Le colonne della Repubblica

I giornali di oggi scrivono che è finalmente nata la Terza Repubblica. Non sono d’accordo: la Terza Repubblica è nata già quell’autunno, quando gli scandali denunciati da queste colonne ebbero la loro conclusione nelle dimissioni del governo e nuove elezioni. Ricordiamo tutti le provvidenziali iniziative giudiziarie che tolsero ai corrotti despoti della Seconda repubblica la possibilità di ingannare ulteriormente gli italiani. E poi le scosse dell’ondata moralizzatrice: le ronde della pulizia, le leggi sempre più restrittive sulle lunghezze delle gonne, l’assalto agli studi televisivi dove veniva registrato il famoso programma; e, dopo la sostituzione delle veline con le velate, il divieto di classi miste nelle scuole, la Bonino in abito lungo che inneggia alla castità, Scalfari Presidente, Di Pietro Giudice Supremo…

Il tempo è passato, e ormai quei provvedimenti indispensabili sono entrati nelle abitudini di ogni italiano. Non si può negare che la sicurezza sia molto migliorata. Il coprifuoco è universalmente rispettato, senza più i deplorevoli incidenti causati in passato da facinorosi; ed è molto raro ormai vedere la polizia dare la giusta punizione ad una donna trovata senza la prescritta cuffietta, o arrestare una coppia sorpresa senza la sua PaCA – Patente Convivenza Approvata.

Nessuno si può permettere di discutere i valori di dirittura morale che fondano la nostra nuova Repubblica: nè i vescovi dalle loro celle nè gli sparuti rimasugli dell’opposizione in esilio.
Dove saremmo finiti se non si fosse data una ripulita a tutta quella sporcizia dilagante? Se non si fosse provveduto ad educare, ad inquadrare la gioventù? La lettura obbligatoria dell’organo ufficiale della Repubblica stessa, una Repubblica fondata su Repubblica come ebbe a dire con una bella frase il compianto direttore, è il passaggio indispensabile per plasmare le menti delle giovani generazioni.

E oggi, con l’esecuzione per Depravazione Reiterata dell’ex-premier, possiamo dire di esserci tolti di dosso una volta per tutte il retaggio del passato.

Noi italiani finalmente oggi possiamo entrare nel novero delle nazioni civili, dove una cosa come il peccato contro lo Stato e la Morale semplicemente non può essere permessa.
Chi non si sa controllare deve essere controllato. E chi ha qualcosa da dire, lo dica adesso.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 29 giugno 2009 su diavolerie e cattiverie, Maggiori. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 102 commenti.

  1. sei un genio!
    la moralità immoralista.
    caposkaw

  2. urgh… benzina sul fuoco…
    (con quel che costa poi)

    Tokamak

  3. aspetta, giusto per capire, stai difendendo il (probabile, molto probabile) comportamento del presidente del consiglio? saluti f.

  4. Ma che sarà mai!…un presidente del consiglio che va a “escort” e che promette candidature e lavoro alle povere fanciulle inondandole di regali! Moralisti sinistri e bigotti alla larga dall’Italia! Noi siamo un paese libero e libertino e gestiamo la nazione con party e favori personali! Siamo il popolo della libertà in tutti i sensi e badiamo più all’apparenza che ai fatti!
    In Svezia un ministro si è dimesso per aver preso una multa con la macchina..che ridere! bigotti stalinisti! Forse non sono mai venuti in Italia a prendere il sole questi turisti della a democrazia!

  5. Difendendo? Benzina? Macchè, sto solo portando alle estreme conseguenze, al solito, i desideri più o meno espliciti di alcuni.
    Oh, non è questo che si vuole? Bè, come disse la strega, “Dovevi pensarci prima di esprimere il desiderio”.

  6. Intanto ascoltate l’ultimo passaparola di Marco Travaglio.

    Dopo il blocco delle intercettazioni (per difendere la privacy degli Italiani…si certo come no!!!) Ora c’è una nuova proprosta di legge intitolata: “nuove disposizioni per la tutela del diritto all’oblio su Internet in favore delle persone già sottoposte a indagini o imputate in un processo penale”.

    Oramai siamo alle comiche finali.

  7. OsteriaVolante

    La Bonino in abito lungo ha lo stesso fascino della
    Bindi in bikini…
    “Libera nos a Mauro, Domine”

    L’oste

  8. la tua Reductio ad absurdum e’ mal posta. quello che si rimprovera al presidente del consiglio non il fatto di avere un comportamento licenzioso o immorale (chi se ne frega sinceramente) ma l’ipocrisia dell’applicare due sistemi di giudizio fra lui e i cittadini, oltre alla sequela di menzogne che fabbrica a getto continua per coprire le sue gesta. Il punto e’ la menzogna e l’ipocrisia, non il fatto che sia stato o meno con una prostituta. Come con clinton, non e’ l’atto sessuale in se che gli veniva rimproverato, ma il fatto di aver mentito ai cittadini.

    Se in tutto questo schifo la cosa che ti indigna di piu’ sono gli editoriali di repubblica, hai davvero una moralita’ a corrente alternata, non credi? ;) saluti f.

  9. Il rischio è quello di apparire, più che rigoroso sulle cose, fedele alla propria parte. Quando è l’avversario a peccare, diamo addosso all’avversario. Quando a peccare sono i “nostri”, ci assolviamo e diamo addosso all’avversario “moralista” e “fariseo”.

    laParola

  10. @7
    nemmeno la bonino in bikini sarebbe un bel vedere…

    Tokamak

  11. Mi sono forse assolto? Ho assolto qualcuno? Non sta certo a me farlo. Neanche condannare, se è per questo. Ognuno porta la responsabilità dei propri atti.

    xf.: ti è sfuggito totalmente il senso del pezzo, su chi era il pezzo. Ancora una volta tu – come altri – monomaniacamente pensi e vedi solo Berlusconi, e sposti l’attenzione da quello che volevo evidenziare. “Adesso basta parlare di Berlusconi: parliamo del premier”. E si dà per scontato che il pettegolezzo da parrucchiere sia vero. “Ha mentito”. Ma su cosa, e perchè? Le hai sentite le dichiarazioni dei politici dopo le elezioni, ti sembrano sincere? Ma andiamo…

    Non me ne frega niente che tutti i politici abbiano dozzine di amanti e mantenute. In un certo senso, apprezzo che abbiano la decenza di tenerle nascoste invece che sbandierarle orgogliosi: vuol dire che ancora un poco se ne vergognano. E questo di qualunque parte essi siano. A me interessa che governino bene, per il bene comune. Se è possibile, che siano d’esempio; ma questo in second’ordine.
    Quello che realmente non riesco a digerire sono, hai detto bene, i farisei. Ma su questo non sono solo: c’era qualcuno che cenava con mafiosi e prostitute, e veniva per questo schifato. La mia moralità è quella, non certo quella dei farisaici epigoni americani o nostrani.

  12. Paragone ardito, se non, perfino, temerario…

  13. “In un certo senso, apprezzo che abbiano la decenza di tenerle nascoste invece che sbandierarle orgogliosi: vuol dire che ancora un poco se ne vergognano. E questo di qualunque parte essi siano. A me interessa che governino bene, per il bene comune.”

    Tralasciando il ridicolo e goffo ragionamento che sfiora limiti di una mente disturbata, ricordo al signor occhio che chi opera in quel modo nel privato (cioè dare posti politici e pubblici ad una ragazza solo perchè è bella, è andata a casa sua a “mangiare” o perchè ha fatto un sito “silviocimanchi”) non può “governare bene” per la comunità (sempre se per te “governare bene” voglia dire clientelismo e favoreggiamenti) visto che toglie posti di lavoro a persone che hanno studiato e hanno esperienza per quel mestiere. Ti ricordo inoltre che il vantarsi di essere un grande playboy è stato detto più volte dal signore che hai voluto a capo del governo non solo con i suoi “fan” ma anche con i politici stranieri.

  14. #13: la tua disamina denota un raziocinio da grande statista: che aspetti a candidarti?

    Hai già il mio voto, contaci.

  15. “Non me ne frega niente che tutti i politici abbiano dozzine di amanti e mantenute … E questo di qualunque parte essi siano. A me interessa che governino bene, per il bene comune.”
    Finalmente, parole che condivido in pieno.

    (Che poi per me B. sia il peggio del peggio è – ovviamente – un’altra questione.)

  16. OsteriaVolante

    Caro Berlic,
    ho ripensato molto a questo post e perdonami se sarò un pò più prolisso del solito nel ricommentarlo ma voglio farmi capire bene.

    Nello smascherare la trappola di Repubblica stiamo seriamente rischiando di cadere in un tranello tanto banale quanto fatale e grottesco, rischio evitabile solo impostando la quetione in modo corretto.
    Se la impostiamo dicendo che “non importa se va con le prostitute” e che quindi lo spessore umano e la caratura morale dell’uomo pubblico è irrilevante nella politica finiamo col negare i nostri principi fondamentali. Le strutture che danno ordine ed armonia alla società sono le stesse che mettono ordine nell’anima, diceva il filosofo Eric Voegelin perciò l’ordine interiore è una “condicio sine qua non” per guidare un popolo. Con ciò non significa essere perfetti ma avere un senso della misura sì.

    Io rimpsterei la questione dicendo che il problema non èl’irrilevanza del privato dell’uomo politico (irrilevanza che da cattolico non posso condividere) ma nell’inattendibilità, nella strumentalità, nella faziosità di chi ha creato il caso. Non posso dire “chissene frega se va con le prostitute” ma piuttosto mi sento di dire: sono davvero andate così le cose? Considerando chi ha creato il caso, chi sono i testimoni, chi porta le fonti dubito alquanto.

