Ciò che sta fuori – IV – Ciò che è altrove

Il mondo potrebbe essere conoscibile, ma il senso è altrove

Siamo prigionieri in un mondo materiale che ci lega con le sue catene. Attraverso la meditazione, però, riusciremo a vedere oltre il velo di questa esistenza ed accedere alla vera vita, che giace oltre…

Massì, quante volte avete sentito o letto cose del genere? Possono essere parole di un guru barbuto, di una stella del cinema o della zia che fa yoga, ma il succo è questo: il mondo in cui ci muoviamo non è la vera vita, è solo una illusione il cui senso sta da un’altra parte. Un qualche tipo di paradiso, che può essere quello dei lavoratori o financo quello di certuni che si dicono cristiani. Oppure quello stato conosciuto come Nirvana, l’assenza di tutto ciò che è il mondo in cui viviamo.

Tutte queste concezioni più o meno spiritualiste sono però concordi nell’affermare che quanto mi succede non conta niente. Non è che un pallido riflesso di una qualche realtà altra, nella migliore delle ipotesi. Oppure una falsificazione da distruggere per potere rifondare la vera realtà. Nel primo caso, sono sommamente disinteressato a quanto mi accade; nel secondo, tutto quanto accade è da buttare via.
Ambedue le visioni hanno insomma come conseguenza un sommo disprezzo per ciò che mi sta attorno. Se il senso della persona che mi sta davanti è altrove, perchè mi dovrei preoccupare di lei? Perchè dovrei far fatica a migliorare il mondo, se è da rifondare, o da buttare via? A che scopo studiare, prodigarsi, fare scienza, lavorare, se niente di quanto faccio ha in fondo importanza?

E’ la contraddizione implicita che ha fatto sì che la scienza moderna non sia nata in Oriente. Non sarebbe mai potuta nascere, con questo tipo di convinzione, perché non vale la pena studiare ciò che non conta niente.
Ed è anche il motivo per cui le rivoluzioni durano poco. Dopo che hai distrutto tutto, ti cominci a domandare: ma questo nuovo mondo di cui ci hanno parlato, da dove dovrebbe arrivare?
Perchè se c’è un problema dell’altrove, è che non è qui, dove siamo noi.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 14 aprile 2010 su Ciò che sta fuori. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    E' bello sentire da fuori quello che credi dentro di te , insomma condividere realtàinteriori che se restano in noi ci vanno vagare come anime in pene. Non dico che quel che dici sia il Vangelo(la verità chi la sa?). Ma comunque mi hai portato ad una condivisione di quello che è un a questione esistenziale, che può portare al nichilismo, all'apatia, a fermare ogni attività.Lo diceva anche Heidegger: l'unico progetto vero è la morte. Ma se sentiamo dentro di noi l'impercettibile, quindi l'interiorità dell'altro, o di Dio, nasce in noi una vivacità che riempe questo vuoto tra la nascita e la morte, fa nascere in noi il gusto della vita come gioco, divertimento, curiosità. Tra il bianco e il nero ci sono un numero infinito di colori.

  2. utente anonimo

    Di quante balle ti hanno infarcito Berlicche!Facciamo il conto:Innanzitutto, di cosa stiamo parlando? Della verità o di qualche utile strada che deve portare da qualche parte?Perché la Verità è tale anche se pare spiacevole,  a volte può anche spaventare!""Tutte queste concezioni più o meno spiritualiste sono però concordi nell'affermare che quanto mi succede non conta niente. ""Ti seccherà scoprire, se allarghi un po la tua visione, che in ogni caso tutto quel che ti succede lo lascerai qui, è spiacevole ma morirai Berlicche!""Se il senso della persona che mi sta davanti è altrove, perchè mi dovrei preoccupare di lei? ""Dev'essere per questo che tutti i Buddhisti (ed anche altre 'Filosofie' orientali) iniziano  con il voto di migliorarsi per poter beneficiare tutti gli esseri!"""A che scopo studiare, prodigarsi, fare scienza, lavorare, se niente di quanto faccio ha in fondo importanza?"""Come sopra, solo che in oriente fanno molta più attenzione al benessere mentale degli uomini, cosa che qui in occidente si è cominciata a fare da meno di un secolo, dopo Freud, solo da allora qui in occidente esistono le parole (Letteralmente) per poterne parlare. Se hai amici che sono stati in vacanza da quelle parti potranno testimoniarti che in genere la felicità, pur nella estrema povertà, è li alquanto diffusa.Per quel che riguarda scienza ed evoluzione ti basti pensare che al tempo del Cristo, in Cina giravano già giornali quotidiani! Dividevano già  l'anno in trecentosessantacinque giorni ed un quarto e che fino al '700 la tecnologia cinese era certamente la più evoluta al mondo, poi hanno cominciato ad avere problemi di sovrappopolazione…"""E' la contraddizione implicita che ha fatto sì che la scienza moderna non sia nata in Oriente. Non sarebbe mai potuta nascere, con questo tipo di convinzione, perché non vale la pena studiare ciò che non conta niente. """Infatti come ho detto sopra l'oriente, è orientato a studiare come funziona la mente, come strada più sicura per raggiungere la felicità.Se poi per scienza intendi esclusivamente quella che segue il metodo scientifico come impostato ai tempi di Galileo, puoi star certo che tutto quello che viene prima, anche qui in occidente, non può rientrare nella definizione successiva, a quei tempi si limitava forse alla definizione che ne aveva dato il Buddha, che hai ripetutamente cancellato quando la ho riportata nei commenti!""Oppure quello stato conosciuto come Nirvana, l'assenza di tutto ciò che è il mondo in cui viviamo.""Errore! Il Nirvana è strettamente qui ed ora in questo mondo!  Non in un tempo futuro se avrai obbedito!"""Perchè se c'è un problema dell'altrove, è che non è qui, dove siamo noi. """ Il Premio o la condanna futura la promettete voi, no?Nel complesso , mi pare che la tua formazione ti porti a considerare le filosofie orientali attraverso la lente dello gnosticismo cristiano, ti invito ad accedere a fonti originali!Ciao Mara nada

