Per strada – X – Non così in basso

All’InizioIl bruto, per cominciare – Naturalmente la divinità – All’anima – Lo spirito della cosa – Mangia questo totemMi divoro papà – Siamo fatti così – il genio e il desiderio – Non così in basso – E se fosse il giardino?  – Il momento dell’arrivo

Durkheim affermava che gli aborigeni australiani hanno il livello culturale più basso possibile. Ma, al contrario di quello che il sociologo credeva, la loro religione non è limitata ad un totemismo senza dio: comprende solide nozioni di cosmologia ed un gruppo di Alti Dei che hanno creato il mondo.
Lo stesso tipo di convinzione che hanno altri gruppi estremamente primitivi in tutto il mondo. Pigmei, Figiani (sì, quelli simili "ai più bassi animali" secondo Darwin), gli abitanti delle Andamane…questo fatto, noto fin dalla fine del XIX secolo, all’epoca era stato aspramente contestato o ignorato.

Uno dei pochi a dargli il giusto rilievo fu Andrew Lang (1844-1912). Nel suo "The Making of Religion" (1898) attacca frontalmente il mito che il selvaggio non abbia l’idea di Dio. Dimostra, dati alla mano, che i gruppi più primitivi in tutto il mondo credono nell’esistenza degli Alti Dei (High Gods): eterni, onniveggenti e custodi della moralità. Insomma: lo stadio più antico della religione non sarebbe un indifferenziato animismo, ma il credere in un Essere Supremo eventualmente attorniato da dèi minori; e l’adorazione degli antenati e degli spiriti una degenerazione più tarda.
L’establishment antropologico, devoto all’idea di una evoluzione lineare della religione, non la piglia tanto bene. E ostracizza il suo lavoro. Ma man mano che le prove si accumulano – da citare Paul Radin, Mircea Eliade (1907-1986), Ninian Smart (1927-2001) – i fatti non possono più essere negati.

Naturalmente le immagini di questi "Alti Dei" tra le culture primitive variano molto. Possono essere molto attivi e interessati all’uomo; oppure simili a Demiurghi ritiratisi a vita privata dopo avere creato il mondo, lasciato in custodia a spiriti minori. Lang stesso pensava che gli alti Dei fossero troppo astratti ed esigenti per soddisfare il desiderio comune di un dio più permissivo e vicino agli esseri umani.

George Peter Murdock ha realizzato nel 1967 un’interessante analisi tabellare delle culture primitive. Ecco come le riporta nella parte dedicata alle religioni Rodney Stark nel suo "La scoperta di Dio":

Gruppi Nomadi

Dio Supremo attivo

42%

Dio Supremo inattivo

22%

Nessun Dio Supremo

36%

Numero di casi: 36  

Uso del Debbio (Agricoltura Taglia e Brucia)

Dio Supremo attivo

23%

Dio Supremo inattivo

44%

Nessun Dio Supremo

33%

Numero di casi: 144  

Gruppi Raccoglitori

Dio Supremo attivo

16%

Dio Supremo inattivo

27%

Nessun Dio Supremo

57%

Numero di casi: 120  

Tenete conto che "Nessun Dio Supremo" significa, in larga parte, il credere in un politeismo come quello delle culture classiche. Il punto di Lang è confermato in maniera evidente.

La questione ovvia è perchè le religioni primitive non siano un rozzo cumulo di superstizioni come Tylor, Spencer e gli altri credevano. Com’è possibile che popoli primitivi abbiano concetti più sofisticati di civiltà più tarde e sviluppate come i Greci e gli Egiziani? La sola risposta fornita ha causato così ampia costernazione tra gli antropologi che la domanda stessa è stata dichiarata irrilevante o irricevibile. Come vedremo.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 13 novembre 2009 su meditabondazioni, Per strada. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Ho comperato "La scoperta di Dio".

  2. Ora addirittura ti ergi anche ad antropologo???

    A quando la prova dell’esistenza Divina nel tuo blog?

  3. """ Dimostra, dati alla mano, che i gruppi più primitivi in tutto il mondo credono nell’esistenza degli Alti Dei (High Gods): eterni, onniveggenti e custodi della moralità.""

    L’esistenza stessa del governo Berlusconi dimostra inequivocabilmente che non c’è nessun protettore della moralità,  della bellezza, della giustizia, tutto è relativo!

    Mara nada

  4. Vorrei in questa sede portare un solo esempio a suffragio delle tesi esposte da Berlicche: i nativi del nordamerica. Secondo alcune tribù, ogni spirito celeste deve avere un "compagno", ossia uno sposo o una sposa, questo perché così ha disposto il "grande spirito". Dunque è lecito supporre che ci sia stata una involuzione dal monoteismo al politeismo. Nel libro "qualche ragione per credere", che tratta l’argomento en passant, si giunge alle stesse conclusioni: le tribù primitive in passato credevano in un Dio unico, poi tutto è degenerato in varie altre forme. Verrebbe però da chiedersi il perché di questa involuzione e chi ne sia stato il movente.

  5. xGinoCerutti: Almeno Stark adesso non potrà più cazziarmi…;-)

    xAnonimo #2: Non sono un homo erectus, sono un homo sapiens.
    Se ho scritto qualcosa di errato, dimostramelo. Ma se non trovi niente da contestare, perchè mi attacchi? 
     
     

  6. Sono molto interessanti queste conferme scientifiche della filosofia del senso comune, che appunto illustra la capacità spontanea dell’uomo di giungere con certezza a Dio dalla realtà intorno a sè.
    Sono, prima ancora, conferme della Sacra Scrittura, e in particolare del Libro della Sapienza e della Lettera di San Paolo ai Romani.
    Mi permetto di avanzare l’ipotesi che, come nello stesso Aristotele, questi dèi minori non siano veri dèi, che quindi guasterebbero il sano monoteismo iniziale verso un più mediocre politeismo, ma… angeli. Certo, Aristotele non usa il termine angeli, ma la differenza tra queste intelligenze e il Motore Immobile è tale che possono corrispondere benissimo ai nostri angeli. Così potrebbe essere per questi popoli "primitivi".
    Orsobruno/Aurelio

  7. xOrsobruno: la penso così anch’io. Per la prima parte, in realtà credo che qualche aiutino ci sia e ci sia stato. Ne discuterò negli ultimi due post della serie. 

  8. Continuazione del 3:

    Vi dice niente il fatto che i richiami alla moralità derivino da laicissime istituzioni e non da ‘Dei’ o loro rappresentanti terreni?

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49428girata.asp

    Mara nada

  9. Ciao,
    so che questo è un po’ OT ripetto al post, ma a proposito di aborigeni,l’altro giorno ho visto sul tiggì un servizio sui giocatori maori, "cugini" degli aborigini australiani,  della nazionale di rugby a Milano per la partita con l’Italia.
    In attesa della partita  sono andati con tutta la quadra a vedere  l’ultima cena di leonardo; intervistati dalla giornalisiti, due di questi giocatori (dalla fisionomia evidentemente non occidentale, ma proprio maori) hanno raccontato che da cattolici quali sono è una cosa importantissima poter vedere quasto famoso quadro, e di volerne portare una stampa alle loro mamme che tanto ne avevano parlato loro.

    ciao
    Corrado

  10. Se si vuole avere un’idea di come erano considerati all’epoca i Maori, può essere utile leggersi Jules Verne (es. "I figli del capitano Grant") e Emilo Salgari ed epigoni.

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