Avanti il prossimo!

"Avanti il prossimo!"
"Buonasera, dottore…"
Il medico alzò gli occhi dallo schermo e fece cenno all'uomo di sedersi.
"Si accomodi. Allora, di quale disturbo si tratta?"
"E una cosa strana" l'uomo sembrava imbarazzato. "E' qualche tempo che sono molto inquieto. Non riesco a trovare soddisfazione in niente. Il sesso, lo sport, il lavoro…è come non mi bastassero più."
"Capisco" disse il medico, con un'ombra sul viso "Vada avanti".
"Mi chiedo perché faccio le cose. Mi trovo a dire quello che penso, e i colleghi e gli amici mi guardano in modo strano".
Il dottore premette alcuni tasti, consultò il risultato della sua ricerca. "Ah. Vedo."
"Pensi che l'altro giorno, tornando a casa, ho trovato la mia compagna a letto con suo padre. Di solito lo fanno, il giovedì, ma stavolta ho provato come un senso di …delusione. Come se avessi bisogno di lei tutta per me, o che fosse sbagliato quello che faceva, il che è ridicolo perché siamo tutti e due adulti. Forse è troppo tempo che sto con lei, ho pensato, ma non so se sia questo. E come se sentissi il bisogno di qualcosa che non finisca lì…mi capisce, dottore?"
"Certo, certo…prosegua".
"Non c'è molto altro…è questa inquietudine. Mi guardo intorno e non capisco perché vivo, perché le cose ci sono, chi le ha fatte…vorrei…"
"Ha provato delle droghe?" Lo interruppe il medico.
"Certo, le solite, ma anche queste non…"
"Alcool? Videogiochi? Sesso?"
"Ma certo, per chi mi ha preso? Però non è servito a niente. Mi aiuti!"
Il medico sospirò. "Dalla sua cartella clinica vedo che lei ha una predisposizione per la religiosità. Adesso la classifichiamo come malattia, ma non si preoccupi, in genere è curabile, se fermata in tempo."
"Allora ho fatto bene a venire!"
"Ah-ah, bene, male…è la malattia che la fa parlare così. Certamente lei è da curare. Può anche darsi però che i sintomi siano un effetto collaterale del meme della gelosia, vedo che non ha la vaccinazione…"
"Non era obbligatoria quando…"
"D'accordo, d'accordo. In ogni caso, non la ricovero ancora. Battè alcuni tasti. "Ho inviato al suo Ppad la prescrizione. Sono pastiglie, tre volte al giorno: l'aiuteranno a non pensare. Se però i sintomi dovessero ripresentarsi allora è meglio che la metta in lista per una terapia in casa di cura."
"Costerà molto?"
"Oh, non si preoccupi. E' considerata malattia sociale, paga lo stato."
L'uomo si alzò con un sospiro di sollievo. "Grazie, grazie dottore…ero così preoccupato"
"Un altro sintomo della malattia. Non c'è niente di cui preoccuparsi. Provvediamo noi a lei, per ogni cosa di cui potrebbe avere bisogno. Che sia ottenibile e non immaginaria, certo."
Sulla soglia, il paziente si voltò un'ultima volta "Ma…e se non dovessi guarire?"
Il dottore sorrise. "Non deve preoccuparsi, ho detto. Lo Stato si occuperà di lei ed eliminerà ogni problema. Dolcemente. Avanti il prossimo!"

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 gennaio 2011 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    L'educazione sessuale nuoce gravemente alla religione!
    E' evidente che se ci beccassimo l' AIDS pregheremmo tutti molto di più!

  2. utente anonimo

    Il paziente del tuo esempio ha il dramma di dover conciliare la realtà com'è (La moglie che va a letto con suo padre (Di lui o di lei non è chiaro))
    con quel che ritiene dover essere  la realtà!

    O accetti la realtà com'è, che non ti piace,
    O ti rivolgi a Dio che la cambi,
    e la trasformi come ti piace,
    Ma non è Dio che fa la realtà com'è?

  3. utente anonimo

    Già il post mi aveva fatto rabbrividire, ma è leggendo i commenti che mi sono resa conto che il futuro che descrivi non è poi tanto lontano.
    Velenia

  4. ATTENZIONE, CONTIENE SPOILER:

    Berlic, hai letto "la sfera e la croce"? Il finale del libro è più o meno come questo post.

