Ciò che sta fuori – VI – Ciò che non posso sapere

Riprendo, cercando di terminarla, la serie che avevo interrotto qualche tempo fa sui approcci al problema della conoscenza del mondo

 Il mondo potrebbe essere conoscibile, ma il senso è in mano altrui

C’è qualcuno che tira i fili del mondo, e che fa accadere tutte le cose. Io vedo le cose che accadono; ma non devo osare chiederne la ragione. Anche perché se osassi mi sentirei probabilmente dire di stare al mio posto. Chi è dunque questo burattinaio? E’ lo Stato; è il Potere; è il Senso Comune; è Allah. Chiamalo come vuoi, ma non pensare di poterlo influenzare. Il Boojum non si lascia disturbare da uno come te: tutto quello che devi fare è tenere la testa bassa e obbedire.

Si è riusciti a far capire all’uomo – dice Milosz, il grande Nobel per la poesia 1984 – che se vive è solo per grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare caccia alle farfalle. Chi ama la res publica avrà la mano mozzata

Non si può amare la res publica più di quanto la ami, o dica di amarla, il Potere. Quindi bisogna starne lontano perché si potrebbe ostacolare questa passione. Non si può amare l’uomo, il prossimo, più del Potere, e quindi bisogna starne lontano, penserà a tutto lui. Zitti, quieti, perché non siamo attrezzati per capire. E chi osa cercare di pensare con il suo pensiero faccia immediatamente autocritica, perché come può sperare di comprendere ciò che accade meglio di chi ne custodisce il senso?

L’Allah degli islamici, al quale l’uomo deve sottomettersi e basta, è un Potere di questo tipo. Il comunismo, dove è il Partito il solo autorizzato a custodire il senso delle cose, è un Potere di questo tipo.
Ma anche noi siamo succubi di un Potere di questo tipo quando digeriamo ogni cosa che ci viene propinata senza confrontarla con la realtà. Quando agiamo senza chiederne i motivi, per abitudine o quieto vivere. E, diciamocelo in faccia. ci accade continuamente.
L’uomo che segue questa filosofia sarà perennemente alienato: dà se stesso in mano di un alieno, uno straniero, rinnegando il proprio essere. E quindi sarà infelice, perché solo noi sappiamo cosa fa la felicità del nostro cuore. Noi e chi quel cuore lo ha fatto.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 luglio 2010 su Ciò che sta fuori. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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