Love story, revised

Amore è non dovere mai dire “mi dispiace”
Erich Segal, “Love Story”

Sapete quando si ha una illuminazione improvvisa, la lampadina che si accende? A me è successo mentre meditavo sui disastri matrimoniali della mia generazione.
Mi è venuta in mente all’improvviso la frase che potete leggere nell’incipit. “Love Story” è stato un libro e un film di immenso successo, oggetto di culto collettivo negli anni della mia infanzia. Una storia di quelle strazianti, romantica sino al coma diabetico, sgocciolante sentimentalismo come un favo. E il motto citato ne era il culmine, citato e stracitato.

Ed è anche una immensa balla.
Dovrebbe essere stampigliata come motivazione principale nei moduli di richiesta divorzio. Non so quanti ne ha separati, ma di certo una marea. Un oceano di fidanzati, sposi convinti che l’amore voglia dire non chiedere scusa, mai. Con il corollario che il proprio coniuge non possa mai deludere, non possa mai sbagliare perché se delude o sbaglia allora, signori miei, è chiaro, carta canta: non è amore.

E quindi attenzione a non fare passi falsi, perché alla prima cazzata zac, non mi ami più, e perché devo stare con chi non mi ama più, addio, adesso mi cerco qualcun altro che sia perfetto e non compia mai errori.
Impossibile, dite? Certo. Ma ditelo ad un ventenne, o ai cinquantenni di adesso che all’epoca ci avevano creduto.

Ci possono anche essere conseguenze peggiori. Si finisce per non dire “mi dispiace” perché va bene tutto, tutto è lecito, compreso andare a letto con il migliore amico\a, in fondo è naturale, è passione. L’infame ricatto della tolleranza. Oppure tenersi tutto dentro, nascondere i propri sbagli nella finzione e nelle maschere perdendosi in una solitudine colpevole.

Invece di rendersi conto che amare è proprio dire “mi dispiace”. Solo chi ama si pente dei suoi errori, ed è in grado di dire quelle parole che significano “tengo più a te di quanto tenga a me stesso, al mio amor proprio”. Amore non è una fredda coerenza, amore è misericordia e perdòno.

L’illuminazione che ho avuto è questa: quali disastri possa provocare un cattivo maestro se non usiamo l’esperienza, se non usiamo il cuore.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 giugno 2012 su meditabondazioni, Oggi sposi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. Per una volta d’accordo con te al 100%. Frase stupida e totalmente sbagliata. C’è anche da dire che non credo che molte persone nate negli ultimi 40 anni abbiano visto quel film o tanto meno letto quel libro (per me ad esempio Ryan O’Neal è Barry Lyndon); sarà un caso, ma credo che i 25-30enni attuali nelle questioni di coppia siano molto diversi dalla generazione dei cinquantenni.

  2. Graziegraziegrazie-Grazie! Adesso finalmente so perchè quando Guccini dice quella frase in “Genesi” tutti ridono… Avevo capito che era una citazione ma non sapevo da dove.

  3. Giusto, la Genesi! che tralaltro è del ’73. Il libro l’ho letto almeno un lustro dopo il film (non giudicatemi male, in quel periodo ho letto o quantomeno sfogliato tutti i libri della locale biblioteca non del tutto illeggibili) e questo vuol dire che quell’opera, nel bene o nel male, ha influenzato tutto il decennio successivo.
    E’ anche vero che adesso è caduto nel dimenticatoio (Barry Lyndon! non avevo associato!) e, per fortuna, non si parla di remake…

  4. Totalmente d’accordo sull’incipit. E’ quel tipo di frase pontificante che se provi ad analizzarla con un minimo di logica ti si sbriciola in mano. Il libro lo lessi all’epoca perché arrivò in casa e garantisco che era difficile evitare che arrivasse (a un certo punto era perfino allegato alle scatole di Baci Perugina…) e la cosa che più mi colpì era il turpiloquio. Normale, forse, nello stile statunitense, molto meno per l’Italia di allora. Forse il retaggio più consistente che ci ha lasciato è stato l’effetto ‘sdoganante’ in questo senso (insieme allo Zavattini radiofonico, che non so se sia venuto prima o dopo…). Libro inesistente, infinitamente meglio Barry Lyndon (quello di carta oltre che quello di celluloide).

