L’uomo che non volle farsi re

Si strinsero la mano e si abbracciarono. La serata era limpida e fredda, e nel cielo brillavano milioni di stelle. Il grande lago era un mormorio di onde basse, nero e fondo come un mistero di oscurità.
“Tutto è pronto” disse il più alto dei due. “Domani è il gran giorno”. Aveva la voce rotta dall’emozione.
Il suo compagno era più calmo, appena. Era un sogno che si coronava, nel senso letterale del termine. “L’avessimo preparata non sarebbe venuta così bene. Adesso tutti sono entusiasti. Se ne sono convinti. E’ quello giusto. Ve lo avevo detto, io, che era quello giusto.”
Rise. “Tutto il popolo è con noi. E quelli che ci sono ostili si convinceranno. Non possiamo perdere.”
L’altro si fece pensoso. “Proprio tutti no. I farisei, per esempio, e gli scribi…sarebbe un grave errore ignorare il loro potere”
Il suo compagno rise di nuovo, di un riso freddo e sarcastico “Ma se hanno paura anche solo ad avvicinarsi! Li ha ridicolizzati così tante volte che non faranno finta di non vedere. Sanno di avere solo da perdere da un confronto diretto.”
“E se invece si mettessero di mezzo? E se tentassero di eliminarlo? In Sinagoga…”
L’uomo basso si fece serio. Aprì il mantello, una lama scintillò brevemente alla luce della luna appena sorta, una sfera gialla sull’orizzonte di basse colline. “Abbiamo i mezzi per convincerli. Siamo ad un passo dal restaurare il Regno di Israele. Non possiamo lasciarci ostacolare da gente che non sa vedere al di là del proprio naso”.
L’altro uomo rabbrividì. “Non vorrei che si arrivasse a questo. I romani potrebbero intervenire prima del dovuto. Dobbiamo avere qualche mese per prepararci, o ci spazzeranno via.”
“Paura dei romani, Barabba?” lo schernì l’uomo più basso.
Barabba si girò. “Ti pare che io abbia paura? Sai anche tu cosa ho fatto in passato. Non sono un codardo, ma neanche uno scemo. Se i romani ci colgono mentre siamo pochi e divisi non ci risparmieranno. Non ho intenzione di ricevere una lancia nello stomaco o venire crocefisso. Sto giocando tutto sul tuo Messia. Bada che non ci deluda, o io rimarrò deluso di te.”
Per un attimo tacquero. La tensione era palpabile. Poi Barabba si rilassò. “Va bene, lasciamo stare. Piuttosto, spiegami come c’è riuscito. Dove avevate nascosto tutto quel cibo?”
L’uomo basso rilasciò anch’esso la mano che aveva tenuto sull’elsa della spada. “Mi venga un accidente se lo so. Per quanto ne so io poteva avercelo su per le maniche. Io tengo la cassa, e ti dico che se l’ha comprato non ha usato i soldi che amministro io.” Si voltò verso il lago. “Era impressionante. Ci abbamo messo un po’ a capire che non sarebbero finiti. Lui continuava a tirare pesce e pane fuori dal cesto…Dovevi vedere che silenzio c’era. Eravano tutti ammutoliti.”
Barabba chinò il capo. “C’è solo da sperare che lo riesca a rifare. Magari la prossima volta con qualcosa di meglio. Che so, dell’oro ci farebbe comodo.”
L’altro gli pose la mano sulla spalla. “Tu pensa domani a far venire tutti molto presto. Bisogna che…”
“Attento, arriva qualcuno!”
Sì, qualcuno stava arrivando dal sentiero che portava al lago.
Barabba svanì in mezzo ai cespugli. Il suo compagno afferrò nuovamente l’elsa della spada. Ma era una persona sola.
“Giuda! Sei qui, Giuda?”
Riconobbe la voce. Ma che ci faceva…? “Filippo, sono qui!” disse ad alta voce, uscendo dall’ombra della piante.
Filippo si diresse dalla sua parte. “Accidenti a te, mi sono quasi rotto una gamba con questo buio. Ma dove eri finito? E’ un pezzo che ti stiamo cercando.”
Giuda tagliò corto. “Perché mi cercavate? C’è qualche cambio di programma?”
“Certo, non te l’aspettavi? Il Maestro ci ha detto di partire con la barca subito, senza farci notare, e di andare a Cafarnao. Ha detto che ci avrebbe raggiunti dopo.”
Giuda strinse le labbra. Così si rischiava di mandare a tutto a monte. “E perché avrebbe deciso così? Si doveva restare tutti fino a domani!”
Filippo scosse la testa. “Pare che vogliano rapirlo e farlo re. E’ solo una voce, ma Lui l’ha presa sul serio.”
Giuda lanciò un’occhiata verso i cespugli dove stava nascosto Barabba. Maledizione! Questo rischiava di mandare tutto all’aria. Perché quell’uomo era così ostinato, non capiva che era il suo destino? Ma non tutto era perduto.
“E il Maestro? Dov’è adesso?”
“E chi lo sa? Sai come fa quando ha voglia di sparire. Credo che sia da qualche parte sulla montagna. Ma non ti preoccupare, ha detto che ci raggiunge. Immagino che faccia così perché teme che le barche siano sorvegliate.” replicò Filippo.
Niente, quando non voleva farsi trovare il Maestro ci riusciva benissimo. Ostinato e ingenuo! Ma una volta incoronato avrebbe fatto in modo che seguisse di più i suoi consigli. Non rimaneva che un’ultima opzione.
“Arrivo, d’accordo” disse a voce alta. “Immagino che ci raggiungerà domattina a Cafarnao.”
Non osò voltarsi ancora, ma sapeva che Barabba doveva avere sentito e stava già riorganizzando i piani. Astuto, Barabba. Un uomo insostituibile.
Giuda si diresse con Filippo verso il lago, sul sentiero scuro e sassoso. Domani, a Cafarnao, avrebbero completato il piano. Gesù non avrebbe potuto dire di no, lo avrebbero costretto a prendere posizione e a giocare al loro gioco, volente o nolente. Una giornata decisiva, da ricordare a lungo. Finalmente i Giudei avrebbero avuto un re!
Si stava alzando il vento. In alto, le nuvole stavano iniziando a nascondere il cielo.

 

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 aprile 2012 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Davvero suggestivo. Anche se penso sia un incastro troppo complicato per essere davvero avvenuto.

  2. (Nota: il racconto è ispirato principalmente a Gv 6)
    Forse non così complicato. Gesù, nel Vangelo, comincia a dire che c’è un traditore (diavolo) tra i discepoli appena dopo l’episodio descritto. Dove è detto esplicitamente che volevano rapirlo per farlo re.
    Il racconto vuole fare vedere il tentativo di strumentalizzazione di Gesù che Lui ha rifiutato. Un tentativo che spes anche noi facciamo. Avevo già pensato che questo tentativo sarebbe statao fatto da Giuda, il primo tradimento, dalla cui delusione sarebbe venuto il successivo.
    Quando ho pensato il racconto avevo bisogno di un interlocutore per Giuda. Durante la stesura, cercando un nome, ho pensato a Barabba. Se coincidessero in effetti il giorno del giudizio di Cristo (libero Barabba!) assumerebbe un’altra luce. Quanta gente c’era in Giudea che voleva causare una sollevazione? Azzardata, ma non peregrina.

  3. Vero (azzardata, non peregrina). Sono i testi che crediamo di conoscere meglio, quelli che bisogna leggere con più attenzione…

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