Entopo, cugino di Esopo – Fiaba XIV – L'uomo che voleva diventare balena

C’era un uomo che ammirava le balene. Le ammirava così tanto che un giorno decise di diventarne una. Si allenava a nuotare e mangiava una quantità spropositata di gamberetti. Cominciò ad ingrassare, ingrassare, gonfiarsi, gonfiarsi…"Ce la farò", ripeteva, "la mia natura è quella di balena. Non posso fallire". Si fece operare per cambiare mani e piedi in pinne. Restava a mollo per giorni. E intanto diventava sempre più grosso…
Finchè esplose, direte voi.
No, bambini. Non stiamo parlando di rane.
Finchè non ha scritto un libro per raccontare la sua esperienza. Viene intervistato regolarmente, ha preso parte a parecchie trasmissioni televisive come opinionista. Ha piccoli scompensi cardiaci ed ha eliminato da casa sua tutti gli specchi.
Non è una balena.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 22 maggio 2009 su Entopo. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. In effetti è solo un pesciolino boccalone che pensa di portare con sé migliaia di innocenti pesciolini, ma non si rende conto che lui stesso è già stato catturato da una rete a maglie larghe, avanti un altro c’è posto per tutti.

  2. utente anonimo

    Si si, anche secondo me è Platinette!!!

  3. Ma noooo, è Marco Travaglio!

  4. utente anonimo

    Mi veniva da ridere… Ma ci sarebbe da piangere per quanto è vera questa “favola”.

    Il_grande_FraTollo

  5. Unico neo: perché hai messo un capodoglio come immagine?

  6. utente anonimo

    Platinette? Mica è operata Platinette, è un uomo che si veste da donna. Non mi dite che non distinguete nemmeno un travestito da un transessuale, anche mia nonna (pur stando chiusa in casa tutto il giorno a guardare solo Retequattro) ha capito la differenza…
    E poi sui grassi, io non ho nulla contro di loro, se un uomo vuole mangiare fino a scoppiare lo può fare, mangiare non è un reato. Si veda “La grande abbuffata” stupendo film di Ferreri.

    Amen

  7. Lo si veda davvero: i quattro che si chiudono in casa a mangiare e f****** oltre ogni limite sono tra i personaggi più disperati che io abbia mai visto in televisione, sono una perfetta rappresentazione dell’uomo moderno.

  8. utente anonimo

    Uh, “l’uomo moderno”, sintagma fuzzy molto cool in cui entra tutto ed il suo contrario, parola di Ordine (mantenuto con manganello o ferula, a scelta vostra) utilizzata e sbandierata da partigiani di c’entro, come se fossimo all’Ultimo stadio. Senza sapere che l’uomo non ha l’Ultima (parola o barzelletta) su nulla, al massimo può intuire solo la penultima. Queste persone che dal podio o dal danno pre-giudizi tombali sul presente (che è tale se un attimo dopo è già passato) o sull’Altro senza avere il minimo interesse a conoscerlo (diceva un mio prof. di filosofia, cattolico e molto amato dal clero romano: importante è la salvezza della Mia anima e la resurrezione del Mio corpo, gli altri spesso io li condanno, che li salvi il Signore se vuole). Questi fustigatori dei costumi (ma l’hanno mai sfogliata “Donna moderna” in vita loro?) sono come gli ultras del football che dicono, commossi e camerateschi, di combattere con furore e calore il “calcio moderno”. Senza rendersi minimamente conto di esserne totalmente asserviti. Della serie: il moderno, che sia quello di ieri, di oggi o dell’altro ieri, è quel che mi pare, o meglio quel che pare a Papi, Papa e servitù connessa.

    P.S. Il problema è che nella grande abbuffata non fottevano e mangiavano solo, guarda meglio.

  9. utente anonimo

    Uh, sulla settima riga al commento precedente è saltato un “pulpito”.

