150: Italiasessantuno

Quando da piccolo passavo per la zona sud di Torino, mi colpivano sempre alcune grandi strutture. Un binario di metropolitana che correva a diversi metri d'altezza e che si interrompeva bruscamente ne vuoto, la struttura di cemento già mangiata dall'umidità. Un palazzo a forma di fetta di formaggio fuso, dai vetri sporchi e circondato dagli sterpi. Un laghetto artificiale su cui correva il binario di cui sopra ridotto a palude. Chiedevo: cosa sono quelle cose? E mi si rispondeva: è Italia '61!
Erano i resti titanici delle celebrazioni per i cento anni dell'Italia unita. Erano bastati una manciata d'anni per renderli relitti abbandonati, dispendiosi e difficilmente recuperabili.

A me, bambino cresciuto nella più roboante retorica risorgimentale, era una cosa difficilmente comprensibile. Avevo letto Cuore una decina di volte. Mazzini e Garibaldi erano i santi che ci avevano dato la nostra patria. Tutto era stato bello, eroico: la guerra contro il bieco austriaco, la gioiosa insurrezione popolare, i patrioti, i Mille…
 Sono passati anni da allora, e sono cresciuto, Mi è stato insegnato a farmi domande, a tenere gli occhi spalancati, a vedere. E ho visto che il Risorgimento è una menzogna gigantesca che ci è stata data da bere per anni e anni, e in cui c'è ben poco di giusto. Un'esposizione finita la quale gli acclamati traguardi si rivelano essere costosissimi ed ingestibili catafalchi.

 Forse l'Italia andava fatta. Ma è stata riunita con l'inganno e il tradimento, con la sopraffazione e l'omicidio, con il massacro e la consapevole negazione di ogni norma del diritto dei popoli e delle nazioni.
 Qualcuno potrà anche dire che è andata bene così. Io non sono d'accordo. Tutto quel male l'abbiamo pagato caro, e continuiamo a pagarlo.
Almeno non continuate a raccontarci palle. Non pigliateci per scemi. E' ora di smetterla. Perché il male di oggi è il male di allora, e non possiamo uscire dal male di oggi se non chiamandolo con il suo nome.
 Viva l'Italia, e abbasso il Risorgimento.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 marzo 2011 su 150. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Questa italia, quella in cui entrambi siamo nati eìè nata da quel risorgimento: spiegami come fai ad inneggiare a lei e a denigrare l'altro.
    e.r.

  2. utente anonimo

    Non condivido proprio nulla e il Risorgimento resta fra le poche pagine gloriose dell'Italia.

    Frank77

  3. A Frank, posso chiedere quale gloria? La conquista piemontese forse?

  4. "il Risorgimento resta fra le poche pagine gloriose dell'Italia"
    pregasi motivare questa affermazione.

    Berlic ha detto perché considera il risorgimento tutt'altro che glorioso. Vogliamo parlare dei personaggi che lo hanno fatto? Quel put…ere pedofilo di Vittorio Emanuele II? Quel codardo di Mazzini, che mandava schiere di giovani al massacro restandosene nel suo esilio dorato? Quel doppiogiochista di Cavour? Quel prezzolato dell'Inghilterra di Garibaldi?

    E i tributi imposti? Le tradizioni sradicate? E, SOPRATTUTTO, i pleibisciti truccati? Bella legittimazione per la nascente nazione!

    Quindi… pregasi motivare l'affermazione che il Risorgimento fu glorioso!

  5. Splendida immagine di profilo, IlParra…
    Credo che il problema della gloria dell'Italia sia stato proprio il risorgimento: è vero che ci ha uniti, ma lo ha fatto in un modo malvagio e vergognoso. Se non ci stacchiamo dall'Italia del risorgimento davvero non possiamo amare l'Italia. La motivazione è semplicissima: il risorgimento ha unito alla sua maniera quell'Italia che i poeti cantavano a partire da Virgilio, i politici volevano unire a partire dalla battaglia di Legnano, i linguisti tentarono di unire a partire da Petrarca ecc ecc. L'italia non aveva bisogno della guerra per essere fatta, o per lo meno non della guerra di conquista di uno stato che era il meno italiano di tutti, dove fino a poco prima si parlava il francese e soggetto a un governo non meno straniero di quello Borbonico in Sicilia o di quello Lorenese in Toscana
    Tacendo anche di tutti gli obbrbri compiuti dai suoi "eroi" ugualmente questo risorgimento si basava su un ideale sbagliato, che non era neanche quello che volevano gli italiani, e a dire il vero neanche gli stessi piemontesi (basti vedere le divergenze di opinioni dei ministri dello stato sabaudo al riguardo)

