Ciò che sta fuori – III – Ciò che non ha senso

Il mondo potrebbe essere conoscibile, ma non ha senso

Che il mondo non sia conoscibile perchè assurdo è, come abbiamo visto, una assurdità. E’ qualcosa che non può essere sostenuto con logicità e sanità mentale. Ma una certa filosofia in voga rovescia i temini della questione. Certo, possiamo vedere che il mondo è ordinato, c’è causa-effetto, c’è non contraddizione: ma in ultima analisi tutto questo non ha senso, non è che il ticchettare di un orologio senza lancette. E’ un certo tipo di esistenzialismo; è il nichilismo che da esso nasce.

Chi sostiene questa ipotesi dice, in altre parole, che ogni istante della nostra vita è solo un succedersi di eventi senza significato. Viviamo, ma senza un perchè; siamo equivalenti a muffe sulla buccia di un arancia, e quando l’arancia si butta via noi scompariamo con essa, come non fossimo mai esistiti. La nostra vita è inutile; è indifferente che esistiamo o no; quindi possiamo spararci un colpo in testa e niente cambia nell’assetto dell’universo. Il credere diversamente è un’illusione.
Siamo oltre il pessimismo, perchè essere pessimisti presuppone uno scopo che va storto. E’la totale inutilità e vaghezza del vivere, dell’amare, del morire.

Coerentemente chi sostiene questo dovrebbe sedersi e smettere di respirare. Perchè respirare, agire, vuol dire che si sta agendo per qualcosa. Si vive per un qualcosa. Se è indifferente neanche leggere queste righe ha senso. Perché dunque farlo?
Certamente si può pensare che l’ordine del mondo, le leggi del cosmo, non siano altro che costrutti fini a se stessi. Ma, dice una vocina, perché ci sono?

A volte, spesso, si incontra qualcuno che sostiene questi argomenti. Senza giungere a quanto faceva il protagonista di un certo romanzo di Chesterton che li faceva rinsavire prendendoli a pistolettate, potete provare a chiedere loro di darvi quanto hanno nel portafoglio. Se rifiutano, evidentemente ritengono malgrado tutto che nel vivere e nelle cose un senso ci sia.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 23 marzo 2010 su Ciò che sta fuori. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Potrebbero dire che un conto è il senso soggettivo (che esiste) e uno l'oggettivo (che a parer loro non esiste). E in effetti senza un Dio è difficile che ci sia un senso oggettivo.

  2. utente anonimo

    Sempre meglio il nichilismo del fanatismo

  3. x Cerutti: Questo è ancora un altro atteggiamento, vale a dire "il senso me lo faccio io". Come ad esempio nel "Nichilismo gaio", come lo chiamava qualcuno. Heidegger diceva che la migliore definizione di nichilismo l'aveva data Nietszche con "Dio è morto"…Anonimo#2, quello che dici non ha senso ;-)

  4. "sempre meglio il nichilismo del fanatismo"e dire questo, non è una forma di fanatismo?prmo capo

  5. utente anonimo

    Se si vuole cavillare a tutti i costi e arrampicarsi sugli specchi, sì.L'esempio del respirare è scorretto, non possiamo decidere di smettere di respirare (c'è una parte del cervello che si attiva automaticamente). Non è neppure corretto dire che si dovrebbero togliere la vita: come dici nel post "è indifferente che esistiamo o no", quindi se esistiamo perchè dovremmo smettere di esistere se non cambia nulla?Il nichilismo come lo intendeva nietzsche è la scomparsa dei valori tradizionali, "Dio è morto" significa ripensare il mondo senza Dio. E' un superamente del nichilismo non una situazione statica, non è altro che, in filosofia, l'ultimo risultato della dissoluzione dell'hegelismo.(In ogni caso non bazzicherei troppo su Wikipedia, Berlì).Ho come l'impressione che si parli sempre di nichilismo, esistenzialismo, relativismo come fossero i mali dell'umanità (lo stesso Papa ogni tanto si destreggia a citare Nietzsche, per poi essere zittito da alcuni autorevoli filosofi). Mi ricordo ancora l'ultima risposta di Franco Volpi al Papa: " dopo che la storia ci ha insegnato che spesso il possesso della Verità produce fanatismo, e che un individuo armato di verità è un potenziale terrorista, vien fatto di chiedere: il relativismo e il nichilismo sono davvero quel male radicale che si vuol far credere? O essi non producono forse anche la consapevolezza della relatività di ogni punto di vista, quindi anche di ogni religione? E allora non veicolano forse il rispetto del punto di vista dell´altro e dunque il valore fondamentale della tolleranza? C´è del bello anche nel relativismo e nel nichilismo: inibiscono il fanatismo."Fil