    Se non stiamo attenti a questa piccola ma decisiva sfumatura rischiamo davvero di teorizzare – anche in buona fede, per carità! – qualcosa che con la nostra visione della politica è incompatibile.
    Non so se mi sono spiegato bene

    L’oste

    Non mi trovo d’accordo su un punto cruciale e cioè che non sia importante l’aspetto privato perchè ciò che conta è solo l’impegno pubblico. Uno dei più lucidi filosofi del Novecento, Eric Voegelin, capì che le strutture dell’ordine della società sono le stesse di quelle della coscienza individuale e che perciò dove iniziano a vacillare queste ultime si incrineranno inevitabilmente anche le prime. Questo non significa essere puritani e protestanti ma centrare bene la questione: anch’io sono indiganto di fronte a qesto vero e proprio “golpe” tentato da Repubblica ma non perchè la sfera privata del politico sia irrilevante, tutt’altro!, ma perchè i loro testimoni sono inattendibili, perchè il loro astio nei confrintidi Belrusconi impedisce imparzilità, perchè comunque la verità la si ha solo con una sentenza passta in giuicato e non prima e fino ad allora si deveessere considerati innocenti.

    Spero che tu abbia colto la differenza di impostazione: sembra una sottigliezza ma non lo è affatto. Se non si fa attenzione teorizziamo l’irrilevanza dello spessore umano dell’uomo politico, cosa che non mi vedrebbe per nulla d’accordo. Una cosa è non cadere nella trappola di Repubblica non accorgendosi della loro strumentalità, un conto è andare un pò troppo oltre e legittimare stili di vita che per noi cattolici sono e restano inaccettabili. Anche nella sfera pubbica

    L’oste

  17. OsteriaVolante

    Argh mi sono sbagliato: il test sotto la firma puoi anche cancellarlo!

    Sorry

    L’oste

  18. Buonasera anche all’Oste. Se mi è permesso, vorrei osservare che, però, qui c’è anche da considerare la militanza politica, e le ragioni per le quali un cattolico decide di militare in uno o in un altro schieramento. E’ di fronte a questo elemento, infatti, che si può giudicare se l’aspetto morale della condotta personale di un capo politico sia (se non irrilevante) più o meno importante delle sue capacità politiche. Le ragioni che portano tanti cattolici a schierarsi nel PdL (prima in FI) stanno nel maggiore spazio che essi e i principi di cui sono portatori trovano in quello schieramento, rispetto a quello avverso. Orbene, se il capopartito, poniamo, contravviene personalmente a quei principi, ma nella pratica politica offre spazio ad essi e a coloro che più li sostengono, costoro che cosa devono fare? Il partito è certamente viziato da un’incoerenza, ma essi possono reclamare che si trovano in una specie di “partito nel partito”, nel quale si sentono al riparo, protetti e tutelati, o magari anche sostenuti. Oppure possono spingersi addirittura alla spericolata difesa del leader, imputando agli avversari quel fariseismo e quell’opportunismo che forse hanno anche in casa (il voto cattolico fa vincere).
    Ma se la ragione della militanza, alla fine, nonostante tutto, sta essa stessa in un “negotium” (tu mi dai spazio, e io di do i voti), risulta difficile sentirsi liberi nel giudizio. Per mantenere gli spazi, si può finire per chiudore anche gli occhi. E il naso.
    Perciò, a me non piace andare dove mi danno spazio, come si fa con le “quote rosa” (e pare che ce ne sia un triste mercato). Preferisco andare magari dove mi guardano male, ma libero fino in fondo di farmi rispettare.

  19. Certo, che se al posto del(i) nostro(i) politico(i) si parlasse dell’imperatore Costantino, la storia sarebbe stata molto diversa.
    Meno male che a quel tempo i farisei erano una corrente solo tra gli ebrei, e non tra i gentili …

  20. xUomedusa (#13): definire un ragionamento “ridicolo e goffo” senza spiegarne le ragioni di solito implica che non lo si è capito, o voluto capire. Anche S.Agostino, a questo punto, era disturbato come me e la cosa non può che farmi piacere.
    Però dillo, che in fondo desideri che le cose descritte nel post si avverino! I corrotti appesi, il controllo della moralità…Ah, che bel mondo sarebbe!
    E poi politici che non fanno raccomandazioni, che non favoriscono gli amici o le amiche, o la propria struttura di potere, tipo…tipo chi?

    xL’oste: Per una volta tanto, non sono molto d’accordo. Che l’ordine interno ed esterno si possano rispecchiare è vero, ma la Chiesa insegna che l’uomo è comunque peccatore. Ovvero: è inutile cercare l’uomo perfetto, non lo troveremo; dovremo accontentarci di peccatori disposti a fare la volontà di Dio, ovvero a permettere al Regno di Dio di crescere. In questo senso mi fa molto più paura un uomo che si dice perfetto, e quindi disconosce l’Incarnazione e la Redenzione, perchè assimilandosi a Dio lo nega. Se vogliamo è proprio il tema dello Gnosticismo tanto caro a Voegelin.
    Che poi sia una montatura lo ritengo altamente probabile; ma, anche se non lo fosse, non sposta il mio giudizio sull’uomo e sul politico.
    Tanto per essere chiari: Robespierre aveva una vita privata irreprensibile, ma non rappresenta il mio ideale di politico, per quello che ha detto e fatto. Tantomeno Franceschini.

    xLaParola: Suppongo allora che sia meglio per te andare dove spazi non ce ne sono…e dove neanche ti rispettano (Binetti docet).

  21. OsteriaVolante

    Credo che non siamo poi così tanto in disaccordo ma soltanto che vediamo il problema in due momenti diversi: dal punto di vista più contingente mi trovo perfettamente d’accordo con te. Anche se venisse fuori che tutto quello che raccontano è vero non smetterei comunque di giudicare l’operato del governo sui fatti pubblici e politici infischiandomene del resto.

    Sul lungo periodo ho qualche difficoltà: forse la mia è un pò un’utopia rivoluzionaria ammantata da buoni propositi cristiani ma l’ideale a cui vorrei che gli uomini pubblici tendessero è l’armonia tra ordine interiore e scelte pubbliche. Non sempre i due mondi possono coincidere, c’è il peccato certamente. Ma non me la sento di dire che questi due mondi possano vivere scissi senza dare origini a turbolenze. L’esempio di Robespierre in effetti mi dà torto, così come quello dei Prodi, dei D’alema, dei Veltroni che sono tutti “bravi ragazzi” eppure portano avanti progetti politici esecrandi. E’ vero.
    Però faccio fatica a pensare ad un De Gasperi o ad un La Pira immorali, benchè sappia perfettamente che anche loro avevano i loro peccati. Soltanto che li riconoscevano come tali, si inchinavano di fronte ad un ordine più grande mentre la malattia della nostra classe dirgente (formata dai massoni) è che si sente perennemente al di là del bene e del male. E questa malattia di solito è talmante avida che difficilmente conquista il pubblico senza aver già conquistato il cuore, il privato. Ma il dibattito è aperto.

    Buona serata e grazie di questa bella chiacchierata!

    L’oste

  22. definire un ragionamento “ridicolo e goffo” senza spiegarne le ragioni
    …………………………………
    infatti il mio post spiega il tuo ragionamento goffo.

    E poi politici che non fanno raccomandazioni, che non favoriscono gli amici o le amiche, o la propria struttura di potere, tipo…tipo chi?
    ………………………………….

    tipo nessuno in italia, perchè siamo in un paese dove questo viene accettato (come viene accettato da te) come se fosse la cosa più naturale del mondo quando invece non è così. In altre nazioni (e non parlo esclusivamente di politica ma anche di impieghi e di lavoro in generale) queste cose sono rarissime, perchè in Italia (come fai tu) si preferisce accettare l’apparenza, la battuta, lo showman, lo spettacolo mediatico, l’emozione dello slogan come se, appunto, vita privata e pubblica fossero due cose completamente diverse ed influenzabili quando invece non è così caro occhio.

  23. che il nostro presidente del consiglio non sia un maniaco della verita’ e’ un dato di fatto, spero concorderai con me. quanto volte l’abbiamo sentito affermare fatti e circostanze che sono state smentite dopo poche ore? nella vicenda in questione, si potrebbe cominciare dal compleanno della ragazza 18enne che dalle dichiarazioni della ex-moglie e cosi’ via…

    Ho pensato che il tuo pezzo fosse su Berlusconi e sulla campagna portata avanti da Repubblica, se ho mal interpretato o il mio italiano e’ a livelli infimi, oppure stai diventando troppo criptico.

    e sinceramente, da quando sei diventato cosi’ moralmente elastico che accetti un ‘puttaniere’ al governo, basta che difenda i valori cattolici? un leader politico non dovrebbe dimostrare con la sua storia la fedelta’ ai valori che propugna? abbiamo Berlusconi che corteggia la chiesa, quando sappiamo che e’ al secondo divorzio, e’ stato fedifrago con la prima moglie e ha acconsentito ad un aborto all’ottavo mese della seconda moglie. usare due scale di valori, una per se e una per il cittadino comune non e’ certo un esempio di coerenza e onesta’ intellettuale. come per te, anche la chiesa di oggi sta perdendo in fedeltà al ministero e acquistando in ambiguità morale. le unioni civili fra omosessuali hanno suscitato anatemi come ‘l’eclissi di dio’, ma rifiutare degli immigrati e non esaminare nemmeno le loro richieste di asilo politico non ha generato neanche un commento. povera italia nevvero.. :D

    saluti f.