  6. Senti: visto che siamo in tema e visto che tu sei torinese (cioè, pure io sono torinese, ma tu la frequenti regolarmente e io no), mi spieghi una vicenda di cronaca? Magari sei meglio informato. Mi spieghi come diamine ha fatto un povero disgraziato a suicidarsi dentro al laghetto di Italia '61?! Cioè, son tre dita d'acqua! Pare che qualche giorno fa un povero derelitto sia riuscito a togliersi la vita dentro al laghetto di Italia '61. Non voglio fare ironia sua questa cosa, è una tragedia… ma come diamine ha fatto?! Cioè, voglio dire, è già tanto se l'acqua ti arriva alle caviglie

    Vabbeh, ehm, abbi pazienza: se non dico la mia idiozia quotidiana non mi sento bene ;-)

    Tornando seri: a me, da laureanda in Storia, stupisce una cosa. In genere, il revisionismo storico è più o meno accettato (non parlo, ovviamente, di quelli che negano l'Olocausto): quando uno storico mette in discussione il concetto di "Medioevo come secoli bui", o quando fornisce una nuova interpretazione del feudalesimo, o insomma quando fa discorsi di questo tipo, generalmente viene ascoltato.
    Io, che studio Storia medievale, mi diverto spesso a sfatare leggende nere sul Medioevo. La gente, in genere, mi ascolta con una certa disponibilità al dialogo. Magari poi decide che io sono di parte (?) e che non è il caso di credere alle mie parole (ed è liberissima di farlo, ci mancherebbe), ma non è che mi prende a insulti perché la Storia è quella, io ho sempre saputo che le cose sono andate così e quindi non può essere diversamente, e tu sei una pazza che sta falsificando i dati.
    Recentemente ho dato un esame di Storia contemporanea incentrato sulla Resistenza tedesca, e ho scoperto che persino in quel caso (che è un caso scottante, siccome è vicinissimo ai nostri giorni) gli storici di professione stanno riesaminando criticamente alcuni aspetti.
    Quindi, insomma: salvo casi particolari, il revisionismo storico (nella sua accezione positiva) è generalmente ben accetto.

    Per quanto riguarda il Risorgimento, no.
    Uno può anche consigliare libri, presentare dati, fornire evidenze… ma generalmente, la gente ti guarda male. O ti dicono che sei leghista, o ti dicono che sei un pazzo, o ti dicono che l'unità d'Italia è una cosa così bella che non ci si può permettere di parlare male del Risorgimento.
    E a me stupisce, perché comunque si tratta di una cosa che è successa 150 anni fa, voglio dire: è passato abbastanza tempo. A questo punto ci si potrebbe anche permettere di guardare al Risorgimento con sereno distacco, e evidenziare i suoi punti oscuri se ce ne sono stati. Il che non è affatto sinonimo di "voler tornare all'Italia preunitaria", naturalmente.

    (Detto ciò, non chiedetemi di discutere di Risorgimento perché nei programmi della (mia) Università c'è uno scandaloso buco nero che va dal 1815 al 1914, quindi non posso essere di aiuto :-D)

  7. utente anonimo

     @Parra Uno che chiama pedofilo Vittorio emanuele II,e prezzolato Garibaldi si commenta da se e non merita nessuna risposta.

    A Porfinn invece consiglio di studiarsi un po di storia d'Europa e vedere come sono nati i vari Stati nazionali.
    Riguardo al Risorgimento pagina gloriosa,mi riferivo ai tanti giovani che sono morti per questo ideale.

    Frank77

  8. utente anonimo

    Mia nonna , morta 20 anni fa a 85 anni, era un "reviosinista" ante litteram:quando dava del "Garibaldi" a qualcuno non era certo per fargli un complimento; il soggetto in questione era un prepotente che non rispettava nessuno , un arraffone, un superbo arrogante ( usava l'epiteto sia per i cristiani che per le bestie ) … mi consola sapere che ora, anche se con qualche difficoltà, ci sia qualcuno che la pensa come lei, una povera montanara che aveva fatto solo la terza elementare.

    Mary
     

  9. utente anonimo

    Mah Lucyette, a me pare che sia proprio il contrario. Il risorgimento ha avuto un vasto revisionismo negli ultimi decenni, che tra l'altro trovava fertile terreno nel fatto che certi miti patrii non sono certo sentitissimi per l'italiano medio. Se penso alla mia formazione scolastica, le figure dei regnanti di Torino mi sono sempre state mostrate come personaggi ignavi, opportunisti e politicamente mediocri; i miei libri di storia davano ampio spazio al tema del brigantaggio (ricordo una macabra foto in cui i soldati del regno posavano con dei cadaveri di ribelli, messi seduti per sembrare vivi) e a raffigurazioni anti-eroiche e ciniche dell'incontro tra Garibaldi e il Re a Teano; alle medie ci hanno addirittura fatto vedere un film sul massacro di Bronte.
    La verità è che la cultura dominante "alta" del dopo guerra italiano, in quanto cattolica e marxista, è stata fortemente anti-risorgimentale; per quanto riguarda la cutlura "bassa", basti vedere il successo recente della Lega. Non c'è nulla di male in questo, solo che forse provare a cambiare prospettiva (magari in maniera intellettualmente onesta e non pretestuosa, come si vede fare nell'orbita di pensiero legata ad esempio a "La Repubblica" in questi tempi) è sempre utile.

