Jack Barron e il futuro

Attenzione: il post che segue svela la trama di un libro. Se avete intenzione di leggerlo fate attenzione alla parte "coperta" (evidenziare per vedere).

Ci sono certi libri che sono profetici. E sicuramente "Jack Barron e l'eternità" (ristampato come "Jack Barron show", titolo originale "Bug Jack Barron", di Norman Spinrad) rientra in questa categoria. 

Questo capolavoro della fantascienza new wave è stato scritto più di quarant'anni fa, e si vede. E' ambientato in un futuro che è vent'anni nel nostro passato, pensato per un'America sessantottina in cui il '68 è già morto. I capi della rivolta si sono istituzionalizzati, hanno fatto carriera. Il più furbo, il più tosto, Jack Barron, è scappato dalla politica e adesso conduce una trasmissione televisiva che può ricordare "Le Iene" nostrane: "Bug Jack Barron", Scocciate Jack Barron. Con tanto successo da attirarsi le attenzioni dei potenti. Soprattutto, di un certo industriale che vende eternità.

 Il primo titolo italiano non era così sbagliato, perché è l'eternità, la vita eterna il filo conduttore di tutto il libro. Benedict Howards, il potentissimo magnate di cui sopra, iberna i morti in attesa di scoprire il segreto dell'immortalità. E questo segreto Howard l'ha scoperto. Ma è talmente terribile da non poter essere rivelato.
 E' su questo che si gioca la storia. Il ricchissimo uomo d'affari ha bisogno della popolarità di Barron per mettersi al sicuro dal e con il segreto. Ma non ha fatto i conti con l'egocentrismo assoluto del protagonista.

La vita eterna di cui si parla non è mai quella cristiana. Il materialismo qui è totale. Ma la ricerca spasmodica di più vita è indicata come ciò che muove ogni uomo.

"Non riuscirà ad imbrogliarmi con quel suo sfoggio di purezza (…) Lei è venuta qui perché è affascinata, come tutti gli altri, è venuta qui per fiutare l'odore dell'eternità.
Rinunci a tentare di farmi fesso, non c'è uomo o donna sulla Terra che vorrebbe avere un posticino nell'Ibernatore pronto ad aspettarlo quando muore; non vorrebbe avere la certezza che quando il cerchio d'ombra si stringe e la spegne come una candela non è per sempre, non la riempiono di formaldeide e non la danno in pasto ai vermi e addio Sara Westerfeld, addio per sempre."

E' impressionante l'aridità che si respira in ogni pagina.
Ogni rapporto è basato su lussuria, denaro e potere. Anche gli ideali. Ideali che sono mossi più dall'odio che dall'amore, da un moralismo pronto a tradire se stesso perché inconsistente.

"(…) si rese conto che solo l'odio aveva potuto tenere insieme l'intera faccenda minibolscevica. Già, proprio così, noi odiavamo tutto quello che non era come noi volevamo che fosse. (…) Tutto quello che che non era assolutamente giusto era assolutamente ingiusto, e così potevi odiarlo, dovevi odiarlo (…) Non odiare, noi lo chiamavamo un tradimento.

ma

"Tutti noi possiamo venire comprati".

La frase forse più famosa del libro è

"Il giorno più triste della tua vita non è quando tu decidi di venderti. Il giorno più triste della tua vita è quando decidi di venderti e nessuno vuole comprare."

Anche la storia tra Jack e Sara, la sua antica fiamma, è giocata sul sesso e sulla prevaricazione mentale piuttosto che sull'affetto. I sacrifici dei protagonisti appaiono più gratifiche personali, atti di orgoglio ("Nessuno sarà il padrone di Jack Barron"), di calcolo invece che d'amore. Tutti cercano più vita, ma la vita che vivono è miserevole, drogati dal piacere del potere. E quando una vita è miserabile nel presente, renderla infinita è solo rendere infinita la miseria.