  24. “Però dillo, che in fondo desideri che le cose descritte nel post si avverino! I corrotti appesi, il controllo della moralità…Ah, che bel mondo sarebbe!”
    ………………………………….

    certo che desidero che le cose scritte fossero vere ma sbagli portando all’estremo il mio pensiero. Non sono un falso moralizzatore e non voglio che nessuno venga appeso o ucciso per qualcosa di immorale. Dalla tua risposta fai capire come sia eradicata in te la mentalità italiana della “parrocchietta”: o con noi o contro di noi. Qualche mese fa definivi un vizio e criticavi aspramente chi addirittura faceva sesso prima del matrimonio o chi andava con le prostitute esaltando il mito dell’astinenza e della fedeltà; adesso per giustificare la tua “parte” dici che un uomo politico può andare con le prostitute basta che non lo dica e operi per i tuoi interessi.
    Le tue forti idee cambiamo a seconda di chi è attaccato o di chi attacca e se l’italia ancora è al clientelismo è proprio per questo atteggiamento (e non dei politici di destra o sinistra ma della maggior parte delle persone comuni).

  25. x f.:Non cambio opinione a seconda delle circostanze: il mio pensiero è stato sempre quello, fino dai primi post, e non è mai cambiato. Il mio giudizio sull’uomo peccatore non è quelo sull’uomo politico: a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio. La definizione di peccato per la Chiesa è quella di un male innanzi tutto per chi lo fa. Ma chi lo fa è una persona che, come noi, sbaglia ed ha bisogno di essere perdonato. Quelli che tu mi elenchi sono gravi, gravissime mancanze personali. Ho tra i miei amici persone che hanno fatto anche di peggio. Ma so che nel mio cuore ho lo stesso male, che ho bisogno di essere salvato. La mia lotta, la mia opera, è per cercare di allontanare questo male, per far sì che colpisca il meno possibile me, i miei amici, le persone che non conosco, perchè è un di meno per loro. E quello che fa più male è il moralismo di quelli che non credono in niente, perchè allontana quella salvezza, l’idea stessa che sia possibile una redenzione.
    Se guardi bene, è contro costoro il post. I nuovi Robespierre, Stalin, Mao, onestissimi tiranni ed assassini.

    xUomedusa: “tralasciando” di solito indica che una cosa si tralascia. Capisco che l’italiano non sia la tua lingua madre, evidentemente sei originario di quel paese dove i politici sono tutti onesti (a proposito, quale?) ma in effetti questa spiegazione nel tuo commento non la trovo. Ma so che tu non privilegi l’apparenza, l’immagine, ma solo le cose concrete e quindi mai ti sogneresti di contestare un politico a priori anche quando, per esempio, viene a dire che farà tutto il possibile per te (e magari lo fa). Non un falso, ma un autentico moralizzatore, una persona “non comune” dunque? E ti limiti quindi a prendere a male parole quelli che non seguono i tuoi standard? Perchè dalle tue parole trasuda un odio che fa pensare altrimenti.

  26. Caro occhio, vedo che non sai dove andare a parare (sull’italiano e sul classico odio trasudato che per te hanno tutti quelli che non accettano le tue idee), ti ho già scritto precedentemente che la mia critica non si basa sui politici ma soprattutto sulla gente comune. Perchè quello che una persona fa nel privato si riflette sul pubblico mentre tu ritieni che queste due cose siano separate. Quindi secondo te chi fa un favoreggiamento ad una persona nel privato non danneggia la comunità quando, invece, non è così (e non parlo di politici ma di persone che fanno anche altri mestieri). Purtroppo come te la pensano la maggior parte degli italiani (la classica frase: “tanto lo fanno tutti, lo faccio anche io”, “tanto sono tutti corrotti, scegliamo il meno peggio (per me)”.) che chiudono gli occhi e accettano come naturale qualcosa di assurdo che è deriso da tutta europa dove queste cose sono rare e, se ci sono, vengono severamente punite o redarguite.
    So che è una cosa per te difficile da capire, chiuso nella tua casa, ma dovresti viaggiare un pò e vivere all’estero per rendertene conto (ma adesso sono sicuro che te ne uscirai dicendo che hai viaggiato per mezzo mondo e che hai vissuto all’estero per anni).
    Quindi il tuo discorso: “per me una persona/politico può fare qualsiasi cosa di riprovevole in privato basta che faccia del bene alla comunità” non ha senso. Se non ti comporti in modo onesto e corretto nel privato quello che fai si rispecchierà nel pubblico (ripeto per l’ennesima volta: indipendentemente che tu sia un politico o un bidello o un dottore).

  27. xUomedusa: Io paro piuttosto bene, ero un portiere niente male. Se i tuoi commenti trasudano disprezzo, che ci posso fare? Non è certo su te che sto ragionando, il mio pensiero è totalmente indipendente da quello che tu pensi. E mi pare che tu ancora non riesca a comprenderlo.
    Quello che mi interessa, di un politico come di qualsiasi persona con cui io abbia un rapporto diciamo commerciale, è che questo rapporto sia proficuo.
    Un giocatore di calcio, un programmatore, lo pago per quanto è bravo. Se è bravo, se è un fuoriclasse, sono disposto a pagarlo anche parecchio, e magari a sopportare anche un carattere non facile. Se è un puttaniere, ma segna tre gol a partita, lo devo licenziare? Posso disapprovare profondamente il suo comportamento personale, ma se lo faccio la mia squadra perderà. Finchè le sue cattive abitudini – che restano cattive, e lo dico chiaramente – mi consentono di vincere e non influenzano il suo rendimento io lo tengo. Se, ad un certo punto queste cattive abitudini lo facessero diventare un cattivo giocatore non avrei un istante di dubbio dal mandarlo via – se posso trovare qualcuno di meglio.
    Questo è realismo, quel ragionare che tanto sembri disprezzare. Il moralista che fa? Stabilisce regole, in base ad un suo ragionamento, e le applica. Licenzia il fuoriclasse, la squadra perde, va in bancarotta.
    Il ragionamento è applicabile anche in politica, ovviamente. Io sono disposto a tenermi un politico corrotto, se questo politico fa stare meglio tutti quanti. Perchè è che tutti quanti stiano meglio che mi interessa, non cosa fa questo politico nel suo tempo libero, o con i soldi che nel bene o nel male si prende. Preferirei che non fosse così, lo preferirei diverso. Ma finchè non trovo qualcuno che mi posa offire di più – più libertà, più cose fatte, più bene per tutti – me lo tengo.
    Ritieni che questo sia un ragionamento di uno chiuso nella sua casa? A me il tuo pare quello di uno chiuso nel suo palazzo. E ancora non mi hai fatto il nome del tuo paese di bengodi, cosicchè nel mio prossimo viaggio possa visitarlo e stupirmi.

  28. l’errore tuo è proprio questo. Considerare un rapporto con l’altra persona un rapporto proficuo per te stesso. Ma come ti ho detto oltre a questo egoismo sbagli nel ritenere che una persona possa fare quello che vuole in privato se poi rende bene in pubblico. E ti ripeto che per me è un ragionamento sbagliato. Chi sbaglia nel privato sbaglia anche nel pubblico.

  29. Chi sbaglia nel privato sbaglia anche nel pubblico.

    E chi sbaglia nel pubblico sbaglia anche nel privato, non lo credi?
    Sono certo di non volere votare partiti che propugnano realtà di morte, votare Berlusconi sarebbe doloroso, ma quantomeno le sue sciocchezze mi garantiscono che non è accecato come chi ha lasciato che ideali di morte penetrassero i propri valori politici e civici, e le proprie teorie di governo.

    Con questo credo di rispondere anche a Berlic: la mia difesa di determinati valori nella sinistra non significa che io dia voti avventatamente… :)

  30. Mah! Mi risulta che Hitler fosse vegetariano,astemio,non fumasse e pare che abbia avuto un’unica moglie (Eva Braun sposata nel bunker prima di suicidarsi).Nonostante la sua irreprensibile vita privata io non gli affiderei la conduzione di uno stato,m a fate un pò voi.
    Velenia

  31. Anche qui
    nei discorsi dei soliti
    moralisti doppiopesisti
    si conferma l’arguta constatazione di Andreotti:

    Per gli amici il diritto si interpreta, per i nemici si applica!
    ………

    o-no?

  32. xUomedusa: Bene comune significa di tutti, penso, non mio personale. E se tu invece pesi questi rapporti con una tua idea di moralità, che metro usi? Come ti comporti con quelli che non si adeguano alla tua idea?
    Detto questo, per verificare la bontà di un ragionamento occorre confrontarlo con la realtà. Che esempi mi porti di questa perfetta corrispondenza tra pubblico e privato? Quali sono questi grandi e coerenti personaggi? Robespierre? Hitler? Lenin? Khomeini?
    Guardiamo i grandi politici, gli insigni statisti. Coloro che hanno fatto il bene del loro popolo. Sono sempre stati coerenti con le norme di moralità – qualunque esse siano – che tu detti? E i cattivi politici sono sempre disonesti?

  33. Non capisco il tuo discorso. Quale idea? Quella di essere contrario ai favoritismi e al clientelismo? Parli ancora di farti un esempio di dove questa mia idea di moralità sia presente. Ma come ben saprai nel mondo nessuno e perfetto e tutti sbagliano e quindi questa perfezione non esiste. Ma in altre nazioni (Svezia, Irlanda, Inghilterra, Germania, Olanda…) questo fenomeno di “aiuto personale” cerca di essere limitato da delle regole o da dei provvedimenti seri che vengono attuati. In italia, invece, si chiudono gli occhi e ci si attappano le orecchie dicendo che tanto ovunque è così e che l’importante è riuscire ad avere ciò a cui si tiene. Fino a quando sarà presente questo atteggiamento i movimenti in avanti del nostro paese saranno molto difficili. E per l’ennesima volta ti ripeto che è un discorso che non coinvolge i politici ma l’essere come persona. Perchè i politici sono anche loro persone.