    Cachorro Quente

  10. @Porfinnr
    Grazie… LA VOGLIAMO COSI'!

  11. Faccio notare due cose: la Francia è nata e vissuta con santi e grandi eroi, da Orlando (che è santo!) a Giovanna d'Arco. La Spagna è nata e cresciuta con uomini illustri e nobili: Da Ruy Diaz (El Cid) a Isabella. La Germania ha avuto il suo Carlo V, la Polonia un infinità di gente fra cui Ladislau Jagiello che la salvò dai teutonici. La Russia può vantare un Nevskij senza andare a riesumare i cavalieri di Kiev. L'Inghilterra ha Alfred Wessex, Aroldo, Riccardo cuor di leone e mille altri.
    Tutti costoro incarnarono e diedero la vita, se non anche la morte, per un ideale bello e giusto, quello di una patria dove la propria famiglia potesse vivere in pace, i propri amici, i propri vecchi, i propri concittadini e compatrioti da difendere. Garibaldi e Cavour non avevano nulla da difendere, ma solo da conquistare, e la loro grandezza umana non fu accresciuta dal loro ideale: nessuno che volesse essere sincero prenderebbe le loro vite come modelli… Ad ogni modo conosco a sufficienza la storia per comprendere la discrepanza fra un ideale e la sua realizzazione, infatti ciò che critico non è questa, ma l'ideale dell'italia unita sotto il governo piemontese che NON AVEVA ALCUN DIRITTO DI PRETENDERE AL TRONO D'ITALIA, NÈ DAL PUNTO DI VISTA EREDITARIO, NÈ PER MERITI DEL RE CHE LA FECE. DATO CHE LA POLITICA SI FA CON LA LEGGE, FOSS'ANCHE QUELLA FEUDALE O QUELLA GRETTA DELLE POPOLAZIONI BARBARE, NON FU COSA GIUSTA IL RISORGIMENTO

  12. @Frank77
    Be', evidentemente sei male informato. Quando il grande V.E. II incontrò la principale tra le sue numerosissime amanti (la "Bella Rosìn") sai quanti anni aveva lei? Quattordici!
    Ora, siccome un politico attuale è stato definito "pedofilo" per aver fatto il cascamorto con una diciassettenne, non ho fatto altro che applicare i criteri che vanno per la maggiore di questi tempi…
    Ed era anche un assiduo frequentatore di bordelli: V.E.II si svegliava di notte, chiamava il servo strillando "Poooortami una dooonnaa". Al che il malcapitato faceva il giro di tutti i bordelli di Torino alla ricerca della donnina più presentabile…
    Meglio studiare la storia, prima di parlare.
    Anche quella di Garibaldi: di certo, contrariamente a Mazzini, lui aveva il merito di andare in prima fila a prendersi le pallottole coi suoi. Peccato però che si ciucciò anche un mucchio di soldi inglesi…. Inoltre esercito e flotta borbonici furono sconfitti molto più con la corruzione dei generali piuttosto che con la battaglia… ma vabbè, continuiamo a far finta di niente…

  13. utente anonimo

    "la Francia è nata e vissuta con santi e grandi eroi, da Orlando (che è santo!)"

    Considerando che probabilmente Orlando non è mai esistito, e che se è esistito è morto in un'imboscata di briganti baschi (e non lottando per la cristianità contro i mori come vuole una tradizione molto successiva), direi che questa tua osservazione dice più sui criteri di beatificazione della Chiesa Cattolica che non sulla legittimità della nazione francese.

    Cachorro Quente

  14. Orlando è martire della cristianità ed è esistito, come sono esistiti i paladini del grande Carlo… Di' quel che vuoi riguardo a Roncisvalle, ma non pensi più probabile ciò che dicono le chansons de geste che sono molto più vicine al periodo di noi? La tradizione non parte dalla stupidità, ma dai racconti, unica fonte attendibile dove non ci sono documenti storici, come nel caso. Di' quel che vuoi su lui ma Santa Giovanna? colei che i soldati guardavano come l'incarnazione della Francia?

