Senza – IV – Senza Chiesa

Senza senso guidacentroChiesaCristoDioUomocertezzenessunofraintendimenti

Era già accaduto che la Chiesa si dividesse. Ma era sempre stata una lotta di potere, comprensibile nelle categorie umane. Perchè era sempre rimasto chiaro che Dio non si tocca, che lo sbaglio rimane tale, che il peccato è innanzi tutto un male fatto a noi stessi, l’allontanarci dal progetto di Dio, dalla perfezione. E la Chiesa era quella presenza che ricorda costantemente questa realtà, e provvede il perdono.


Con l’affermarsi dell’umanesimo, a partire dal XIV secolo, l’uomo non si concepisce più determinato dal proprio limite. Comincia a pensare di potere essere fabbro del proprio destino, al più soggetto alla fortuna cieca. “O Fortuna, Felix luna“, così si aprono i Carmina Burana di Orff.
Il limite dell’uomo, “vedo il bene e faccio il male” che il cristianesimo chiama peccato originale non è più percepito tale, in quanto è la natura ad avere reso l’essere umano quello che è; ed invece di tentare di correggersi, l’uomo deve invece assecondare il proprio istinto. Il modo di dire “è naturale” arriva proprio da questo tipo di concezione.


Non stupisce quindi che la Chiesa, con il suo costante tentativo di correzione, sia sentita come superflua, anzi, ostile. I tempi sono maturi: Lutero, Calvino e gli altri iniziatori del protestantesimo non sono che i catalizzatori di un malcontento diffuso soprattutto nei circoli intellettuali. Saranno i prìncipi che più hanno da guadagnare a separarsi, incamerare i possessi ecclesiastici, assicurarsi che non vi possa essere nessuna autorità a limitarli.


Ormai Dio non solo non è più al centro del quadro, ma è spinto agli estremi margini, una presenza sullo sfondo. L’uomo che si fa da sè pensa di riuscire a interpretare la volontà del Dio ormai lontano anche questo tutto da sè. Non per niente nelle chiese della riforma saranno quasi del tutto assenti i sacramenti, cioè i mezzi fisici di comunicazione del divino, con il divino. Senza Chiesa, l’uomo potrà seguire i proprii vincoli morali. La coscienza sarà intesa non più in senso cristiano, come oggettività di un ordine altro da sè, quanto come una soggettività, la sorgente autonoma di una norma etica. Ma, in ultima analisi, i criteri dell’agire finiranno per essere dettati direttamente o indirettamente da chi può imporli con la forza o la persuasione.


Ciò che aveva unito l’Europa, una coscienza comune di appartenenza, si sta sfaldando. Si apre la stagione dei nazionalismi.

lutero

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 Mag 2009 su meditabondazioni, Senza e con. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Ed in effetti nel Luteranesimo, oltre all’eliminazione dei Sacramenti, anche l’interpretazione assolutamente personale delle Scritture svincola completamente l’Uomo da qualsiasi Autorità deputata ad interpretare le Scritture stesse, mentre la giustificazione per sola Fede lo “libera” anche dall’esigenza di compiere il Bene. e pensare che Lutero iniziò con lo scandalizzarsi per l’eccessiva ricchezza e la presunta poca carità della Chiesa.

  2. Mi sembra il massimo della libertà….l’inizio di una nuova era. I tempi moderni sono figli di questa conquista libertaria.

  3. Infatti, 1Anonimo, vedremo nei prossimi due post come le conseguenze continueranno ad essere derivate da questa “conquista”, fino ad oggi. A partire dagli ultimi due capoversi.

  4. Ed è anche l’inizio delle “mente rivoluzionaria”. Si ricompie, spalmato in 5 secoli, l’episodio della Caduta: “mangia dell’albero e sarai come Dio” dice il serpente all’Uomo promettendogli la conoscenza e l’onnipotenza. “Sentiti Dio e costruirai ghigliottine, gulag, lager, laboratori per l’eugentica ecc” dirà la Storia. Ma ancora non l’abbiamo capito…

    L’oste

  5. utente anonimo

    … che il peccato è innanzi tutto un male fatto a noi stessi, l’allontanarci dal progetto di Dio, dalla perfezione…
    questo penso sia uno dei nodi centrali per risalire la china. Io l’ho iniziato a capire da poco tempo. Oggi non c’è più peccato quindi non c’è più colpa quindi non c’è il male quindi io posso scegliere quello che voglio in base al mio desiderio. Una volta capito dov’è il nodo bisogna cercare di scioglierlo e se non ci si riesce, tagliarlo con un bel colpo netto altrimenti si procede in avanti però poi si deve tornare indietro a risolvere la questioni lasciate in sospeso. Non si può dire solamente: oggi non c’è più il peccato e l’allontanarsi da Dio ha causato questo e quest’altro… alle persone penso non interessi veramente. Se l’allontenamento da Dio ha reso l’uomo infelice bisogna allora ricercare le mollichine che ci riconducono a casa sua che poi non è altro che casa nostra!!

