150: parla parla Parlamento

Un bell’allestimento, non c’è che dire. Anche se io avrei preferito starmene ancora un po’ a guardare le tavole di Defendente Ferrari al piano terra.
Ma è quasi terminato il centocinquantenario, e anche la ricostruzione del primo Senato italiano che è attualmente ospitata a Palazzo Madama a Torino avrà tra poco la sua conclusione. Meglio affrettarsi.

Ci si può sedere in imitazioni di quegli scranni che ospitarono per un ventennio le discussioni dei senatori del regno. Scorre un video, voci registrate si levano nella riproduzione di una seduta di quello storico consesso.
E qual è quella seduta? L’approvazione dellle leggi Siccardi sull’abolizione del foro ecclesiastico.

Ricordo brevemente di cosa si tratta. Fino alla primavera del 1850 gli ecclesiastici, quando ritenuti colpevoli di qualcosa, non venivano giudicati d un tribunale normale ma da uno apposta per loro. Il ministro Siccardi propose una legge per cui preti e vescovi sarebbero stati sottoposti alla magistratura come cittadini qualsiasi.

Beh, certo, sembra giusto e corretto, no? Un segno di civiltà. L’attore che legge i testi del ministro ha una voce forta, sicura, quella che siamo abituati ad associare al protagonista. Al termine degli interventi favorevoli scrosciano gli applausi.
Invece le voci di quanti parlano contro sono insinuanti, un poco enfatiche, diciamola tutta antipatiche. Ti figuri dietro biechi figuri che combattono per mantenere antichi privilegi. Le motivazioni che adducono sono “il mantenimento della religione cattolica”, con un velo di minaccia. Nessun applauso per loro, e stupisce un poco il pubblico apprendere che la discussione è durata giorni. Com’è possibile? La casta, evidentemente.

Ma alla fine il nuovo trionfa. Colui che declama i testi ci informa, bontà sua, che questa è solo la prima di una serie di leggi che comprendono anche il matrimonio civile e che costeranno la scomunica al Re. Di seguito parte una carrellata sull’odierno Parlamento, forte, laico, indipendente, sottinteso grazie a quelle antiche decisioni.

Il visitatore, dunque, apprende che la Storia di Italia si è fatta grazie all’abolizione dei privilegi ecclesiastici, ottenuto in forza alla lungimiranza di quell’antico parlamento.

A me scappa da ridere, per non piangere.
Quella “Siccardi” non è certo la prima legge contro la Chiesa che quel Parlamento discute, come si cerca di far credere. Anzi, tra i suoi primissimi atti, in piena guerra del ’48, il Senato ha votato l’espulsione dei gesuiti e altri ordini “gesuitanti”.
Il Foro ecclesiastico c’è perchè c’è un Concordato; di questo viene fatto carta straccia – altri stati cattolici l’hanno abolito, ma di comune accordo, non per un atto unilaterale. Oltre al Foro sul piatto ci sono altri provvedimenti che vedranno la luce nei due anni successivi: l’abolizione del diritto d’asilo, cancellazione di feste religiose (“Che distraggono il popolo dal lavoro”), limitata la possibilità per la Chiesa di ricevere donazioni, introdotto il matrimonio civile. Se si abolisce il Foro ecclesiastico rimangono però intatti quelli dedicati a senatori, militari e commercianti.

Quali sono dunque i motivi per cui questa “legge di civiltà” viene proposta e approvata tanto di fretta? Il motivo è visibile immediatamente. Il Vescovo di Torino Fransoni prepara un’istruzione ai preti sulla legge; manco è uscita di tipografia che Fransoni è arrestato per abuso di stampa, condannato ad un mese di galera e 500 lire di multa; seguirà, di lì a poco, l’esilio.
Forse è un pochino più chiaro adesso? Il poter giudicare il clero consente al governo di applicare pressioni, imprigionare, perseguitare i sacerdoti cattolici come più gli piace. Non può permettersi una Chiesa libera, con le porcate che si accinge a fare: espulsione del clero, appropriazione dei beni ecclesiastici, invasione senza casus belli di stati confinanti…Vent’anni dopo, nel 1861, centocinquant’anni fa, ci sono in Italia oltre cento sedi vescovili vacanti.

Se lo stato si configura come unica fonte del diritto allora può fare quello che vuole. A chiunque. E chi richiama al fatto che esiste una legge più alta…è scomodo.

A distanza di centocinquant’anni il potere non ha finito di cercare di imporre la sua visione. Non ha finito di distorcere il passato per potere plasmare il presente. Chissà quanto se ne sono accorti, in quella falsa aula del Senato, simile ma non uguale a quella che fu, che quello che vi veniva descritto era forse simile a quanto avvenne, ma diverso quel poco che basta ad essere falso?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 dicembre 2011 su 150. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. ti adoro quando fai la vittima, lo sai…

    il matrimonio civile! me pari me, quando ancora rosico per il gol di turone…
    ma almeno io lo so che quando sto in tifoso mode on sono un cretino…

  2. Curioso che ti sia fermato a quello e basta, orsoPPio.

  3. alludi al matrimonio civile o al gol di turone, avion?

  4. Come spesso capita, l’errore di fondo e confondere una prospettiva storica con una prospettiva morale.

    Un post come questo è, lo dico sinceramente, molto utile per chi (come me) non conosce bene la storia del Risorgimento. E’ importante ricordare che raramente ci sono buoni e cattivi, e conoscere le vere motivazioni di chi passa per eroe.

    E’ altrettanto vero che, in una prospettiva storica, la scomparsa dei privilegi dell’ancien regime, tra cui quelli ecclesiastici, sono stato un passo necessario verso la democrazia liberale, quella di cui oggi fruiamo tutti al di là di (troppo) facili cinismi e retorica del “si stava meglio quando si stava peggio”.

  5. purtroppo, Berlicche, non mi dici nulla di nuovo… conosco bene quegli eventi storici … è la solita storia: basta proclamare una cosa con voce forte e sicura che questa assurge a verità.
    Triste ma attuale

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