Sette giorni

In principio Dio creò i cieli e la terra.
Il tessuto spaziotemporale non esisteva, perché non esisteva il tempo e neanche lo spazio. Non c’erano forme, c’era solo il vuoto, nel senso letterale del termine. C’era solo l’assenza. E questa assenza era riempita da una presenza, lo Spirito di Dio.
Dio disse

e luce fu.

Altre parole furono pronunciate e lo spazio si dilatò dentro se stesso, si approfondì in molteplici dimensioni. Protoni, neutroni, leptoni furono chiamati "terra" e separati dal mare del nulla, che fu chiamato cielo.
Il tempo era cominciato, e Dio vide che tutto ciò era OK. Fine della prima era, inizio della seconda.

Dio diede alla terra la possibilità di aggregarsi in atomi, molecole, proteine, esseri viventi. Le parole sapientemente calibrate, leggi che regolavano tutto ciò, avrebbero reso possibile differenziazioni complessissime e pressochè infinite. E Dio vide che tutto ciò era Ok. Fine della seconda era, inizio della terza.

La prima era era durata alcuni infinitesime frazioni di secondo, la terza qualche miliardo di anni. Ma agli occhi di Dio il tempo è tutto contemporaneo, e un’era è come un giorno.
E così si compì la formazione di stelle e pianeti, lune e galassie in base a Fps=G×MpMs/R²ps e altre parole precedentemente dette.
Quando un certo pianeta di una certa stella di una certa galassia, ricco degli atomi pesanti di mille supernove, abbastanza decentrato da non essere bruciato dalle radiazioni dei nuclei galattici, reso stabile da una luna gigantesca ed in un certo intervallo orbitale dal proprio sole fu maturo per il proseguimento del progetto, iniziò la quarta era.

Ad una parola di Dio dal mare sorse la vita, che crebbe, si moltiplicò, si diversificò secondo sentieri accuratamente predeterminati. Fatta in modo da selezionarsi per diventare sempre più forte, sempre più in grado di resistere alle prove a cui era sottoposta, come un ferro che viene temprato.

Durante la quinta era la vita uscì dagli oceani e Dio rifinì gli animali per prepararli alla fase finale. I continenti erano ormai sagomati secondo quelle parole pronunciate quindici miliardi di anni prima. Ogni vivente era come doveva essere. Tutto ciò era riuscito bene.

E nella sesta era Dio prese la terra che aveva plasmato in molecole, proteine, animali, e ne fece qualcosa di nuovo. Un essere capace di guardare oltre il presente, proprio come Dio stesso. In grado di decidere, libero, come Dio stesso. Di usare della creazione, di capire almeno in parte le parole di Dio. La parola conclusiva. E la chiamò uomo. Tutto ciò, si disse Dio, era veramente Ok.

Nella settima era, colma della Sua presenza, di ogni parola pronunciata, di ogni legge intrisa nelle ossa del mondo, Dio osservò l’uomo essere libero.

Questa è la relazione sintetica di come sono andate le cose. Se la trovate ancora troppo complicata, con termini troppo difficili, qui c’è una versione ulteriormente ridotta.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 luglio 2010 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

     

    “C’era solo l’assenza e questa assenza era riempita da una presenza, lo Spirito di Dio”, così narra Berlicche. A un certo punto (ma mi auguro capirete quanto sia inappropriato dire “punto” in un’assenza), Dio spara la legge di Gauss per il magnetismo, l’equazione di Maxwell-Faraday per l’induzione, il teorema di Helmholtz e, oplà, “la luce fu”. Un Dio un po’ confuso, evidentemente, perché per fare luce spara robe che la presuppongono. Ma non ditelo a Berlicche, nel merito non dà mai soddisfazione: se gli chiedete com’è possibile che Dio tiri in ballo il campo vettoriale solenoidale prima di ogni cosa, vi rimprovera di avere uno zio laicista e una nonna zoccola.