  34. Io penso che facciamo tutti parte di una stessa famiglia umana, e anche di una stessa comunità civile. La categoria del commercio mi sembra veramente fuori posto. Non mi piacciono quelli che pensano allo Stato come ad una controparte: “Lo Stato mi deve dare un lavoro”, “Lo Stato mi deve dare una casa”…
    Neanche a quelli che vedono la Parrocchia come ad un’Agenzia di servizi: “la Parrocchia deve offrire il campo estivo”, “la Parrocchia deve fare l’Oratorio per aiutare le mamme a tenere i bambini”…
    Siamo parte di una medesima comunità, e credo che anche la Dottrina sociale della Chiesa imposti le cose in questo modo. In ogni caso, rispetto allo specifico problema della moralità degli uomini politici, ho trovato un punto del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, che è piuttosto interessante, e che dice:

    “Coloro che hanno responsabilità politiche non devono dimenticare o sottovalutare la dimensione morale della rappresentanza, che consiste nell’impegno di condividere le sorti del popolo e nel cercare la soluzione dei problemi sociali. In questa prospettiva, autorità responsabile significa anche autorità esercitata mediante il ricorso alle virtù che favoriscono la pratica del potere con spirito di servizio (pazienza, modestia, moderazione, carità, sforzo di condivisione); un’autorità esercitata da persone in grado di assumere autenticamente come finalità del proprio operare il bene comune e non il prestigio o l’acquisizione di vantaggi personali.”

    (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 410)

  35. E poi il politico, quando riveste importanti cariche, non è come l’amministratore del condominio. E’ colui che ti rappresenta nel consesso delle nazioni. Ti fa guadagnare in borsa, ma è un emerito farabutto. Tu che fai? Te lo tieni? Non mi sembra un grande fatto educativo. Poi veramente dire che è un rapporto commerciale mi dà le vertigini. Parliamo sembre di principi non negoziabili, e qui si parla di “commercio”?

  36. xUomedusa: quindi tu definisci “immorale” e inadatto al governo chi fa favoritismi e clientelismo. Allora, cerchiamo di specificare meglio questi termini, visto che sono il fondamento della tua maniera di veder la politica. Se tu devi scegliere una persona per un posto, e te ne presentano due di cui una la conosci e l’apprezzi, e l’altra è sconosciuta, chi scegli? Tra una persona del tuo partito e una ostile, chi scegli? Dove si pratica lo spoil system, in USA per esempio, sono tutti inadatti? Insomma qual’è per te il limite dell’immoralità? Perchè per me, cattolico, già essere a favore dell’aborto o del divorzio è tale.
    E a questi immorali, che gli vogliamo fare? Come li convinciamo che quello che fanno è male? Su che basi poggia questa morale? Se tutto è relativo, allora fammi mangiare e bere finchè ce n’è, e sfrutto la mia posizione per procurarmi amici.

    Riconosci che gli uomini sono così: bene. Per i paesi che tu citi, l’Inghilterra è squassata proprio in questi giorni da uno scandalo che ha già fatto dimettere diversi ministri, due se ne dimisero in Svezia nel 2006…non è una legge che riuscirà ad avere ragione del male dell’uomo. Quello che tu citi, l’egoismo, è possibile vincerlo solo con una tensione ideale superiore.
    Ma, ancora una volta, occorre essere realisti.

    xLa parola: e, a questo proposito, qual’è la tua definizione di politica?
    Se il mio farabutto i valori non negoziabili li difende, e il tuo purissimo moralista me li affossa, quale conviene tenersi? Se il tuo purissimo vuole “Imporre la virtù, anche con la forza”, e finisce a tagliar teste, sarà anche d’esempio, ma me ne sto il più lontano possibile.

    Per me la politica è il posto dove si raggiunge il miglior compromesso possibile sul bene comune. Non stiamo parlando di parrocchia, ma di governo; e del contratto che lega me, cittadino, a chi mi governa. Se leggi bene il pezzo che tu citi, dice impegno di condividere le sorti del popolo e nel cercare la soluzione dei problemi sociali; e pure assumere come finalità del proprio operare il bene comune. Che è quello che dico io. Finalità; se ci fanno la cresta mi può anche andare bene, purchè il bene comune lo facciano sul serio, e non lo vogliano distruggere o non siano capaci a farlo come certi tristi figuri di un governo fa.

  37. Io mendico solamente (!!!!) un premier di centro-destra del quale poter parlare andandone non dico fiero, ma almeno essendo tranquillo di non dovermene vergognare ogni 3×2.

    E’possibile?

    Con Berlusconi, no. Auspico tempi migliori. E nel frattempo, che scopi finché vuole, ma almeno ha di buono che rispetta la Libertas Ecclesiae.

  38. veramente io non ti capisco proprio. L’esempio che fai tu non ha nessun senso. Allora se ho capito bene ho un posto nella mia azienda e devo scegliere tra mio cognato e uno “sconosciuto” (come lo chiami tu). Secondo una normale prassi (che in italia sembra assurda) devi conoscere l’esperienza e il cv delle due persone. Poi in base ai dati scegli chi assumere (anche tuo cognato). Invece in italia i famigliari hanno sempre la corsia di preferenza anche se ci sono altre persone più esperte di loro che si presentano. La persona che tu hai votato come capo del governo sceglieva delle candidate alle europee o alle comunali a seconda se erano amiche di uno o se venivano nella sua villa. Ti sembra un corretto metodo di valutazione questo?
    Secondo. I casi che citi tu sono verissimi. Infatti, come già ti ho detto, non esiste paese o persona perfetta. Ma come vedi li i ministri si sono dimessi, qui rimango al loro posto. In gb si è dimesso un ministro per aver acquistato dei film porno, mentre qui si usano voli di stato e auto blu per andare in vacanza. Chi ha di più il senso dello stato?

  39. xUomedusa: non hai letto molto bene gli esempi e la domanda, vero?
    O hai scelto di non rispondere perchè la risposta ti imbarazzava?
    Comunque guarda, come dice Icaro trovami un premier migliore – che faccia di più e meglio per il bene comune – e te lo voterò.
    Nel frattempo sogna il paradiso terreno che ho prospettato nel post, il posto dove tutti i peccatori corrotti incontreranno la loro fine miseranda e i puri prevarranno. Nel quale la tua morale – qualunque sia la sua fonte – troverà esplicazione.

  40. Un elemento non secondario che qualifica, a mio avviso, il corretto atteggiamento del cattolico rispetto alla vita pubblica, è quello, da te non considerato, della “partecipazione”, della corresponsabilità. Non è corretto, secondo me, liquidare il tema in chiave di delega. Il cittadino cosciente e maturo, nei limiti delle proprie possibilità, è bene che si educhi ad una corretta ma efficace partecipazione alla vita civile e politica, che è un’alta espressione della carità. Non delega e basta, perciò, ma impegno personale. Non solo gli stipendiati della politica, là a difendere i miei interessi di parte, ma un’intera comunità cosciente e partecipe della vita comune. Questa è (un po’) la mia idea della politica. Ritengo che non sia molto lontana dai pricipi fondamentali della dottrina sociale della Chesa Cattolica.

    la Parola

  41. Benissimo, LaParola. Allora io faccio il possibile per portare “sù” persone degne – quello che ho sempre fatto. Ma la politica implica che ho a che fare non solamente con il “mio” tipo di persone. Certe volte si è minoranza, quasi sempre si è minoranza. Come faccio, allora, quando non ho nessuno dei “miei”, quando non c’è nessuno che sia adeguato ai miei criteri? Scelgo il meno peggio. Quello che mi garantisce meglio.

  42. no siceramente non ho capito la domanda che mi hai posto.
    Poi ancora ti riferisci al politico quando il mio discorso è generale sulle persone. Perchè a volte avere una persona “per bene” a capo del governo non implica un miglioramento anche della comunità se questa funziona male alla base.
    Per ultimo mi viene in mente la frase: “a forza di scegliere il meno peggio si arriverà al peggio del peggio”.

  43. Io mi riferisco al politico perchè il post è sulla politica. Ma in ogni ambito, scegli colui che ti dà maggiori garanzie. Conosci una persona? L’apprezzi? E perchè non dovresti preferirla a una che non conosci? Dietro ogni scelta ci sono delle ragioni: si può non essere d’accordo con il metodo, ma occorre capirlo.
    Il tuo suggerimento, se ho ben capito, è quindi tagliare la testa ai vertici ed “educare” la base, in modo da cambiare le cose. In linea con il post, dunque, e con Lenin e Mao. “Educare il popolo” (bue).
    Per finire, se non si sceglie il meno peggio si sceglie il peggio. E al peggio del peggio si arriva in soli due passaggi.

  44. Politici …
    Ho sentito i discorsi elettorali interni di certi candidati alla direzione di un partito italiano.

    Si fa politica per essere, per mostrare quanto si è coerenti, o per perseguire (leggi: fare) il bene comune.

    Ma il popolo (ed io mi pregio di parte) non si interessa a bella madonnine che discettano sulle loro virtù, e poi fanno passare i DiCo, il testamento biologico a mo’ di eutanasia, chiamano bamboccioni i giovani disoccupati/precari che si fanno mantenere dai genitori.
    E per il resto, per le questioni irrisolte, l’importante è essere buoni e morali(sti).

    Il grande generale Patton (senza di cui la guerra in Europa avrebbe avuto una durata molto maggiore) era famoso perché nella Germania occupata aveva reintegrato i funzionari nazisti nell’amministrazione pubblica, in quanto i nuovi, non collusi col regime, avevano mostrato subito la loro inettitudine.

  45. Al di là delle obiezioni che ho scorso nei commenti di Osteria e La parola, che mi paiono giuste, direi che questo scritto tende un po’ ad uccidere un uomo morto.
    A me pare che la tendenza non sia nell’irrigidimento moralistico dei costumi e della società. Semmai, questo, si manifesta come reazione ad una totale mancanza di morale e persino di rispetto delle regole minime. Reazione, certo, ugualmente infomata della stessa mancanza, non lo metto in dubbio.