  5. No, Ago, purtroppo manca…ma d'altra parte il "modello" del raccontino è  classico.

    Velenia, il commentatore in questione è solo un troll che vive per farsi commentare, e quindi scrive le più sordide cretinate apposta per provocare una reazione. Certo, gli psicolabili come lui esistono, ma il guaio è quando una simile mentalità è quella dominante.

  6. Spero davvero che tu abbia intenzione di leggerlo, perché merita molto. D'altra parte, ti ho svelato solo un aspetto del finale, non tutto, quindi non ho spoilerato più di tanto.

  7. utente anonimo

    Ciao zio Berlic,
    mi hai riportato alla mente uno dei libri che mi hanno colpito di più negli ultimi anni: "il Nemico" di M.D. O' Brien… lo conosci, vero?

    Sono quasi certo che a un diavolaccio come te non sarà sfuggito!

    Nella costante (e sfacciata!) ribellione al PENSIERO DOMINANTE..

    tuo meditabondo amico

    Davide

  8. xDavide: Certo, assolutamente. Ma di distopie se ne potrebbero nominare parecchie.

  9. A me ha fatto venire in mente la striscia di Dilbert di un paio di giorni fa
    "Secondo la sua storia medica, lei è un ingegnere. Lo classifichiamo come malattia, adesso."

    Ti sei ispirato a quella o è un caso?

  10. Assulatamente non un caso! In effetti hai beccato la vera fonte di ispirazione.
    Mi è venuto in mente di portare alle estreme conseguenze – come al solito  – questi consessi di illustri medici che decidono cosa è una malattia e cosa no.
    E comunque se dovete andare a vedere cosa sia il Pon Farr per voi c'è ancora speranza.

  11. Per l'incesto ti sei ispirato ad un articolo di Miradouro, se non erro? Mi riferisco all'articolo secondo cui in Svizzera è stata avanzata proposta per legalizzarlo.

  12. Ciao Berlicche.
    leggendo il tuo post e i tuoi commenti mi viene da fare un commento:
    ho notato come alcuni autori "imprescindibili", come ad esempio Orwell, Einstein, ecc vengono presi e citati a bandiera da entrambi i lati della barricata, qualunque essa sia.

    E quasi sempre a sproposito.

    Luca Roberto

  13. Berlic, non t'arrabbiare, eh?
    Ma perché scrivi 'sti raccontini? Sembrano versioni messe insieme in cinque minuti di narrativa fantascientifica spicciola degli anni 1960. A me pare evidente che non lo fai con l'intenzione di scrivere un racconto. Come provocazione però mi pare che non reggano: l'effetto che ottieni è quasi sempre quello di attirare uno o più troll "a orologeria".

    Ripeto, non t'arrabbiare, forse sono io che li leggo in maniera sbagliata. In tal caso, ti chiedo scusa. Può darsi che sia solo un problema lessicale, come è spesso per me.

  14. utente anonimo

    Però le TOFFEE non le aveva ancora provate il paziente!! Forse poteva provare quelle prima di andare dal dottore…

    Annarosa

  15. No, Ago, ad un breve fumetto che lessi su una rivista più di vent'anni fa.

    xLuca Roberto: che ci vuoi fare, è nella nostra natura arrampicarci.

    xPiccic: a me interessa fare pensare, far tirare fuori un giudizio, e un racconto è una maniera molto più efficace di altre. Nel racconto porto all'estremo, posso farlo, un certo concetto. Per cui è più facile capirlo, molto di più che se non l'esponessi in maniera piana.
    Certo, alcuni vengono meglio di altri. Questo l'ho scritto molto in fretta, non l'ho rivisto molto, e probabilmente non è così originale.
    Però porta alcune idee: che cosa sia sano e cosa no possa essere una decisione di un qualche organismo piuttosto che una realtà – e qui potrebbero venire in mente certe discussioni sui bambini iperattivi, o sull'omosessualità; la liceità di ogni cosa, salvo di ciò che fa di noi uomini; il fatto che essere religiosi vuol dire pensare, avere a cuore il reale, e quindi l'eliminazione di questo che ci vogliono imporre  toglie senso e gusto ad ogni cosa; che un certo mondo laicista considera veramente la religione una malattia  – non ho nominato i "meme" a caso, se non sapete cosa sono andate a vedere.
    Se vi ricordate, dove portavano i dissidenti i regimi comunisti una quarantina di anni fa? Negli ospedali psichiatrici, perché solo i pazzi potevano opporsi alle dottrine marxiste.
    E se la sola soluzione alla malattia inguaribile è l'eutanasia…il bel mondo nuovo è servito. Tutto consequenziale, e non così distante.

