I 10 comandamenti infernali – V – Non uccidere

Come questo uditorio sa bene, anche qui all’inferno chi uccide è severamente punito. Checchè ne dicano certi racconti del mondo degli umani, noialtri demoni non abbiamo nessun interesse a fare a pezzi i corpi dei mortali.

Non si può negare che a farlo un certo godimento ci possa essere. Ma in fondo cosa frega del corpo, a noi? E’ la sofferenza dell’anima che noi vogliamo. Non è del dolore fisico che andiamo matti, ma di quello spirituale. Il rimuovere un mortale dal mondo ha senso solo se ce lo possiamo accaparrare. Quando saranno qui le loro anime saranno divorate eternamente. Perché rischiare per poco dolore in più?

Per quanto massacrare i servi del Nemico e gli uomini in generale sia godibile, a farlo sconsideratamente si rischia solo di fare il gioco di Quelli lassù, una delle più odiose truffe che il Nemico abbia architettato nei nostri confronti.
La sofferenza che tanto ci piace infatti ha spesso la fastidiosissima conseguenza di purificare lo spirito. E’ quindi da usare solo in quantità limitate. Tutti i tormenti che infliggiamo possono avere l’effetto collaterale di allontanare da noi persino chi pensavamo già acquisito. I martiri hanno addirittura una corsia preferenziale per il trono del Nemico, figurarsi. Una vera fregatura.

Per quanto ci possa ripugnare, è molto meglio ai nostri fini una morte pulita, istantanea, che non dia tempo di chiedere perdòno. Un poco di tormento è accettabile solo se siamo riusciti prima a levare la speranza, o se siamo stati in grado di incattivire abbastanza il morente con rimpianti e recriminazioni. Le morti nell’odio e nella vendetta sono le migliori.

Il tentatore che volesse seguire la strada dell’omicidio per dannare il suo protetto è bene avvisato: non sempre il gioco vale la candela, e perdere un’anima per guadagnarne un’altra è cattiva economia.
Non bisogna neanche dare per scontato che l’omicida sia già dei nostri: troppo spesso abbiamo visto quei voltagabbana riuscire a sfuggire all’ultimo momento dalle nostre grinfie.

In definitiva la morte terrena deve essere procurata con parsimonia, perché rimane una delle principali risorse del Nemico. Solo attraverso l’ignoranza degli uomini possiamo farne uno strumento nostro. Per favorire il nostro dominio sul mondo, per mantenere il potere ai nostri solidali, per portare sotto di noi quelli che la danno ai loro simili.
Il solo criterio da usare è quello razionale: non lasciarsi pigliare la mano ma vedere cosa possa servire alla nostra causa. Questo occorre insegnare ai mortali in nostro affido: che le vite degli altri, dagli embrioni ai vecchi a chi non piace, vanno rispettate solo se possono servire, fintanto che servono.
Se vogliamo dare un comandamento in proposito, deve essere questo:

V – Non uccidere chi ti può essere utile

Ci sono tante alternative succulente: perché privarsene?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 11 aprile 2012 su comandamenti infernali, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. ilgrandefratollo

    Avete mai notato come nei telefilm moderni e nei fumetti/manga/anime (scusate! Sono un profano quindi uso termini magari inappropriati) i demoni – quando non sono esseri dannati ma non malvagi – vogliono solo infliggere pene e morte, divorare umani, dominarli etc. etc. Senza nessun riferimento al bene (non si dice la santità, ma il bene e il male).

    Penso che se facessero veramente così l’inferno sarebbe davvero vuoto!

    Farà parte anche questo della stragegia diabolica?

    Ah, so di aver scoperto l’acqua calda! E’ solo per associazione di idee che parlo di questo, non perchè penso di aver avuto un’intuizione geniale!

  2. Denise Cecilia S.

    Io invece ho fatto il consueto +1, ma di cliccare Like non mi riesce.
    E non perché il “pezzo” non funzioni, anzi.
    Mi sa che funziona tanto bene da dare mal di stomaco.
    E forse, è meglio.

  3. Eh, fratollo, certo…o di come il diavolo sia (quasi) sempre come un simpatico imbroglione, in fondo bonaccione…un giorno di questi faccio un post.
    C’è da dire che i demoni orientali non corrispondono del tutto ai nostri demoni, quanto ad esempio ai giganti della mitologia norrena, o agli orchi: esseri potentissimi, in generale ma non sempre malvagi e con una tendenza a conquistare il mondo, come li descrivi tu. E’ solo per mancanza di termini esattamente corrispondenti che si chiamano così. Problemi di traduzione, per così dire.
    Il termine giapponese “oni”, ad esempio, di solito è tradotto “demone”. Nel caso di Lum (Lamù, per chi la ricorda) invece era reso con “orchi”.

  4. ilgrandefratollo

    Interessante, rimangono fuori però i telefilm (buffy, the reaper, angel e via dicendo). Nonchè diversi film (il Rito per esempio) che si rifanno alla tradizione giudaico – cristiana (almeno nominalmente! Ovviamente la maggior parte sono un pastrocchio che mette insieme un pò di tutto).

  5. non uccidere sì, ma non uccidere non solo l’individuo, non uccidere la natura dell’uomo. i nostri figli, le generazioni future, hanno perso la loro natura umana e stanno diventando dei mostri ipertecnologici.

    cosa dobbiamo fare?

  6. No, è chiaro che mi riferivo solo alla parte orientale (cino-indo-giapponese per intenderci) che oltretutto ha anche recepito sincretisticamente elementi cristiani – un giorno o l’altro anche su questo parlerò.
    Anche se a dirla tutta anche qui in occidente c’è una certa distinzione tra il diavolo, l’ingannatore, nominalmente astuto e malvagio, e il demone, bestia bruta. La mente e il braccio, si potrebbe dire.

  7. Age, non sarei così pessimista sulle generazioni future, il futuro è buio quanto tutti i futuri, solo che non possiamo ricordare come fosse il futuro che stiamo vivendo ora quando ancora si chiamava “futuro”.
    I nostri figli, le generazioni future sono ancora persone che hanno bisogno di conoscere la gioia di vivere, e la natura umana prevede che il nuovo cresca grazie al vecchio.
    La fede cristiana, d’altra parte, pone l’educazione tra gli strumenti fondamentali…

  1. Pingback: Su ciò che piace e “non” piace a Satana. Dalle Lettere a Berlicche all’esoterismo di Dan Brown: Codici, Demoni e l’Inferno | Escogitur.it

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