I 10 comandamenti infernali – X – Non desiderare la roba d’altri

Cari allievi miei, diavoli di ogni bolgia, siamo all’ultimo dei comandamenti. Solo perché è il decimo si potrebbe essere tentati di dargli meno importanza. Desiderare la roba d’altri. Che vuoi che sia.

Invece il Nostro Padre che sta Quaggiù gli ha sempre dato la massima importanza. Statistiche dell’anno scorso indicano che oltre il 40% del budget infernale, tolte le spese di rappresentanza, è investito su progetti che riguardano in qualche maniera questo comandamento. Perché, demoni miei, dovete rendervi conto che esso riguarda il punto nodale del mondo mortale.
Quel punto non è il sesso, demonietti miei, nonostante quello che i mortali sembrano pensare. Quel punto di cui parlo è l’invidia dell’altro.
E’ punto nodale, badate bene, non per scelta nostra. Ah, no, è stato proprio il Nemico ad instillare nelle sue creature questa brama di possedere, questo desiderio di potere.

Siamo di fronte all’ennesimo giochetto dei nostri avversari di lassù, che negano a parole quello che loro stessi hanno fatto in modo di stabilire. Sembrerebbe che, accortisi di avere fatto un passo falso, il Nemico abbia deciso di nascondere dietro un divieto il suo errore.
Ha dato loro le cose, e poi dice che non sono importanti. Ha messo negli umani il desiderio di possederle, e fa in maniera che quel possesso non basti mai.
Un passo falso, senza dubbio, che è ciò che ci dà da mangiare. Se l’umano non desidera, cessa di essere umano e cade in mano nostra; se desidera le cose che non ha allora diventa nostra preda.

Toglietevi però dalla mente che il Nemico ci renda le cose facili. No, fa di tutto per far capire all’umano che quello che deve desiderare, non è altro che…rullo di tamburi…il Nemico stesso!

Quanto avrete finito di ridere, però, pensateci bene su. Se non fosse per il nostro costante alimentare l’egoismo e l’invidia è un piano che potrebbe anche funzionare.
In fondo il mortale, se ci pensa, si rende conto che è vero che niente può bastargli, niente che il vicino abbia può renderlo felice. Che se vuole tutto deve rivolgersi a colui che dà Tutto: il Nemico, appunto.
Se non ci fossimo noi a farglielo dimenticare, a non farlo pensare, a non farlo riflettere, se non gli presentassimo sempre nuovi idoli da adorare e sogni da inseguire… è un piano che potrebbe anche riuscire. Perché il decimo comandamento è

X – Non pensare ad altro che a quello che gli altri hanno più di te

E poi agisci di conseguenza. Che sia una posizione al lavoro, una matita nuova, un abito, una casa, soldi o macchina non ti fare scrupoli: ti spetta, e sarà tuo.
E, aggiungo, tu sarai mio.

 

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 maggio 2012 su comandamenti infernali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. Denise Cecilia S.

    Se l’umano non desidera, cessa di essere umano e cade in mano nostra: riferimento al buddismo di cui si è parlato anche da Claudio?

  2. Un dilemma che mi sono trovato di fronte coi bambini del catechismo: non stanno cambiando le cose?
    Un tempo gli oggetti erano unici.
    Se un bambino vede l’amico che ha la PS3 e la vuole anche lui, spesso lo fa senza invidia, senza voglia di rivalsa, senza volerla togliere a qualcuno: è un bene facile da ottenere in quantità. Ora che le cose valgono poco, sembra che questo comandamento diventi secondario… (giusto cose di prestigio, da collezione, roba per pochi…) che dici?
    Certo, siamo più materialisti, compriamo tanta roba… ma mi sembra un’altra cosa.

  3. Beh, il desiderio della “roba d’altri” del bambino si accende quando il genitore non accontenta il capriccio…

  4. Contraddico: la mia esperienza con i bambini è tutt’altra cosa.

    Provate a vedere cosa succede se lasciate soli dei bambini dando tot caramelle ad ognuno. Se in quella classe ce ne è uno appena più fragile e preso in giro dagli altri, o se nella classe c’è un gruppetto che fà il bello e il cattivo tempo ne vedrete delle belle! Cinismo? No! Esperienza personale (sia da bambino sia come ex – educatore)!

    A VOLTE (non è così per tutti i bambini ovviamente) non è il capriccio, ma proprio una sorta di sadismo (è piacevole per alcuni bambini/ragazzi comportarsi in questo modo). E – non sono padre quindi non vorrei azzardare troppo – ma più volte ho visto genitori chiedersi: “ma dove hanno imparato queste cose?” (questo per chi facilmente dice “è colpa dei genitori”).

    A me sembra che tutti siamo capaci di dire “mi spetta” solo perchè desideriamo qualcosa. Nei bambini la cosa risulta solo più evidente.

  5. Non penso che il peccato consista nel desiderare la stessa cosa che un altro già possiede, ma nel desiderare esattamente la cosa che l’altro possiede, privandolo di quanto (legittimamente o meno, questo non è un problema nostro) possiede. Per questo, Berlicche, la tua ridefinizione del comandamento non mi convince.

  6. Grandefratollo, tu parli di dinamiche di gruppo, nondi comportamento individuale. Sono piani diversi, il gruppo spersonalizza e solleva dalla responsabilità morale, tanto gli adulti quanto i bambini. Ecco perché esistono gli educatori per i bambini e la polizia allo stadio…
    quanto al peccato, il desiderio non retto lo è, non l’oggetto del desiderio. È l’intenzione chefa di una dieta un digiuno.

  1. Pingback: Su ciò che piace e “non” piace a Satana. Dalle Lettere a Berlicche all’esoterismo di Dan Brown: Codici, Demoni e l’Inferno | Escogitur.it

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