tipo di provvidenza dobbiamo ringraziare per avercelo mandato ? Acqua acqua fuochino acqua …. vi ricordate la tempesta sul lago di Tiberiade ? Era talmente violenta che non poteva essere altro che di origine satanica anzichè meteorologica, proprio perchè c’era Gesù sulla barca e …. e quando si svegliò calmò la tempesta rivolgendosi ad essa con le parole classiche dell’esorcismo ..…

    e alla fine di questo mio commento ho offerto questo bel link di approfondimento

    http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2520

  2. Obama e quello che gli sta dietro non è effettivamente entusiasmante. Però davvero sarebbe stato meglio Romney? Lo chiedo senza vena polemica.

  3. Ho sentito Romney dichiarare che pregherà per chi lo ha battuto. Non credo sarebbe accaduto l’opposto.

  4. Ma zio Berlicche, sei convinto che altrimenti si sarebbe fatto quel che vuoi tu?

    Tuo nipote Malacoda

  5. Oggi parlando di questo argomento i han fatto il pargone che Obama era la guida di un treno che avrebbe uciso cinque persone legate alla ferrovia e Romney se lo avesse preso lo avrebbe deviato verso un binario dove erno legate tre, essendo cosi un cattolico avrebbe dovuto astenersi. Secondo me Obama conduce un treno verso cinque persone legate ed accellera, Romney non lo avrebbe frenato, secondo questo esempio Romney era il mal minore e sarebbe stato la scelta dovuta di un cattolico.

  6. Mica l’ho capito questo post…

  7. @ Monica: Romney cattolico? Ma stiamo scherzando?

    @ Berlicche e tutti: io credo che Obama abbia deluso abbondantemente, sia i centristi che l’hanno votato che la sua base più di sinistra. Non è stato un grande presidente. Romney sarebbe stato un buon candidato per batterlo (è stato un governatore moderato e abbastanza bipartisan del Massachusset o come si scrive), il problema è il partito repubblicano che gli sta dietro che, a detta di molti osservatori credo abbastanza indipendenti, è completamente impazzito. Non penso (per quanto ne possa capire) che la stampa americana avrebbe appoggiato così partigianamente Obama (lasciandogliene passare molte, come giustamente dice Berlicche) se l’alternativa fosse stata più accettabile.

    Posso ovviamente sbagliarmi; magari è solo “perchè è negro” (come recitava la giustamente dimenticata cover italiana di “In the ghetto” di Presley).

  8. Vulgo “con quel sorriso può dire quel che vuole” (cfr. Carosello)

  9. Andy, una famosa frase di S.Agostino dice “ama, e fai ciò che vuoi”
    Poi bisognerebbe chiosare che intendeva l’amore vero e non la sua parte fisica come spesso viene (fra)inteso.

    Non so come sarebbe stato con Romney. Invece con Obama purtroppo temo di saperlo.

    Quente, impazzito…bisogna stare attenti, perché a volte sembra pazzia quello che non capiamo. Approfondendo la storia americana ho capito certe prese di posizione che a noi europei possono sembrare “strane”, ma che dato le loro radici diventano ad un tratto se non logiche, comprensibili.
    Comunque ho toccato con mano, stamattina, un esempio di come l’informazione viene filtrata e ci è proposta già con tanto di giudizio (di parte) appiccicato.
    Vedo se farci un post, se no poi ve ne parlo.

    “Perchè è negro” ;-)

  10. Berlicche, io non mi riferisco al fatto di vestirsi con il tricorno, sventolare la bandiera confederata o difendere il diritto di andare in giro con un Uzi nascosto sotto il giaccone. Queste cose fanno parte della “pazzia americana”, prendere o lasciare. Io mi riferisco all’ostruzionismo che hanno fatto al Congresso (in un paese che è molto meno affezionato alle divisioni ideologiche dell’Italia, e in un momento così difficile) e all’estremismo economico nel voler risolvere la crisi tagliando le tasse ai milionari (prova tu a vendere quest’idea agli operai dell’Ohio… e difatti hanno votato Obama nonostante la perdita immane di posti di lavoro).
    Queste sono le argomentazioni di giornali come l’Economist, che hanno fatto un endorsement, seppur pieno di critiche, ad Obama. E credo anche, mutatis mutandis, che siano le motivazioni (insieme al voto degli ispanici; e anche qui le intemperanze dei repubblicani hanno fatto la loro parte) degli elettori che hanno confermato Obama. Non tanto l’aura di santità attorno al primo presidente nero (quella conta di più in Europa).
    Quando dico impazzito non intendo “impazzito ai miei occhi” ma parlo di incapacità di comprendere la realtà, a discapito del loro stesso interesse. Se il loro estremismo e ostruzionismo fosse stato strumentale al successo elettorale, non avrei detto che erano impazziti.