    Tanto, i troll ci sono comunque. Che si concentrino su certe cose mi pare un "buon" segno.

  16. Capito, per i troll lasci che le cose abbiano il loro corso… :)

    Comunque io mi riferivo più che altro al lessico, non all'originalità del tema. Il tema è molto indagato nella fantascienza mainstream USA degli anni 1960 – che comincia ad inquietarsi non trovando appunto risposte soddisfacenti – e che poi sfocia in quella fantateologia che mi pare ne segni la fine.
    Infatti non può esserci buona fantascienza se si è persa una verosimile concezione di scienza.

    Siccome "racconto" fa pensare subito alla narrativa, li renderei solo più sfumati da un punto di vista lessicale.
    Perché poi se no arrivano gli scrittori o gli studiosi snob e dicono che i cattolici sono tutti arrabbiati, ignoranti e non sanno scrivere se non in modo elementare, etc, etc, la solita ferla…

    P.S. C'è un romanzo, non ricordo quale, dove questo tema del disordine sessuale è trasferito sul tema della aggressione e della violenza inflitta. Non ricordo il titolo, ah, sì… deve essere "La corsa del manichino" di E.C. Tubbs. Mi hai fatto pensare a quello. Poi la metà dei romanzi di FS degli anni 1960 hanno protagonisti "emancipati" che se ne vanno in giro per l'universo a manifestare la propria "libertà sessuale" nelle maniere più improbabili, senza capire bene dove vadano a parare. Ne ricordo di veramente brutti.

  17. xPiccic: Con fantateologia a quali opere ti riferisci?
    Circa il lessico, il mio problema è scrivere un raccontino di non più di una cartella (altrimenti sul blog nessuno lo legge), con un linguaggio il più possibile comprensibile, che comunichi le idee che voglio. Quindi i personaggi non possono che essere tratteggiati o spennellati in modo impressionistico, il dialogo deve essere serrato, le descrizioni ridotte all'osso. Se qualcuno riesce a fare di meglio di me bene, altrimenti dovrò continuare ad arrabattarmi io: dum laquitur equi currunt aselli, per citare un certo latinum grossus.
    Tu dici "lessico": ma quale lessico dovrei utilizzare per essere "contemporaneo", conservando i requisiti di cui sopra? Considerando anche che non sono arrabbiato, non sono ignorante (fino ad un certo punto, almeno) e che voglio scrivere in maniera elementare, perché se il requisito per essere fighi è non farsi capire allora grazie, passo.
    PS: ricordo che quel romanzo di Tubb lo lessi ma non mi piacque molto. D'altra parte, ne ricordo veramente poco.

    Mi hai fatto venire voglia di scrivere di storia della SF…

  18. utente anonimo

    "Laquitur"? Che vuol dire?

  19. Detto con altri termini,
    "Ubi deficiunt equi trottant aselli"

  20. utente anonimo

    scusa berlic ma rileggendo il commento mi sono reso conto che sembrava riferito a te.
    non è così.
    in realtà pensavo a certi commenti di uaarini, oltreche di bigotti.

    scusa la precisazione

    Luca Roberto

  21. utente anonimo

    Sinceramente mi sfugge il motivo del commento del Pon Farr… Anche perchè io dai 18 ai 20 anni sono stato appassionato di Star Trek e so bene cos'è! E sono praticamente medico… Quindi mi chiedo se per me c'è speranza :-)

    Il_grande_FraTollo

    Ps. Sarà perchè la società descritta in Star Trek è una sorta di sogno illuminista di una società priva di malattia e guerra basata solo sulla virtù?

  22. Era scherzoso, grande Fra_Tollo…nel senso della geekitudine.
    PS: In effetti, come sembra suggerire la profonda teologia di Big Bang Theory, una speranza c'è comunque…

  23. utente anonimo

    Era scherzoso anche il mio commento.

    Ps. Big Bang Theory è uno dei miei telefilm preferiti assieme a scrubs… Sono in effetti le uniche cose che guardo in televisione…

    Quindi a questo punto ho solo una cosa da dire:

    BAZINGA!!!

    Il_Grande_FraTollo

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