  15. utente anonimo

    "Be', evidentemente sei male informato. Quando il grande V.E. II incontrò la principale tra le sue numerosissime amanti (la "Bella Rosìn") sai quanti anni aveva lei? Quattordici!
    Ora, siccome un politico attuale è stato definito "pedofilo" per aver fatto il cascamorto con una diciassettenne, non ho fatto altro che applicare i criteri che vanno per la maggiore di questi tempi.. "

    Se uno dice uno fesseria non vedo perchè bisogna andargli dietro(chi parla di pedofilia dovrebbe studiare cosa significa la parola);oltretutto non vedo cosa c'entri l'affaire Berlusconi con quello di Vittorio Emanuele,quando era normalissimo sposarsi a una certa età.
    Ma anche se fosse non vedo cosa il comportamento privato del re centri con la sua statura politica.
    Sulle maldicenze su Garibaldi sarei curioso di sapere dove le hai lette.

    Frank77

  16. Su Orlando qualche dubbietto ce l'ho, ma non voglio insistere. Tutte le nazioni citate, Porfinnr, avevano allora confini ben diversi da quelli a cui siamo abituati…di fatto Carlo Magno e i suoi paladini erano probabilmente più "tedeschi" che francesi. Bisogna considerare – e lo farò domani – cosa sia realmente l'idea di nazione. Da quel punto di vista probabilmente gli italiani sono stati più realisti – tanto che sabaudi e fascisti per suscitare icone dell'amor patrio dovettero ricorrere a romani, Ettore Fieramosca e improbabili Balilla.

    Come già ho avuto occasione di dire, compreso in questo post, la mia formazione a differenza di quella tua, Quente, è stata invece prettamente filosabauda. E dei briganti e di cosa fossero l'ho sentito per la prima volta da certi amici all'università che mi insegnarono certe canzoni antipiemontesi ("Siamo briganti e facimmo paura"…). Immagino che dipenda dalle età e dai luoghi. Tutto quel revisionismo non l'ho visto, dato la difficoltà di procurarmi certi testi e il trattamento da visionari appestati dato loro dalla stampa. Forse solo adesso, almeno qui, qualcosa penetra. Ma vedi cosa succede appena critico alcuni di questi "padri della patria"? E l'hai sentite le manifestazioni dei giorni scorsi?

    Frank, tanti giovani sono morti anche per l'ideale fascista o nazista. Morire per un ideale, quando questo non è che ideologia e propaganda, non lo considero così glorioso. Un morto è uno che non è più vivo, e se è morto per l'arricchimento e il potere di pochi perché ingannato da vuota retorica non è l'esaltazione che mi suscita.

    Lucyette, la domanda è sorta anche a me. Forse era molto basso…

  17. utente anonimo

     Non mi pare proprio che l'ideale Italiano sia frutto di ideologia o propaganda,visto che era gia presente fin dal Medioevo.

    Frank77

  18. Chachorro Quente (in riferimento al commento 11): davvero? Mi stupisce: io ho tutt'altra esperienza! Al liceo, il risorgimento è stato fatto un po' velocemente per ragioni di tempo, e in quel caso il professore era effettivamente molto disposto ad accettare anche le tesi revisioniste. Ma ad esempio, parlandone con altre mie amiche che frequentavano licei diversi dal mio, avevo notato un certo stupore mentre io dicevo "beh, sì, il Risorgimento non è stato tutto rose e fiori". Ma se penso alla scuola elementare e alla scuola media, ti assicuro che la mia esperienza è molto diversa dalla tua: mi sono sempre sentita dire che il Risorgimento era stata una cosa meravigliosa, Vittorio Emuanuele ha unito la patria, Cavour benefattore dell'umanità, e organizziamo una gita al museo del Risorgimento, e guardate com'è bello questo palazzo qui che era la casa di Cavour, bambini adesso vi faccio vedere il vaso da notte di Silvio Pellico (giuro: in un palazzo di Torino è veramente conservato il vaso da notte di Silvio Pellico! :-P), e così via dicendo. Forse, può dipendere dal fatto che io ho studiato a Torino, e cioè in un posto dove le glorie del Risorgimento sono particolarmente sentite (per ovvie ragioni). Penso che anche Berlic abbia studiato a Torino o dintorni, quindi magari è una davvero una questione di orgoglio sabaudo
    (D'altro canto, però, posso anche registrare un totale disinteresse da parte dell'università (di Pavia, però), che ha effettivamente un esame di Storia del Risorgimento ma lo relega come materia a scelta, col risultato che io ad esempio non ho minimamente affrontato questo periodo).

