La porta

"La porta è chiusa."
"Aprila".
"E perchè dovrei aprirla?"
"E’ la sola maniera di andartene da qui."
"E perchè dovrei andarmene?"
"Prima o poi dovrai. Questa stanza è solo un’anticamera. Non si può vivere qui a lungo."
"Non voglio aprirla."
"Perché?"
"Non so cosa c’è dietro."
"Questa è l’anticamera, ti ho detto."
"Non posso sapere che hai ragione".
"Puoi saperlo, basta aprire la porta."
"Che non voglio aprire".
"Questo non dipende da me. Saprai quando l’aprirai"
"Dimmi cosa c’è dietro."
"Te l’ho detto."
"Ridimmelo"
"C’è tutto quanto il resto. Io lo so, arrivo da lì."
"Ma di te non mi fido. Come faccio a fidarmi?"
"Da qualche parte sono pur arrivato."
"Questo non lo posso sapere. Non posso sapere niente se non quello che vedo. E la porta è chiusa."
"Ascolta, allora."
"Non sento niente."
"Devi avvicinarti."
"Non voglio avvicinarmi. Non dirmi cosa devo fare."
"Come vuoi."
"E se dietro la porta ci fosse il nulla?"
"Allora non avresti nessun posto dove andare. Il nulla è un non luogo. Il nulla non esiste."
"E se ci fosse il nulla e io ci andassi?"
"Non puoi andare in un luogo che non esiste, a meno che anche tu non sia nulla. Sei nulla?"
"Sì. No. Non lo so."
"Stai ragionando. Ci sei. Non sei nulla. Sai che non sei nulla."
"Ma potrei diventarlo."
"Solo se l’essere diventasse non essere. E se anche fosse, in ogni caso non lo sapresti mai."
"Perché?"
"Perché saresti nulla. E il nulla non esiste."
"Potrei sempre ignorarla, la porta. Non ci devo pensare proprio adesso."
"Non è che ignorandola scompare. C’è. E questo è evidente."
"Non voglio aprirla lo stesso."
"Ma lo farai, presto o tardi. Presto o tardi lo farai."

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 febbraio 2010 su fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 28 commenti.

  1. Cavolo! Fammi capire.
    Hai messo in prosa… questo?:

    Non so se ami i Depeche Mode, ma questo brano mi ha finalmente convinto del fatto che anche Dave Gahan come solista se la può cavare in maniera eccellente. E ci sono anche affezionato perché lo scoprii l’anno scorso nel periodo in cui mio padre era in ospedale.

    If there’s a kingdom behind it all / Is there a God who loves us all? / Do we believe in love at all?

  2. Stupefacente. Strabiliante. E’ il tipo di discorso che faccio sempre con i non credenti. E’ un sunto di tutto. Lo hai fatto da solo o ti sei ispirato a qualcosa, come ha suggerito piccic?

  3. … e bravo Berlicche, …non fa una piega!
    Ti sei espresso in modo eloquente di come a volte vorremmo fare: non voler ragionare. Di più non si può aggiungere.
    A un tale che conosco, sempre sbronzo, se gli parlassi della "Porta" di sicuro mi direbbe:
    La porta?! e che porta?….
    … ma la poooortaaaa en litro de’ quel boom !

    Grazie, … e l’ultimo chiuda la porta! 

  4. Vai Berlicche!!
    Aprila una volta questa benedetta porta e guarda!
    Non ascoltare chi ti dice cosa c’è di la, chissà se ci son davvero stati, l’esperienza la devi fare tu!
    Vai !!!

    Mara nada

  5. Ahimè, Piccic, ormai Youtube mi è off-limit. Forse lo guarderò stasera.
    Da dove mi è venuto non lo so, era tardi, stanco morto, avevo zero idee e zero fondi di magazzino. Mi è venuta in mente una porta. Ho cominciato a scrivere senza sapere bene dove sarei arrivato, ed è venuto fuori questo. 

  6. Nulla di nuovo nel discorso di Berlic. Le solite cavolate..Dopo la morte…ecc ecc

    Puoi tu dare testimoniaza di cosa c’è dietro la porta?

    No? Allora vai dietro quella ca@@o di porta e dicci cosa c’è, torna indietro e noi ti crederemo. Adesso vai!!!