  11. Obama viene presentato come favorevole ai matrimoni gay ed alla legalizzazione delle droghe leggere, Romney invece è dipinto come un supporter dell’aumento della spesa per la difesa, del taglio delle tasse (anche per i multimilionari) e della riduzione della spesa sociale a sostegno dei più poveri (tra l’altro mi risulta essere molto vicino a quelle elite finanziarie che tanti danni hanno fatto negli ultimi anni e che esprimono una visione della vita e del mondo, basata sul guadagno facile sulla pelle degli altri, che mi sembra profondamente anti-cristiana). Da cattolico vedo molti problemi in entrambi i candidati ma dovendo scegliere il meno peggio, avrei optato per il primo. Può essere però che la mia conoscenza dei due candidati sia superficiale ed inficiata da una rappresentazione di parte dei media.

  12. No, Quente, avevo capito. Quello che intendevo dire è che c’è del metodo nella loro pazzia. Sebbene il loro ragionamento ci possa sembrare strano e anche ripugnante, a volte, bisogna considerare che partono da presupposti completamente diversi dai nostri.
    Ad esempio, qui in Italia non ci si può permettere di pensare che lo stato non abbia il diritto di imporre una tassa, pesantissima, sullo scambio di merci tra privati. Chi evita questa tassa, gli infami evasori fiscali, sono metaforicamente appesi ad un muro. Eppure, riflettendoci, chi da allo stato il diritto di prenderci i soldi? Chi lo dice che deve essere così? Perché noi troviamo ovvia, normale una cosa del genere?
    Perché siamo abituati, da secoli ormai, a che lo Stato possa e debba fare una cosa simile. Ma questo sistema non è l’unico posibile: è solo uno dei sistemi possibili, è una scelta esplicita, e non è neanche detto che sia la migliore. In America attualmente le tasse sono molto, molto minori che da noi, che stiamo per collassare sotto il loro peso. In tal senso la frase di Romney sull’Italia non è che non avesse senso, al di là del fatto che ci possiamo sentire offesi. Quale sia la conseguenza della tasse basse, poi, è un’altra faccenda. La storia stessa della tassazione in America fa capire quella follia a cui accennavi, ma non voglio annoiare oltre.
    Comunque, l’Economist non è che sia famoso per le profezie azzeccate…

  13. Penso che nell’ambito della visione della dottrina sociale della Chiesa le tasse dovrebbero servire per contribuire a fornire in particolare istruzione e sanità a tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro capacità economiche. Poi certo, ci sono gli sprechi, le esagerazioni eccetera ma nel complesso il modello europeo mi sembra in questo senso più cristiano di quello americano (dove al poveraccio si rifiutava addirittura l’assistenza medica, oppure dove l’istruzione è eccellente per i facoltosi ed i super-intelligenti, mentre magari lascia molto a desiderare per le fasce più deboli della popolazione). La scelta tra Obama e Romney mi sembra, per un cattolico, un campo di battaglia tra chi preferisce privilegiare la dottrina sociale o quella morale della Chiesa. Posto che entrambi vengono meno in maniera clamorosa ad una delle due dottrine (quella morale per Obama e quella sociale per Romney), non capisco perchè si sarebbe dovuto votare decisamente per Romney anzichè per Obama.