    Insomma, trovo discutibile proporre come spauracchio il moralismo (cioè qualcosa che oggi non potrebbe assolutamente reggere e dominare.) E’ altrettanto grottesco che porre come spauracchio il “comunismo” (percentuale di possibilità di successo: – 0).

    Il dominio oggi è immoralistico e soft; è permissivo. Se una forma di dittatura avrà da essere, non avrà il volto di uno stalin, di un hitler o di un komeini, ma di un pacioso e permissivo bellone, apparentemente benefattore e libertario.

  46. Io credo che la virtù della carità, applicata alla vita sociale e politica, ponga qualche problema quando si intende la comunità sulla base della divisione fra i “miei” e i “non-miei”. E’ un’impostazione che mi pare antagonistica in partenza, conflittuale e rivendicativa, alla fine poco adeguata ad una sana partecipazione alla vita pubblica, cioè al sentirsi veramente partecipi, coinvolti in una comunità e al suo “bene comune”.

  47. E’ molto bello che tu abbia detto del tuo interesse per le persone degne. Questo perché sembrava che l’unica cosa importante potesse essere, per te, riguardasse la “capacità” delle persone. E’ molto importante questo passaggio, a mio giudizio, e mi sembra che possa avvicinare molto le nostre posizioni.

  48. la politica è fatta da persone e il politico è una persona quindi non puoi estrarre il tutto dal contesto sociale. Secondo te le ragazze scelte per le europee erano tutte perchè conosciute e che davano garanzie? suvvia! è palese che sono state scelte per bella presenza e per favori. Questo ti sembra un buon metodo di scelta?
    Inoltre anche scegliendo il meno peggio arriverai lo stesso al peggio prima o poi, splo che piu lentamente

  49. xUomedusasmo: Palesemente…suppongo che tu le abbia conosciute e intervistate una per una. E’ palese che stai dando un giudizio a priori: basato sulle invettive di qualche tribuno (pagato magari a peso d’oro) più che sulla realtà. Come quando mi esalti l’Inghilterra non clientelare, soffocata di scandali dove i ministri andavano a letto non con prostitute qualsiasi ma con spie del campo avverso, e dove ancora si adora una principessa che di favoritismi in quel senso ne faceva parecchi. Mi pare che la tua scelta di scegliere sempre il peggio sia confermata come la peggiore.
    Perdonami se non ti seguo; da parte mia scelgo il meglio (che, incidentalmente, coincide con il meno peggio).

    xLaparola: per un ufficio pubblico, potendo, scelgo la più capace. Se coincide con la più degna, tanto meglio. Bisogna guardare tutto, la realtà nella sua interezza. Riguardo alla #46, se io sono convinto della bontà di ciò che seguo e faccio, cercherò se possibile di far sì che quella idea sia vincente, pur lasciando al”idea avvversaria di potersi esprimere. E’ solo se non sono convinto di una cosa che non vedeo la ragione di battermi per lei.
    D’altra parte, come ho detto prima, la politica è l’arte del compromesso.

    xAragonbiz: Non sottovalutare i cicli storici. Dopo tanto permissivismo, e dopo avere visto i disastri provocati, forse il pendolo oscilla nella direzione opposta. Specie se a certi intellettuali o potenti così va bene per poter colpire il loro avversario.

  50. Allora forse non hai capito che a certe ragazze con nessuna esperienza politica precedente erano state promesse candidature politiche. Se tu ti fidi più di una persona tua amica che di una persona “sconosciuta” ma con più esperienza è un’idea tua che io non condivido assolutamente e che ti ripeto per me è una forma di clientelismo e favoreggiamento a danno della comunità. Parere personale.
    Poi io non ho fatto nessuna esaltazione di nessun paese come immacolato dove tutto va bene. Ho detto che anche in altri paesi queste forme di “favoreggiamento” ci sono perchè non esistono persone e nazioni perfette. Ma in questi stati si prendono provvedimenti seri che sono applicati. Tanto che hai detto tu stesso che si sono dimessi i politici coinvolti. Appunto dimessi! Mentre qui rimangono al loro posto e fanno finta di nulla perchè “tanto tutti lo fanno”. Ma, ti ripeto per la quindicesima volta, che il mio discorso non è solo prettamente politico.

  51. xUomedusa:
    Se non è prettamente politico, perchè continui a parlare prettamente di politica?

    Mio #50, da parte mia scelgo il meglio.
    Questo implica
    a- valutare la preparazione dei candidati
    b- pesare se sia meglio un assoluto sconosciuto di qualcuno che conosci
    c-prendere una decisione, dare un giudizio.

    Tu dai per scontato, preconcettualmente, che io scelga la persona che conosco. Sì, a parità scelgo quella che conosco. Perchè il non conoscere implica un elemento di incertezza. Tu, vai a mangiare sempre in posti che non conosci? Se devi comprare un libro, ne scegli uno a caso o uno di un autore che conosci e apprezzi, o che ti hanno consigliato?
    Ancora una volta: quali sono i limiti e le basi della tua moralità?

    A proposito di dimissioni: quale reato hanno commesso le persone di cui invochi le dimissioni? Questo reato, se esiste, è stato provato?

  52. perchè tu mi hai detto questo: “Io mi riferisco al politico perchè il post è sulla politica”

  53. Inoltre l’esempio mio era naturalmente diverso. Io non ho detto che tutti i famigliari sono per forza delle persone che non sanno fare niente. Il mio discorso era basato sul fatto che si è preferito mettere a capo dell’assessorato comunale all’istruzione nel comune di torre del greco una signora che non aveva fatto mai prima politica (dichiarato da lei) per il solo fatto di essere amica del premier e di avere un sito silviocimanchi. E cosa strana anche le altre due amiche sono state candidate alle europee. Guarda caso naturalmente.
    Io poi non invoco le dimissioni di nessuno. Ma dico solo che in inghilterra si è dimesso un ministro perchè il marito aveva preso dei film porno mentre in svezia un ministro per non aver pagato una multa. Anche questi non mi sembrano reati rilevanti da dover dare le dimissioni. Oppure hanno un vero senso dello stato?

  54. @53: La prima che hai detto.

    Il caso svedese che citi è palesemente ridicolo, ma anche quello inglese non scherza.

    Non sta a me dire dove sia il limite nel merito, ma mi sento di dire che Degasperi mio conterraneo buonanima (non s’offenda se lo cito così malamente) non avrebbe avuta sminuita la caratura di grande statista -che gli spetta- per via di un porno, o di una multa.

    No?

    Veniamo più vcini al mondo reale. J.F. Kennedy è meno venerato perché scopava con la Monroe?

    Detesto il vizio: il farisaismo è il vizio più brutto, e vecchio come il mondo. Guarda guarda, è molto più diffuso in ambito protestante che cattolico…..

  55. allora chiariamo tutto. La mia critica politica (visto che l’occhio mi ha detto di rispettare il tema politico) non è data dal fatto che il presidente del consiglio va ad escort o che invita ragazze a cenare con lui. Certo mi sembra pero assurdo che un politico come lui che viene preso d’esempio da cl come personaggio attento ai valori della famiglia e rappresentante del family day abbia questa condotta. Una condotta di vita che io, per il mio pensiero, posso giustificare ma non credevo che venisse giustificata anche dai difensori dei valori della famiglia tradizionale che non accettano neanche il sesso prematrimoniale. Questo mi fa pensare che per queste persone va bene che il presidente nasconda i suoi “vizi” basta che promuova però gli ideali cattolici in pubblico (sebbene non li segua). Ma tralasciando questa cosa il mio “disgusto” deriva dal fatto che siano stati assegnati posti pubblici o raccomandate in tv persone senza esperienza solo perchè conoscevano il premier e perchè sono state nella sua villa. Questo io non lo condivido. Perchè non è un fatto privato (come poteva essere quello di andare con le escort) ma un evento che si ripercuote sulla comunità e che coinvolge anche i semplici cittadini. Che credibilità può avere un politico che si dice contrario alla droga e alla prostituzione e poi viene colto a sniffare e con una escort (onorevole mele docet), che credibilità può avere un politico che dice di voler portare in europa i valori cristiani e della famiglia se poi fa pagare delle ragazze e delle escort per stare con lui a cena mentre la famiglia è da un’altra parte? che credibilità assume la politica se si fanno candidare persone con nessuna esperienza ma solo amiche del capo?

  56. per me ha più valore come esempio per i cittadini le dimissioni di un ministro per non aver pagato la multa che un presidente che si fa delle leggi adpersonam per non farsi processare.

  57. Faccio fatica a vedere del dialogo (in questo post), ma mi trovo molto d’accordo con quanto detto da La Parola (sul mettersi in gioco, anche se naturalmente non possiamo essere tutti politici, ma non è questo il punto) e con Biz.

    Per dimostrare alla sinistra dove sono, e perché, i loro “valori di morte” occorre testimoniare sulla propria pelle quanto viviamo e desideriamo vivere, come credenti.
    In questo è ammissibile che determinate identificazioni della fede con orientamenti politici suscitino disgusto, ma penso che non ci si debba fermare a quello.
    Il resto non ha grossa importanza, penso…

    Io Berlusconi lo prenderei per le orecchie unicamente per quanto ha fatto del mezzo televisivo, ben prima che come politico, ma questo è “off-topic”…

  58. *sigh*
    Credo di avere parlato al vento.
    Che Berlusconi, divorziato ecc ecc mi sia d’esempio, proprio no.
    Che mi dia spazio di libertà per lavorare, e governi molto meglio degli squallidi personaggi che sono ora all’opposizione – passato solo un anno, già dimenticato? – non ci piove. Ah, chi era che a quelle elezioni aveva candidato i “giovani”, i “volti nuovi senza esperienza politica” per il rinnovamento? (magari dopo averli portati in una trasmissione televisiva a presentare le istanze del popolo. Magari figli di…qualcuno)
    Allora era una virtù. Certo, non erano stati a casa di Berlusconi; probabilmente a casa di altri.