    Non ci vuoi andare più?

     Ti ci mandiamo a calci nel culo

  7. "Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi."

    Ilaria

  8. è un invito al suicidio per vedere cosa c’è dopo?
    lettrice

  9. Non è necessariamente un invito al suicidio!!
    Essendo nati  abbiamo adesso un corpo in più un corpo ed un intero mondo, ma negli strati profondi della nostra coscienza, c’è quello che eravamo prima, non è stato distrutto dalla nascita, rimane, solo che lo abbiamo dimenticato, tutto sta a ritrovarlo, ricordarcene…
    Quella è la porta da attraversare Berlicche…
    E non c’è niente che te lo proibisca o te lo impedisca da un punto di vista religioso….
     Datti da fare!

    Mara nada

  10. Bello!!! Chi ha aperto quella porta poi si è pentito di averlo fatto troppo tardi!
    Koiro

  11. … Berlicche vuol farci capire che questo mondo in cui viviamo è solo virtuale.
    Finito il collegamento (voluto o non voluto) ci troveremo in una altra dimensione.
    Questa dimensione l’ha promessa e dimostrata solo Gesù Cristo; Lui si è mostrato in una dimensione estranea alla materia, – entrava e usciva senza aprire le porte.
    Noi, ancora soggetti alla materia, abbiamo bisogno di "aprire" !
    Tutto il resto lo ha spiegato in modo eloquete Berlicce. 

  12. Berlic, hai mai sentito parlare (da me magari) della Torre Nera di Stephen King? :-)

  13. Vado in ordine che se no mi perdo.

    Innanzitutto, come al solito le parole che scrive questo diavolaccio lasciano il segno, e questo lo dimostrano la grande varietà di commenti, belli, brutti, coerenti, senza senso, etc.
    Perché ci sproni a usare la materia grigia, grazie. Poi ognuno è libero di usarla bene o male, ma questo è un altro problema.

    Quindi adesso riparto dal fondo, Stephen non è la prima volta che salta fuori su queste pagine, e la cosa mi fa piacere, per cui grazie anche a Claudio.

    Poi arrivo in cima da Piccic e chiedo perché pensi si sia ispirato a quel video? Vorrei capire bene, perché il video non l’avevo mai visto, ma mi piace e so chi è l’autore.

    Infine do il mio vero contributo, questa sequenza di THX 1138 (conoscete? ;) fino al minuto 7, dopo non è interessante http://www.youtube.com/watch?v=PHjFM-jqdNc Vi lascio all’interpretazione, a seguire il "perché", se lo richiederete.

  14. … Berlicche vuol farci capire che questo mondo in cui viviamo è solo virtuale.
    Finito il collegamento (voluto o non voluto) ci troveremo in una altra dimensione.
    Questa dimensione l’ha promessa e dimostrata solo Gesù Cristo; Lui si è mostrato in una dimensione estranea alla materia, – entrava e usciva senza aprire le porte.
    Noi, ancora soggetti alla materia, abbiamo bisogno di "aprire" !
    Tutto il resto lo ha spiegato in modo eloquete Berlicce. 

    Lascia perdere quello che dicono gli altri. Tu personalmente oltre quella porta vi sei stato/a si o no?

    Se si quali prove hai? Se no perchè dici il falso?

    A questo devi rispondere!!!

  15. Io ho provato ad aprirla quella porta…peccato che dietro a quella porta ci fosse una stanza uguale a quella in cui mi trovavo. Quella stanza aveva una porta, identica alla precedente, che si apriva su stanza uguale alle altre due. E così via…per molte molte porte, forse tutte.

    Tommaso

  16. Mi ricordi alla grande la scena finale dell’ultimo libro delle Cronache di Narnia (sempre Lewis, eh, Berlicche?), con i nani rinchiusi nella capanna che non ne vogliono uscire per niente al mondo.
    In quel brano mi ricordo come fondamentale il discorso di Aslan ai ragazzi.
    Viva il libero arbitrio, allora, anche se guarda un po’ che cosa uno rischia di perdersi.
    Certo, si tratta di fidarsi di qualcun altro, ma mica si è obbligati!
    Se uno lo vuol fare, bene, sennò peggio per lui, ma almeno non dica che non ne aveva gli elementi in anticipo.
    Grazie della riflessione.