    Certo: il revisionismo sul Risorgimento esiste (giusto oggi, alla Feltrinelli, ho visto una piccola vetrina di libri di questo tipo), ma io trovo che sia guardato con un certo sospetto (della serie: "ah, ma è tutta roba di parte"). In questo caso mi riferisco alle reazioni della "gente normale", non degli storici di professione.
    Io credo che in alcuni casi alcuni storici siano stati penalizzati dal fatto di essere stati "sponsorizzati" a scopi politici da certi partiti. Tipo: se non ricordo male (è un'informazione che avevo letto molto tempo fa e potrei sbagliare) il primo libro sul risorgimento di Angela Pellicciari era stato presentato durante un meeting di Lega Nord. Non credo che la Pellicciari sia prezzolata dalla Lega, ma sono convinta che episodi simili abbiano favorito, a livello popolare, l'equazione revisionista=leghista (o comunque persona di parte e non obiettiva).
    Ripeto: forse dipende dal fatto che molti dei miei interlocutori sono gente di Torino (dove pare esserci un notevole entusiasmo per i 150 anni), ma ti assicuro che io faccio una certa fatica, a evidenziare i lati "oscuri" del Risorgimento senza esser presa per pazza!

  19. (P.S. Lo so che Orlando non c'entra niente con questo post, ma per caso può servire un chiarimento, così sciogliamo ogni dubbio? Mi faccio avanti solo perché questa è esattamente la mia materia di studio.

    Molto molto brevemente: Orlando è veramente esistito, era il governatore della marca di Bretagna ed è effettivamente morto a Roncisvalle. Gli arabi, effettivamente, non c'entrano assolutamente niente: l'attacco di Roncisvalle è stato fatto da un gruppo di baschi, 100% cristiani. La fonte in base cui affermo questo è la Vita Karoli scritta da Eginardo, che era un contemporaneo di Carlo Magno (frequentava proprio la sua corte). La Chanson de Roland è stata scritta verso il secolo XI, e ha completamente romanzato la vicenda di Roncisvalle "attualizzandola" con l'attacco dei mori.
    Orlando non è mai stato dichiarato Santo dalla Chiesa, che io sappia (in realtà, in quel periodo i processi di canonizzazione erano molto diversi da quelli che immaginiamo oggi e poteva ancora capitare di esser canonizzati "a furor di popolo", ma vabbeh). Succede però che a Blaye, un ameno paesino dell'Aquitania, esista la tomba di un Santo che si chiamava Roland, e che senz'altro nella sua vita aveva fatto di tutto fuorché essere ucciso dai mori a Roncisvalle. A Blaye c'era una via molto trafficata, che era percorsa dai pellegrini che andavano a Santiago: i cantastorie lavoravano soprattutto su strade di questo tipo, per intrattenere i viandanti che andavano in pellegrinaggio. A un certo punto, la Chanson de Roland comincia a diffondersi e i cantastorie di Blaye si rendono conto di avere a portata di mano una tomba di un Santo che si chiama Roland. Fanno due più due, e incominciano a dire ai pellegrini "ecco, vedete? Questa è la tomba di San Roland, quello di Roncisvalle!". In realtà non è assolutamente vero: le prime fonti che ci parlano del Roland di Blaye sono anteriori alle prime testimonianze della chanson de geste, quindi si è chiaramente trattato di una rielaborazione tardiva.
    Comunque mi risulta che sia stato solo ed esclusivamente un culto popolare: cioè, "le alte sfere" non hanno mai associato il Roland di Blaye al Roland di Ronvisvalle. Il popolino sì, ma è stato un fraidentimento tutto popolare, per l'appunto.

    Mi scuso con Berlic per essermi dilungata in un commento totalmente off topic, ma magari poteva essere di qualche aiuto per chiarire i dubbi!)

  20. http://www.santiebeati.it/dettaglio/93890
    ciò che sapevo l'ho scoperto qui, e può essere benissimo sbagliato (il che non farebbe che aumentare la mia antipatia per i baschi). Comunque grazie Lucyette. Sul risorgimento c'è un bel libro, credo si intitoli "Libera Chiesa in libero stato?" o che di simile…

  21. Un tempo, il motto finale l'avrei sottoscritto senza battere ciglio.Ora non so, certamente non lo farei con la stessa immediatezza.

    E non perché non sia perfettamente cosciente di chi fossero e quali crimini (anche culturali) compirono Garibaldi, Cavour e compagnia (basti pensare alla persecuzione degli ordoni religiosi) ma perchè il Risorgimento è molto più complesso di quello che ci hanno insegnato, e ridurlo ai mascalzoni anticlericali è un insulto agli altri grandi protagonisti di quel periodo: su tutti, Pellico, Gioberti, Rosmini, Manzoni, che una loro impronta (e anche importante, benchè ahimè non sufficiente) l'hanno lasciata, sebbene certamente misconosciuta dalla "intellighenzia" giacobina che domina da decenni il nostro Paese.

