Per strada – XI – E se fosse il giardino?

All’InizioIl bruto, per cominciare – Naturalmente la divinità – All’anima – Lo spirito della cosa – Mangia questo totemMi divoro papà – Siamo fatti così – il genio e il desiderio – Non così in basso – E se fosse il giardino?  – Il momento dell’arrivo

Non se avete mai giocato a "Civilization". E’ un gioco per computer molto famoso. Alla guida di una civiltà si ripercorre lo sviluppo dell’umanità dalla preistoria al prossimo futuro. I giocatori scelgono quale sviluppo culturale o scientifico perseguire: la scrittura porterà alle biblioteche, la scoperta dei metalli al rame, al bronzo, al ferro e così via. Ovviamente, dopo le sepolture rituali, occorre sviluppare il politeismo per poter ricercare alla fine il monoteismo…
Solo un gioco, certo: ma indice di una mentalità e di idee fossilizzate su errori antichi, quando non si pensava che la storia della religione potesse andare in senso opposto, passando da uno a molti dèi.

Errori che erano ben chiari a Wilhelm Schmidt (1868-1954), linguista e antropologo, referente di un gruppo di studiosi cattolici all’Università di Vienna. All’apparire del libro di Lang sulle antiche divinità supreme fu lui ad intuire per primo una possibile soluzione all’enigma della nascita della religione.

E se tutti i monoteismi, al di là delle differenze, non fossero che uno solo? E se tutti gli Esseri Supremi rintracciabili nelle diverse culture non fossero che la memoria offuscata dal tempo di un unico evento, databile all’inizio della storia della specie umana, in cui la divinità si è rivelata?
In altre parole: e se quanto raccontato nel libro della Genesi, un Dio che passaggia con l’uomo nel giardino dell’Eden, fosse realmente avvenuto?
Se non letteralmente, quantomeno come dinamica. Una realtà remotissima, offuscata da fraintendimenti, aggiunte, riscritture, rivelazioni ed interpretazioni successive; ma quantomeno una realtà.

Schmidt, con le sue brillanti argomentazioni e la sua mole di dati (4000 pagine, 12 volumi) difficilmente confutabile, ha ovviamente terrorizzato il mondo dell’antropologia, uno delle più secolarizzate branche della scienza esistenti. E quindi, al di là di alcuni aspetti problematici delle sue teorie, è stato rifiutato in blocco.
Non potendo negare i fatti – sì, anche quelli, ma esistono dei limiti – alla fine gli scienziati hanno dovuto alzare bandiera bianca. Finendo con l’affermare che non sapremo mai come è nata la religione; mai riusciremo a spiegare le tante similitudini nei culti di popoli così distanti tra loro, persi nelle nebbie del tempo. E quindi abbandonando a questo fine quello studio dei popoli primitivi intrapreso dai loro predecessori proprio per confutare quella tesi che, alla fine, dai fatti è nonostante tutto emersa.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 19 novembre 2009 su meditabondazioni, Per strada. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1.  A questo proposito ricordo la mostra sui Guaranì al meeting di Rimini di quest’anno. Anche loro credevano in un periodo nel quale l’uomo e Dio passeggiavano insieme, oltre a tante altre similitudini come il peccato originale e il diluvio universale.

  2. Ci ho passato giorni interi su quel gioco. :-P
    C’è da aggiungere che schematizza al minimo la realtà del progresso sociale e culturale umano.
    Sulla nascita della religione, almeno le prime versioni, riportavano però la generica scoperta delle "cerimonie funebri". Questa scoperta del gioco si potrebbe associare ad una religiosità connessa con la storica passeggiata nel giardino. Devo fare caso se nella versione più recente (la quarta) ci sia ancora.
    Però è vero che è necessario prendere il software come un gioco. Attribuisce a Newton una citazione che temo sia di Galileo e la frase sulla scoperta della genetica è una dichiarazione spietatamente eugenetica.
    Un saluto,
    Rik

  3. Anche Chesterton era convinto che i tanti dei greci erano stati a loro tempo ciascuno il dio unico, poi passato al rango di dio più importante e poi tristemente messo al pari degli altri…

  4. Ad essere onesto a giocare a Civilization non avevo mai avuto pensieri piu’ profondi di quelli che mi spingevano ad avere le legioni prima dei maledetti babilonesi eppure… non tutti sono superficiali come il sottoscritto.
    In barba al giochino (che mi ha appassionato per anni, e che ancora gioco talvolta in freeCIV) volevo dire che a me pare che una teoria rifiutata in blocco dal mondo accademico abbia veramente poco su cui basare la propria credibilita’. E’ quel poco che gli uomini di scienza chiamano superstizione.

