Monti giustiziato

Oh, mi rendo conto che posso avervi indotto nell’errore.
No, non stavo parlando di Nassirya nel post precedente. Mi riferivo ad un altro attentato, compiuto ben prima, ma con modalità sorprendentemente simile.
Dobbiamo andare a Roma il 22 ottobre 1867.
L’Italia è stata ormai occupata quasi tutta militarmente dai Savoia. Nel sud continua la spietata repressione del brigantaggio, con interi paesi passati per le armi e civili fucilati sul posto alla minima infrazione, fosse anche avere sconfinato nei lavori agricoli. La Francia si è ritirata da Roma, dopo avere ottenuto dai Savoia lo spostamento della capitale a Firenze e la solenne garanzia che avrebbe protetto lo stato pontificio da ogni aggressione esterna. In pratica, come tutti si rendono conto, è come avere affidato la protezione del gregge al lupo. Tutto quello che manca a Vittorio Emanuele II è un pretesto per l’aggressione.

Pretesto che ancora una volta si cerca in Garibaldi. Equipaggiati dai sabaudi, truppe “volontarie” garibaldine attaccano Roma. Contemporaneamente una serie di attentati dovrebbe decimare i difensori, causare una reazione e l’insurrezione. Diversi gruppi di “patrioti” si infiltrano con lo scopo di prendere possesso dei punti strategici. Il popolo romano si guarda bene dall’intervenire, la rivolta non scatta, gli assalitori sono dispersi. I francesi intervengono, Garibaldi è sconfitto a Mentana, Vittorio Emanuele mette un piede in Lazio, poi ci ripensa e fa marcia indietro. Non ci sono più le condizioni politiche per un altro colpo di mano. 
Ma nel frattempo lo scoppio di due barili di polvere da sparo posti sotto la caserma Serristori causa “solo” la morte di venticinque zuavi pontifici, quasi tutti italiani e francesi, e di due civili, tra cui una bambina.

I responsabili materiali sono un marchigiano ed un romano, Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti. Saranno catturati e, un anno dopo, processati e ghigliottinati. Le loro sono le ultime sentenze di morte eseguite a Roma prima di Porta Pia. I due avevano ammesso di essere stati reclutati da agenti sabaudi.

Come ho anticipato sono stati chiamati martiri, sono state scritte poesie su di loro, è stato girato un film. Hanno delle strade a loro nome in alcune parti d’Italia. In che maniera la loro storia si differenzia dagli attentatori di Nassirya?
In una cosa almeno. Ci risulta che i due si pentirono amaramente di quello che avevano fatto.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 febbraio 2012 su 150. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. sei proprio un diavolaccio perfido!
    però, però, il mio commento non cambia.
    decapitarli è stato troppo umanitario.

  2. “Ci risulta che i due si pentirono amaramente di quello che avevano fatto.”

    essù a berli’… io in un anno in mano ai svizzeri me pentirei pure del ratto delle sabine. e tu pure. questi so’ più tempi da leonardomarini che da tommasocampanelli.

    ***
    a berli’: se non ora, quando? e se non noi, chi?
    famo er Compromesso Ssorico. io e te.
    ve riprennete er lazzio [tanto, peggio de alemanno (e veltroni e rutelli, sia chiaro…) che potreste mai fa’?], l’abbruzzo e le marche. totò riina re delle due sicilie.
    berlusconi re di sardegna (me pare che ce casca a cecio, no? mica preferirai vittorioemanuele…? al limite esaminamo il profilo formigoni. ah: berlicche principe di piemonte, via… nun sarò mica liberale pe’ gnente…)

    io, pe’ me, me contento de un impieguccio ne la cenzura, come er belli. ché tanto de ‘sti tempi se pò fa’ benissimo in reggime de telelavoro.

    (a fa’ scarpia ce vedrei* bene denisececilias)

    firmamo?

    *oh, non è una condizione eh… solo un suggerimento…

  3. ps: se totò riina te paresse troppo plebbeo, ce sarebbe un certo iñaki urdangarin, che è parente dei borboni. un borboncino…

  4. A’ Orsopio, se dovessi morire tra cinque minuti non basterebbe tutta la Svizzera a impedirmi di dire quello che penso.
    Negare le evidenze sempre e comunque, eh?
    Comunque non ti preoccupare: lo Stato Pontificio oscurantista era in pareggio di bilancio, anzi, in attivo, tanto che si permise di abbassare le tasse a più riprese. Mentre i Savoia avevano una voragine…le tasse dopo la conquista di Roma furono innalzate da tre a cinque volte, i servizi peggiorarono…
    tra poco non ci sarà bisogno di accordo, avverrà tutto spontaneamente…

  5. Io penso che gli avvenimenti storici, come le bestemmie, vadano contestualizzati. A Nassyria abbiamo una caserma di militari in assetto da guerra, provenienti da un paese che afferma nella costituzione di ripudiare la guerra, che stanno li a non si sa bene fare cosa ma per brevita’ diremo a ‘difendere la pace’. Siccome sei parte di un esercito che mi fa la guerra, la mia popolazione civile tenta di farti la pelle. Ottimo, o almeno onesto, credo. A Roma abbiamo una situazione completamente diversa. Alla fine di tutte le fini, la storia la scrivono i vincitori, quindi i militari di Nassyria diventano eroi come Monti e Tognetti. Ed i perdenti (che non e’ nessuna delle fazioni, ma sono i civili morti ammazzati) non li ricorda nessuno. L’unica ingiustizia che percepisco e’ quella nel raccontare una storia partendo dal punto di vista del vincitore appunto. Sarebbe meglio raccontare i fatti, lasciando la coscienza di ciascuno libera di maturare una propria opinione.

    Eric

  6. “A’ Orsopio, se dovessi morire tra cinque minuti non basterebbe tutta la Svizzera a impedirmi di dire quello che penso.”

    a berli’, a sei minuti all’alba semo boni tutti. è alla reception de guantanamo (o de castel sant’angelo, a piacere…) che te vorei vede (io no, a me me so già).

    “tra poco non ci sarà bisogno di accordo, avverrà tutto spontaneamente…”

    “io ce lo so. speravo che TU ‘nge lo sapevi” (cit.). solo, peccato per la mia sinecura :(
    esulta pure, ma non troppo. non si può attraversare due volte lo stesso fiume…

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