    Perciò direi non tanto abbasso il Risorgimento ma abbasso "quel" risorgimento. Forse a livello comunicativo non è il massimo, ma a livello concettuale e storico lo sento più vero.

    Ciao!

  22. A scuola ho letto meno retorica, un imposizione del Piemonte, Basti guardare il film "il Gattopardo".

  23. Forse sì, Lucyette, forse è il nostro essere piemontesi…e ti ringrazio sulla precisazione su Roland, che avrei cercato personalmente quando ne avessi trovato il tempo (o te lo avrei demandato—;-)

    xFrank: certo, e lo dico anche nel post di oggi che è proprio su questo. Ma distinguiamo bene tra il sentirsi italiani e quello che fu fatto per unificare l'Italia.

    xOsteria: La mia frase finale è, come tutte le frasi ad effetto, limitata. Il suo senso è proprio quello che dici tu: il Risorgimento come ideale esisteva, ma ha prevalso invece il limite, l'errore e la violenza di ogni uomo. Denaro, lussuria, potere. La cosa che trovo fastidiosa è la menzogna, il fatto che si continuino a glorificare personaggi che hanno combattuto per se stessi e non per quell'ideale, anzi lo hanno sfruttato fino all'osso; anche se è difficile dire la sincerità degli inizi. Si può sbagliare, e sbagliare di molto, anche in buona fede.
    L'unità è in sostanza diventata ideologia, la si è portata avanti ponendola come fine ultimo. E quando è stata raggiunta ci si è accorti che non bastava, come tutto ciò che è umano.

  24. utente anonimo

    Scusa l'OT  ma sebbene sia inutile volevo tranquillizzare chi si sente dare del leghista perchè non si beve la favola dell'unità d'Italia come viene raccontata spesso.

    Io non ho la cultura storica nè di berlic nè tanto meno quella Lucyette, insomma l'unica cosa che più si avvicina alla "storia" che studio all'università sono quelle introduzioni ad argomenti dal nome curioso come "catastrofe dell'ultravioletto" che il prof condisce con vari accenni di storia…della fisica. Direi che è abbastanza limitata come conoscenza "storica".

    A scuola i prof di storia non mi sono mai piaciuti, dicevano troppe cose negative e mai riscontrate sulla Chiesa che, per quanto riguardava me, le loro parole perdevano un bel po' di valore. Il tutto in base al principio magari un po' troppo infantile: "se un prof di storia dice tante falsità su un argomento che conosco un po' meglio, probabilmente le dice anche in altri argomenti in cui è protagonista la Chiesa"… Gran parte della storia che insegnano.

    Sono nata e cresciuta in Sicilia e ho sullo stomaco i leghisti tanto che penso che se il mio bisnonno milanese li sentisse parlare li prenderebbe a calci nel fondoschiena. Mi pare evidente quanto poco mi rallega l'esistenza di tal gruppo di creature umane ma, mi dico, "ci sarà una Ragione Buona anche in questo".

    Detto ciò penso sia chiaro quanto poco leghista sono e quanti pochi leghisti possa conoscere. Gran parte delle pesone che vedo giornalmente, inclusi i parenti più anziani che raccontano dell'avo che PURTROPPO spese tanti soldi per finanziare Garibalidi, più o meno tutti si storcono un po' il naso quando si parla dell'unità di Italia. L'ultima volta è stata proprio ieri quando i prof ci han comunicato "giovedì non c'è lezione perchè DOBBIAMO festeggiare l'Unità d'Italia"… c'era un sorriso amaro sul volto di ciascuno di loro e di buona parte dei miei colleghi. Di sicuro nessuno di loro condivide le idee dei leghisti e dell'equivalente meridionale di questi eppure non parevano felici di questa "festa".

    Insomma, non me ne vogliano berlicche e Lucyette e gli altri piemontesi, ma spesso "qui a sud" piuttosto che  di risorgimento o di unità d'italia ho SEMPRE sentito parlare di "piemotizzazione" e, va beh, altre descrizioni più colorite dell'evento storico che non sto a riportavi perchè si cadrebbe nel volgare.
    Tant'è che 7anni fa (quindi anni prima che tutti si affrontasse questa polemica odierna) quando una cugina che vive a nord mi sentì parlare dell'unità d'Italia mi chiese, un po' inacidita:"Ma a scuola, lì giù, da voi, vi insegnano una versione alternativa della storia?". -_-'

    Tutto per dire, se essere revisionisti sull'unità d'Italia significa essere leghisti… beh, posso solo dire: "Poveri leghisti, si ritrovano tanti "seguaci" tra i subumani del sud prima ancora che il loro partito diventasse noto ai più". ^_^

