Per strada – IX – Il genio e il desiderio

All’InizioIl bruto, per cominciare – Naturalmente la divinità – All’anima – Lo spirito della cosa – Mangia questo totemMi divoro papà – Siamo fatti così – il genio e il desiderio – Non così in basso – E se fosse il giardino?  – Il momento dell’arrivo

Abbiamo visto come si sia cercato, e si cerchi, di dare base biologica al fatto religioso. Una visione alternativa può essere il considerarlo un qualcosa di culturale.

I nuovi elementi di una cultura non sorgono per iniziativa di intere tribù o società. Hanno la loro origine nel lavoro o nelle intuizioni di singoli, o tuttalpiù piccoli gruppi. Una volta sviluppata una nuova visione, un nuovo approccio – riguardi esso la divinità o la forma di un arco – questa idea si diffonde.
 
Vedere la religione come un fatto culturale che parte da un singolo e si diffonde è un approccio valido sia che la si consideri una rivelazione che una invenzione umana. Ma è stato ferocemente attaccato da coloro che consideravano ridicolo che l’uomo primitivo potesse essere un protofilosofo e non un bruto grugnente.
Tale disprezzo perde forza quando si risale alle radici delle innovazioni e si scoprono persone che, di fatto, erano teologi o veri e propri genii religiosi.
Il genio è colui che riesce a spiegare le cose meglio di quanto noi potremmo fare: il genere di persona che lascia una traccia nella storia, se chi sta attorno percepisce il suo valore.

Gli scettici attribuiscono la nascita delle religioni alla paura della natura, dei disastri, della morte. Paul Radin faceva notare che i popoli primitivi di tutto il mondo avevano in realtà paura di una sola cosa: delle incertezze della vita in tempi difficili. Non si rivolgevano alla divinità per le cose di tutti i giorni, ma per i desideri che solo il soprannaturale può concedere: un buon raccolto, un viaggio senza incidenti… come noi.

Questo non spiega l’origine della religione stessa, tuttalpiù la sua accettazione. Perchè, lo vediamo anche in noi, il momento in cui cominciamo a pensare che ci possa essere qualcosa oltre il quotidiano è nel momento di crisi, quando ci rendiamo conto di non avere il controllo del mondo, o nello stupore di scoprire che il mondo stesso è più grande, vasto e bello di quanto potremmo mai inventare. E cominciamo a domandarci: "Ma chi l’ha fatto?"
Tutti abbiamo la domanda. Di tanto in tanto qualcuno prova a dare una risposta.

La religione non risiede solo nella credenza nel soprannaturale, come Tyler e Spencer credevano, nè nei soli riti come afferma Durkheim. E’ nel desiderio, nella sete dell’uomo di dare un senso alla vita.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 5 novembre 2009 su meditabondazioni, Per strada. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. E a caso hai scelto lo stupore per meglio rappresentare un punto di partenza? :)

  2. utente anonimo

    Non sarebbe un migliore approccio, anzichè cercare di dare un senso alla vita, cercar di scoprire se ce l’ha, e nel caso accettarlo, senza cercare di imporle un qualche senso?
    Chi ti impone il senso in realtà ti impone la catena con cui ti farà schiavo!

    Mara nada

  3. Certamente a caso no. Parto dalla mia esperienza.
    Se vado in montagna, e resto abbacinato dalla bellezza degli alberi in milioni di colori, ogni sfumatura di verde, giallo, rosso, mi domando il motivo di tanta beltà. Se non mi stupissi di essa non potrei pensare niente del genere. Quando hai paura, della fame, dei ladri, dell’incertezza, di qualsiasi cosa, hai paura di cose ben precise. La paura te la sai spiegare, la bellezza no. 

  4. utente anonimo

    L’idea di Dio non è Dio (Tolstoj)

  5. utente anonimo

    Vai in montagna e resti abbacinato dalla bellezza dei milioni di colori degli alberi….
    In realtà quegli alberi stan perdendo le foglie, che ora muoiono, cosa trovi di bello in questa tragedia? anche la Bellezza è una tua interpretazione… Un senso che hai assegnato.

    Mara nada

  6. Tranquillo, Mara Nada… l’anno prossimo le foglie torneranno: non è una tragedia senza speranza :-)

  7. (La domanda non era stata posta a caso ;P)
    Anche gli alberi spogli hanno un loro fascino e basta andare a vedere gli alberi all’inizio della primavera che capisci che le foglie sono morte sì, ma la vita no :)

  8. utente anonimo

    Facile farlo con gli alberi…proviamo con le persone…
    Doc. Gero (o giù di lì)

  9. Oh, anche loro risorgeranno… 

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