Ciò che sta fuori – VII – Il senso sono io

il mondo è conoscibile e sono io che ne faccio il senso

Penso, quindi sono. Solo questo posso dire per certo. E allora, chi mi impedisce di dire che al di fuori di me le cose non sono? Pensare cioè che sono io che do senso ad ogni cosa: nessun altro è intitolato a farlo, nessuno può.
Il fatto che esistano altre persone oltre a me nell’universo, e quindi sorga inevitabilmente un conflitto tra il senso che dò io e quello che dà l’altro, può essere risolto solo in pochi modi.

Perciò tu non esisti, caro il mio lettore; non puoi spiegare il mondo perché solo io sono intitolato a farlo; e sono praticamente certo che tu non esista.
Anche se poi esistessi, sarà mia cura schiacciarti perché tu non possa insidiare il mio primato. Cioè di saper dire da me cos’è giusto e sbagliato, cos’è bene o male. A mio capriccio.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
(Salvatore Quasimodo, Ed è subito sera)

Però, però…c’è qualcosa che mi rode. Se sono io a dare un significato ad ogni cosa, perché non posso far sì che mi cresca un solo capello, che mi si tinga di blu? Perché quella non mi considera, e quell’altro mi ignora? Ignora me, il padrone del mondo?
E dov’ero prima di essere? Prima non c’ero, e adesso sì. C’era qualcosa prima di me, ci sarà qualcosa dopo?
In fondo siamo convinti che un dopo non ci possa essere. “Dopo di me il diluvio”. Ma più il tempo passa più ci rendiamo conto che la realtà, il bene e il male non li creiamo, ma sono qualcosa che dobbiamo riconoscere. Che avere il controllo assoluto della nostra esistenza è una bugia e un’illusione.

Come faccio ad essere io che dò il senso alla vita, se non so che senso ho?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 luglio 2010 su Ciò che sta fuori. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    A quanto pare non è necessario che ci sia un "senso": i greci parlavano di virtù ad esempio. E poi, sul serio, qualcosa meglio di Cartesio no?

  2. Mi chiedo a che servirebbe avere delle virtù se non è assoluto che siano buone…

  3. utente anonimo

    Perchè qualcuno ha la sicurezza che siano buone? Cartesio, sì sempre lui, e sempre nello stesso "discorso sul metodo", parlava di "buon senso". A volte basterebbe quello. Ma qui andiamo in ambito morale…

  4. …mentre il discorso era sulle diverse maniere di concepire il mondo.

  5. Allo stesso modo un daltonico non vede il rosso. Ciò che il mio pensiero partorisce, "è", il resto "non è"."Cogito…ecc" non significa immediatamente che conosco tutto, posso solo sapere quello che il mio IO percepisce, diversamente non può essere, questo è assodato.Ma da questo a ritenere che il rosso non esista…ecco, questo sì che è stupido.Perchè se esistono solo i miei colori, allora significa anche che tutto il resto non esiste, perfino gli altri, non sono nemmeno dei fantasmi.

  6. utente anonimo

    #6…In effetti non fa una grinza il tuo discorso.Il cardinale Newman scrive nel suo libro "Grammatica" : "Io sono quello che sono oppure non sono niente; non posso evitare di bastare a me stesso, perchè non posso fare di me qualcos'altro, e cambiarmi significa distruggermi. Se non uso l'io che sono, non ho altro da usare."Quindi se non penso come penso, non posso condividere le idee o i punti di vista altrui finchè non sono diventate mie.La differenza sta nel non pretendere che gli altri la pensino come me, perchè se anche arrivassero a farlo, sarà solo e soltanto quando avranno capito loro e non per le mie argomentazioni!Ogni punto di vista è veritiero solo se ci sono dentro, da fuori mi apparirà sempre "storto".Come – allora – convincere l'altro che io ho ragione? Semplice: vivendo appieno ciò che credo giusto e reale per me.L'altro allora si confronterà (cum-frontem) e si arricchirà.Ma se la fronte non ce l'hai (se non hai un'idea tua ben precisa) e l'altro nemmeno (es. parla per imitazione, per sentito dire, per …qualsiasi motivo non proprio), sarà solo un pour parler e ognuno rimarrà della propria idea.

  7. utente anonimo

    Se è sparito il commento #6 non ha senso la mia risposta…

  8. Mi spiace, anonimo #6,ma il commento al quale rispondevi era di un noto troll, di cui oggi ho rimosso una decina di commenti. Normalmente non cancello commenti ai quali è stato risposto, ma non me ne ero avveduto.  

  9. utente anonimo

    Sorry, Belicche, sono io l'anonimo (commenti #6 e #7) ma sono sloggata e non so perchè questo mi accada ogni tot. Flavia.

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