  3. questione molto, molto molto complessa. Mi permetto prima di spezzare una lancia in favore (incredibile!) di Mara Nada.Da studioso orientale riconosco che ciò che afferma Mara Nada in parte è vero. Confucianesimo in primis e Buddhismo in parte mirano a una sorta di automiglioramento di sè stessi, per poter poi dar beneficio a tutta la società, inoltre è vero che un tempo per quanto riguarda stampa, scienza e  filosofia gli orientali ben poco avevano da invidiare a noi, e per certi versi erano forse "più avanti" se vogliamo metterla così.L'assunto filo-religioso di base orientale però prevede( e questa è mia sensibilità personale, e parlo con coscienza, avendo anche conosciuto persone buddhiste-taoiste di quei paesi) un distacco troppo forte per i miei gusti.Vogliamo parlare delle pratiche ascetiche estreme, del disprezzo per tutto ciò che vi è in questo mondo al punto di dormire nudi in grotte e morir di fame? C'è anche questo nel Buddhismo.O certe ipotesi di società taoiste che prevedono (mi pare nel zhuangzi ma non son sicuro) la totale indifferenza nei confronti della popolazione? Il popolo si governerà da sè, non diamogli nè armi, nè cibo nè governanti.. tutto si fa da sè.. mmmh.. utopico e alquanto idealista e appunto distaccato da quello che è la realtà. Questo continuo distacco da questo mondo, questa voglia di togliere il desiderio dal cuore dell'uomo (c'è anche questo nel buddhismo) perchè desiderare è male, dato che nulla può darci soddisfazione- la concezione della Ruota e delle reincarnazioni… mah la vedo troppo distante dalla realtà. Che poi la concezione zen(in giappone) se vogliamo certe volte si riveli efficace è un conto(in arti marziali ad esempio, parlo da praticante), ma l'uomo è fatto per pensare, vivere ed esistere in questo mondo, non sulla luna. L'uomo che non pensa, non desidera e non vive perchè "tutto è illusione" non mi attizza troppo.E poi questo "senso del Dao(per chi non è pratico, la Via, il Tutto, il senso delle cose, della realtà) per coglierlo si debba perderlo" certe volte mi sembra solo un enorme sofisma per giustificare un pò tutto.Conoscere il senso delle cose significa invece disimparare il senso delle cose.Mah.Chiaramente parlo in maniera semplicistica e assolutamente sintetica e ingiusta verso una cultura enorme e affascinante, ma la mia percezione è questa.E non diciamo che queste in Oriente cose non ci sono, che ci sono eccome, parlando da addetto ai lavori. Chiaramente ciascuno ha i suoi meriti, ma anche i suoi difetti e le sue magagne, filosofiche, religiose o meno.Dove è l'amore? (illusione-al massimo dovere sociale). Dove è l'uomo? (imperfezione) Dove è la Realtà?(massimo inganno) Che senso ha questo mondo? (il senso è perdere il senso)Che poi non si pensi in realtà che l'uomo orientale sia così alienato e disincarnato dal reale, anzi, l'uomo orientale vero lavora, ama soffre e lotta e desidera la felicità con tutto il cuore ed è più che laborioso e immerso nel reale, non come certi stereotipi voglion farci credere. 