  2. utente anonimo

    Su tutto il resto (dando per buono quello che dice l'anonimo visto che io non me ne capisco niente) sono d'accordo!! Conoscevo la versione per i popoli ignoranti quanto me di fisica e simili e mi sembrava che potesse assomigliare a quello che descrive Berlicche. Diciamo che quegli Ebrei avevano una versione della storia dell'universo molto meno movimentata di quella di molti altri popoli. Un solo Dio, e poi un susseguirsi di oggetti inanimati,  vegetali e animali che non derivano da parti del suo corpo, accoppiamenti fatali, animali mitologici ecc. ma, in qualche modo, generati in un continuum che culmina con la comparsa della specie homo sapiens.Ovviamente campo vettoriale solenoidale a parte!Annarosa

  3. Ti ricopio qui un commento fatto nel mo blog da Baptisma (che spero non se la prenderà se copio qui il suo testo paro paro):Tutto parte dal fatto che, come ci spiegava un professore, nella lingua ebraica mancano i concetti astratti, che vengono detti con espressioni concrete. Ad esempio i primi versetti della Genesi:- ora la terra era INFORME e DESERTA le TENEBRE ricoprivano l'ABISSO  e lo Spirito di Dio aleggiava sulle ACQUEle parole scritte maiuscolo sono perifrasi per dire che all'inizio non c'era nulla: non avere forma, non avere vita, essere al buio, addirittura un burrone abissale, le acque, sono modi concreti per dire "NIENTE".Ragionando sempre in questo modo vediamo che subito dopo Dio crea la luce, la quale viene poi separata dalle tenebre dando così il via all'alternarsi del giorno e della notte… cioè del tempo (già s. Agostino notava la difficoltà di verbalizzare cosa fosse il tempo, quindi l'esempio dell'alternarsi del giorno e della notte è semplice e comprensibile). A questo punto non fa più difficoltà capire perché sole luna e stelle vengono messe dopo.Quindi in principio Dio crea lo spazio (in principio Dio creò il cielo e la terra = lo spazio fisico) e subito dopo il tempo, poi, secondo uno schema di differenziazione progressiva e di successivi riempimenti, l'universo è fatto. E' ovvio che si tratta di un concetto non scientifico. Quello che la Bibbia vuole dire è che l'unico creatore di tutto è Dio, che Egli ha fatto tutto con sapienza, che nulla si oppone alla sua opera creatrice e che quanto Egli ha fatto è bello e buono. Tutto ciò in contrapposizione diretta (cioè all'epoca) alle cosmogonie (truculente) dei popoli circumvicini (quanto mi piace questa parola!!!!!) che immaginavano il creato originato dalla lotta fra gli dei e gli esseri umani come servitori di dei scansafatiche.Il primo capitolo della Genesi può anche essere letto come una processione liturgica: davanti al Signore sfilano le sue creature, dalle meno alle più importanti.

  4. No, anonimo #1, cosa fanno i tuoi parenti per vivere non c'entra affatto con il non avere capito il post.

  5. utente anonimo

    Sei sadico, lo sai? :P

    NightOwl87

  6. Sono sicura che Berlicche ha un'ottima risposta alle tue obiezioni che prescinde dal mettere in causa parentame vario.Se poi in queste notti di caldo non prendete sonno, potete leggere, sempre su questo argomento, questo.Ago se mi riposti qui onori e basta!!!!! 

  7. Caro Anonimo#1,per noi esseri umani occorre prima fare esperienza di qualcosa per poi capirla. Quindi ci occorre fare esperienza della luce per arrivare ai concetti di campo ed alle equazioni che fissano la "realtà" dei campi stessi.Ma per Dio non è così. Pensare le equazioni e creare la luce possono in Dio essere la stessa cosa. Per Berlicche: bello! :-)Come avvertenza, preciserei che la "verità" delle leggi fisiche (come quelle che hai riportate che sono poi quelle della fisica "classica") è sempre "provvisoria", non possiamo mai dimostrare le leggi fisiche, ma solo constatare che sono compatibili con i dati di esperienza.Chissà quali sono le leggi "vere", quelle "pensate da Dio"!  (*)___________________(*) Però non si deve pensare che il lavoro di chi cerca di scoprire queste leggi sia senza speranza: se una legge è stata verificata bene in un certo ambito, non diventa "falsa" quando si scopre che in un altro ambito non vale. Da questo punto di vista, l'avvento della meccanica quantistica non ha mostrato che la meccanica classica era "falsa", ma solo che andava meglio precisato in quale senso, in quale ambito, la si può considerare verificata.

  8. utente anonimo

    Ma magari si parte dal presupposto sbagliato: ovvero che Dio abbia creato la terra, quando invece sembra che l'abbia semplicemente separata..