  5. sono #4, "il sottoscritto" ha davvero poco senzo se scordo la firma.

    Eric

  6. Ach! Con Opera non si riesce più a commentare…
     
    Eric, a parte che "rifiutato in blocco" non è così vero. Avrei dovuto scrivere: rifiutato in blocco da coloro che rifiutano "a priori" l’ipotesi che la divinità sia qualcosa di diverso da un’illusione. Nota bene: la rifiutano ma poi non sanno spiegare i dati, quindi rifiutano, o ignorano, anche i dati.
    Non mitizziamo il "mondo accademico". Non sono dèi, neanche loro. Avete presenti i professori,a scuola? Ecco, loro sono "mondo accademico".
    Forse dovrei ricordare che anche Troia, tanto per dire, prima di Schliemann  era "superstizione e leggenda".
    (Comunque, sto tuttora giocando a Civ IV col mod "Fall from Heaven", proprio in tema…lì, è piuttosto se Cthuluh sia da scoprire prima di evocare i Kraken… ;-)

  7. non e’ per insistere, ma i professori a scuola non sono "il mondo accademico". Credevo che per mondo accademico ci si riferisse agli individui che pubblicano su giornali accademici. I professori della scuola non sono mediamente cosi’ preparati. Parlare di teorie e dati in antropologia mi pare quantomeno poco appropriato (ma forse sono abbagliato dal mio universo professionale, io faccio ricerca ed in geofisica, quindi per me le parole teorie e dati hanno significati decisamente meno sfumati).
    La serie di articoli e’ davvero interessante comunque, sono curioso di vedere dove si va a parare, anche perche’ fino ad ora non si fa altro che dire che l’antropologia "che conta" ha abbandonato delle teorie per delle altre. Cosa che in realta’ accade in tutte le scienze sperimentali, col susseguirsi di scoperte e reinterpretazioni di dati.

    Eric

  8. NB rifiutare una teoria e non spiegare i dati non vuol dire rifiutare o ignorare i dati. Vuol dire non interpretarli in attesa di una teoria accetabile che spieghi i dati incriminati.

    Eric

  9. Mi dispiace dirtelo, Eric, ma siamo allo "stato dell’arte". L’antropologia "che conta" ha abbandonato quasi del tutto la ricerca sul campo (non è che ne abbia mai fatta più di tanta, per la verità) e comunque l’idea che questa possa darci idea di ciò che ha fatto nascere le religioni. In effetti, temo che l’antropologia stessa nella sua accezione globalizzante sia una scienza in declino inarrestabile – opinione mia – e finirà per essere soppiantata dalle sue figlie: sociologia, genetica e filosofia da talk-show.
    I dati di cui parlo sono stati presentati, nella loro forma completa, più di 50 anni fa. Da allora hanno avuto solo ulteriori conferme. Le spiegazioni alternative presentate nel frattempo sono quelle biologiche di cui ho parlato.
    Parlando di professori, intendevo dire quelli universitari. Non ho capito se sei o no ricercatore universitario. Se lo sei, sai come vanno le cose.

  10. Che l’antropologia abbia smesso di fare ricerca sul campo è tutto da vedere…se ti riferisci all’Italia potrei essere d’accordo ma per gli Stati Uniti non è così. L’antropologia in realtà ha smesso molto presto di scoprire le radici comuni della religione, direi da Robertson Smith in poi, da quando, almeno, si sono accorti che la religione era una questione che parlava più delle società degli uomini che di quelle degli dei e da quando, almeno, è nata la meraviglia per religioni molto vicine eppure così diverse. Se ti riferisci alla ricerce in antropologia del dio unico, beh, questa può essere solo una fissa occidentale…migliaia di persone vivono ed hanno vissuto beatamente in mezzo a tutti i loro innumerevoli dei e non hanno e non hanno avuto nessuna intenzione di ricercare il principio unico della religione propria o altrui.

  11. nr 10 ecco la firma:  Nicolo’ 

  12.  Uhm…il senso con cui lo dicevo è quello che ho descritto in questa serie di articoli. Mi pare che dopo Smith, buonanima, altri ci abbiano un pochetto scritto su…

  13. Su questo argomento già aveva scritto Chesterton ne "L’uomo eterno"; secondo me tutto il libro è commovente, ti consiglio di leggerlo Berlic, è uscita la prima edizione in italiano in questi anni…

    Ugobagna

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