    Aprite gli occhi! Continuate a ripetere la solita tiritera di gente che è solo invidiosa della cadrega altrui. A ripetere per vere affermazioni non provate. E date a me del credulone?
    Perchè non volete vedere la realtà? Perchè vi dico una cosa e voi continuate ad affermare che io (o CL, o la Chiesa) invece ho un’altra idea? Il cervello è così marcito che le mie parole non vi arrivano? Spero proprio di no.

    Cos’altro ho da dire? Tutte le volte che i grandi epuratori sono arrivati al governo, storicamente, cosa è successo? Andatevi a leggere i discorsi di Lenin, Mao, Robespierre, e Mussolini. Contate i morti, vedete cosa è successo dopo.
    I criteri della vostra moralità ancora non li ho visti. Odiare una persona è morale?

  59. caro occhio ragioni ancora da parrocchietta. “Se non sei con A allora sei con B”. Il mio discorso prende come riferimento berlusconi per i casi appena successi ma se ti rallegra sentire criticata la sinistra ti critico anche lei che di certo non è un esempio di politica onesta. Purtroppo la mia constatazione (cioè che sono state favorite persone sue amiche senza esperienza politica) sarà per te una tiritera noiosa. Però anche le risposte che sento da chi lo appoggia sono delle tiritere continue(stampa comunista, giudici comunisti, persone invidiose (di cosa poi?) ). Ripeto che credibilità ha la politica se una persona che in pubblico si fa portatore di alcuni valori e in privato non li rispetta?

  60. Uomedusa, se non sei con A e non sei con B sei con C, o con nessuno. Chi è questo C? Esiste? Il direttore di Repubblica? Scalfari? Robespierre?
    Se no devo dedurre che sei solo con te stesso, forse perchè ti consideri la sola persona morale in grado di comandare?

    Se si è soli in cima al mondo, e non c’è nessuno quindi che ci prenda a cuore, ci conosca e ci scelga, ci credo che poi si abbia il dente avvelenato con chi questi incomprensibili rapporti umani li ha.

    Io conosco me stesso e conosco la mia immoralità. Per quanto ne so sono la persona più immorale del mondo, perchè non so quanto c’è nel cuore degli altri ma conosco bene il mio. E questo è il motivo per cui non posso buttare i giudizi come tu fai.

  61. Il tuo discorso è: “i favoreggiamenti ci sono da sempre, anche la sinistra li faceva, a me poi non interessano l’importante è che faccia il politico il mio interesse.”
    Questo per me è un discorso sbagliato.
    Primo perchè se sbaglia uno, non vuol dire che l’altro sia allora giustificato a fare altrettanto. E se sbagliano tutti non vuol dire che allora vada tutto bene e che nessuno debba dare dei giudizi perchè tanto tutti sbagliamo.
    Secondo, mi va bene il discorso che la persona può sbagliare (cosi come il politico) ma se uno sbaglia bisogna rimediare o cercare di ridurre questi errori. In italia nessuno vuole migliorare perchè ormai (come ragioni tu e la maggior parte delle persone) queste cose ci sono sempre state e sempre ci saranno quindi perchè affannarsi? Si è andati avanti così per tanto tempo e tutti fanno cosi allora perchè cambiare? Fino a quando questo atteggiamento sarà presente nella vita pubblica, politica e privata l’italia rimarrà sempre indietro e sempre derisa da tutti. Ultimo fatto (visto che dici che parlo solo di politica) la riceratrice (e tanti come lei) volata a boston negli Usa per continuare la ricerca perchè qui non aveva fondi e lavoro occupato da amici di amici di amici….

  62. Sdegno ed escort[..] Qualcuno, a sinistra, si è stracciato le vesti indignato per il mancato coro di sdegno suscitato dal ben noto racconto di una signora che è stata ospite del Presidente del Consiglio. Qualcun altro invece si è sdeganto lo stesso, m [..]

  63. fino a quando, dunque, il confronto in italia si baserà solo sul fatto di dire “la sinistra fa bene, la destra fa male” “quello che ha fatto A lo ha fatto anche B” “basta con il buonismo” “basta con il moralismo finto” e discussioni così puerili e sterili, non ci sarà nessun miglioramento. L’operare correttamente deve iniziare dal pubblico e dalla singola persona nelle azioni di tutti i giorni e poi si estenderà anche in politica (visto che i politici sono persone che vengono dalla nostrà comunità e non da entità superiori scese dal cielo) e forse lì la politica e l’italia riacquisteranno quella fiducia e correttezza che oggi mancano assolutamente.

  64. Io dico un’altra cosa, ma mi sembra di averlo ormai abbondantemente spiegato. Se ancora non l’hai capito è perchè non lo vuoi capire, e quindi credo che non basterebbero tutte le parole del mondo.
    Sono d’accordo che ci voglia uno sforzo personale per migliorare; ma non è da un moralismo che questo miglioramento arriverà. Se non ci sono ragioni per cambiare, perchè si dovrebbe cambiare?
    E ancora non hai fornito la fonte che dovrebbe guidare questo cambiamento; ancora non hai fornito i nomi di chi ci dovrebbe guidare invece; ti sei solo stracciato le vesti.
    Chi si straccia le vesti rimane nudo. Io preferisco costruire con quello che c’è, poco per volta, impegnandomi personalmente, votando chi per me incarna meglio l’ideale – che potrebbe anche non essere Berlusconi.
    Certamente non voterò mai chi si indigna solo e non propone soluzioni. Avrà certamente le mani pulite, ma solo perchè non le ha mai volute usare per costruire.

  65. “ma non è da un moralismo che questo miglioramento arriverà. Se non ci sono ragioni per cambiare, perchè si dovrebbe cambiare? ”

    Semplicemente idee diverse. Secondo me bisogna partire da questa concezione per avere dei miglioramenti. Perchè si dovrebbe cambiare? Perchè le ragioni ci sono come la cosidetta “fuga dei cervelli” i concorsi di lavoro pubblici falsati, i posti universitari dati ai figli dei figli, alle candidature politiche date agli amici degli amici, alle liste di attesa mediche dove la precedenza ti viene data se paghi di più o se sei amico del medico etc etc…come vedi le ragioni per cambiare ci sono.
    La fonte che deve guidare questo cambiamento? Io, tu, il mio vicino, il mio amico, il passante di strada, il cassiere del supermercato insomma tutti, deve iniziare come prima cosa da noi stessi. Poi si potrà parlare di politica, su cosa è giusto fare o meno per la comunità. Ma se la base è marcia non è che puoi cercare di “costruire quello che c’è” votando il meno peggio che ti porterà al peggio comunque e non risolverà la situazione.

  66. @65: Ah già, votando il meno peggio finiremo nel peggio del peggio. E’il tuo mantra, no?

    Fa più rumore un’albero che cade di una foresta che cresce, ragazzo. Mi spiego, e rifletti un poco su quello che ti dico.

    Nel 2001, mentre tanti come me erano a Genova a sbraitare, protestare (come fai tu ora) e a fare danni (unica conseguenza: un’inchiesta infinita su chi ha fatto cosa alle scuole Diaz), io con altri 2000 e rotti volontari davo vita al Meeting di Rimini. Chi ha costruito?

    Nel 476 d.C., mentre a Roma la corruzione dilagava e l’Impero Romano cadeva, la civiltà europea veniva conservata e sviluppata da un manipolo di improbabili personaggi, fattisi monaci. Alcuni grandi santi, altri meno.
    Chi a Roma si stracciava le vesti è per lo più morto di spada, “e più di lor non si ragiona”. Chi ha conservato?

  67. “Nel 2001, mentre tanti come me erano a Genova a sbraitare, protestare (come fai tu ora) e a fare danni (unica conseguenza: un’inchiesta infinita su chi ha fatto cosa alle scuole Diaz), io con altri 2000 e rotti volontari davo vita al Meeting di Rimini. Chi ha costruito? ”

    cosa c’entra adesso questo con il clientelismo e la corruzione italiana? Dove hai letto che la mia protesta è violenta? Ho detto che per migliorare la società si deve partire dal migliorare se stessi nelle piccole cose pubbliche. Ho parlato di molotov e vetri infranti?

  68. La corruzione, il clientelismo, l’interesse privato in politica sono peccati. Sono gravi atti di ingiustizia. Si distingue (e si fa benissimo) fra il peccato e il peccatore, ma il peccato va individuato e combattuto, è il caso di dirlo, senza ipocrisie. Finire per mettere la sordina a chi vuole chiamare le cose col proprio nome mi pare, scusami, una tecnica degna del personaggio dal quale, con ovvio paradosso, prendi il nome. O forse hai proprio voluto giocare, fin qui? E hai voluto interpretare la parte dell’astuto diavolaccio?

  69. xUomedusa: “deve iniziare come prima cosa da noi stessi”. Perchè? Cosa mi può spingere a cambiare? Ci vuole, una ragione. Perchè cambiare è uno sforzo, è una fatica. E che me ne frega di una universitaria che non trova posto, in fondo. Per quella universitaria – che immagina amica di “qualcuno”, se no il suo caso non sarebbe mai arrivato alle tue orecchie – c’è un’altra persona che invece è felicissima. E quindi, come capire quello che è giusto e sbagliato?

    xLaParola: metà e metà, in un certo senso. Qui sopra, ad esempio, sono provocatorio perchè il moralismo è appunto il riferimento unico alla morale senza la fonte di quella morale. Senza considerare la fonte, e senza considerare che siamo tutti uomini – cioè senza la pietà per quello che siamo, e la redenzione e il perdono – si finisce inevitabilmente nell’arbitrio e nella violenza, come nel post ho illustrato.
    La morale è un dio molto cattivo e sanguinario.
    E’ questo che voglio cavare fuori: il tuo cambiamento, la tua rivoluzione, la tua etica, come me la giustifichi?

