Pesci in cielo

Guarda una canzone,
ascolta un colore;
assaggia il cielo
e calcola che ami.

Ogni cosa si conosce
a suo modo, e sciocco
è chi pretende.

Non basta una vita
per conoscere un uomo
e mille libri litigheranno
su un particolare
e tu mi dici che conosci  
Dio?

Tu cerchi noci nel mare
pesci nel cielo
e Dio in un calcolo.
Non li troverai.

Dio non si trova.
Lui viene.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 30 dicembre 2009 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Bello. E’ un tuo componimento?

  2. …possiamo anche aggiungere:
    Dio si mostra a tutti, ma non tutti sanno riconoscerlo.
    Chi guarda il male non può vedere Dio.
    Chi vuole vedere Dio deve prima purificare ciò che ha contaminato.
    -"Vi purificherò col fuoco come si purifica l’oro nel crogiolo
    Bene; se vogliamo trovare Dio e amarlo dobbiamo essere pronti a soffrire come Lui ha sofferto per noi, e come la Madonna ha sofferto per Lui e per noi.
    Se pensiamo che l’amore sia solo il piacere, allora siamo solo capaci di amare sessualmente, di amare la vita comoda, amare la natura, gli animali, lo sport, noi stessi… e… basta.
    Allora è vero che cerchiamo pesci in cielo.

    Grazie Berlicche. 

  3. Nada, poichè hai consciamente un’altra volta postato le settimane di bando sono alzate a due.  

  4. A dire la verità, Anonimo #3, volevo dire una cosa un po’ diversa.
    Dio non vuole la nostra sofferenza; non pretende che noi diventiamo perfetti prima di trovarlo, altrimenti non lo troveremo mai.
    Lui viene per noi così come siamo. Infedeli, gaudenti, pigri, egoisti. Tutto quello che ci chiede è riconoscerlo così come viene. Di noi farci idoli di Lui – anche la nostra perfezione, la nostra purezza può essere un idolo. Fossimo puri , fossimo perfetti, che bisogno avremmo di Lui? Ma non lo siamo, e mai lo potremo essere, perchè siamo imperfetti. E’ quella imperfezione che ci spinge a cercarlo; è l’amore a Lui che ci spinge a cercare di esserne degni.
    Non è una sofferenza, il cercarlo, il trovarlo: esattamente l’opposto. E’ la più grande gioia che ci sia al mondo; l’unica vera gioia che ci sia nel mondo.

  5. Il mondo è un’emozione, la conoscienza un’untuizione. l’intlligenza soo uno strumento per non morire, ma c’è una morte peggiore:non provare la bellezza del mondo che esiste solo per il creatore.

  6. utente anonimo

    Grazie. Apprezzo molto quello che dici.

    Anch’io volevo mostrare un aspetto dell’amore a Dio.
    Aggiungo che la gioia nel cercarlo non esclude la sofferenza e
    tendere alla perfezione non è una presunzione ma un preciso comando.
    Comodo sarebbe per me rimanere imperfetto e pretendere di essere accettato così come sono. Lui mi comanda di essere perfetto come è perfetto il Padre Suo.
    Quindi il mio sforzo di obbedire al Suo comando sarà vano se non saprò riconoscere che è un dono di Lui per il mio impegno ad essere tale.

    La gioia di una mamma nel dare alla luce la sua creatura non è disgiunta dal dolore che lo accompagna.
    Questo è amore. Amore a Dio.

    Buon Anno Berlicche, grazie, e Auguri a tutti.

  7. Tutto ciò che ha fatto Dio è un atto di Amore, e l’Amore è qualcosa che innalza lo spirito, oppure l’ho trasforma, lo cambia in meglio, la sofferenza è un passaggio per o spirito d’amore. Se scivola via came una pioggerella di maggio, lascierà per quello che ha dato niente di più. Maanche questo Ha un valore, perchè sono d’accordo con chi dice che la bellezza non delle cose create ma per il creatore.

  8. utente anonimo

    Cantano i pesciolini su nel ciel plin plin,
    corrono i dromedari nel cortil plon plon,
    giocano i coccodrilli nel salotto,
    e per le talpe è la stagione dell’amor.

  9. Esatto!!!
    (ma tutto andrà meglio quando le formiche torneranno ;-)

  10. utente anonimo

    Seguendo tutte le faccende ed i pensieri del mondo sei come un ragazzino con le cuffia a pieno volume in una discoteca che spara a pieno volume,
    anche se Venisse, l’unico modo che avrebbe per farsi intendere è tirarti un calcio nel sedere, ed ancora lo confonderesti con qualcuno che ti ha urtato!
    Ceramente crederesti quel che dice chi ti urla in cuffia….

    ""Con poche parole Agostino espone il risultato della sua ricerca sulla Trinità. L’espressione “contemplare con l’intelligenza” mette in evidenza come la ragione (intelligenza) deve combinare le sua capacità di conoscenza epistemica con altre forme di conoscenza.

     

    De Trinitate, XV, 39

     

             […] Inoltre, partendo dalla creatura, opera di Dio, ho cercato, per quanto ho potuto, di condurre coloro che chiedono ragione di tali cose, a contemplare con l’intelligenza, per quanto era loro possibile, i segreti di Dio per mezzo delle cose create e ho fatto particolarmente ricorso alla creatura ragionevole e intelligente, che è stata creata ad immagine di Dio, per far loro vedere, come in uno specchio, per quanto lo possono e, se lo possono, il Dio Trinità, nella nostra memoria, intelligenza e volontà. Chiunque, con una intuizione viva, vede che queste tre potenze, in virtú di una intenzione divina, costituiscono la struttura naturale del suo spirito; percepisce quale cosa grande sia per lo spirito il poter ricordare, vedere, desiderare la natura eterna ed immutabile, la ricorda con la memoria, la contempla con l’intelligenza, l’abbraccia con l’amore, certamente vi scopre l’immagine di quella suprema Trinità. Per ricordare, vedere, amare quella suprema Trinità deve ad essa riferire tutto ciò che vive perché tale Trinità divenga oggetto del suo ricordo, della sua contemplazione e della sua compiacenza. Tuttavia ho mostrato, per quanto mi sembrava necessario, che questa immagine che è opera della stessa Trinità, che è stata deteriorata dalla sua propria colpa, si deve evitare di compararla alla Trinità come se le fosse in tutto simile, ma si deve vedere anche una grande dissomiglianza in questa tenue somiglianza.

     

    (Agostino, La Trinità, Città Nuova, Roma, 1973, pagg. 693-695)""

     
    Almeno fino a questo punto sei tenuto a conoscerti Berlicche!

    Fai quel che vuoi di questo commento, a tuo giudizio.

    Mara nada

    P.S: Per questo commento il sottoscritto si è beccata una settimana di espulsione dal Blog.
    Ogni commento lo lascio a voi……
       

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