Quello che non è

Una persona che conosco bene mi ha raccontato un fatterello. Il suo capo, al lavoro, afferma pubblicamente di appartenere a Comunione e Liberazione. Corre voce che essere ciellino possa essere un aiuto alla carriera, in quel posto.
Peccato che quella mia conoscenza sia di CL da vent’anni. E che, per esperienza personale, escluda che il suo capo ne faccia realmente parte. Nè lui, nè alcuni altri che hanno la medesima pretesa.
Il bello è che lei, a questo punto, non può più rivelarsi per quello che è. I veri ciellini di quella azienda – e ce ne sono – se ne stanno zitti perchè a questo punto il loro rivendicare la propria appartenenza parrebbe un tentativo di farsi belli.
Così accade che per tutti gli altri il giudizio di cosa sia un ciellino si forma guardando persone che ne sono totalmente estranee.

Essere di cielle e il cristianesimo in generale, al contrario di quanto certuni sembrano credere, non è un apparire, ma un essere. E’ un amare, un lavoro su di sè costante, curiosità e rimettersi in discussione, un avvenimento di ogni giorno. Non una tessera, un distintivo o una morale. L’abito non fa il monaco: è il monaco vero che, qualunque cosa indossi, ne fa un saio. Chi si atteggia solamente perde tutto l’autentico vantaggio che c’è nell’essere cristiani: una vita migliore, vera, cento volte più ricca e bella da vivere. E l’eternità in sovrappiù.
Insomma essere quelli che si è, quelli che bisogna essere.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 ottobre 2009 su tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Accidenti, che filibustieri!

    Ma non hanno paura di essere, passami il termine schietto, sputtanati?

    ClaudioLXXXI

  2. E’ oltre la mia comprensione. Credo che siano assolutamente ignoranti di quello che significa essere ciellino – tanto per dire, essendo una compagnia ci si trova spesso assieme a incontri, vacanze, gesti comuni ecc. e quindi ci si conosce tutti quantomeno di vista.
    L’implicazione è che non ci hanno mai neanche tentato… 

  3. Io che non lo sono, ma lo sono stata… leggo questo e penso una sola cosa "m*******". 

    Aggettivo siciliano. 
    Se penso in siciliano significa che la cosa è grave.
    A me spiace per gli altri che invece non possono vivere con serenità la loro appartenenza… e ancora di più per coloro che potrebbero incontrare quella realtà e non potranno…
    C’è da riconoscere che, per adesso, il loro "malacoda" sta facendo un buon lavoro.

    Sconforto…

  4. utente anonimo

    Io non sono di CL ma apprezzo molto gli insegnamenti di don Giussani e molte cose che sono nate all’interno e da CL.
    Questo fatto,però, deve far riflettere i miei amici ciellini sul problema che -qualche volta- CL (o entità a lei affini, CdO in primis) sono diventati centri e sinonimo di "potere"….. e se quello che nasce per essere "servizio" viene percepito come "potere" (al punto di generare assurdità come quella raccontata) c’è un problema, temo.

    annarosa

  5. Il problema è che una cultura di un certo tipo non concepisce che l’uomo abbia un desiderio di infinito. Che possa amare veramente. Che sia disposto a sacrificarsi. In altre parole, non capisce cosa significhi essere cristiani. E’ la visione del mondo di Durkheim, di cui parlavo l’altro giorno. Non per niente ho fatto questo post adesso.

    E’ un tipo di cultura che vede solo la menzogna, e usa la menzogna per cercare di acquisire potere. La ragione di quella diceria è che l’amministratore delegato dell’azienda è effettivamente di Cl. Ma è lì per le sue indubbie capacità; non si sogna di fare preferenze, ed infatti i ciellini non godono minimamente di trattamento speciale. "Nel mondo, ma non del mondo. E il mondo non ci ha compresi".

  6. Concordo con te Berlic, so per esperienza di amici che se hai un capo di CL non esistono favoritismi, anzi se non fai, o fai male il tuo dovere, non c’è CL che tenga, perché sei il primo ad essere lasciato a casa.
    E per coloro che si spacciano per ciellini senza esserlo, sono esattamente come tutti quelli che si definiscono cristiani e poi sono per l’aborto, l’eutanasia ecc., ovvero credono solo in ciò che fa loro comodo.
    CL è una compagni che ti aiuta ad avere uno sguardo vero sulla tua vita e su ciò che accade e appunto come diceva <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Lettera_a_Diogneto/V&quot; target=_blank>Diogneto</a> "i cristiani sono nel mondo ma non del mondo".

  7. Nella mia facoltà se sei di CL vieni escluso da tutti quanti. Non so perché, ma quasi tutti i miei compagni di corso hanno un odio inveterato per i ciellini, forse perché credono che CL sia una organizzazione di potere dove uno può fare quello che gli pare. Ma disintegrare un pregiudizio è più difficile che disintegrare un atomo.

  8. utente anonimo

    """Essere di cielle e il cristianesimo in generale, al contrario di quanto certuni sembrano credere, non è un apparire, ma un essere. """

    Dal che si deduce che i non cristiani non sono!

    """Insomma essere quelli che si è, quelli che bisogna essere."""

    Davvero Berlicche sei ciò che bisogna essere?
    E se poi in realtà sei qualcosa d’altro?
    se sei quello che sei?
    se non ci sei ?

    Mara nada

  9. Il trattamento speciale dei cristiani in genere è venire prima apprezzati, poi perseguitati, al limite messi a morte.

    Io non amo i movimenti ecclesiali, forse perché ho la tendenza a vedere prima i problemi e gli aspetti negativi che quelli positivi, li vedo spesso come fonte di divisione.

    Poi mi rincuoro, perché comunque arriva Mara Nada, e con un brillante aforisma risolve tutto! :-)

  10. Quando i cristiani possono ricevere l’attenzione dei media è il momento in cui escono fuori tutti i falsi cristiani per oscurarli.  Poco male, così fanno i diavoli! Il fatto conferma solamente che CL è una esperienza autenticamente cristiana, casomai ce ne fosse bisogno. Altrimenti non ci proverebbero.

    Quante volte hai sentito (anche in servizi tv) di proteste perché quel tal parroco era stato allontanato da una parrocchia ("ridateci il nostro parroco!")?  Beh, tutte le volte che è capitato in un contesto da me personalmente conosciuto ho potuto facilmente riconoscere che gli agitatori, coloro che difendevano questa Chiesa di popolo contro le gerarchie cattive, erano gente che in chiesa non ci entrava manco la domenica…
     

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