Il posto perfetto

N’kug guardò suo figlio. Era brutto. Non ne aveva mai visti di così brutti. Era veloce, certo, con quelle gambe troppo dritte. Così dritte che era già di mezza testa più alto di lui. Ed era anche forte. Troppo forte. N’kug non era per niente pronto a lasciare la guida del branco. Suo figlio era bravo a cacciare, troppo bravo. E le sue pietre erano le migliori, neanche la vecchia Z’uan sapeva scheggiarle così. Ma per essere veramente bravo avrebbe dovuto essere più veloce.
Invece se ne andava per ore a fissare non si sa cosa dalla cima di un albero, respirando a bocca aperta il soffio del vento. Non cercava prede. Ma che guardava allora? Non aveva senso. La vecchia Z’uan glielo aveva anche detto: "Cosa guardi le stelle? Mica sono buone da mangiare!"
Quando K’rath era morta lui aveva insistito per coprirla di terra. E aveva messo anche dei fiori nella buca. N’kug aveva cercato a lungo di comprendere cosa volesse fare con questo. Una trappola per le iene, forse?  Ma alla fine aveva rinunciato a capire. Quel suo figlio era troppo strano. E quindi avrebbe dovuto andarsene. Con le buone o con le cattive.

Il braccio gli aveva smesso di sanguinare, ed era un bene. Avrebbe potuto attirare qualche leone. Ma il punto dove la selce aveva sfregiato la carne bruciava ancora. Non era la sola  cosa che bruciava.
Tutta la tribù gli si era rivoltata contro. Suo padre N’kug li aveva aizzati. Sapeva che sarebbe giunto il momento. Avrebbe potuto batterlo, il vecchio, lo sapeva. Ma non aveva voluto. Era strano, glielo dicevano tutti. E la cosa più strana era questa senzazione dentro al petto, come un uccello che sembrava voler volare via.
Anche Llth, che sapeva di fresco, che aveva diviso con lui la caccia, anche lei gli si era rivoltata contro. Non se l’era sentita di mettersi contro gli altri. Non per lui. Il sasso che l’aveva quasi ucciso l’aveva tirato lei, la ferita da cui era uscito il sangue che gli striava la pelle era lei ad averla aperta. E non si sarebbe rimarginata tanto presto.
Annusò l’aria. Non aveva molta scelta. Se lo avessero incontrato ancora non avrebbe avuto scampo. Se voleva sopravvivere doveva abbandonare in fretta il territorio di caccia. Le montagne, azzurre nell’afa della mattina, erano l’unica direzione possibile. Si avviò da quella parte, zoppicando, mentre dagli occhi gli scendeva senza che potesse arrestarlo uno strano sudore salato.

Il torrente passava tra due strette pareti di roccia. Non sentiva più l’odore del leone. Forse l’aveva seminato. Ma non voleva certo tornare indietro a controllare. Poteva solo sperare che il budello che percorreva non fosse un vicolo cieco che l’avrebbe intrappolato. Il fondo era melmoso. Anche lui era ricoperto di fango rosso e argilloso fino alla cima dei capelli. Ancora una curva a gomito…le pareti si aprirono, e al di là si vedeva il cielo ampio e aperto di una valle nascosta. Il terreno acquitrinoso terminava in un declivio, una cascata. La vallata era immensa, rigogliosa, verde, con profumi che non aveva mai sentito. E qualcuno stava ad aspettarlo, seduto su un masso.
Estrasse il coltello di selce, ma la figura  non si mosse. Non era del suo antico branco. Non l’aveva mai visto prima. Era brutto. No…non è esatto. Era diverso. Si rese conto improvisamente che aveva gambe e braccia dritte come le sue, la faccia deforme come la sua.
Lo sconosciuto si alzò, gli si diresse incontro. Si arrestò sulla riva dinanzi a lui e gli tese la mano. Esitante, lui l’afferrò e l’ignoto personaggio, senza sforzo, lo issò sulla riva. "Benvenuto a casa, A’damm, nato dal fango, figlio mio".