  6. xFil: Se vogliamo cavillare, cavilliamo…E' corretto quello che dici sul respiro: pensandoci, vuol dire che al nostro corpo importa un sacco che ci siamo piuttosto che non ci siamo. Il respiro è una domanda continua e non percepita di senso.Se preferisci, allora non mangiare, o bere. Affermazioni positive, per cui facendole io implico una differenza tra esistere e non esistere. E' meglio così?E' corretto anche quello che dici su Nietzsche, e infatti non l'ho citato nel post – il suo posto è in un'altra "casella". Nel commento volevo solo rispondere a Cerutti, perchè in fondo è vero: la presenza di un Dio è la negazione del nichilismo e l'asserzione di un senso. Come in particolare cercherò di specificarlo nei prossimi post.Wiki lo linko solo perchè ha link a cose più serie ed è sufficientemente generico da non spaventare. Chi sa cos'è il nichilismo non ha bisogno di seguire il link su wiki o altrove. Sono comunque d'accordo anche con la sua "pericolosità" (infatti alcune cose mi veniva già da correggerle, ad avere tempo). Nichilismo e relativismo ( esistenzialismo si potrebbe cavillare) sono mali dell'umanità. Potrei obiettare a Volpi che ha un ben misero concetto della Verità, se pensa che possa causare il male. Il fanatico è colui che è affetto dal male dell'ideologia: cioè credere che il particolare valga per il tutto. La verità è un'altra cosa.Vorrei ricordare a te e Volpi che "nichilista", cent'anni fa, era sinonimo di "bombarolo", in quanto alla fine dell'800 i terroristi sulla scena europea erano appunto nichilisti (mai letto "Tartarino sulle Alpi", di Daudet?). Anche oggi i gruppi armati che si rifanno al nichilismo non sono pochi, e più sono nichilisti meno rispetto hanno della vita umana…che non ha senso. E il tuo relativismo è lo stesso che vuole impedire a me di essere cristiano, di far vedere i miei simboli, di insegnare quello in cui credo. Alla faccia della tolleranza.Ma forse a far questo sono solo fanatici nichilisti, fanatici relativisti…

  7. utente anonimo

    Ecco, non mangiare o bere può andar bene, ma quando si parla di "senso della vita" non penso si intenda la vita naturale bensì quella spirituale. Anche perchè il concetto di "senso della vita" è un concetto cristiano, prima semmai si parlava di "virtù" per cui il senso della vita era esaltare la virtù propria di ogni uomo (potrebbe valere pure adesso dopo 2000 anni di cristianesimo).A Volpi non si può obiettare, è morto tragicamente e prematuramente l'anno scorso mentre teneva il suo corso su Nietzsche (cosa che non amava particolarmente fare, di solito era Heidegger). In ogni caso dubito avesse un concetto misero di Verità e dubito pure non sapesse ciò che dici sul nichilismo (ha scritto un libro, "Il nichilismo" appunto, che è lo studio più approfondito del concetto).Che poi ci siano gruppi nichilisti cosa vuoi che ci faccia? Io la vedo dal punto di vista nietzscheano, ovvero avere il nichilismo averlo "dietro di sé, sotto di sé, fuori di sé".Per finire, ehm, io non voglio impedire a te di essere cristiano, di far vedere i tuoi simboli, di insegnare quello in cui credi. (-.-)Sono cresciuto in Chiesa e sono felicissimo di esserci cresciuto.Fil

