Una gita a Milano – 1 – All’ombra dei sepolcri

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Il parcheggio del Cimitero Monumentale è un cantiere a cielo aperto, e così trovare un posto macchina è particolarmente difficoltoso. Comincio a capire perché così tanti milanesi hanno il SUV: come farebbero se no a parcheggiare sopra marciapiedi così alti?
Noi però abbiamo la nostra arma segreta. E infatti la ben nota litania “San Pancrazio, facci spazio” ancora una volta dimostra la sua efficacia.

Il Cimitero Monumentale è l’autocelebrazione della borghesia milanese. L’intreccio di architettura gotica e romanica posticcia con il neoclassicismo e il liberty delle statue crea un’atmosfera surreale. L’oggettiva bellezza degli edifici e delle sculture rimane come monca, sospesa: una stupenda romanza in un linguaggio che non si riesce a comprendere.
Una tristezza dolceamara ti rimane appiccicata addosso come un odore. Di tutti quelli che lì sotto giacciono molti sono i nomi famosi. Ma molti di più sono coloro che un tempo noti lo erano ma ora più nessuno ricorda. La bambina che ci guarda attraverso occhi di rame ossidati ormai non esiste più neanche nella memoria dei genitori che da lungo tempo l’hanno raggiunta nel sepolcro. Le lapidi la pioggia le leviga fin a rendere illeggibili le parole.

Queste statue che sono l’ombra dei sogni dei defunti, pur nella loro bellezza, sembrano richiamare, indicare solo se stesse.

Ma non siamo venuti a vedere belle sculture. Ciò che ci interessa è una tomba di granito grezzo, appena sgrossato. Se gli altri sepolcri cercano di distinguersi per bellezza o imponenza questa sembra esserne l’esatto contrario. Il suo valore sta in ciò che contiene, nell’essere segno di ciò. E’ il nome su di essa che si cerca, non una pur leggiadro marmo, un bronzo squadrato.
Perché è il nome di un padre.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 28 febbraio 2011 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. quando sei andato, domenica?

    io sono andato al mattino.

    ciao,
    diavoletto di Maxwell

  2. No, sabato intorno a mezzogiorno. Mancati per "poco"…

  3. a me l'accatastarsi di statue più o meno ossidate, mi ha lasciato l'impressione delle statue di pietra nel 'giardino' della straga bianca del "leone, la strega e l'armadio". hai presente quando edmund va al castello e scherza con le statue fino a quando non viene interrotto dal lupo.

    il parallelepipedo di pietra del giuss nella sua essenzialità ha effettivamente una sua bellezza e dà una sensazione di solidità senza orpelli.

    sembra proprio una pietra che tenga. su cui potere appoggiarsi.

    "oh madonna sicurezza della nostra speranza".

    diavoletto di Maxwell

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