I 10 comandamenti infernali – VI – Non commettere atti impuri

Cari colleghi tentatori; abbiamo ormai oltrepassato la metà dei nostri seminari sulle imperature leggi che governano il nostro mondo.
Il sesto comandamento, come pensato dal nostro Nemico lassù, suonava come “non commettere adulterio“. Quei ridicoli mortali hanno l’hanno fatto diventare “non commettere atti impuri“. Come se un mortale potesse fare qualcosa di puro. Noialtri lo sappiamo bene, non è vero? che razza di porcheria sono le anime degli umanuzzi. Se non fossero come sono noi non mangeremmo certo in modo così abbondante.

Ora, hanno un bel dire che è tutta colpa nostra, che siamo noi a mettere quei deliziosi pensieri cattivi nelle loro testoline. E forse in parte è vero, ma noi non potremmo proprio un bel niente senza tutti i difetti di progettazione che il Nemico ha infilato loro dentro. Questa follia di lasciare loro la possibilità di scegliere, in primo luogo. Che scopo ha pretendere da loro promesse eterne, come quella che il Nemico esige tra uomini e donne, se poi gli si da loro non solo la possibilità, ma il desiderio di infrangerle? E saremmo noi i sadici, noi quelli che godono della sofferenza?
Il contrario, piuttosto! Grazie al nostro consiglio i mortali possono sfuggire alla noia dell’ubbidienza almeno per un poco, possono ergersi in spregio a tutte le costrizioni.

Come si può imputare a qualcuno un tradimento, quando è ovvio che il meglio dell’esistenza consiste nel prendere ciò che conviene? Cosa è l’adulterio, se il matrimonio è una perversione? Noi siamo quello che siamo perché neghiamo l’eterno, anzi, l’eterno è proprio il vivere come se l’eterno non esistesse. Se il nemico ha messo in cuore agli umani, come a noi demoni stessi, il desiderio di qualcosa che non finisca, poiché ogni cosa finisce è ovvio che dobbiamo fare come vogliamo in ogni istante. Quello che facciamo, qualsiasi cosa sia, è puro, perché nasce da noi stessi. Vi divorassi qui e ora sarebbe puro – non, non scappate, era un modo di dire. Ma mi avete capito: niente può costringerci, niente può trattenerci, siamo superiori a tutto.
Logicamente, il nostro sesto comandamento sarà

VI – Fai cosa vuoi, perché non esistono vincoli nè impurità

Ed ora, vi fornirò una piccola dimostrazione pratica…non scappate, vi ho detto!

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 aprile 2012 su comandamenti infernali. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Questo è il primo comandamento infernale che mi lascia un po’ interdetto, perchè penso che sei riuscito a darne solo una visione parziale riducendo tutto al tradimento (adulterio). In realtà ora diciamo non commettere atti impuri, ma un tempo il termine esatto era non fornicare (avere un rapporto sessuale volontario fra persone non sposate tra loro), quindi penso che hai detto si delle cose sensate ma che non sei riuscito a centrare l’obiettivo. Infine mi chiedo se ripeterai le stesse cose quando il comando in questione sarà non commettere adulterio.

  2. Aspettavo con molto interesse questo comandamento…

    A me non pare che Berlic abbia ricondotto tutto all’adulterio. La domanda è: cos’è un atto puro? Ci sono atti impuri? ma che significa impuro?
    il demonio insegna che si può fare tutto ciò che si vuole perchè niente è impuro.
    Lo diceva anche il satanista Alesteir Crowley: “amore sotto il dominio della volontà, fai ciò che vuoi”.

  3. Infatti il nucleo di questo comandamento è esattamente questo: ci sono delle cose che sono pure, delle promesse che si fanno, e occorre rispettarle perché questo è l’ordine delle cose. Se l’ordine delle cose lo detto io, se l’amore è solo sentimento, impulso; se sono io che determino cosa vale e cosa non vale allora posso anche definire cosa sia puro, ovvero negare che qualunque cosa lo sia.
    Ai demoni il sesso non interessa: interessa il fatto che si rompa una promessa, che si renda impuro ciò che non dovrebbe esserlo, si sconsacri ciò che è consacrato.

    Lorenzo, in realtà l’originale era appunto non commettere adulterio; e non esiste nessun commettere adulterio in seguito, c’è un “non desiderare la donna d’altri” che è abbastanza differente.

  4. Caro Berlicche,
    so che non esiste il comandamento non commettere adulterio, e pensavo che non desiderare la donna d’altri (in quanto d’altri) si riferisse esclusivamente a questo. L’attuale non commettere atti impuri l’ho sempre visto come atti di natura sessuale che vanno a inficiare il nostro corpo inteso come Tempio dello Spirito Santo, quindi libertinaggio, masturbazione e pratiche omosessuali, ma a quanto pare il Catechismo riunisce esattamente tutto ciò sotto il non commettere adulterio (6° comandamento). Vedi qui:http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm

  5. Sì, Lorenzo. Forse ho sintetizzato un po’ troppo e non si capisce bene (in origine avevo scritto di più ma poi ho preferito tagliare). Se leggi quanto dice il catechismo vedi che dietro la concezione della castità e del matrimonio c’è quella di un ordine. Ovvero la tesi che la natura è ordinata, e l’uomo è felice, è come deve essere (non è nel peccato) quando segue quell’ordine.
    La tesi diabolica è che quell’ordine non esiste. O meglio, visto che il demonio è menzogna, che per noi non deve esistere, non ne dobbiamo tenere conto, e dire “non esiste” è il mezzo più rapido per ottenere lo scopo.
    Visto che il desiderio dell’uomo è un amore puro ed eterno si negano quella purezza e quella eternità; oppure si negano possano portare alla felicità, se pure ci sono. Di qui il “comandamento infernale”.
    “Tempio dello Spirito Santo” vuol dire che il nostro corpo, la nostra carnalità, è il mezzo con il quale possiamo entrare in contatto con Dio. Nell’istante in cui ne chiudiamo le porte e pensiamo di potere utilizzarlo per altri scopi allora lo Spirito Santo rimane fuori e Berlicche si sfrega le mani.

  1. Pingback: Su ciò che piace e “non” piace a Satana. Dalle Lettere a Berlicche all’esoterismo di Dan Brown: Codici, Demoni e l’Inferno | Escogitur.it

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