Malfattori

Non chiamateci briganti. Non chiamateci ladri. E' lo stato, è il potere che ci ha chiamato così. Io ero un combattente per la libertà. Mi battevo contro l'oppressione. Tutti quelli che abbiamo ucciso erano servi del potere. Soldati. Delatori. Gente che si era venduta al nemico. Non facevano parte di noi. Erano stranieri. Erano estranei. Erano esseri insignificanti, la cui morte è stata un bene per il popolo. Perché è la libertà del popolo la sola cosa importante. Noi siamo quelli scelti per riportare la libertà al popolo.

E quindi non si può chiamare rubare, il nostro. Non abbiamo fatto altro che riprenderci quello che ci spettava di diritto. Perché quando hai il potere contro devi fare come puoi. Non tutto il popolo ha raggiunto la nostra stessa consapevolezza. Chi ci rifiuta i soldi, chi ci rifiuta il cibo per continuare la nostra lotta è dalla parte del nemico, è il nemico. Quindi, cosa merita? Niente. Deve ringraziare se lo manteniamo in vita, e se lo facciamo è solo perché potrebbe esserci ancora utile. Almeno come esempio.

Noi siamo i combattenti della rivoluzione. Noi siamo il futuro. Se ci hanno presi è stato solo un incidente. Il nostro capo è già libero, mi dicono. Sarà lui a continuare la lotta. Perché è chiaro che per noi non c'è salvezza. Noi stiamo morendo. Io sto morendo.
Nessuno mi può salvare. Ma il mio nome vivrà in eterno, martire della causa. Non come quell'altro fesso qui a lato. Quanto mi fa incazzare. Ad un certo punto pensavamo fosse un alleato, anzi, di poterlo usare per la causa. Invece era solo pieno di parole. Beh, le parole non l'hanno salvato. E' già schiattato. Il potere l'ha ridotto in poltiglia con i flagelli, l'ha inchiodato e quell'idiota continuava a blaterare di perdono. E Disma che gli ha chiesto di ricordarsi di lui. Chi si ricorderà di quel Gesù, dico io. E' solo un pezzo di carne inchiodato ad una croce, sotto un cielo nero.

Come noi.

Ah, senti che rumore fanno le gambe che si spezzano. Adesso tocca a me, arrivano con i martelli. Che male deve fare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 aprile 2011 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Chi è rappresentato nella foto?

  2. E' un brigante ucciso dall'esercito "italiano" nel 1862.

  3. utente anonimo

    Grazie per la risposta e complimenti per il blog e per le idee.
    Piero

  4. Grazie. La foto è tratta da questa pagina blog.

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