  5. p.s. Consonanze dal web
    http://lafontanadelvillaggio2.wordpress.com/2012/06/21/tu-non-morirai/

    Forse che Berlicche e Don Fabio si mettono d’accordo prima? ;-)

  6. Io ogni volta che ascoltavo la Genesi mi chiedevo che volesse dire… me lo chiedo ancora ora.

  7. La critica la condivido in pieno, naturalmente. Ma poniamoci dal punto di vista di chi la frase l’ha scritta o apprezzata: che senso ha? Che cosa voleva dire? Cioè, non riesco a capire dove starebbe l’attrattiva in quella frase.

  8. Alphat, credo che il senso sia che uno non dovrebbe mai fare qualcosa che dispiace all’altro. Che sarebbe anche una bella cosa, se non fosse pura utopia e quindi, come tutte le utopie, non conducesse all’ideologia e all’errore.

    E proprio a questo proposito, Nihil, direi che l’unico per cui potrebbe valere è Dio…che infatti ci ama veramente.

    No, M&M, non ci mettiamo d’accordo, però credo che certi temi siano “nell’aria”.
    Sul turpiloquio ad essere sincero non mi ricordo niente. Zavattini comunque era del ’77.

  9. Casualmente, sono capitato sull’elenco delle 100 migliori frasi da film. Indovinate chi c’è al #13…? Esatto.

  10. Davvero tu gli avevi dato quella interpretazione, Berlic? Io avevo sempre pensato che il senso fosse un altro: “amore vuol dire che se anche fai una cosa che dispiace all’altro, siete così tanto innamorati che non c’è comunque bisogno di chiedergli scusa, perché tanto il tuo partner è così annichilito dall’amore che prova per te che ovviamente non se la prende”.
    (Sì, come no?).
    Un po’ come quell’altra frase che mi capita spesso di sentire, che “amore vuol dire non doversi comportare in maniera socialmente accettabile, quando stai con la persona che ami”.

    Comunque, ho sempre odiato Love Story e ho sempre odiato quella frase idiota, quindi non è che la mia interpretazione voglia nobilitarla, eh :-D

    Peraltro… adesso intervengo in veste di piccina. Ho ventiquattro anni, non sono passati secoli da quando ero adolescente ;-), e peraltro mi capita di “frequentare” su Facebook, per varie ragioni, ragazzine ancor più piccole di me, in età da liceo. Indi, posso confermare che non è che l’immaginario romantico della ragazzina-media, oggi, sia diverso da quello che descrivi tu. Magari non si cita esplicitamente Love Story (di fronte al quale, comunque, quasi tutte le mie coetanee si sono commosse almeno una volta nella vita: è un film datato ma è un cult, è comunque conosciuto). Ma se non si cita esplicitamente questa frase qui, se ne citano molte altre ugualmente idiote… quindi non è che le aspettative siano cambiate un granché, rispetto ai tuoi tempi :-D

  11. Suppongo che allora come ora dipenda molto da quanto si è “cresciuti” (ovvero consapevoli della natura umana). Nel film del ’73 “What’up, doc?” (In italiano traslato con “Ma papà ti manda sola”, divertentissimo), Barbra Streisand la dice al suo lui, che risponde imperturbabile “E’ la frase più idiota che abbia mai sentito”…
    (per tutto ieri non ho fatto altro che imbattermi casualmente in citazioni di questa frase)

  12. ““amore vuol dire non doversi comportare in maniera socialmente accettabile, quando stai con la persona che ami”?
    Puzza di Kierkegaard, ma lui l’avrebbe rivolta a Dio :asd:

  13. Penso che Lucyette intendesse “Puzza di Kierkegaard se sei la signora Kierkegaard” (scusate, lo so che è rozza ma non ho resistito. Vi amo.)

  14. @ Berlicche | 22 giugno 2012 alle 10:17
    «Nel film del ’73 “What’up, doc?” (In italiano traslato con “Ma papà ti manda sola”, divertentissimo), Barbra Streisand la dice al suo lui, che risponde imperturbabile “E’ la frase più idiota che abbia mai sentito”… »

    E il gusto della battuta è raddoppiato dal fatto che a pronunciarla è lo stesso Ryan O’Neil…

  15. Aaah! Grazie, m&m, non ci avevo assolutamente fatto caso!

    xI lettori di Costanza Miriano: diciamo che sono un sequel, di quelli fatti per il mercato home con controfigure degli attori originali…

  1. Pingback: Mania di perfezione | Il blog di Costanza Miriano

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