Prima le donne e i bambini

Ho guardato, l’altra sera, i primi episodi di una serie di cartoni animati giapponesi che stanno trasmettendo giusto adesso in quel paese.
E’ la ricostruzione – che i titoli di testa asseriscono essere stata realizzata dopo un imponente lavoro di ricerca – di cosa avverrebbe nel caso avvenisse un fortissimo terremoto proprio sotto Tokyo. E’ infatti intitolata Tokyo Magnitude 8.0; proprio un sisma di tale entità colpisce, nel programma, la capitale nipponica.

Quello che più mi ha impressionato, nella sceneggiatura, è la ricostruzione delle reazioni delle persone.
Tutti si avviano, ognuno per conto proprio, verso le uscite. Senza scene di panico. Ma anche senza aiutarsi, salvo poche eccezioni, uno con l’altro. E le donne, i bambini, non godono di particolare trattamento, anzi.

"Prima le donne ed i bambini" è un grido che percorre la nostra cultura. Altrove risulta un appello incomprensibile.
Il forte ha la precedenza sul debole; l’uomo sulla donna; il bambino, poi, non conta niente.
Quando, dove è nato invece quell’appello? Storicamente, dove ha fatto la sua comparsa?
Qual è il luogo dove ogni uomo è fratello, ci si aiuta, anzi, è dovere di ognuno soccorrere non solo il proprio gruppo, i propri parenti? Dove ognuno ci è prossimo?
Qual è il posto dove alla donna viene data precedenza e il bambino è preso come esempio?
Molte volte lo diamo per scontato. Ma qualche volta è utile rendersi conto che il mondo in cui viviamo ha avuto la sua svolta in un momento, in una data  che, ancora oggi, ricordiamo.
Prima le donne e i bambini, ma solo dopo Cristo.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 3 agosto 2009 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Guarda che in marina si fanno scendere prima le donne ed i bambini nelle scialuppe, per vedere se tengono!

  2. Per vedere se tengono?
    Ma dove l’hai trovato? Sulle “Mille panzane da raccontare al najone di Marina”?
    Guarda: tranne che sulla nave di Capitan Uncino, le scialuppe vengono continuamente controllate. Ed eventuali ulteriori problemi di “tenuta”, di solito, si manifestano non all’inizio, ma alla fine del carico.
    Orsobruno

  3. Il #1 è Nada, e la sfacciata menzogna è il modo che ha per farsi rispondere – ovvero, secondo quello che dice di credere, esistere.

  4. utente anonimo

    La 1 è una vecchissima barzelletta..
    La ritenevo universalmente conosciuta, mi sbagliavo..

    Comunque non mi pare proprio che stai proponendo il tipo d’uomo che propone il goveno Berlusconi, Quello è il tipo ognun per se, come nei cartoni animati giapponesi che citi, Sei con il cristianesimo ed hai qualcosa di diverso da proporre? Se si che ci fai con Berlusconi?

    !

  5. e che centra berlusconi?
    per certa gente, il mondo inizia e finisce con berlusconi.
    qua c’è una mentalità un po’ più lungimirante.

  6. utente anonimo

    Scusa, pensavo fosse al governo, non è più così?

    !

  7. utente anonimo

    vabbè, si è capito.
    tu inizi e finisci nell’odio per berlusconi e non riesci a capire altro.
    aposkaw

  8. utente anonimo

    E no Caposcaut:
    Ho Chiesto che ci fate nel governo Berlusconi (L’attuale governo), se, come Berlicche sostiene,
    il tipo d’uomo che voi proponete è uno che aiuta le donne ed i bambini, leggermente più lungimirante
    di chi aspira a fare la velina od ad apparire nel grande fratello,
    non vi paiono distanze cultuturali enormi? divergenze insanabili?

    Criticare il governo non significa
    come vorebbero farti credere avercela col puttaniere! Lui è facilmente sostituibile!

    !

