Il conflitto

Tra religione e scienza c'è un inevitabile conflitto che sfocia in ostilità pubblica quando la chiesa attacca le nuove idee scientifiche come, ad esempio, nel caso Galileo.

OK, ci siete? Niente da dire? Tutto bene?
Se va tutto bene vuol dire che ci siete cascati in pieno. L'affermazione alla prima riga sarebbe stata giudicata, prima della fine del 1800, un'emerita cazzata. Ovvero quello che la ritengono la maggior parte dei moderni storici.
L'affermazione di cui sopra, nota anche come tesi del conflitto o tesi Draper–White, è infatti decisamente recente. Risale a due americani: lo scienziato John William Draper e l'intellettuale Andrew Dickson White.

Il primo pubblicò nel 1874 un pamphlet contro l'infallibiltà papale sostenendo che il cattolicesimo opprimeva la scienza, mentre l'Islam e il protestantesimo no.
"La storia della scienza non è una pura registrazione di scoperte isolate; è la dialettica tra due poteri conflittuali, la forza espansiva dell'intelletto umano da un lato e la compresssione che sorge dalla fede tradizionale e dall'umano interessa dall'altro" (da "History of the Conflict between Religion and Science")

Qualche anno più tardi, nel 1890, White pubblica la "Storia del conflitto della scienza con il cristianesimo nella cristianità". Dicendolo il culmine di trent'anni di ricerche il diplomatico americano "dimostra" con molti esempi l'esistenza di questa titanica guerra.
Grazie ad una potente campagna di stampa, le posizioni dei due diventano immensamente popolari. Sono insegnate nelle scuole, assunte senza critica dalla maggioranza degli storiografi.
Peccato che presto ci si cominci a rendere conto che le "prove" portate sono una montagne di balle.

"Draper si prende tali libertà con la storia, spacciando leggende per fatti, che è decisamente evitato al giorno d'oggi nei seri studi storici. Lo stesso è altrettanto vero di White, sebbene il suo prominente apparato di prolifiche note a piè di pagina possa creare un'impressione di meticolosa professionalità." scrive C.Russell

Al giorno d'oggi (quasi) più nessuno crede che nel medioevo la Chiesa condannasse chi credeva che la terra non fosse piatta – che fosse sferica era un fatto acquisito durante tutto il "buio" medioevo. Nè che fosse scomunicato chi praticava la dissezione di cadaveri. Non si registrano peraltro roghi di scienziati.

Al contrario si capisce sempre meglio che è stata proprio la visione cristiana del mondo a portare alla nascita della scienza come la conosciamo ora. Che la Chiesa non solo è stato il maggior sponsor della scienza e della ricerca fino alla rivoluzione francese, ma che la scienza stessa è possibile solo se si è convinti di abitare in un cosmo ordinato e con uno scopo. Ed è dovere dell'uomo capire questo universo sempre meglio, si tratti di tracciare le orbite dei pianeti o le equazioni dell'elettromagnetismo.

“La principale meta di tutte le investigazioni del mondo esterno dovrebbe essere la scoperta dell'ordine razionale e dell'armonia che è stato imposto ad esso da Dio e che Lui ci rivela nel linguaggio della matematica" (Keplero, De fundamentis Astrologiae Certioribus, Thesis XX, 1601)

E se ancora qualcuno non ne è convinto, e vuole portare avanti la tesi del conflitto, bene…lo faccia in modo scientifico. Ne porti le (reali) prove.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 6 luglio 2011 su Clerostorica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 35 commenti.

  1. C'è un libro di Hadjadj su scienza e medioevo, ma non ne ricordo il titolo. Quanto al rapporto fra scienza e Islam, da un'attenta disamina dei grandi nomi degli "scienziati arabi" si potrà notare come pochi erano islamici…

  2. PS: ho dimenticato di firmarmi

    Samuele

  3. Questo commento è cancellabile una volta esaurito il suo scopo.
    Ti è rimasto nella tastiera, presumo, quello che di seguito è in grassetto:
    "Qualche anno più tardi, nel 1890, il secondo pubblica"

  4. Purtroppo il disservizio splinder permane, e non riesco a modificare il post. Confermo: è rimasto in tastiera, grazie.

    xSamuele: ho già spiegato altrove come la scarsità di scienziati islamici  – come di qualsiasi altra religione che non sia la cristiana – dipende proprio dalla concezione del mondo che queste religioni propugnano. Se sei convinto che il mondo non sia razionale, o indagabile, che sia ciclico o che in ultima analisi niente importi non ti viene da fare lo scienziato.