  17. @energio: non è che ci sia una coincidenza assoluta: però Gahan continua a riflettere, e il suo disco solista (del 2007) è migliore dell’ultimo dei Depeche Mode. Se leggi il testo di "Kingdom" e vedi come è realizzato il video, capisci che siamo davvero in una situazione simile a quella richiamata da Berlic.

    Le parole iniziali chiariscono bene il senso della esperienza di Gahan, e la sua tensione interiore.

    Alla maggior parte degli altri commentatori viene voglia di invitare a leggersi un pochino su cosa sono basate tutte le eresie inerenti la natura divina e umana di Gesù. Ma siccome sono degli spiritosoni, non mi pare servirebbe. :-)

  18. xPiccic: il video è bello. Non l’avevo mai sentito. E sì, in un certo senso collima – anche se la prospettiva è diversa. In Gahan è uno che cerca. Nel mio pezzo, è qualcuno che viene cercato.

    Lettrice, non necessariamente quella porta è la morte. Io preferirei indicarla come il Mistero.

    All’anonimo e un po’ violento #6 rispondo: hai letto bene il post? C’è chi viene da lì, lì c’è stato. E anche tu dovrai passarci. E, non ti preoccupare, anch’io. Come diceva l’intercalare dell’ultimo episodio di "Death Note", stasera, "Tutti gli uomini, eventualmente, muoiono", Tutti gli uomini, eventualmente, vedranno quel Mistero da vicino.

    Col cavolo che questo mondo è virtuale! E’ reale, assolutamente. E neanche poco importante, se Dio si è scomodato per esso.  Semplicemente non finisce tutto qui.

    Tommaso, temo fosse la porta sbagliata…

    Claudio, è una di quelle serie che mi sono ripromesso prima o poi di leggere. Ne ho letto racconti e fumetti e ahimè riassunti. Prima o poi anche la real thing…mi pare di avere scritto già che ritengo King uno dei più grandi scrittori in lingua inglese in assoluto. Una porta, eh?

    xEnergio:  conosco THX 1138. Non sapevo di un director’s cut, mi trattiene solo il fatto che il director sia Lucas ;-)
    Il perché te lo chiedo io…

    xGodparent: Grazie. Azzeccato, Non lo ricordavo. 

  19. "Tutti gli uomini eventualmente muoiono"

    Naturalmente "eventually" in inglese significa "alla fine, definitivamente" inteso senza eccezioni, mentre eventualmente in italiano significa "che potrebbe succedere ma anche no…"
    specifichiamo perchè qualcuno potrebbe non capire o non voler capire!

  20. Soltanto il cristiano, nella sua costante conformazione a Cristo, nella croce quotidiana vissuta con fedeltà, capisce e sperimenta realmente ciò che c’è al di là di quella porta: il cristiano è GIA’ nell’eternità, perchè unito al Signore della Vita, Primogenito dei risorti, morto e risorto il 3° giorno,
    vivendo nella preghiera e soprattutto nella vita eucaristica, nutrendosi del Corpo e Sangue del Signore, vive la Vita che non muore più, (che si estende infinita ed eterna di là dalla porta), mentre vive col massimo impegno di giustizia e carità i suoi doveri attuali, lungo tutta la vita temporale.
    Il cristiano, nella Fede costante, e nelle opere ad essa coerenti,
    vive al di qua e al di là di quella porta:

    GIA’ E NON ANCORA !

    Memoranda

  21. All’anonimo e un po’ violento #6 rispondo: hai letto bene il post? C’è chi viene da lì, lì c’è stato.

    Sempre disponibile ad incontrare chiunque c’è stato. Puoi presentarmi qualcuno che è stato dietro la porta?

  22. @Berlic
    THX 1138 è uno dei film che più mi fanno riflettere perché è ricco di allusioni future e riferimenti passati a fatti non del tutto inventati, ma discuterne adesso risulterebbe troppo lungo pertanto taglio corto e spiego perché quella scena mi interessa.
    Non voglio supporre ne proporre delle letture errate o alternative del film, ma limitarmi a esprimere la mia prima impressione dopo la lettura.