  14. Berlicche, anche se poi nella pratica sono social-democratico, ho molte frequentazioni telematiche con i libertari e ne comprendo le posizioni (razionali e logiche; fin troppo secondo me, nel senso che appartengono più al mondo delle idee che a quello della realtà), e il fatto che tali posizioni siano più popolari e diffuse negli USA (anche al di là delle persone che si definiscono libertarie sensu strictu) che da noi rientra nelle differenze culturali da tenere in considerazioni.
    Il problema non è voler ridurre il peso dello stato, ma proporre una politica di riduzioni fiscali (a favore dei ceti alti e medio-alti) in questo frangente economico è (a detta non solo di Krugman e degli economisti di sinistra, ma anche di commentatori pragmatici e tendenzialmente liberisti come quelli che scrivono per l’Economist) è irrealistico. A parole anche Reagan e Bush jr. erano contro il big government, di fatto le loro politiche non hanno contenuto la spesa e hanno aumentato enormemente il deficit mantenendo tasse basse per i ceti più privilegiati (Bush senior fu molto più ragionevole al riguardo, a quanto ne so). L’attuale partito repubblicano rappresenta un ulteriore peggioramento rispetto a Bush jr (il che è tutto dire).

  15. Enrico, guarda che l’idea che lo Stato debba fornire istruzione e sanità a tutti non rientra affatto nella Dottrina Sociale delle Chiesa, anzi, direi che è una impostazione più affine al comunismo…
    Nella civiltà cristiana ospedali e scuole pubbliche sono state opere fatte dai cristiani per tutti. E’ solo da un certo punto in poi, con l’illuminismo e con i nazionalismi, che lo Stato avoca a sé questi due ambiti. Questo solo per chiarire l’equivoco. Che poi lo Stato, in maniera sussidiaria, possa e in un certo senso debba intervenire è un altro paio di maniche.

    In questo senso, e rispondo anche a Quente, la giustizia sociale dovrebbe essere perseguita, ma abbiamo visti troppi fallimenti e troppe supposte riforme finire in fiammate di ritorno causando peggioramenti invece che miglioramenti perché possiamo credere in certe ricette che si sono dimostrate peggiori dei mali. Non sono un economista, ma mi pare che aumentare le tasse ed aspettare che aumenti la ricchezza sia una aspettativa che ha alte probabilità di finire delusa. Soprattutto se a fornire ricette simili sono chi non ha saputo prevedere gli avvenimenti o li ha causati.
    La seconda considerazione che faccio è che i parametri morali di un popolo hanno una forte influenza anche sull’economia di quel popolo.
    La famiglia è quello che ci ha salvato finora dal baratro; la solidarietà quello che sta permettendo a tanti di tirare avanti. Quando viene invece promossa un altro tipo di società, di rapporti personali, quando si fanno venire meno le ragioni per seguire la virtù e si irride chi lo fa, allora prima o poi tutto scricchiola, decade, crolla.
    E non per modo di dire. Non è teoria.

  16. Io mi baso sui risultati.

    Per quanto riguarda la sanità, è secondo me evidente che il fatto che lo stato garantisca adeguata copertura a tutti, e mantenga il controllo su fattori come appropriatezza delle prestazioni e allocazione delle risorse, è vantaggioso (questo può essere fatto o con un sistema sanitario nazionale egemone su modello britannico, o con un sistema misto pubblico-privato quale quello adottato in Germania, Olanda).
    Negli USA, nonostante la presenza dei centri universitari più all’avanguardia e la qualità dei centri di eccellenza, e a scapito di associazioni caritatevoli (protestanti, cattoliche, ebraiche, laiche ecc.) di grande livello e con importanti risorse economiche, la sanità per il singolo cittadino è estremamente costosa a fronte di outcomes inferiori a paesi con reddito pro-capite sovrapponibile.

    Se parliamo di istruzione, il discorso è più delicato. Da una parte è questionabile che la gestione pubblica dia un servizio migliore (credo abbiamo, in questo campo, poco da insegnare agli statunitensi), dall’altra se non ci sono uguali condizioni di partenza tutto l’apparato ideologico che sta dietro al liberalismo e al capitalismo crolla… e negli USA (nonostante quanto si creda) la mobilità sociale è inferiore ai paesi del nord Europa, anche a causa dell’elevato costo delle università più prestigiose.

    Il modello americano, unico nel mondo occidentalizzato, è evidentemente un frutto di un’avversione ideologica, e non fondata su considerazioni pragmatiche, all’intervento statale.

    “Non sono un economista, ma mi pare che aumentare le tasse ed aspettare che aumenti la ricchezza sia una aspettativa che ha alte probabilità di finire delusa.”