  5. Al giorno d'oggi (quasi) più nessuno crede che nel medioevo la Chiesa condannasse chi credeva che la terra non fosse piatta

    Ahahahahahahah ma come ti vengono queste battute?

  6. Riguardo la terra rotonda, basta vedere come era concepito l'universo dantesco: in esso la terra è sferica, eccome. E non mi pare che Dante sia stato bruciato vivo per aver sostenuto questa tesi.

  7. Con il "più nessuno" intendevo dire tra coloro che un minimo di storia cla conoscono. Se provate a cliccare sui link troverete ampia documentazione, tra cui un'immagine di un libro dei primi del '200…

  8. la vita è un'eterna guerra

  9. utente anonimo

    Invito a leggere un testo interessante dello storico della filosofia della scienza Thomas Khun, "la struttura delle rivolzioni scientifiche"; ma anche la raccolta di articoli e atti di convegno "dogma contro critica", nei quali viene analizzato il contributo fondamentale dei pensieri dogmatici, senza i quali il progresso "critico-rivoluzionario" sarebbe stato assolutamente impossibile.
    Nel medioevo era stato già intuito il metodo scientifico, un certo francescano Ruggero Bacone, studiando la formazione degli arcobaleni potè dire che matematicismo ed empirismo non si trovano in contraddizione e che l'universo è una rete di forze, in ogni punto convergono e da ogni punto si diramano infiniti raggi che trasmettono gli influssi i quali si propagano seguendo le leggi della geometria ottica, di conseguenza ogni fenomeno è descrivibile in termini matematici. Per Bacone tutto questo non è in contrasto con la necessità di ricorrere all'analisi empirica al fine di conoscere la natura, perché è proprio l'esperienza che ci permette di cogliere il reale nella sua matematicità. 
    Grossatesta, tanto per cambiare un altro francescano, intuì la natura corpuscolare della luce nella sua metafisica, e nella sua dottrina della luce rivalutò il sistema eliocentrico.
    Tutto questo già nel 1200, nella culla della Chiesa.

    Piero

  10. utente anonimo

    @ Berlicche: ho visto che hai linkato l'articolo sul blog di nature che recensisce l'ultimo libro di James Hannam. Volevo sapere se lo hai letto e in tal caso che impressione ti ha fatto. Io l'ho ordinato alcuni giorni fa su amazon e prima che mi arrivi ci vuole una mesata buona.

    Piero

  11. xPiero: non l'ho ancora letto neanch'io, ma ho passato un bel po' a vagare tra critiche e controcritiche. Proprio l'assoluta vacuità e pretestuosità della maggior parte delle obiezioni mi hanno convinto che varrebbe la pena leggerlo. Anche se, probabilmente, aggiunge poco a quanto ho già avuto modo di imparare da altre fonti.
    Devo dire che mi ha un poco stupito come in queste discussioni vengano citate così raramente le fonti originali ma quasi sempre l'opinione di un tal studioso su questo e quello. Se vogliamo, spiega un poco come alcuni potessero pensare che il medioevo fosse così buio. Non sono mai vissuti in una città medioevale, come tante ce ne sono in Italia, e si basano su testi scritti da gente che al centro della propria città ha un centro comerciale e non una cattedrale.

  12. utente anonimo

    Sono molto curioso di leggere i capitoli dedicati al caso Galilei, voglio proprio sapere come trattano la questione lì ad Oxford.
    Per quanto riguarda la considerazione del medioevo è proprio vero, spesso si dimenticano che noi non possiamo non dirci medievali.
    Se avessimo la possibilità di andare indietro nel tempo, magari nel Medioevo, incontrare una persona e discutere con lui di quello che ho fatto durante la giornata, del tipo “mi sono alzato, mi sono infilato i pantaloni, la camicia e poi messo gli occhiali, poi sono passato all’università ad assistere una lezione, poi sono andato al comune per alcune pratiche, dal notaio per la copia di un documento, poi dopo vado in banca e infine in chiesa.”
    Insomma una giornata movimentata, ma quel medievale mi avrebbe capito alla perfezione.