  9. A questo punto occorre fare un paio di precisazioni.Come accenna Poemen, c'è chi crede che noi siamo i pensieri di Dio, i suoi sogni se così si può dire. In un certo senso anch'io sono in quest'ottica: io credo che pensiero e parola in Dio coincidano, e si cristallizzino in quello che è il nostro universo. Quindi è giusto dire che le equazioni di Maxwell, le equazioni cioè che definiscono il campo elettromagnetico secondo la fisica classica, che riporto sopra, in realtà sottintendano l'esistenza di quello che definiscono; ma ciò che chiama dal nulla all'esistenza la luce ed ogni cosa è una parola ineffabile, è l'universo stesso. E non è una parola definibile o pronunciabile o scrivibile da in essere umano, perché è la struttura stessa dell'esistenza.Le equazioni che riporto, perciò, quelle come l'equazione classica della gravitazione newtoniana sotto, sono valide ed hanno la stessa valenza della loro forma ancora più ridotta: "Sia la luce". Senza il concetto di luce non ci può essere luce. Ma "luce" come concetto è qualcosa che come umani non possiamo definire, in nessun modo, perchè presuppone una struttura archetipale, un tempo e uno spazio.Perciò lamentarsi che "sparo robe che presuppongono" è come guardare il dito e non la luna. Il mio punto è far vedere come chi si lamenta della rozzazzine dela Genesi non abbia idea della complessità che misericordiosamente nasconde. Se avessi scritto la vera parola che ha usato Dio probabilmente l'Universo sarebbe terminato. Non credo che neanche l'anonimo la sappia, a meno che non fosse là anche lui. E, visto il nome di questo blog, è sempre una possibilità.

  10. Ad anonimo del commento 8. Ho fatto una (faticosa perché non avevo il link) ricerca ed ho scoperto questo.Insomma Barà è un verbo molto tecnico e non significa mai separare. Per tale azione si usa il verbo badal.Comunque grazie a te ho scoperto questo sito che è fantastico. Grazie :-)Teniamo sempre conto che l'ebraico non ha termini astratti. Quindi dover dire:prima non c'era nulla, poi Dio creò l'universo intero tutto bello ordinatonon è facile.Se poi teniamo conto che1) il racconto della Genesi ha anche un aspetto apologetico contro i miti cosmogonici dei popoli circumvicini :-) che parlavano di molti dei e di lotte fra di loro per la creazione2) che quei popoli personificavano e davano molta importanza, in negativo, al caos che era visto come il nemico dell'ordine di Dio e che questo è passato nella religiosità biblica.Ecco spiegata la cura che l'autore biblico mette nel dire che Dio crea l'ordine e ne è il garante. Il concetto di stabilità è molto importante nella Bibbia. La verità 'emet è intesa come stabilità. Insomma nella Genesi Dio crea (bara') le cose, le divide (badal) le une dalle altre dando a ciascuna una definizione (definire, delimitare, attribuire un ambito).E Dio vide che era cosa buona…

  11. utente anonimo

    L'incipit della Genesi è sublime, magnifico. Ma la tua è un'interpretazione moderna, ecco tutto, tant'è che la Genesi può essere resa coerente con le conoscenze scientifiche di ogni epoca….GP

  12. utente anonimo

    GP: "coerente con le conoscenze scientifiche di ogni epoca" fino a un certo punto. La Genesi pone la nascita delle piante al terzo giorno, prima della formazione del Sole e della Luna (fatto su cui il nostro gentile ospite ha astutamente glissato nella sua parafrasi). Sfido chiunque a trovare un'interpretazione scientifica per questo, senza ricorrere a forzature estreme.Amedeo

  13. utente anonimo

    Amedeo, nel capitolo 1 della genesi non compaiono né la parola "sole" né la parola "Luna".Noerogeno

  14. utente anonimo

    Noerogeno: non ci sono le parole "Sole" e "Luna", ma ci sono perifrasi che le indicano chiaramente:Dio disse: "Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona.Non conosco nessun esegeta che non pensi che "la fonte di luce maggiore" sia il Sole e "la fonte di luce minore" la Luna. E in ogni caso ci sono anche le stelle, che esistevano miliardi di anni prima delle piante…Amedeo

  15. Aridaje, ma allora non volete capire!La struttura del capitolo della creazione è1) creazione del tempo (l'alternarsi del giorno e della notte)2) creazione degli spazi (il firmamento – che è considerato come una lastra di vetro – l'aria tra il firmamento e ciò che sta sotto, il mare e la terra – che ha le verdure come gli uomini la barba)3) ornamento dei suddetti spazi/tempo (gli astri ornano il primo spazio creato, cioè il cielo, gli uccelli e i pesci ornano l'aria e il mare, le bestie – e l'uomo – ornano la terra)E' uno schema letterario che vuole indicare la signoria di Dio su TUTTO il cosmo. Poi se non capite neanche adesso, basta, siete di legno!