    Leggendo il pezzo mi è subito venuta in mente quella specifica sequenza perché termina al minuto 7′ proprio con la porta che dà il titolo all’articolo e che viene aperta, mentre la maggior parte della scena è vissuta in una specie di "limbo" (N.B. il fondale bianco per le foto di moda, è proprio questa l’ambientazione). Altro rimando incrociato, l’immensa stanza bianca di cui poco prima mi è subito parsa l’anticamera di cui accennavi nel racconto, un luogo di passaggio, condiviso inizialmente con altre persone che si trovano nella nostra stessa situazione (notare che sono quasi tutti matti, malati o deformi, dei mostri rinchiusi in cella o dei "peccatori").
    Premesso questo la connessione mi è parsa subito evidente. La cosa paradossale è che nella diegesi del film, il protagonista sa che fuori c’è il mondo da cui arrivava e verso cui va, fiducioso di riuscire a tornarci e quando apre la porta tutto il mondo, che per parecchi minuti era vuoto e silenzioso, rotto solo dai pochi dialoghi con il compagno di viaggio, erompe appena al di là della porta della "prigione".
    Una piccola aggiunta "tecnica", le riprese del viaggio sono tutte dei controcampi per accentuare il senso di "disorientamento" in cui le persone corrono il rischio di vivere.

    La seconda impressione di quella "porta" che mi è venuta in mente mentre scrivevo queste righe la potete vedere qui e qui grazie al genio di Giotto.

  23. xClaudio: grazie, in effetti non mi ero conto che si poteva equivocare. 

    xMemoranda: giusto. Solo così quella porta non diventa più una ossessione, ma l’ingresso in una casa più vasta.

    Anonimo, in questo blog non si parla d’altro che di Lui!

    xEnergio: bella "recensione". Mi hai fatto venire voglia di rivederlo.

  24. """Bello!!! Chi ha aperto quella porta poi si è pentito di averlo fatto troppo tardi!
    Koiro"""

    Bello!!! Chi ha aperto quella porta poi si è pentito di averlo fatto, troppo tardi!
    Koiro : qual’ è la vera versione della tua frase?
    Se è la prima non stiamo parlando della stessa porta.

    """.. Berlicche vuol farci capire che questo mondo in cui viviamo è solo virtuale.
    Finito il collegamento (voluto o non voluto) ci troveremo in una altra dimensione.
    Questa dimensione l’ha promessa e dimostrata solo Gesù Cristo; Lui si è mostrato in una dimensione estranea alla materia, – entrava e usciva senza aprire le porte.
    Noi, ancora soggetti alla materia, abbiamo bisogno di "aprire" """

    Berlicche sostiene che non è virtuale, se riesce a convincermi che non lo è una recita compresa fra un apertura di sipario (una nascita) e la sua chiusura (una morte), lo prendo sul serio!

    Tommaso:  Hai aperto le porte indietro nel passato (o nel futuro) devi andare invece in profondità.

    ""Mi ricordi alla grande la scena finale dell’ultimo libro delle Cronache di Narnia (sempre Lewis, eh, Berlicche?), con i nani rinchiusi nella capanna che non ne vogliono uscire per niente al mondo. ….""

    """Certo, si tratta di fidarsi di qualcun altro, ma mica si è obbligati! Se uno lo vuol fare, bene, sennò peggio per lui, ma almeno non dica che non ne aveva gli elementi in anticipo……"

    Questo (Come quasi tutti in quesi commenti) chiuso nella capanna, deve decidere se fidarsi di qualcuno che gli dice cosa c’è fuori, Qualcuno dei commentatori sostiene che è il solo che lo sappia…
    Non sarebbe meglio spalancare quella porta e vedere in prima persona?

    ""Naturalmente "eventually" in inglese significa "alla fine, """
    Si, alla fine, volenti o nolenti la ettraverseremo tutti quella porta!
    Mara nada

  25. xPiccic: il video è bello. Non l’avevo mai sentito. E sì, in un certo senso collima – anche se la prospettiva è diversa. In Gahan è uno che cerca. Nel mio pezzo, è qualcuno che viene cercato.