    “dal podio o dal pulpito”

    Far saltare pulpiti, che lapsus divino…

    Amen

  10. #7
    ..azz. Coda di paglia lunga un miglio!

    Insomma e’ arrivato l’ennesimo pallone gonfiato, che arriva qua solo per criticare e non capisce quando si e’ seri o si scherza.

    Sgonfiati, senno fai la fine della balena del post, o peggio, della rana. Esplosa…BOOMMMMM!!!!

  11. No, non è Platinette. Un uomo che apprezzo molto, tra parentesi, con una mente sveglia e curiosa.
    Quella che trovate qui è una favola, quindi serve per giudicare vizi e virtù con il paravento degli animali. Le dimensioni a cui si riferisco sono le stesse, più o meno, a cui si riferiva Fedro, con un pizzico di consapevolezza in più che potete approfondire nei post della serie “senza”, di un paio di settimane fa. Quindi riferirle all’obesità è operazione che fa o chi ha capito poco oppure chi ha capito tutto, e quindi cerca di distrarre dal significato vero. Magari con equili(b)rismi di parole che, alla fine, vogliono dire niente.
    Forse perchè l’uomo-balena lo conosce troppo bene. Soprattutto se vale il detto “parla come mangi”.

  12. utente anonimo

    Al parla come mangi, preferisco “il mangia come parli”, ovvero bene (si spera). Il “parla come mangi” è affermazione populista e molto poco popolare, anche perché chi mangia educatamente (a bocca chiusa) come potrebbe parlare?
    Un’altra affermazione del buon senso è “il tempo è denaro” una chiara menzogna (l’equazione infatti non è reversibile, perché il denaro non è tempo).

    Amen

  13. xAmen: Dipende cosa si intende con “bene”. Preferisco i cibi con la sostanza dentro.
    Tra parentesi, su “La grande abbuffata” ha ragione Claudio.

    xAgo: hai mai letto “Moby Dick”?

  14. Il libro non l’ho letto tutto, ma la storia è celeberrima. Resta il fatto che una balena non è un capodoglio, anche se sono entrambi cetacei.

  15. Dentro Moby Dick c’è un capitolo – alla moda dei romanzi ottocenteschi, in Salgari è lo stesso – dedicato ai vari tipi di balene, termine che in inglese “whale” comprende anche i capodogli (sperm whale). La distinzione, all’epoca, tanto in inglese quanto in italiano non era chiara in quanto certe balene non erano mai state ancora catturate! Quindi il termine anche se dal punto di vista morfologico non è corretto, da quello dell’uso comune lo è. Il sottotitolo di Moby Dick è “La balena bianca”.
    Tra parentesi, nel romanzo è immagine di Dio.

  16. Ho letto due o tre volte Moby Dick ma non avevo mai pensato a questa interpretazione! Anzi nel romanzo più volte la balena viene connotata come “malvagia” (certo, dal punto di vista degli umani).

    Ok, avevo propria di rileggere un libro…

  17. comunque io lo farei esplodere lo stesso, tanto per precauzione ;)

  18. xClaudio: io l’ho letto in inglese, una fatica incredibile. Trovo quasi più scorrevole Shakespeare di Melville…
    L’interpretazione che ne ho tratta, al di là del resto, è che Moby Dick sia quella divinità cui si dà la colpa di tutto il male della terra, del dolore, e che si impazzisce a cercare di arpionare. Ma che non è possibile afferrare, perchè è oltre l’umano e ogni sua possibilità, e il solo destino che attende chi ci prova è la morte. Mia interpretazione, certo…poi ci potrei fare sopra un post lungo come i tuoi ;-)

  19. A me il post ricorda quella trasmissione televisiva; credo si chiami “lo show dei record”; insomma quelli del Guinness dei primati…
    Ci sono situazioni umane veramente tristi usate per fare spettacolo. Una su tutte:
    http://www.youtube.com/watch?v=EkHJK_biLNA

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