  16. utente anonimo

    Baptisma: ce l'hai con me? Ma io sono perfettamente d'accordo con te: è uno schema letterario (anche se immagino che il suo autore lo prendesse abbastanza sul serio). Te la dovresti prendere invece con chi tratta quel racconto come se fosse una versione – sia pure semplificata – di come sono andate effettivamente le cose.Amedeo

  17. Amedeo, io penso che sia uno schema letterario scritto per evidenziare una realtà teologica e che riflette quanto è effettivamente avvenuto poiché lo schema di tutte le cose è esattamente questo: tutto è fatto per rendere gloria a Dio.Hai mai letto Dante? O qualche libro di letteratura veramente ben scritto? Che nasconde cose dentro cose? Ecco la Genesi è esattamente così, a parte il fatto che scende di un livello più di tutti dentro al cuore delle cose.E, se provi a rileggere meglio quanto ho scritto, noterai che non ho affatto glissato. Agli occhi di Dio il tempo è tutto contemporaneo perché Dio è fuori dal tempo, è colui che mantiene il tempo. Vede la creazione delle stelle e tu che mi leggi contemporaneamente – se si potesse usare questo avverbio.E poi, visto che hai scelto di interpretare la Bibbia letteralmente, chi ti dice che le piante di cui parla nel "terzo giorno" siano della nostra terra? Che non siano fiorite e fioriscano su un mondo lontano, sotto la luce di un'altra stella, un altro sole, esistente prima che nel "quarto giorno" il nostro sole si formasse? Si, quindici miliardi di anni sono un tempo lungo, specie se, come certe teorie dicono, basta una pozzanghera melmosa per originare la vita…

  18. utente anonimo

    Berlicche, ma perché leggendo il tuo blog uno ha sempre l'impressione che quello che "intendevi dire veramente" sia un'entità variabile in funzione delle confutazioni che ricevi mano mano? Guarda che l'orgoglio di chi non riesce MAI ad ammettere di aver sbagliato è una qualità luciferina, non cristiana…Per le piante su un mondo lontano sotto la luce di un altro sole: bel tentativo, ma non funziona. Come ho già scritto, anche le stelle sono state create il quarto giorno.Amedeo

  19. utente anonimo

    Si Berlicche, quando ho letto la ta frase sulle piante che vengono da un altro pianeta ho provato una sensazione sgradevole, tipo "Con questo Blogger non si può ragionare, perché gira la frittata ogni volta che gli si segnala un'imprecisione". GP

  20. Credete cosa volete. Io l'ho scritto così, pensando esattamente quello che ho scritto. "Dio diede alla terra la possibilità di aggregarsi in atomi, molecole, proteine, esseri viventi." Non ci credete? Non sarà la prima cosa vera a cui non credete.GP, davvero non si può ragionare? A me pare che finora ho avuto buon gioco a confutare non poche "imprecisioni". Esattamente, quale sarebbero quelle su cui avevi ragione?Per le stelle, Amedeo, peraltro hai ragione. Esplicitamente ne parla solo il quarto giorno.

  21. A pelle, quando ho letto l'articolo questo fine settimana, avrei citato Galileo e la sua "grammatica con cui Dio ha scritto l'universo" (che poi è la matematica).Oggi a freddo aggiungo una nota a qualche commento pieno zeppo di formule della scorsa settimana.Che l'ispirazione per il pezzo sia nata anche dal fatto che noi uomini, benché liberi come Dio perché creati a sua immagine e somiglianza, cerchiamo comunque di ricondurre -ridurre- tutto a delle formule, dei luoghi comuni, per dominare la realtà? (non che la comprensione totale sia un male, qualche giorno ancora di racconto e sarebbe comparsa una mela, ma per la nostra misura, inadeguata a contenere la totalità del creato)

  22. @ Amedeo. Scusa, credevo volessi dire altro.