    E’ vero. Ma anche ridurre la spesa per non aumentare le tasse e aspettare che aumenti la ricchezza è un’aspettativa che si è scontrata con eguale delusione in Spagna (con Rajoy) e in Regno Unito (con Cameron). Obama, rispetto ai leader europei, ha utilizzato un approccio marcatamente keynesiano di stimolo alla crescita, ed è stato premiato per questo (un’analisi in tale senso qua: http://www.foreignpolicy.com/articles/2012/11/07/it_s_the_stimulus_stupid); è anche vero che secondo molti economisti gli stimoli keynesiani sono come un doping che sembra migliorare le prestazioni ma alla fine rallenta il recupero e rischia di causare una recidiva della recessione.
    Com’è chiaro, non sono assolutamente competente in merito (anche per quanto riguarda l’economia sanitaria ho solo un’infarinatura, però è un argomento su cui mi sono molto informato nel corso degli ultimi anni). E anche se ne sapessi di pù, per sapere chi ha ragione tra Cameron, Obama e Monti ci vorranno probabilmente 5 o 10 anni. Non so neanche come si sarebbe comportato Romney se avesse vinto, ovviamente, ma l’impressione che ha dato ad autorevoli commentatori di varia estrazione politica è che, per inseguire una minoranza rumorosa di estremisti, abbia sposato posizioni partigiane e irrealistiche e sia apparso inaffidabile. In poche parole, poco presidenziale. Con un candidato repubblicano diverso, credo che i media americani (non quelli italiani) sarebbero stati più spietati verso Obama.

  17. Forse mi sono espresso male: quello che intendevo dire è che un ideale leader politico cristiano dovrebbe creare le condizioni perchè sia garantita sanità ed istruzione a tutti, ed in particolare ai più poveri; l’opzione preferenziale per i poveri non è una fregola dei cattocomunisti ma è quanto indica la stessa Dottrina sociale della Chiesa (vedi ad esempio il paragrafo 182 http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html#c) Destinazione universale dei beni e opzione preferenziale per i poveri) ed ha profonde radici nei Vangeli. Poi se questo obiettivo sia maggiormente raggiungibile con forme di sussidiarietà o con una gestione centralizzata è una questione tecnica che non intacca il principio. Non dico che Obama vada senza se e senza ma verso questa direzione, ma di certo lo fa molto più di Romney, la cui opzione preferenziale mi sembra sia più rivolta (legittimamente) verso i benestanti ed i ricchi (che non a caso lo votano).

  18. Enrico: Ok. Personalmente penso che la gestione centralizzata sia estremamente svantaggiosa per tutti, salvo i potenti. Le esperienze degli ultimi 100 anni dovrebbero averlo dimostrato senza alcun dubbio.

    Quente, su una cosa concordiamo: nè io nè te siamo economisti ;-)
    Quanto scrivi in generale mi pare ragionevole. Ovviamente ci sono molti altri parametri in gioco, e se è facile puntare il dito contro gli errori è molto più difficile proporre una soluzione che salvi capra e cavoli. Se pure è possibile.
    Tutto sarebbe più semplice se l’uomo fosse buono e facesse sempre la cosa giusta. Non dimentichiamo che causa primaria della crisi attuale non sono stati solo trend economici, ma esplicite speculazioni: in altre parole, l’egoismo e la cattiveria.
    Ma occorre essere realisti. L’uomo non è buono.

    PS: Non so se ho dato impressione contraria, ma a me comunque Romney non piace.

  19. Neanche a me, Berlicche, ma Ryan sì. Spero di rivederlo tra 4 anni.

  20. obama-hussein-barack è l’anticristo finale di cui parla san paolo nella lettera ai tessalonicesi rowan-douglas-williamson,primate d’inghilterra,il falso profeta del cap.13 dell’apocalisse che lo aiutera’ nella sua opera maligna il caodaismo l’impostura religiosa che proporranno al mondo (catechismo della chiesa cattolica) coraggio non hanno 42 mesi a disposizione se no poveri noi è un tempo molto limitato il Signore dira’ basta al momento opportuno se no non ci salveremmo

  21. Qualcuno ha dimenticato di prendere la dose quotidiana di litio, a quanto pare.

  22. asmodeo non so che cos’è il litio

  23. asmodeo adesso lo so che cos’è il litio non mi meraviglio che me lo hai detto d’altronde anche a Gesu’ dicevate che era pazzo

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