  9. Gran bel post, come tutti gli altri del resto. I miei complimenti.

  10. utente anonimo

    Molto interessante.
    Al momento, pero`, non sarei cosi` sicuro nel dire che una cultura non cristiana non concepisce la tutela dei piu` deboli. Per esempio, vorrei chiederti, caro Berlicche, se e` cosi` anche nella cultura buddista. Dal punto di vista di un ignorante come me, mi pare che nel buddismo ci sia una certo rispetto per il valore dell’uomo. Forse mi sbaglio?

    Nonancourt

  11. Lo stesso Dalai Lama fa un esempio simile: “Quando furono uccise 50 mila persone della stirpe degli Shakya in un solo giorno, Buddha Shakyamuni, che pure apparteneva alla stessa stirpe, non soffrì affatto. Stava appoggiato a un albero e diceva: ‘Sono un po’ triste, oggi, perché 50 mila uomini della mia stirpe sono stati uccisi’. Ma lui stesso rimase impassibile. Proprio così, vede (Ride). Questo era la causa ed effetto del loro karma personale. Non poteva fare niente. Non è assolutamente il caso di perdere la propria forza e la propria volontà di fronte alla natura onnipervadente della sofferenza”.

    Spiega ancora il Dalai Lama sorridente: “Questo è il realismo buddista”. Mi pare proprio che tutt’altra cosa sia la compassione cristiana di cui è stato impregnato l’Occidente, ben prima – peraltro – che conoscesse il buddismo.

  12. ago86:
    In questi giorni pare che qualche extracomunitario sia annegato nel mare del Canale di Sicilia, certamente tu da buon cristiano eri immediatamente consapevole di quel che stava accadendo hai sofferto molto mentre ciò accadeva, eri talmente compartecipe e compassionevole che era come fossi proprio lì.
    Pensa che per quel che mi riguarda lo ho saputo solo quando me lo ha detto il telegiornale, ed anche in questo caso ero talmente distratto che non so neppure quanti fossero. Prima non ho sentito niente, e quando lo ho saputo, ho cominciato subito a pensare cosa posso io fare perchè non succeda più, io, per quelli che son morti non posso più fare niente, era il loro karma, ma posso darmi da fare perchè non succeda più. Questo è realismo mi pare, tu hai qualcosa di meglio?
    @ Nonancourt:
    circa cinquecento anni prima di Cristo il Buddha disse “Quel che farete a loro lo farte a me..”
    Qualche voce di questo deve essere arrivata anche in Palestina…

    Se volete curiosare in altre tradizioni, per favore non usate traduzioni ecclesiastiche, ho avuto modo di constatare che quel che non capiscono non lo traducono proprio!

    !

  13. utente anonimo

    Due anni dopo il tuo post, quello che hai visto al cartone animato in parte lo hai rivisto ai telegiornali.  Ma qualcosa è cambiato anche lì http://informarexresistere.fr/2011/06/02/anziani-ingegneri-si-offrono-volontari-a-fukushima-per-salvare-la-vita-ai-giovani/

  14. Hai letto bene le motivazioni che li spingono, Anonimo? E' un po' diverso da quanto ho scritto nel post. In effetti, pare di capire tra le righe, è più un porre avanti se stessi per essere ancora utili, "dovere" fino alla fine.

  15. utente anonimo

    A me è sembrato di capire che "è meglio che vada io che ho che ho vissuto la vita, piuttosto che mio figlio che ha tutta una vita davanti a sè e questo è un dovere della nostra generazione, che ha approvato il nucleare, nei confronti delle prossime". Non mi sembra che ci sia una vocazione al dovere fino alla morte, cioè l'essere utili fino alla fine, ma piuttosto l'essere cittadini responsabili con la consapevolezza che le malattie causate dalle radiazioni si diffondono più lentamente negli anziani piuttosto che nei giovani.
    Piero (scusa nel messaggio precedente mi ero dimenticato di firmarmi)

  16. Appunto, Piero…è una cosa molto giapponese, il sacrificio fatto per dovere e non per delle persone specifiche. Per noi cristiani invece è sempre per qualcuno, per un volto.

  17. utente anonimo

    In effetti non è tanto diverso dal concetto di kamikaze, cambia solo il fine dell'atto. D'altronde questo gruppo di anziani eroici è figlio dei veri kamikaze.
    Piero

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