  23. utente anonimo

    @Berlic: Povero,povero,povero,povero,povero,povero CREDULO

  24. utente anonimo

    #11eh già!Sacra Bibbia, Edizioni Paoline finito di stampare 1963Nota a Gn 1,14"questi luminari erano già creati in precedenza: ma chi fosse stato sulla terra, li avrebbe visti apparire soltanto ora a causa del densissimo strato di vapore acqueo e di nubi, che prima avvolgeva tutto il nostro globo e lo chiudeva in oscurissime tenebre""le fonti della fede vol. 1" (testo per il biennio di scuola secondaria di 2 grado) finito di stampare 1967 pag. 31"nel quarto periodo apparvero il sole, le stelle ed i pianeti. L'atmosfera oramai era purificata, perché le piante avevano assorbito l'anidride carbonica. Il cielo si sgombrò dalle nubi e la luce degli astri giunse sulla terra nel suo splendore"peraltro quest'ultimo testo afferma che il quinto periodo coincide con le ere paleozoica e mesozoica (quest'ultima con "i famosi ed immensi animali antidiluviani" ) e il sesto con l'era cenozoica (e da Gn 1,26 l'era quaternaria)ba

  25. utente anonimo

    "Ma magari si parte dal presupposto sbagliato: ovvero che Dio abbia creato la terra, quando invece sembra che l'abbia semplicemente separata.."Il punto è che gli ebrei si basano sulle conoscienze cosmologiche e cosmogoniche delle culture antiche, specialmente quelle antiche.Per gli antichi 'il vuoto' non esisteva. Non avevano la concezione 'del nulla' .Per loro invece c'era la concezione del 'caos' (rappresentato dalle acque primordiali) contrapposto all'ordine, ovvero la creazione (il cielo e la terra).Infatti per gli ebrei il 'mare' è sempre una simbologia del 'caos' della 'distruzione' contrapposto al cielo e la terra che sono 'ordinati'. (Giovanni infatti parla della fine del Cielo, Terra e Mare,e della costituzione di nuovo Cielo e Terra, ma non di un 'nuovo mare' poichè il mare era il simbolo del caos, contrapposto all'ordine divino).Anche per i 'CHAOS'  dei miti greci, di cui parla ESIODO c'è dibattito.Chaos significa infatti 'abisso' 'grande vuoto' in greco attico.Tra gli studiosi di mitologia greca c'è però dibattito. Alcuni affermano che il 'Chaos' di cui esiodo parla sia 'il nulla' da cui sono nati gli dei primordiali (Nyx, Gea, etc…) altri affermano che Esiodo parlasse di una 'materia prima' caotica e disordinata e che il concetto del nulla sia stato introdotto dopo.Basti pensare anche in matematica quanto costò introdurre il concetto dello 'Zero'.—In ogni caso nella Genesi il racconto (a GRANDE DIFFERENZA delle altre cosmogonie) non parla di Dio che si forma dal chaos/acqua/materia primordiale (nelle altre cosmogonie invece il caos primordiale è sempre il primo creatore da cui sorgono i primi dei).Che la bibbia quindi dica che Dio "manipolò le acque primordiali" per dare origine al cielo e la terra, come si potrebbe intendere, non esclude affatto che Dio stesso sia il creatore di queste 'acque'.Dal racconto biblico intendiamo che Dio crea ogni cosa, portando ordine al caos, secondo le credenze cosmogoniche del tempo, un caos da cui nulla poteva sorgere (il caos per gli ebrei è solo distruzione, quindi niente può nascere da solo dal caos).Quindi bisogna comprendere che Genesi 1 è un racconto radicato nel pensiero del tempo (almeno 600 anni prima di Cristo) e che predata l'elenizzazione della cultura ebrea (in Macabei infatti, dove gli ebrei avevano contatto con i greci e romani)  si parla già esplicitamente di 'creatio ex-nihilo'Ismael  