    Piero

  13. utente anonimo

    mah, che la terra fosse sferica lo sapevano già i greci antichi, e infatti il trattato di Dante sull'uguale altezza della superficie dell'acqua nel mondo è chiarissimo, illustrato e non diede il minimo scandalo, segno che le premesse erano date per acquisite ed accettate da tutti…
    che poi il Draper abbia preso come scusa per il suo attacco al rapporto cattolicesimo-scienza il (recentissimo per i tempi) dogma dell'infallibilità papale dimostra che poco sapeva del papato e pochissimo del cattolicesimo, se non quanto aveva letto su Novella 2000 del tempo.
    c'è poco o nulla da fare: se in 25 secoli di storia della scienza gli unici che – a parità di basi di partenza – hanno prodotto qualcosa sono ebrei e cristiani (fino al XVI secolo cattolici, comunque) è prova se non altro che gli ostacoli alla conoscenza non venivano da queste due religioni.
    sul processo a Galileo è inutile soffermarsi più di tanto, troppe ne sono state dette e troppi sono stati gli errori e gli equivoci, più o meno voluti. chi ha dato prova di non voler applicare il metodo scientifico fu proprio Galileo, e per questo alla fine abiurò: per onestà intellettuale, non perché forzato.

    baron litron

  14. Sarebbe un bel sollievo quello che divci, per un credente come me che però vive la scienza come quasi una seconda fede. Però il dubbio che la Chiesa sia reazionaria non me la hai tolto:

  15. "reazionaria"???

  16. La Chiesa non è reazionaria. Il popolo però lo è. Tutti i popoli, sempre, invariabilmente.
    Nei periodi in cui la Chiesa è molto popolare, perciò, appare anch'essa reazionaria, perchè così ragiona la gente che la vive e racconta.

  17. Mi fa ridere che l'argomentazione contro "cultura cristiana = motore dello sviluppo" sia un discorso generico (invece di scendere nei fatti), sulla umana tendenza a vedere, in maniera molto miope, solo quel che viene dalla tua cultura, e non dal resto del mondo. Quando invece la moda oggi è proprio quella di svalutare la cultura occidentale in genere, ed invece far passare per oro colato tutto ciò che è esotico…
    Mi fa ridere anche pensando ad un antico racconto cinese che ho letto. Su quel tale che è il primo ad ottenere un cannocchiale, portatogli da questi misteriosi monaci cattolici… al tapino nessuno aveva spiegato che avrebbe dovuto evitare di farsi affascinare da una cosa esotica, perchè essendo in Cina, per definizione gli esotici sono loro, e poi cos'è questa storia di invenzioni che vengono dall'Occidente? Che vogliamo forse riscrivere la riscrittura della storia?

    Un tale in Giappone un giorno ha pensato e pensato ed ha inventato il calcolo differenziale. Più o meno nel periodo in cui, indipendentemente, veniva l'idea anche a Newton e compagnia, in occidente.
    Però della sua brillante idea siamo venuti a saperlo solo pochi anni fa, perchè la nostra cultura che non si accontenta di invenzioni estemporanee, ma costruisce fondamenta e da lì un intero edificio, ha prodotto anche studiosi capaci di interessarsi alla curiosità storica di questo pensatore, che ha avuto la sfortuna di essere isolato nella sua genialità.

  18. utente anonimo

    AlphaT non confondere la scienza con la tecnica.
    Portami una legge fondamentale della natura scoperta da un cinese/giapponese/indiano/arabo e io cambierò idea. 
    Sappi che anche la matematica per definizione non è scienza, ma lo è solo in senso lato.

    Piero

  19. Piero, non sono sicuro che tu abbia capito bene cosa intendeva Alphat.

    Cancellato un tuo commento OT riguardante commenti OT del solito troll, anch'essi rimossi.

  20. utente anonimo

    Ops, chiedo scusa ad AlphaT. Ho letto troppo velocemente il suo commento e ho capito l'esatto contrario.

    Piero

  21. link rigorosamente di parte, basta un giro su wikipedia per avere un’altro punto di vista

  22. Provalo. Smentisci.
    Così si fa la ricerca della verità. Se no ti stai basando su un preconcetto.

  23. “ma che la scienza stessa è possibile solo se si è convinti di abitare in un cosmo ordinato”

    Va detto però che questo è un concetto antecedente alla nascita del Cristianesimo, a cui si deve comunque dare atto di averlo conservato.
    Tuttavia è un merito a posteriori che possiamo dare oggi noi, che conosciamo i risultati raggiunti dalla scienza, di cui dubito ci fosse una effettiva consapevolezza nei secoli passati.
    Nonostante io sia dell’avviso che la storia del Cristianesimo è costellata da personaggi di capacità non comuni, sono propenso a pensare che aver permesso lo sviluppo del pensiero scientifico è la conseguenza di un fortunato accidente, più che di un risultato voluto.
    Questo vale, per esempio, anche per l’arte. Se per caso a un padre della Chiesa fosse venuto in mente – con successo – di vietare le raffigurazioni, oggi non avremmo i quadri del Caravaggio e compagnia bella.