    Credo che il testo sia più raffinato. Non ci trovo molte tracce di presunzione. Nonostante, anzi, forse proprio per tutti i suoi trascorsi (tutti documentati velatamente nell’album dei Depeche Mode “Playing the Angel”, dove c’è persino una delle più suggestive canzoni sul diavolo mai scritte), non rinuncia ad un atteggiamento di speranza.
    Intanto il testo inizia con una sorta di preghiera (“can you feel me coming? / open the door it’s only me / I have that desperate feeling / and trouble is where I’m going to be / I know you hear me knocking / so open the door and set me free”). Quindi, fondamentalmente, il protagonista affida le proprie aspettative prima alla azione della grazia, che ai suoi sforzi. L’invito è ad aprire la porta, è una preghiera “cieca”, ma è da Dio che si aspetta l’apertura della porta. Continuando “so in your infinite wisdom / you show me how this life should be”. Qui entra in gioco l’immagine che ci siamo formati di Dio. Quello che viene mostrato è quanto si riesce a vedere per grazia, o solo quello che un certo modo di porsi, da parte dei credenti (non dimentichiamo che Dave cresce in un ambiente Anglicano), produce come immagine terrena del Regno? Perché l’interrogativo, per il credente è questo: cosa sto facendo perché chi mi incontra incontri Cristo? Le parole “All your love and glory / doesn’t mean that much to me” poi, per me sono da leggere più o meno sulla stessa falsariga.
    È vero, c’è un doppio atteggiamento in gioco: da un lato quello che il non credente (ma anche il credente) vede, lo delude, dall’altro è appunto richiesta la fede, che è continua ricerca, è richiesto il misterioso “amare”, anche quando tutto appare svuotato del suo senso.

    E qui c’è il ritornello, la cui domanda pressante esige una risposta da parte di tutti “Do we believe in love at all?”. Io penso che stia in questa tensione, che si avverte anche tutta nella perfetta sinergia tra testo e musica, che sta la grandezza della canzone (un’auto della polizia vuota, ma lasciata lì, come per caso a sirene spiegate, mi pare una buona immagine del mistero della assenza/presenza di Dio: forza dell’ordine sì, ma che ci ama teneramente, unicamente e personalmente. E quelle sirene non cessano di suonare).

    Alcuni hanno criticato il regista, trovando il video slegato dal testo della canzone. A mio parere non hanno capito niente del testo, come spesso avviene anche con altre canzoni dei Depeche Mode (che però sono scritte da Martin).

    A margine, vorrei ricordare che virtuale non ha affatto il significato comune con cui si è affermata la parola, ovvero di “simulato”. Significa “in potenza”, “che potenzialmente può divenire”.

  26. No, non presunzione, Piccic: ma proprio un metodo diverso.
    Il metodo protestante, che è poi quello non-cristiano classico, è che l’uomo deve mettersi alla ricerca di Dio per trovarlo. Il che è degnissimo, e grande. Knockin’on heaven’s door. Ma non è il cristianesimo potremmo dire "cattolico". Dove è Dio a cercare, a trovare, e tu devi solo accoglierlo in casa, indipendentemente dai tuoi meriti.
    Non perciò "cosa sto facendo perché chi mi incontra incontri Cristo?", che anche questa è domanda degna ma che lascia tristi, perchè riduce ad un moralismo: quello che sono in grado di fare.
    Ma "Cristo, mostrati a me". Perchè la conseguenza di questo sarà che anche gli altri lo incontreranno. In effetti nella canzone potrebbe essere anche questa la domanda ("Aprimi") – è troppo breve per capirne il senso pieno.
    Interessante, comunque. Grazie veramente anche a te.

  27. Sì, hai perfettamente ragione.È un atteggiamento in cui si ricade sempre troppo facilmente. La preoccupazione di dovere agire solo con le proprie forze, e di conseguenza la difficoltà nella preghiera.La eccessiva preoccupazione per l'attività della nostra epoca (già da un secolo, ma recentemente è terribile…) ci trascina in un atteggiamento che non è di fede, cerca di farci pensare alla preghiera come a una cosa poco feconda, tenta di farcela mettere in secondo piano.Comunque Dave semmai è Anglicano. Ci sono delle differenze notevoli nelle chiese nazionali, e l’anglicanesimo mi pare abbia dei vantaggi in rapporto a certo protestantesimo di matrice luterana.Grazie a te, il messaggio è fin troppo chiaro (e non me lo hai dato tu, come dici… :-)Torno in Quaresima…

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