    NightOwl87 che si chiede se vestirsi solo di verde domani. A buon intenditor…

  25. utente anonimo

    @ Lucyette e Berlicche: penso che la nostra diversa percezione del Risorgimento dipenda dall'età (i miei genitori hanno fatto il '77, per dire), dalla provenienza geografica (io vengo da Trieste e ho fatto per anni le vacanze invernali in Alto Adige, quindi che ci siano minoranze straniere che sono state annesse a forza al territorio nazionale è per me esperienza quotidiana) e dal background politico familiare (nel mio caso, prevalentemente post-marxista; e anche buona parte dei miei insegnanti erano di quell'orientamento là).
    Forse per questo a me è sempre parso che il revisionismo anti-risorgimentale fosse, quanto meno nell'intellighenzia, quasi un clichè.  Quando nella mia città si è parlato di riqualificare il museo del risorgimento (che ospita anche un monumento a Guglielmo Oberdan), molte persone di sinistra hanno visto la cosa come una provocazione nei confronti della comunità slovena da parte di una giunta che conteneva politici post-fascisti. La corrente filo-risorgimentale è secondo me stata riscoperta di recente, ed è legata alla (minoritaria) parte politica degli azionisti, dei repubblicani, forse anche al gruppo Repubblica (che comunque oggi spinge sull'argomento specialmente in funzione anti-leghista).
     

    Cachorro Quente

  26. utente anonimo

    Ma voi state ancora a postare messaggi sulle castronerie che scrive Berlic?

  27. Grazie per avere illustrato le differenze educative tra nord, sud, est e ovest. Abbiamo i quattro angoli, adesso bisognerebbe sapere cosa dicono al centro…
    Come dicevo pocanzi sono stati i miei amici meridionali ad insegnarmi i canti dei briganti, e questo già può fornire un indizio del fatto che sono cresciuto in un bunker sabaudo. Brigante dalle mie parti è sempre stato visto con connotazione più che negativa.
    Se andate sul sito di Italia sessantuno che linko nel post potete vedere scolaresche con la bandierina italica sventolante. Tutta l'educazione, allora, era assolutamente patriottica. Almeno qui. Non so quanto l'onda sessantottina e posteriore abbia poi alterato l'andazzo, può senz'altro essere. I miei figli non sono ancora arrivati a studiare l'argomento, ma non noto sui loro quaderni i componimenti a tema "Italia", "Garibaldi" eccetera che a me erano richiesti ai loro tempi. 

    Come il tema Italia era strumentalizzato allora così è anche oggi, in funzione della corrente lotta politica. Un po' di impressione a vedere coloro che sulla bandiera sputavano (e me ne ricordo bene…) adesso brandirla come vessillo mi fa. Mi fa pensare.

  28. @Frank Ammetto di avere esagerato col termine "pedofilo", ma era per capirci: penso che chiunque non additerebbe come un "eroico&integerrimo" pater patriae un re che andasse a quattordicenni e a bordelli!

    Per Garibaldi ripeto quello che ho detto: lui per lo meno ebbe il merito (contrariamente a Mazzini) di rischiare la pelle sul campo, e non è poco. Meno meritevole fu quello di usare ampiamente la corruzione del denaro inglese. Consiglio di leggere Gulisano, Pellicciari, Cammilleri, Del Noce, Granzotto, Messori…

  29. utente anonimo

    Berlicche, tu sai quanto stimi il tuo blog. Ma questo post (e l'altro, finito insieme a questo come "collage" su Samizdat) non mi trova d'accordo.
    Sarò particolarmente poco informato, sarà che effettivamente durante la mia scuola elementare sono cresciuto nell'ammirazione per il Risorgimento, ma proprio non mi piacciono alcune delle tue affermazioni. 

    Una per tutte, che in una tua risposta tira un po' le somme della tua posizione: "il Risorgimento come ideale esisteva, ma ha prevalso invece il limite, l'errore e la violenza di ogni uomo. Denaro, lussuria, potere. La cosa che trovo fastidiosa è la menzogna, il fatto che si continuino a glorificare personaggi che hanno combattuto per se stessi e non per quell'ideale, anzi lo hanno sfruttato fino all'osso".

    Vedi, credo che l'Italia sia stata fatta anche con l'ideale, anche e soprattutto grazie all'impegno coerente e in buona fede di tanta e tanta gente, di ogni estrazione. L'idea di Italia unita, libera dagli stranieri e da frontiere interne esisteva da tanto, genuina e sfolgorante. Che molta della sua traduzione in fatti reali sia stata compiuta per mano di gente insulsa ed interessata a denaro, lussuria e potere non sminuisce la sua nobiltà intrinseca.