  70. “Se Dio non esiste, tutto è permesso”. Ho sempre apprezzato questa frase, attribuita, mi pare, al grande Dostoevskij. Senza un fondamento trascendente, la morale è povera e fragile. Ma è anche vero che quanto sia autentico e solido il fondamento non possiamo giudicare, e a volte la voce dello Spirito arriva da direzioni imprevedibili… La meravigliosa parabola del fariseo e del pubblicano è lì a spiazzare ogni nostra pretesa. E comunque, penso che rimanga valido il principio che per non dare corda al moralismo si debba finire per tollerare l’immoralità.

  71. amico occhio, dopo esser diventato più aperto alla prostituzione e al rapporto al di fuori del matrimonio, sei diventato anche relativista?

    PS: penso che il racconto della ricercatrice sia giunto alle mie orecchie non perchè amica di qualcuno ma perchè è nota nel mondo medico per aver scoperto l’origine genetica di alcuni linfomi maligni e perchè ha scritto la lettera a napolitano. Ma anche se non mi fosse giunta la voce dal corriere so benissimo che all’estero c’è una fuga di scienziati italiani anche meno prestigiosi di lei.

  72. Naturalmente, intendevo:
    “E comunque, penso che rimanga valido il principio che non si può, sia pure per non dare corda al moralismo, finire per tollerare l’immoralità”.

  73. @ #67: non sviare la tua attenzione.

    Come temevo, non hai seguito il mio suggerimento: rifletti un poco su quello che dico.

    Il concetto che volevo far passare con esempi e proverbi (per il disegno, mi sto attrezzando ;-P) è che a lamentarsi non si combina un cazzo nella vita.
    Sono trent’anni che i miei genitori si lamentano e si sorbiscono tutti i giornalismi d’inchiesta rigorosamente “de sinistra”. In questi trent’anni, grazie al loro scandalizzarsi, l’Italia ha fatto sempre più schifo, politicamente parlando. Almeno, io non vedo grossi miglioramenti (a parte che il comunismo è morto, ma non sono stati i miei a determinarne la morte: sono comunisti).
    In questi trent’anni, altre realtà sono cresciute per iniziativa popolare e, senza fare tanto chiasso, hanno cominciato a costruire qualcosa che ora pian piano comincia a vedersi.

    Ripeto (e forse stavolta capirai): fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce, nel senso che scandalizzarsi non serve a un cazzo, ma conviene invece rimboccarsi le maniche per creare luoghi in cui valide alternative al Cavaliere Mascarato possano nascere e crescere.

    Questo è già in atto da molto tempo: forse un giorno non molto lontano avremo un leader di centro-destra presentabile.

  74. Non credo ci sia speranza di intendimento tra l’utente anonimo e Berlic, o tra l’utente anonimo e Icaro.

    Ritengo che tanta gente voti tutt’ora il DS perché, confusa da tutto quanto la cattiva politica ha fatto in Italia, ci ravvisi valori che non trova altrove.
    Ma non è capace di vedere cose terrificanti che sono oramai state accettate.

    Penso che dovremmo andare all’estremo opposto dell’esteriorità per sanare la situazione. Poi le attività vengono di conseguenza…

    @Icaro: non si dicono le parolacce.

  75. @piccic: scusa se ti ho urtato, ma: quando ci vuole, ci vuole…

  76. No, medusuomo; sei tu che, essendo relativista, non puoi o vuoi rispondere alla mia domanda.
    Io il criterio ce l’ho.

    No, Laparola: sai che sono in-tollerante per definizione. Io dico chiaramente: sbagli. Ma nonostante tu sbagli non ti odio, ti posso volere bene lo stesso. Perchè sei mio fratello, e perchè sbaglio anch’io. E quelo sbaglio è un male soprattutto per chi lo fa.
    Invece c’è chi opera e vota per odio, per demolire invece che per costruire, per condannare invece che correggere.
    Perchè è solo con un criterio, solo con una fonte, solo se c’è qualcuno che ci salva dal male che amare, costruire, correggere, perdonare è possibile.

  77. Questo è il grande politico a cui Berlic aspira.

  78. @anonimi: avete rotto le scatole, ampiamente.

    @Berlic: scusami, non intendevo essere disfattista. Rileggendo mi rendo conto che potevo sembrarlo.
    Io proporrei che ci si metta LaParola a rispondere agli anonimi, così evitiamo la tua “intolleranza”, che dici? :)

    @piccic: scusa se ti ho urtato, ma: quando ci vuole, ci vuole…
    Non mi hai urtato, le trovo del tutto inadatte (nel parlato è difficile liberarsene, ma nello scritto è facilissimo). :)

  79. Non so se sarei all’altezza del nobile compito…

  80. Questo non è propriamente un post: vedi tu se vale la pena di cancellarlo, tanto probabilmente è OT, e costituirebbe una perdita di tempo per chiunque.

    Non è un post: è un addio, con qualche rimpianto. Vedi, per qualche mese ho creduto che questo potesse essere uno spazio di confronto sereno; ma tu, caro diavoletto dalla notevole vena prosastica, resti malato di apologetica, e questo non è un complimento. Rileggi i tuoi post in questo stesso blog: fai semplicemente una statistica di quante volte hai evocato la malafede, il fraintendimento o la stupidità nei confronti di chi non ha condiviso le tue posizioni, e avrai il primo dei motivi per cui smetterò di leggerti. Poi aggiungi le volte in cui, da bravo apologeta, giochi a portare alle estreme conseguenze le posizioni altrui, per operare quella riduzione all’assurdo che nel pensiero matematico/geometrico è tanto elegante, e nella discussione tra persone in carne e ossa suona sempre come moneta falsa… è un modo abusato di mettere in bocca agli altri cose che non han detto, e di trarne le conclusioni che ti servono. L’infelice di turno risponde, poi parte il giochino delle citazioni e controcitazioni dai post precedenti, intanto si svia la discussione dai temi che ti hanno infastidito, e l’assurdo trionfa.
    Sono d’accordo con te quando sostieni che è “moralistico”, nel senso più deteriore del termine, attaccare qualcuno per la sua vita privata, o per il suo peccato; non ti seguo più, se stiamo parlando di comportamenti che hanno rilevanza nella sfera pubblica. Quando vedo un divorziato (ormai quasi recidivo) puttaniere farsi paladino dei valori della famiglia, non penso più che il suo peccato appartenga ad una sfera personale: quel che vedo è la menzogna più sfacciata, e non riesco a pensare che possa essere, per usare una delle tue metafore, “un bravo amministratore di condominio” uno che mi racconta tante balle. Penso che stia tirando a fregarmi, e ne sono tanto più convinto quanto più non veda dove stia la fregatura. Fanno così, gli amministratori di condominio, si sa.
    Penso anche che l’immagine del buon amministratore (un po’ scadenti anche i tuoi lettori, temo: nessuno che ancora ti abbia “alzato la palla”, nessuno che ti abbia consentito di chiudergli la bocca con Lc 16. Ti sarà scaduto in frigo, ormai…) sia una metafora pericolosa per gli amministrati: svincolare la gestione del potere dall’esigenza di moralità, ridurla all’amministrazione dei beni e alla garanzia della prosperità, è un modo per cancellare radicalmente la “differenza” cristiana. È una resa alla città dell’uomo, e allora va bene anche l’abbondanza delle escort, la megalomania monumentale dalle ville in Sardegna alle centrali nucleari fino al ponte sullo stretto, va bene l’avanspettacolo pecoreccio che dai set televisivi traborda alle tribune stampa e poi agli incontri istituzionali, e anche l’attacco a chi come me vede in tutto ciò non un semplice corollario all’agire politico, ma la sua cifra più profonda.
    Il problema non sta nel riconoscimento di questo male: sta nel rapporto che si sceglie di intrattenere con esso. Tu invochi il principio del male minore: pronto dunque a “sporcarti le mani”, accettando un compromesso con questo mondo. Così eserciti una scelta che ha che vedere con la città umana, e con il tuo/nostro esservi calati dentro: ed è del tutto lecito, cristianamente parlando, finchè non ci si lasci fagocitare dalle ragioni della città umana perdendo di vista quella di Dio. Però non ti riesce di accettare che anche chi fa la scelta opposta, chi accetta il compromesso con il “male” dell’altra parte, possa aver operato secondo lo stesso principio: che, come te, abbia rilevato nel male dell’altra parte qualcosa di tanto irriducibile alla propria moralità da doversi schierare/alleare con chi gli si oppone -politicamente parlando- pur continuando a non sentirsi del tutto in buona compagnia.
    Ma non fraintendere: non è per queste questioni che provo il desiderio di abbandonare la tua bella comitiva. È proprio per il tuo metodo di condurre la discussione: quel che ti ho scritto più sopra è solo un esempio, ma spero renda l’idea.
    Così, fraternamente, ti auguro ogni bene e levo il disturbo.
    Il Barone Rosa Pallido

  81. xBarone: Perdonami, ma visto che mi fai la morale vorrei precisare e sapere
    1-Chi sei, e quando sei intervenuto in passato? Mi pare di ricordare qualche mese fa. A meno che tu non sia un certo anonimo.
    2-Quando avrei evocato “malafede, il fraintendimento o la stupidità”? Fammi degli esempi. Fraintendimento forse; come fraintendo io, anche gli altri possono. Malafede e stupidità non mi pare; ma sono pronto a rivedere le mie posizioni.
    3-Questo non è un blog politico. Se pensi lo sia, hai frainteso – eccolo – le mie posizioni. Di tanto in tanto qualcosa di politica metto, perchè la politica fa parte della vita. Se è tutta la tua, va bene, ciao.
    4- Malato di apologetica? Non pensavo fosse una malattia. Apologia vuol dire “Addurre ragioni”. Cosa avrei dovuto fare? Starmene buono in un angolo ad assentire? Io adduco ragioni, perchè la ragione è quella facoltà che serve per capire come stanno le cose. Non ho negato la parola a nessuno; gli unici commenti che io ho cancellato qui sono quelli dei due soliti troll e qualche insulto e bestemmia di solito non diretti a me. Tutti gli altri hanno potuto scrivere quanto volevano, e di solito l’hanno fatto. Dissentiamo? Va benissimo, una bella discussione accesa e poi a bere una birra insieme. E magari nella notte si pensa a qualche bell’altra cosa da dire domattina.
    Accidenti, giusto la settimana scorsa qualcuno se ne è andato perchè non ero abbastanza polemico!
    Io non odio nessuno, e preferisco mille volte chi sa addurre le proprie ragioni anche se opposte alle mie a chi svicola e svia, anche se concorda con me.
    5-Chi fa una scelta ha sempre delle ragioni; mi aspetto che le possa e le voglia giustificare, magari rimettendole e rimettendosi in discussione. Io lo faccio continuamente; e il doverlo fare qui mi è d’enorme aiuto, perchè mi costringe a non essere acquiscente o tranquillo. E non sto parlando (solo) di politica.