  8. utente anonimo

    Percepire significa che c'è un organo di percezione, un oggetto, ed una memoria in cui sono registrate precedenti esperienze di quell' oggetto o di oggetti simili, solo quando sono in contatto tutti e tre c'è percezione.Ogni memoria soggettiva ha ricordi diversi di oggetti uguali, quindi le percezioni di stessi oggetti, da parte di menti diverse sono percezioni differenti.Figuriamoci i significati attribuiti! Sono letteralmente numerosi come gli esseri senzienti.E' per questo che al mondo per andare d'accordo bisogna essere in numero dispari e meno di tre.Se ci sono significati comuni, è solo l'accordo preso fra memorie diverse di attribuire stessi nomi e significati simili a degli oggetti apparentemente uguali (come i soldi che hai nel portafoglio)!Inutile che cerchi Dio fra gli oggetti, Il regno di Dio è dentro di te, non fuori! qualcuno lo ha già detto questo!E Dio, non c'entra niente neanche con l'attribuzione di nomi e significati, quello è il Verbo, la tua parola, i nomi che assegni, con i quali ti crei la tua memoria e di conseguenza la tua realtà personale!Mara nada

  9. xFil: Per "senso della vita" io intendo sia naturale che spirituale. Non vedo dualismo.Sul fatto che sia un concetto cristiano non sono molto d'accordo. E' presente in tutte le flosofie e tutte le religioni, sotto molte forme. Perché è comunque la domanda dell'uomo.So che non ci puoi fare niente se ci sono dei gruppi nichilisti. Però puoi riconsiderare la tua posizione su fanatismo e nichilismo (sempre che non l'abbia fraintesa).Volpi non lo conosc(ev)o e quindi non ti so dire cosa sapesse, non sapesse o il suo concetto di Verità. Vedo quello che posso dedurre dalla proposizione che riporti. E se quello è il suo pensiero, allora confermo quello che ho detto. Se sapessimo trarre le conclusioni corrette da ogni cosa che conosciamo non ci sarebbero ideologie. Ma l'uomo è quello che è. Se ho ragione io, Volpi adesso sa cos'è la Verità. Se aveva ragione lui, è passato, inutile e comunque non importa.

  10. utente anonimo

    E' la secondo domanda. Prima c'è "perchè l'essere e non il nulla?", e poi "l'essere ha un senso?" :PLa mia posizione sul nichilismo è quella nietzscheana come ho già detto, non statica, ma dinamica.Su Volpi non so che dire, lo conoscevo pochissimo, e in parte avevo scelto Padova perchè c'era lui. Non conosco il suo pensiero a parte qualcosa sulla sua "storia dei concetti", Nietzsche ed Heidegger, quindi non mi dilungo.Per il resto l'articolo era su Repubblica, pubblicato postumo (mi pare), ma non lo trovo sul sito del quotidiano. E' riportato qua http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/04/15/tutta-colpa-di-nietzsche-di-franco-volpi/Fil

  11. xFil: mmmh…non ne sono così sicuro. La propria esistenza è un dato di fatto. Nessuno sano di mente può dubitare di esistere. L'essere, cioè se stessi e il creato, genera stupore: perchè c'è. Il fatto che potrebbe non esistere è un poco più in là.Leggerò l'articolo linkato quanto prima, grazie. 

  12. utente anonimo

    Berlicche!!!!Essere è un verbo!!Non un sostantivo!Non una caratteristica!Ha bisogno di un soggetto ed un oggetto!!Mara nada

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