I 10 comandamenti infernali – IX – Non desiderare la moglie del tuo prossimo

Vedete, cari demonietti miei, dove finisce chi confida nel Nemico? Ad accettare che ci possa essere qualche vincolo definitivo tra gli uomini. Come se ci si potesse appartenere, come se qualche essere fosse capace di dire un sì definitivo, come se non tradisse nel momento stesso in cui acconsente a legarsi. O subito dopo.

Avete capito, diavolucci, dove sta la perversione? Accettare di porsi un limite, addirittura limitare il proprio desiderio solo perché qualcuno ha stretto un accordo con qualcun altro. Ma noi sappiamo bene che la soddisfazione occorre prendersela come capita. Non vedete anche voi come siete tristi quando non riuscite ad ottenere ciò che volete? Il Nemico vorrebbe far rinunciare in anticipo i mortali, vorrebbe togliere la competizione. Vorrebbe farci credere che l’amore dura, che non finisce…ridicolo! Se questo desiderio è un abisso tanto grande, allora vogliamo colmarlo riempendolo di piccoli sassi, piccole soddisfazioni che non accettano di essere limitate in alcun modo.

Una parola vale finchè conviene, finché ci piace così. Gli uomini, come si arrabbiano quando vengono traditi!, senza capire che il tradimento è l’essenza: l’unica maniera di non farsi tradire è di essere il più forte, e di far tradire gli altri a proprio vantaggio.
Coloro che tradiscono sanno bene quello che stanno facendo. Tu che tradisci, sai te stesso e l’altro quel che fa.
Non perdete tempo a desiderare, fate vostra, realizzate la vostra fantasia, il vostro capriccio. Non esiste desiderio tanto basso e depravato che non possiate rendere reale se volete. Perché tirarsi indietro? E se vale per noi, tanto più vale per i mortali dalla breve vita.
Il desiderio va consumato subito, perché subito finisce. E allora occorre soddisfarlo ancora e ancora. E ancora, e ancora, e ancora…

V – Godete da ogni persona che potete

 

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 18 maggio 2012 su comandamenti infernali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. E’ stupendo il fatto che tu abbia messo l’aria del Don Giovanni cantata da Ferruccio Furlanetto! Ci sta benissimo, è cantata anche perfettamente. Abbiamo gli stessi gusti riguardo l’opera, immagino.

  2. Gusti infernali, immagino…

  3. Il “Catalogo” è già di per sé strepitoso, Furlanetto è un’interprete con una espressività rara (e in questo caso è molto aiutato anche dalla partner e dalla regia). I gusti sono gusti, ma tutto ha una ragione.

  4. Credo ci sia modo e modo di tradire… una cosa, squallida, è cercare l’avventura, un’altra innamorarsi di una persona precedentemente legata ma che non sente più questo legame. Tu, Berlicche, definisci perversione il “limitare il proprio desiderio solo perché qualcuno ha stretto un accordo con qualcun altro”, per me è qualcosa di molto difficile che non mi stupisco sia alla portata di pochi (poche). I gusti sono gusti, quindi è bene non giudicarli, a partire dal gusto (per me irrefrenabile) delle battutine stupide…

  5. Eppe, allora il legame è solo sentimento? Quando uno non sente più qualcosa questo non vale più? “Sì, ti sarò fedele fino a quando mi verrai a noia”, “Cara, ti amo per adesso”. Non troppo diverso da Don Giovanni. Mille giustificazioni, ma la stessa sostanza.
    Tu dici che non è squallido? Eppure abbiamo sott’occhio cosa significa: che è tutto provvisorio, e tutto si sfascia perché viene a mancare la “voglia” di provare a tenere in piedi qualcosa che non ci piace più.
    Che poi sia molto difficile non ci piove “se è così allora è meglio non sposarsi, dissero gli apostoli) , ed infatti oso dire che (quasi) solo con l’aiuto di Dio è possibile. Si chiama grazia matrimoniale. Ed è alla portata di tutti, perché non è fare affidamento sulle proprie forze, ma su quelle di un Altro.

  6. ilgrandefratollo

    La cosa di cui mi sono accorto discutendo con molte persone su temi “matrimoniali” (dalla possibilità di un “matrimonio” per gli omosessuali alla convivenza ai rapporti prematrimoniali) è proprio che sul significato di “amore” c’è (e si fa, talora volutamente) una gran confusione.
    Già la mia ragazza (all’epoca non stavamo insieme) quando le feci notare che se in una relazione intima entra lo sfruttare l’altro/a per il proprio piacere/tornaconto e non sviluppare il dono di sè (cosa che non esclude il piacere ma lo mette semplicemente al suo posto!) è sempre sbagliato. E visto che si parlava di matrimonio e possibilità per gente dello stesso sesso di “sposarsi” lei replicò (giustamente) “ma allora anche per un uomo e una donna che si sposano in chiesa”. Rimase stupita che le dicessi “Brava! Hai capito tutto!” perchè lei lo disse in modo polemico!

    E d’altro canto come si fà in un mondo in cui la “sincerità” il “non fare farse” il “seguire il proprio cuore” sono dei valori (quasi che la fedeltà, l’amore per i figli e la santificazione – per i credenti – valgano meno del proprio benessere)?

    E quale giovane uomo/donna che ha subito da bambino lo sfascio della propria famiglia se la sentirà di credere che una cosa così sia per sempre (pur desiderandola perchè non ho ancora conosciuto nessuno che fosse felice di un amore “a tempo determinato”)?

    Se il Padreterno ha deciso che ci voleva un sacramento ci sarà un motivo… Forse perchè è umanamente impossibile!

  7. L’ ipocrisia del tradimento è che chi lo fà non accetta di essere a sua volta tradito.Se può esistere qualche coppia che si accorda per il reciproco tradimento,certamente non si basa sull’amore e la sua unione dura finchè inevitabilmente ad uno dei due viene la gelosia.Sappiamo dalle statistiche che molti divorzi sono causati dai tradimenti.Si può tollerare qualche tradimento per debolezza,ma non l’insistenza nel tempo.

  1. Pingback: Su ciò che piace e “non” piace a Satana. Dalle Lettere a Berlicche all’esoterismo di Dan Brown: Codici, Demoni e l’Inferno | Escogitur.it

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