    Anche se non voglio certo mettere sullo stesso piano i due termini di paragone (l'Italia è tutt'altro che santa!), direi provocatoriamente che anche per il cristianesimo cattolico (ma anche per tutte le sue altre forme e confessioni) l'idea, il messaggio e il discorso di fondo (e che discorso: il Logos!) sono quanto di più bello e importante possa esistere, ma tanti non li riconoscono, accecati dalla pur vera affermazione che la Chiesa ed il Papato tante volte nella sua storia si sono mostrati in fallo, forse più interessati a "denaro, lussuria e potere" che al messaggio di base. Hanno ragione? No, certo!

  30. Ups, scusami: nel commento precedente per errore non ero loggato e non mi sono firmato. Sono Bebo00! :-)

  31. Credimi, Bebooo, un tempo ero assolutamente sule tue posizioni. Ma più studio il periodo, più guardo le fonti, più mi accorgo della gigantesca opera di disinformazione, di propaganda, di menzogna appunto che è stata compiuta.
    Non nego affatto quelle aspirazioni di cui tu parli. Il problema è che hanno generato una ideologia. E tutte le ideologie conducono alla cecità chi le pratica.
    In questo caso – e ne accenno soprattutto nel post successivo – l'errore è stato quello di porre una unità politica sopra a tutto. Su questo si sono sacrificate vite a decine di migliaia. Ha causato una frattura nel sentire del popolo italiano – quella nord-sud – ancora viva oggi. Quattro guerre, innumerevoli scontri armati, rivolte. Assassinii. Anche le brigate rosse facevano quel che facevano per un ideale alto e nobile.
    E' quello su cui sto cercando di riflettere e fare riflettere.
    La differenza con il Logos, come lo chiami, è che Dio per definizione è LA fonte di ogni bene, giustizia, verità. Gli uomini non cercano un ideale derivata, ma la sorgente originale. E, per come è fatto l'uomo, anche questa ricerca può condurre fuori strada quando pensiamo di potere farcela a trovarla da noi, procurandocela con le nostre mani., Magari facendo la guerra al male, eliminando ogni malvagio con le nostre forze.

    Leggete i link che fornisco nel primo commento del post seguente, e il messaggio del Papa linkato più sotto: chiariscono molto.

  32. Beh, io sono dell'88, quindi estremamente giovane. Al liceo ho avuto un professore che non ha avuto paura di evidenziare anche i lati oscuri del Risorgimento, ma credo che quello possa essere considerato un caso "a parte" (il mio professore ci ha aperto gli occhi su moltissimi aspetti della Storia: secoli bui del Medioevo, ecc. Quindi diciamo che era revisionista per abitudine e in tutti i campi).
    Alle Medie, la mia professoressa era la totale antitesi dello spirito patrio: era fortemente antipatriottica ma fortemente "risorgimentale". Era una signora anticlericale e di estrema sinistra, e riusciva a conciliare bene le due cose: finalmente la popolazione insorge e si ribella al dominatore, finalmente tutta la penisola sceglie volontariamente di farsi guidare dai Savoia che tutto sommato erano il meno peggio dei monarchi dell'epoca, finalmente scompare lo Stato della Chiesa e quindi gli italiani tirano un sospiro di sollievo perché la religione oppio dei popoli incomincia a perdere vigore.
    Alle Elementari, ricordo un gran tripudio di visite e di aneddoti e di entusiasmo: non sto scherzando, una volta ci hanno veramente portati in visita a un palazzo di Torino in cui è custodito il vaso da notte di Silvio Pellico, di cui avevamo precedentemente parlato in classe. (E comunque il pitale era stato un successone: me lo ricordo a distanza di anni, eravamo tutti entusiasti! ;-D). Diciamo che ci siamo dedicati al Risorgimento con lo stesso entusiasmo con cui ci eravamo dedicati all'Antico Egitto, facilitati dal fatto di avere in città due grandi musei a tema che ovviamente preparavano attività apposite per le scolaresche.
    Componimenti a tema "Italia", "Garibaldi" eccetera, ce ne sono stati relativamente pochi (insomma, una cosa normale, come per qualsiasi altro periodo storico), ma comunque la mia esperienza post-sessantottina è in ogni caso stata questa.

    Post Scriptum totalmente off topic e ancora relativo a Orlando.
    Glom.
    Santiebeati è un ottimo sito ma in genere ha la tendenza ad accogliere anche agiografie di Santi che sono stati espunti dal martirologio (recentemente è successo per molti Santi, alla luce di varie ricerche che portano a ipotizzare che queste figure siano più leggendarie che reali).
    Però in genere Santiebeati lo dice, che si tratta di Santi dalla storicità dubbia!!
    Mi spiace dire che quella pagina sarebbe decisamente da cancellare, o quantomeno da modificare completamente: messa così, è praticamente indifendibile da un punto di vista storico!

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