  26. utente anonimo

    "" GP: "coerente con le conoscenze scientifiche di ogni epoca" fino a un certo punto. La Genesi pone la nascita delle piante al terzo giorno, prima della formazione del Sole e della Luna (fatto su cui il nostro gentile ospite ha astutamente glissato nella sua parafrasi). Sfido chiunque a trovare un'interpretazione scientifica per questo, senza ricorrere a forzature estreme.Amedeo""Prima di tutto una precisazione. La Bibbia NON è il 'libro di ogni risposta'.Questa è una idea protestante, più che altro.La bibbia non va usata come testo scientifico. La bibbia attesta che Dio creò  il mondo con ordine ma sta alla scienza fisica determinare come, dato che Genesi 1 è chiaramente allegorico.Secondo, l'allegoria di Genesi 1 è compatibile con la scienza.Quello che voglio dire che nella Genesi le cose 'nascono con ordine', ovvero prima viene la terra, poi questa viene separata dalle acque, poi sopra ci nascono le creature, etc….Preso questo testo letteralmente, ovviamente, non ha valore scientifico, ma l'allegoria invece è compatibile con la scienza moderna:prima si formano le stelle, poi la terra, poi nascono gli organismi su di questa, etc… sempre con 'ordine' possiamo dire.Se vogliamo prendere Genesi 1 letteralmente allora abbiamo un problema, ma già AGOSTINO, 1600 anni fa sostenne la tesi che Genesi 1 era allegorica  e AQUINO 800 anni fa sostenne pure la stessa cosa (riprendendo il discorso di Agostino). Agostino e Aquino inoltre affermano che con la sola ragione si possono raggiungere certe verità (es. con la scienza si raggiunge a verità sul mondo fisico) e che le scritture sono una guida alle verità teologiche, che non sempre possono essere conoscibili con la sola ragione.Infatti accettare la teoria dell'evoluzione non è certo proibito ai cattolici (vedi diversi discorsi di diversi papi, come Humana Generis e anche discorsi recenti di Benedetto XVI in Germania)Ismael 

  27. utente anonimo

    "Per le piante su un mondo lontano sotto la luce di un altro sole: bel tentativo, ma non funziona. Come ho già scritto, anche le stelle sono state create il quarto giorno.Amedeo"Il vero problema è quello degli atei che leggono la bibbia come i fondamentalisti cristiani che credono alla 'young earth theory'Ovvio che se uno legge la bibbia con stupidità vi trova solo cose stupide (sia esso credente o meno).Certe critiche quindi sono in se stesse irrazionali e valgono solo per coloro che sostengono che la terra ha 6000 anni e che Genesi 1 è un testo da prendere letteralmente.Questo, aggiungerei,  è anche il problema del 'sola scriptura' protestante, che appunto li lega solo al testo scritto, portandoli inevitabilmente a certi problemi. Non che un 'sola scriptura' deve per forza prendere Genesi 1 letteralmente, ovviamente.  Se gli atei che tanto si gasano con boria di essere razionali e intelligenti si penassero di passare mezz’oretta a leggere cosa dice la Chiesa, anziché fare speculazioni di base e da lì attaccare con odio, sarebbero molto più rispettabili intellettualmente. Sinceramente spesso mi chiedo se certi anti-cristiani hanno un ‘senso critico’ quando si informano o se prendono ogni cosa senza pensare solo per usarla come ‘munizione’. Infatti certe cose che leggo in certi siti sono davvero ridicole. 

  28. Grazie a Ismael per il suo intervento.Vorrei solo aggiungere che nessun libro, per quanto preciso, può arrivare a definire esattamente la realtà, più di quanto si possa disegnare una mappa che riporti esattamente un dato territorio, come un certo famoso racconto di Borges insegna.

  29. utente anonimo

    Ismael e Anonimo #27: ho già risposto nel commento # 16, più sopra.Amedeo

  30. utente anonimo

    Ciao Berlicche, ho una domanda che questo post (e la discussione a seguito) mi ha suggerito:Da quanto scrivi, mi pare di capire che proponi un'interpretazione non-letterale e allegorica, della Bibbia. Vale a dire: per rendere quanto scritto nella Genesi coerente con le conoscenze scientifiche attuali, dobbiamo interpretarlo in modo simbolico (i giorni sono ere cosmologiche, le parole di Dio sono il configurarsi di leggi fisiche, …). Ciò mi sembra un esercizio intellettuale piuttosto onesto, almeno finché uno gioca a carte scoperte, anche perché l'alternativa è essere come quei picchiatelli dei fondamentalisti americani, come Kent Hovind, Ray Comfort o Ken Ham (o quel Kirk Cameron di 'Genitori in blue jeans'…), che credono che la terra abbia 6000 anni, e che i fossili siano una sottile sfida di Dio per mettere alla prova la fede dell'uomo.Comunque ecco la domanda: se per la fisica sei pronto a non prendere alla lettera quanto le scritture dicono, saresti pronto a fare lo stesso anche nel campo della morale? Se la risposta è no, potresti spiegarmi il motivo del trattamento differente? Se pensi che tutto ciò sia OT, lascia pure perdere…ciaoGP

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