  4. utente anonimo

    Grazie Ragabash, non urlo nel deserto!Erano un po più avanti.. Usiamo i loro numeri, lo zero lo hanno inventato loro…Il Distacco:Serve innanzitutto a fare spazio nella mente, in modo da poterla osservare 'dall'esterno' per così dire, è l'inizio dello studio della mente, se sei identificato con un idea, chi osserverà la mente identificata con quell' idea?Dormire nudi in grotte e morir di fame? Esagerano un po con l'allenamento di qui sopra.Zhuangzi ! Il primo anarchico! Ma ha sempre sostenuto che bisogna riempirgli il ventre…Togliere il desiderio dal cuore dell' uomo…dato che dopo un desiderio ne seguirà un altro senza fine… Bisogna esserne coscienti!!! quindi distaccati! poi  ne sei cosciente…Conoscere il senso delle cose disimparando il senso delle cose…devi poterle osservare per quel che sono….Queste cose ci sono.. Ci sono eccome.. il senso è perdere il senso di separatezza…Dov'è l'amore? Nel cercare di perfezionarsi per poter aiutare gli altri!Qualcuno commentava ieri Berlicche dicendo che il vero senso della croce è l'amore di Dio disposto a morire per noi……..Poi torni a lavorare nel reale, ma ora lo conosci per quel che è, non SEI più il 'reale'Per il resto non posso che consigliarti Echart e Panikkar che uniscono oriente ed occidente.Spero Berlicche perdoni questo ulteriore intervento..Mara nada

  5. Mi aspettavo le critiche – mi sono tenuto breve apposta nel post – per cui rispondo puntualmente.Intanto distinguiamo tra scienza e tecnica. Sono due concetti ben diversi, anche se profondamente collegati tra loro. Con la tecnica magari sarai anche in grado di costruire aerei che volano. Ma è la scienza che ti dice perchè volano, quali leggi ci stanno dietro, come fare a far sì che volino ancora meglio oltre al processo di miglioramento prova-impara-modifica.Mentre per la tecnica basta l'operosità di ogni giorno, il desiderio di migliorare la propria vita, per la scienza occorre qualcosa in più. Ovvero un concetto di realtà che possa ospitarla. La tecnica è "Tu dimmi cosa fare, e io lo faccio". Una civiltà può essere molto avanzata tecnicamente, magari avere misurato le stelle con precisione maniacale come i Maya, ed avere poca o nulla scienza.Ma la tecnica, oltre un certo punto, non arriva.Confucianesimo e Buddismo sono molto diversi, per certi versi antitetici, e quello che dico qui si può applicare solo al secondo. Il Buddismo – certo buddismo – è ben conscio dell'obiezione che muovo ed infatti nel corso dei secoli nelle sue diverse accezioni lo ha in qualche modo ammorbidito. Anche perché chi vive la vita capisce che così non va, non è umano. E il buddismo diventa una generica religiosità dove gli déi rientrano dalla finestra.Certamente l'approccio orientale alla spiritualità ha generato frutti anche buoni. Ma non quell'attenzione alla persona, al suo destino ultimo che – banalmente – qui ha fatto creare ospedali, ospizi, orfanotrofi, tutte le opere di carità. Il Nirvana è l'assenza di preoccupazioni e dolore, e se voglio raggiungerlo il dolore (il mio dolore) lo devo escludere, non curarlo. Fregandomene di quello altrui.

  6. utente anonimo

    """Il Nirvana è l'assenza di preoccupazioni e dolore, e se voglio raggiungerlo il dolore (il mio dolore) lo devo escludere, non curarlo. Fregandomene di quello altrui."""Un Giornale femminile tempo fa riportava di una cronista cui un monaco aveva detto: 'in questa vita diventerai una tigre-senza-io!Che? chiese la cronista.Una tigre-senza-io rispose il monaco:Se c'è un problema e c'è l'io è un problema!Se c'è un problema e non c'è l'io non c'è problema!Tutto il Buddhismo parte dalla comprensione del dolore Berlicche, insegna a trattarlo, finanche ad evitarlo, ma il dolore c'è, relativamente ma c'è!Mara nada

  7. Creare un dualismo tra il mondo e ciò che è trascendente porta a disinteressarsi del primo, che quindi non viene investigato. In secondo luogo, questa dicotomia non spiega il perché di questo mondo. Né spiega perché è diviso dal trascendente. Per unirli ci vorrebbe un Dio che è trascendente e immanente.

  8. utente anonimo

    Scusa Berlicche, ma a me sta cosa della medicina moderna che trae le sue radici quasi unicamente nel cristianesimo pare una cosa un po' tirata per i capelli.E Ippocrate? Anche lui aveva un approccio basato sull'esperienza e metodologicamente molto moderno, no? Il suo giuramento non è alla base etica del mestiere di medico?E la storia degli ospedali inizia prima dell'epoca cristiana, no? Posso citare Wikipedia, anche se un po' superficialotta?http://it.wikipedia.org/wiki/OspedaleCapisco che il Cristianesimo ha contribuito a creare la visione odierna del malato, ma mi pare riduttivo citare l'influenza Cristiana come la principale.CiaoGP

  9. E' la stessa storia della scienza e della tecnica, GP. La pratica medica c'è fino dall'antichità; ma l'ospedale come istituzione, il rapportarsi al paziente in una certa maniera – sì, la medicina moderna – nasce con il cristianesimo.Prova anche solo a guardare la pagina inglese per il wiki che mi hai indicato, decisamente più completa.Quello che sto dicendo non è che solo i cristiani possano arrivare a certi traguardi. Quello che sto dicendo è che la visione del mondo che ha il cristianesimo causa un certo modo di porsi che conduce verso particolari risultati, che sono convenienti per tutti, in quanto tutti li riconoscono come buoni.

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