Molte meraviglie gli furono mostrate quel giorno, tante che in seguito ebbe difficoltà a ricordarsele tutte. A’damm camminava dietro allo straniero che lo conosceva così bene, stupito. E questi gli parlava con una voce che giungeva fino a quel nodo che aveva nel petto.
"Sai, tutto quello che vedi è qui per te. E’ stato pensato per te fino dall’inizio dei tempi. Sta a te trovare un nome, un utilizzo per ogni cosa. Per ogni pianta, per ogni animale. Puoi fare tutto quello che desideri, salvo una cosa che dopo ti spiegherò. Se vorrai starai qui per sempre."
"Sono veramente tuo figlio? Ti assomiglio, più che a N’kug."
"Mi assomigli più di quanto tu pensi, anche se non nella carne" – ribattè il personaggio "e sì, sono io che ho intessuto le tue ossa. Sei un frutto maturato in più anni di quanti riusciresti ad immaginare. Tu sei il primo di coloro che possono vedermi; che vogliono vedermi. Ogni tuo figlio lo porterà scritto dentro di lui. Qui potrai avere la felicità perfetta, tu e i tuoi discendenti, se vorrai".
"Ma, Padre, qui non ho visto nessuna…"
"Nessuna adatta a te, intendi. E fuori, c’è qualcuna?"
Pensò a Llth. Scosse la testa.
"Allora, caro figlio, faremo in modo che ci sia. Sarà più rapido se ti prelevo un pò di tessuto. Adesso dormirai qualche breve istante, stenditi lì…"
Mentre si addormentava, A’dam guardò le cime delle montagne oltre cui si trovava il suo antico branco, quel passato che lo aveva respinto. Qui era tutto nuovo, diverso. Non capiva ancora bene quello che aveva trovato, ma capiva che non aveva nessuna intenzione di tornare là dove stava, giù nel vecchio mondo. Proprio no. Sorrise, pregustando ciò che avrebbe trovato al suo risveglio, in questo posto perfetto e felice.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 luglio 2010 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Bello,Bello assai.Velenia

  2. utente anonimo

    nn riesci proprio ad accettare la realtà tu…

  3. Il nome "Llth" è una citazione voluta o lo hai messo a caso?

  4. La realtà è quella che decidi tu, anonimo? Grazie, preferisco qualcuno con più esperienza di essa.No, Ago, non è assolutamente casuale.In effetti l'ipotesi che Adamo ed Eva siano ciò che sono in questo racconto risolve il classico problema: con chi si sono sposati i figli di Adamo? Il fatto che siano portatori di una mutazione favorevole – ciò che rende umani – e fertili rispetto alla razza dei progenitori risponde alla domanda.

  5. Se ho ben capito, ritieni che i figli di Adamo possano essersi accoppiati con i loro progenitori, generando figli. Così si evita il problema dell'incesto, aggirando l'idea che potrebbe essere stato "tollerato" per un certo periodo di tempo.

  6. Un paio di ricordi, uno banale, l'altro un po' più serio:Llth o Lilith mi ha ricordato uno dei personaggi di "neon genesis evangelion", manga giapponese di cui non serve dire altro sull'origine del nome (a me è piaciuto molto l'anime che ne è stato tratto anche se non sono riuscito a seguirlo con la dovuta attenzione).E poi "Ayra", la protagonista di un libro che racconta –proprio come all'inizio di questo passo– la complicata relazione tra una donna "umana" che viene adottata da una tribù di Neanderthal. Lei è più "adatta" a correre e a fare determinate azioni, anche se è meno forte e robusta degli altri "ominidi" ed inoltre è spiccatamente portata al ragionamento, cosa che nel libro più volte la salverà… e qui mi fermo (molto bello! anche se sul nome non scommetterei, ho provato a recuperare il libro, ma anche questa volta nada, l'ho letto troppo tempo fa).

  7. Mentre cercavo di scovare qualcosa sul secondo  libro, ho notato che il nome Ayra è abbinato, proprio come Lilith, al vento.Sarà un caso?

  8. Il libro ce l'ho nel mucchio delle "cose da leggere", energio…te lo dirò poi.Evangelion ovviamente tra Adam, Eva e Lilith ci sguazza…anche se ovviamente "alla giapponese".Anime molto bello, con l'ultima puntata "ufficiale" che vince a mani basse il premio per la "puntata più pallosa della storia"…;-)

  9. Ho chiesto a mamma (grazie!) e il libro è "Ayla, figlia della terra", con la L e non la R… se hai quel libro sul comodino, allora posso confermarti che è proprio bello! mentre io dovrei ripassare un po', l'ho letto in vacanza un bel po' di anni fa ;)

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