    Per concludere, liberamente vieni e liberamente vai; mi resta l’amarezza di vedere che il problema di fondo, checchè tu ne dica, è il tuo odio nei confronti di un noto uomo politico di cui – bada bene – non ho difeso o scusato la moralità, ma ho accusato i di lui nemici di farisaismo.
    E se dici no, rileggiti il tuo commento.
    Ma poichè mi pare di avere capito che discutere così non ti piace, spero comunque arrivederci.

  82. bravo barone rosa pallido hai preso in pieno.

  83. Asmodeo, nessuno ti obbliga a stare qui…
    Se volete un sito sul quale discutere “alla vostra maniera”, qualunque essa sia, niente vi vieta di farlo e gestirlo al meglio. Non dimenticate di invitarmi, in maniera che possa imparare da voi.

  84. Il fatto è che certe difese ricordano, più che altro, questo sketch:

  85. Esatto, aragonBiz: un modo per non parlare della realtà, per sviare l’attenzione. Uno dice una cosa e gli si risponde con tutt’altro…

  86. Quando qualcuno vuole pigliarsi tutto lo spazio, per apparire, fregandosene di tutti, delle domande e anche delle risposte è un dovere nei confronti degli altri cancellarlo; come i tuoi ultimi (quanti erano, da stamattina? dieci?) commenti assolutamente vuoti e inutili.
    Ben tornato dalle vacanze. Vedo che non sei cambiato, Nada.

  87. Grazie per il bentornato, ti rendi conto di quanto sei cambiato tu, con i miei commenti vuoti ed inutili?
    Come scrivevo in uno dei commenti cancellati ti stai evolvendo, e quindi non mi pare siano tanto inutili..

    Per la quantità dei commenti, da mesi ormai mi limito al massimo ad uno per ogni tuo post, sono troppi?
    Fissa tu il limite!
    Ciao Mara nada.

  88. xNada: Sarà per questo che il presente, che lascio, è il terzo o quarto che cancello su questo thread?
    Qualche mese fa ti avevo proposto un limite di cinque commenti al giorno, con un limite di tre per post, con l’intesa che se superavi il limite ti avrei ridotto quella cifra permantentemente di quello stesso numero. Allora, in un solo giorno ti eri bruciato tutto. Ti ripropongo lo stesso accordo.

  89. E poi basta, se una persona deve scrivere solo per molestare, tanto vale che dica: «non capisco la tua maniera di argomentare, so di avere ragione ma purtroppo non ho capacità argomentative per risponderti», oppure «non ti ritengo sincero».
    Ci vuole tanto?

    A mio modesto parere l’unico difetto nel modo di scrivere di Berlic sta nel pensare di riuscire a rendere intelligibile in termini analitici un ragionamento (qualsiasi) che presuppone fede. Sono convinto che lo faccia in buona fede.

    Se ho fede so che posso discutere anche con chi sostiene cose che per me sono state distruttive. Se non ho fede, non c’è dialogo, il dialogo finisce per diventare una immediata condanna per ciò che non capisco, non mi è possibile addentrarmi nel discorso, proprio perché, convinto delle mie ragioni, temo di non poterle sostenere.
    È un problema che purtroppo c’è stato tanto anche nella cultura cristiana, e infatti se ne sono anche viste le conseguenze, poiché è figlio della mancanza di fede.

  90. l’unico difetto nel modo di scrivere di Berlic sta nel pensare di riuscire a rendere intelligibile in termini analitici un ragionamento (qualsiasi) che presuppone fede

    No, in realtà non lo penso (se avevo qualche illusione quattro anni e passa di blog me l’hanno ormai tolta). Ma ho fede, quindi speranza, e perciò ci provo lo stesso.

  91. Penso che ci siano due livelli.
    Ad un certo livello si riesce a rendere “intelligibile” anche un discorso che sta al di fuori del linguaggio analitico, rendendolo più o meno comprensibile.
    Occorre però che ci sia, da parte dell’altro, il desiderio di comprenderlo.

    Ad un altro livello, esiste una comunicazione inaccessibile sul piano analitico. Il linguaggio mitico e poetico ne sono degli esempi. Naturalmente, appena si cerca di portare (“possedere”) un contenuto espresso in cifra poetica o mitica sul piano analitico, il contenuto è automaticamente salvaguardato, e inaccessibile.

    Un esempio fantastico per me è Wojtyla. Non ci capivo niente quando scriveva in termini analitici, ma la sua poesia squarcia letteralmente il velo della realtà. Recitata poi da Gassman mi fa venire i brividi…
    Ratzinger invece mi è risultato da subito adorabile perché sa maneggiare il linguaggio in maniera tale da non isterilire un approccio analitico. Dote rarissima, per la quale non bastano la preparazione e la cultura.

  92. Evidentemente non sono Ratzinger…;-)

  93. “””Difendendo? Benzina? Macchè, sto solo portando alle estreme conseguenze, al solito, i desideri più o meno espliciti di alcuni.
    Oh, non è questo che si vuole? Bè, come disse la strega, “Dovevi pensarci prima di esprimere il desiderio”.”””

    “””Nello smascherare la trappola di Repubblica stiamo seriamente rischiando di cadere in un tranello…”””

    http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-12/berlusconi-divorzio-12/berlusconi-divorzio-12.html

    Direttamente dalle colonne della Repubblica!!!!

    Ma da che parte stai Berlicche, non eri tu il moralizzatore che pensa sia proibita perfino la masturbazione?

    Mara nada

  94. Sei sicuro di volere un mondo in cui per ottenere un posto di lavoro a progetto, tua moglie e tua figlia debbano passare la notte con chi glieli propone? Sei sicuro di volere che il posto fisso lo possano ottenere solo entrando a far parte dell’ harem del politico locale? E se il politico locale fosse poi un Gay? che succederebbe?

    Mara nada. secondo o terzo commento oggi!

  95. A proposito di cosa essere e cosa voler essere!!

    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/cartoon/

  96. @Mara nada, se Berlusconi non è di alcun esempio ne paga già da ora le conseguenze (io, ad esempio non lo voto, Berlic lo vota unicamente perché buona parte delle sue scelte non attentano direttamente alla vita). Finché nella sinistra si promuvono valori di morte, avrà chi lo vota. I valori di morte riguardano l’essenza della vita. Quindi, se vuoi un politico migliore di Berlusconi, devi essere in grado di dare a lui l’esempio con la tua condotta personale, con l’opportuna distinzione della diversa condizione.

  97. Ma non era Dio che portò tutte le cose all’uomo, compresa la donna, perchè gli desse un nome e ne definisse così il posto ed il significato nell’universo?

    Qualcuno dice che si è rimangiato il tutto ed ha deciso Lui che valore e significato dare?
    Dove sta scritto?
    Perfino per la Chiesa fino a pochi anni fa dovevi esser nato per essere una persona, da quando ha cambiato idea? da quando è diventato utile per la pubblicità?
    Ed il Cristo in Croce non è morto senza nessun sondino obbligatorio su per il naso?
    (A proposito, lo sai che con opportuni farmaci nel sondino si potrebbe oggigiorno prolungare indefinitamente la pena della croce? E’ non fare questo che chiami valore di morte?)
    Mara nada

  98. xPiccic- Correzione: lo voto perchè ora come ora il suo partito è quello che in Italia è quello che promette e mantiene i maggiori spazi di libertà possibili per le cose che mi stanno a cuore – principalmente la libertas ecclesiae che passa attraverso la libertas personae. Stando ai fatti, è così. Non c’è certo la perfezione, ma la politica è per definizione imperfetta.

  99. xNada: Come avevo detto, massimo tre commenti per post.

  100. Devo aver frainteso, avevo capito cinque al giorno di cui tre per post !?

  101. xNada: Tre per post, punto. Lo scopo è evitare che tu riempia il blog con le tue menzogne demenziali fatte apposta per farti notare.

  102. @Berlic: in realtà intendevo la stessa cosa. Con “vita” intendo sempre vita, non esistenza terrena, quindi il rispetto della politica di Berlusconi per la realtà della Chiesa. OK.

    @Nada: Ti ho già risposto: i valori di morte riguardano l’essenza della vita. Posso cercare soddisfazione o conforto nel disordine e ne pago sempre le conseguenze, ma quando questo è sistematizzato ad ideologia, allora se necessario si vota anche Berlusconi.

    E a furia delle sparate, mi sta quasi diventando simpatico. A patto che la smetta con battute idiote (tipo “l’unto del Signore” dei bei tempi, per intenderci)…

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