150: la madre dell'Italia

Sfruttamento della prostituzione. Questa l'accusa che si può rivolgere al nostro primo ministro. La ragazza è sicuramente estremamente giovane, bella, diciamo glamour – disinvolta, potrebbe essere la parola. Con voglia di farsi notare. E gusti molto costosi. E perciò quale migliore ambasciatrice per la causa italiana presso un imperatore, quello francese, noto per i suoi appetiti in fatto di donne, voraci quasi quanto quelli del Re Savoia?

Stiamo parlando, come avrete certamente intuito, di Virginia Oldoini, più nota con il nome di Contessa di Castiglione. Il titolo le era arrivato per avere sposato, appena diciassettenne, il conte Francesco Verasis Asinari. Pare che il suddetto conte l'avesse voluta per la sua fama di essere la più bella d'Italia, ed in seguito se ne sia pentito dopo avere constatato sia la sua dispendiosità che la sua, appunto, disinvoltura. In pratica, lei si portò a letto un buona parte della corte e del parlamento, Re compreso.

 Suo cugino il conte di Cavour pensò di sfruttare la propensione della giovane per la "diplomazia" inviandola alla corte di Napoleone III. Gran successo: la diciannovenne diventò l'amante ufficiale del sovrano parigino. La sua opera e una guerra, quella di Crimea, in cui morirono un paio di migliaia di piemontesi, divennero la moneta di scambio per la partecipazione francese alla seconda guerra di indipendenza. Il venir meno della passione di Napoleone per la bella contessa andò di pari passo con il deteriorarsi dell'alleanza tra i re sabaudi e la Francia. La cessione di Nizza e Savoia fu il prezzo che oltralpe reclamarono per avvallare i "referendum" fasulli che decretavano l'annessione dell'Italia a Torino.

La contessina, da cui il marito cornuto aveva ottenuto la separazione appena prima di lasciarla vedova facendosi schiacciare dalla carrozza reale, ebbe molta poca riconoscenza dal governo italiano. Nonostante, o forse proprio perché amante di troppi uomini potenti, se ne tornò in Francia dove visse una breve vecchiaia all'ombra del rimpianto della sua bellezza sfiorita, della sua famiglia distrutta e del progressivo deteriorarsi della sua condizione finanziaria.
Di lei restano documentati diari intimi (anche se le carte più compromettenti furono bruciate) e una tomba a Père Lachaise, a Parigi.
In un certo senso si può dire che sia stata la madre della patria. Cosa ciò faccia dell'Italia si può discutere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 marzo 2011 su 150. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Avevo già visto un altro ritratto della bella contessa (diverso per forza da questo, lei era in piedi e vestita di scuro). Mi colpisce che in entrambi, per quanto lei sia indubbiamente bellissima, il volto è cupo, non sorride…

    Chissà perché?

    C.

  2. utente anonimo

    "la diciannovenne diventò l'amante ufficiale del sovrano parigino, fruttando all'ambizioso cugino una guerra, quella di Crimea".

    No. Il corpo di spedizione piemontese era partito nella primavera del 1855 e la battaglia di Cernaia ebbe luogo il 16 agosto, mentre la Contessa giunse a Parigi solo alla fine dello stesso anno, e fu presentata all'imperatore il 9 gennaio dell'anno successivo.

    Camillo

  3. Posso solo immaginare il disagio della moglie di Napoleone III, Eugenia di Montijo.

  4. Grazie a Dio l'Italia come nazione, o come nazione potenziale, era stata fatta prima dell'unità, se no studieremmo la vita e le opere di Cavour e Garibaldi al posto di Virgilio, Dante, Tasso e Foscolo (solo per citare alcuni di quelli che hanno fatto davvero qualcosa per noi latini d'Ausonia). Ad ogni modo sempre meglio questa donna libertina che il tremendo Cavour, la cui vita forse è ineccepibile, ma i cui ideali furono certamente malvagi

  5. xC.: di foto della bella contessa ce ne sono un mucchio, evidentemente le piaceva farsi ritrarre – e c'era chi la ritraeva. Pare che una gigantografia di lei come mamma l'aveva fatta sia stata ritrovata (e bruciata) tra le carte di Vittorio Emanuele II.

    xCamillo: giustissimo. Mio errore, me ne scuso coi lettori.
     

  6. x Porfinnr: Non così ineccepibile…in effetti,  l'attacco che lo portò alla morte cominciò a casa di una certa ballerina di cui era l'amante. E certamente non guadagnò poco, in termini monetari, da tutto l'"affare" unitario, anzi.

  7. Che l'Italia nasca da una sottesa diplomazia del lavoro di una "prostituta", è tutto dire, grazie di questo quadretto.

  8. Che non morì povero già lo immaginavo, questa della ballerina mi era ignota…  Comunque devo ringraziarti di questi post, mi tirano un po' su di morale dopo che ho visto Torino (dove studio) tappezzata di manifesto con Camillo Benso che regge in mano l'Italia…

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