Come dicevo all'inizio ci sono tante previsioni azzeccate. La parabola del sessantotto, la progressiva disumanizzazione dei rapporti, lo strapotere della televisione. Persino il nome di alcuni presidenti.
Forse la previsione più corretta e insieme più sbagliata è il modo in cui questa immortalità si può raggiungere. In parole povere, si ottiene uccidendo dei bambini, strappando loro delle cellule per trapiantarle nel corpo dei privilegiati.
Così si giustifica Howards, l'industriale:

"Assassinio?" gemette Howards. "Perchè parla di assassinio? Noi due siamo vivi, e due di loro sono morti…per quanto tempo sarebbero vissuti? Al massimo un secolo, e poi, in ogni modo, quei bambini sarebbero finiti nello stesso posto. Morti. Quindi, costa due vite dare a due persone due milioni di vite. Non capisce? la vita è in vantaggio un milione a uno! (…) Non farlo, quello sì sarebbe assassinio, assassinare se stessi, gettarsi nel cerchio nero (…)

 Ma l'orrore che il procedimento suscita – persino in un mondo così cinico – è troppo grande per tutti, compresi i bastardissimi protagonisti.

Oggi, quarant'anni dopo, quello stesso fatto che per l'autore sembrava troppo da reggere – uccidere degli innocenti per tenere in vita altri – nella nostra società suscita al più una scrollata dii spalle. Tanto siamo cambiati. Tanto ci hanno fatto cambiare.
Howards ha vinto, nel nostro mondo. Non è Jack Barron che ci può salvare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 dicembre 2010 su gusto e disgusto. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. 8 dicembre 2010
    Immacolata Concezione della vergine Maria

    Auguri di cuore!

    Tota pulchra es, Maria.
    Et macula originalis non est in Te.

    Tu gloria Ierusalem.
    Tu laetitia Israel.

    Tu honorificentia populi nostri.
    Tu advocata peccatorum.

    O Maria, o Maria.
    Virgo prudentissima.

    Mater clementissima.
    Ora pro nobis.

    Intercede pro nobis.
    Ad Dominum Iesum Christum.

     

  2. Sono parzialmente OT, ma in Torchwood 3 – telefilm inedito in Italia – alla richiesta degli alieni 456 che pretendono il 10% dei bambini bambini terrestri (verranno usati come materia per darsi "la botta" – drogarsi), la scena più terribile è quella in cui i politicanti scelgono quali bambini sacrificare.
    Chi vuole vedere dove può scadere l'uomo vada a vedersi il telefilm di cui parlo.
    Buona serata a tutti.

  3. Grazie del suggerimento Resamo…cerco.

    Grazie anche a CuorediPizza, per l'usuale e mai inutile richiamo.

  4. Ma questo è un libro da leggere, anzi, da regalare.
    Lo cerco subito.

  5. In bocca al lupo. L'hanno ripubblicato un paio di volte, ma alla fine io l'ho trovato (e riletto, poichè l'avevo già letto vent'anni fa) nella vecchia edizione Fanucci del 1973…
    Volendo, ho un pdf dell'inglese.

  6. il pdf me lo tengo come extrema ratio, vedo se trovo il libro.

  7. Grazie Berlicche appena acquistata copia su ebay.
    sono un cultore di libri Distopici, che a mio parere dicono molto di più dei libri utopici: i secondi non si realizzeranno mai, almeno su questa terra mentre i primi danno ottimi consigli su cosa non fare per avvicinarsi ai secondi.

    ovviamente avrai letto Il mondo nuovo e ritorno al mondo nuovo di Huxley: anche li si parla di manipolazioni e Huxley non era certo un fervente cattolico a quanto mi risulta.

    Chissà perchè certi atei razionalisti sembrano dimenticare che intellettuali di tutte le religioni e ma anche non religiosi hanno messo in guardia dai pericoli della tecnica, e non della scienza, sull'uomo.

    ciao e grazie per la segnalazione.

    Luca Roberto
    ps: sono sicuro che su molte cose non siamo d'accordo, ma su molte si.
    per rispondere al tuo utlimo post, queste seconde cose ci accomunano

  8. In realtà non si può definire un libro strettamente distopico. Diciamo piuttosto cinico e materialista – le due cose sono connesse. E il finale – va bè, giudicherai tu.
    Sono sicuro che ci sono un sacco di cose che ci accomunano. Infatti su quelle vorrei lavorare, e discutere sulle altre – per capire dove sia la verità, perché la ricerca di essa è, a mio parere, una delle prime.

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