  24. A mio avvio l’esempio dell’arte non funziona, a un padre della chiesa non è venuto in mente di farlo perchè Dio si è mostrato e fatto vedere in carne e ossa, per cui è il Cristianesimo in sé stesso a rendere fuori luogo l’iconoclastia, non la scelta di questa o quella persona.

  25. Il conflitto tra scienza e fede è una leggenda nera, frutto di una lunga manipolazione intellettuale che diventa “opinione pubblica” il 21 luglio 1925 con la sentenza sul caso Scopes.
    Da quel momento, non solo ogni opposizione alla divulgazione sistematica di qualunque teoria scientifica sarà condannata come una forma di oscurantismo, ma ogni argomentazione “laica” verrà ricondotta all’appartenenza religiosa di chi la esprime, verrà considerata opinione “di parte”. Una sorta di conflitto d’interesse.

  26. Alèudin, quello che sarebbe stato l’atteggiamento nei confronti della liceità o no di rappresentare Dio che conosciamo oggi (di Dio e e delle sue creature), non era affatto scontato nel primo millennio del Cristianesimo.
    Col senno di poi possiamo tirare un sospiro di sollievo e pensare che non poteva essere altrimenti, ma non me la sentirei di escludere che le cose sarebbero potute andare diversamente, visto l’armamentario dottrinale disponibile (fin a partire dal Vecchio Testamento). Infatti, le dispute sul tema non sono state inezie.

    In ogni caso, va osservato che qualsiasi “merito” o “demerito” individuabile a posteriori non è possibile attribuirlo esclusivamente all’azione della pura sfera dottrinale religiosa, perché sicuramente gli esiti del confronto sono stati imbastarditi da elementi contingenti ben più materiali.

  27. Si ma quello che intendevo dire è che il cristianesimo afferma che l’universo è in sè stesso cristiano cioè fondato su Cristo e destinato a Cristo, Alfa e Omega, per cui al cristiano non resta che riconoscere ciò che è cristiano ovunque si trovi.

    Il cristianesimo non ha inventato nulla nel senso che tutto è già cristiano per essenza.

    Con Cristo si è palesato umanamente ciò che già è.

    “Vagliate tutto e trattenete ciò che è buono”
    San Paolo

    “La verità da ovunque provenga viene sempre da Dio”
    San tommaso

    “Chi cerca la verità, che lo sappia o no, cerca Dio”
    Santa Teresa Benedetta della Croce.

  28. Nope, nessun preconcetto, ma, ahimè, chi leggerà il mio commento dovrà farsi le ricerche su wikipedia da solo per bilanciare questi link faziosi, giacché in questo periodo ho altro da fare.

  29. “Il cristianesimo non ha inventato nulla nel senso che tutto è già cristiano per essenza.”

    Questa è una interpretazione di fede, compresibile in un cristiano.
    Il sottoscritto, invece, che non parte da tale presupposto, non può che limitarsi a osservare i fenomeni della socialità umana nell’ottica di una serie di contrapposizioni di forze – e della contingenza di molti fattori – dagli esiti probabilistici.

  30. Vedi, Taglio, usare il termine “faziosi” prima di avere controllato che lo siano veramente indica che un preconcetto ce l’hai, eccome.

    Il tuo rifiuto preventivo degli argomenti e la debole scusa sembrerebbero indicare piuttosto un timore di vedersi smentito.
    PS: wikipedia???

  31. ma no, sono tranquillo, perché il ‘pre-concetto’ è stato concepito prima, ma non è basato su impressioni ma su qualche dato fondato, il problema è che la storia e la storiografia mi annoiano, e, come dici tu, chi è interessato a sentire un’altra campana (magari meglio documentata storicamente) può farlo facilmente.
    Che tu voglia credere a quello che invece ti piace è già assodato, quindi questa conversazione per me termina qui. Ciao.

  32. Ti annoiano, ma a quanto pare la noia non ti ha impedito di dare drastici giudizi ingiustificati nei tuoi commenti precedenti.
    E’ interessante la giustificazione che dai per potere continuare a credere nella menzogna. Dovresti ragionarci su.
    Ciao.

  33. La noia non si estende alle tue citazioni di fonti faziose, evidentemente. Che ci vuoi fare? :)

  34. Se sono faziose provalo; se no, come disse la volpe, “l’uva è acerba”.

  35. l’uva È acerba, ma come già detto non lo proverò a te, né agli altri lettori. Non ho né i titoli né il tempo. Mi spiace per gli altri lettori, ma se vorranno potranno almeno farsi le loro ricerche e sentire altre campane.

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