  6. utente anonimo

    casa nostra!!

    già… proprio questo è il problema:
    dov’è oggi “casa nostra”?
    Molti dormono, ma alcuni si sono accorti da tempo che “qualcuno”, di nascosto (ma non troppo, se si legge la storia ad occhi aperti)
    ha disperso tutte le mollichine,
    alle spalle del povero Pollicino!
    E chi ci indicherà ora la strada di
    Casa?
    Si vedono tanti segnali in mille direzioni, quale sarà quello giusto?
    ———

    o-no?

  7. utente anonimo

    @anonimo1

  8. utente anonimo

    Bel post berlic.
    Concordo su molte cose. Es:
    – vedo il bene ma poi faccio il male (è la descrizione di me stesso)
    – essendo esseri umani la lotta per il potere è all’interno di tutte le istituzioni composte da uomini e purtroppo la chiesa non ne è esclusa.
    – purtroppo è vero che la chiesa è vista come fumo nell’occhi per i sui continui richiami al bene (basta vedere alla propria esperienza personale tutte quelle volte che provi a parlare con un amico diciamo un po libertino che l’amore è un’altra cosa).
    Però, proprio perché mi ritengo grande peccatore così come l’umanit tutta è chi più chi meno fallacea, penso che la storia sia fatta di tanti periodi più o meno belli ma che tutti, da 2000 anni circa, contengono il seme della redenzione e quindi non esalterei troppo un epoca a discapito di un’altra; altrimenti rischio di fare come i giacobini dell’illuminismo o i laicisti dei nostri giorni.
    David

  9. utente anonimo

    Per usare uno slogan che ogni tanto ripeto: “L’inferno è una pena troppo lieve per Lutero”. Egli tolse al Cristianesimo tutto ciò che vi è di bello e consolante e vi lasciò solo la parte faticosa!

    Parra

  10. xParra: chissà. Io spero sempre che Lutero si sia pentito. In ogni caso, basterebbe la vista di cosa ha causato per dargli il tormento.

    xDavide: non è questione di esaltare, è far vedere come l’impostazione mentale stessa sia cambiata nei secoli. E’ capire ogni rimbeccata da parte di qualche commentatore non benevolo esattamente da quale “secolo” arriva. Tutto questo per capire gli equivoci, i cambiamenti, le difficoltà che abbiamo nel comprendere il fatto cristiano.

  11. utente anonimo

    Ma…
    neanche Lutero avrebbe mai immaginato che la sua epocale
    “picconata” alla Chiesa cattolica,
    (1517)
    avrebbe prodotto, a distanza di quasi 500 anni,
    “sacri” scenari creativi, in nome di *libero esame, libera dottrina, libera interpretazione* del sacro e della liturgia, come il seguente
    (vescovo presente e consenziente):

    http://www.youtube.com/watch?v=XCKI_cf5yrg
    (era forse momentaneamente assente una presentatrice di “Milano moda”?)

    o questo

    http://www.youtube.com/watch?v=sRULNTperWE
    (allegria!)

    …e tutta l’istruttiva pagina

    http://fidesetforma.blogspot.com/

    con le sue eloquenti immagini, davanti alle quali Lutero, redivivo, (forse) basito, direbbe:
    “Incredibile! Sarei io il precursore di tutto ciò, onda lunga della Riforma, che riemerge – di nuovo – *dentro* la Chiesa Cattolica?…”

    (ritratto di Gesù Cristo “rivisitato”:
    …non solo Dio non è più al centro del quadro, ma neanche più protagonista del suo stesso ritratto!…

    … e quel cubo di cemento che sarà, un locale da Expo?
    Una copia bianca della kaaba?
    No, una neo-chiesa “cattolica”, senza tabernacolo e croce visibile…però…libertà d’artista!
    Se Cristo-Dio, Presenza Reale nel SS.mo, diventa un optional, elemento da de-centrare perchè “disturba la visuale”…
    che Chiesa è?)

    In nome dell’arte, “vietato vietare”…
    Un po’ come in quella poesia di Palazzeschi:
    “…e lasciatemi divertire!”
    ———-

    Usque tandem

  12. Credo che lager, stragi e gulag vadano accettati come percorso di progresso dell’uomo. Solo passandoci attraverso e combattendoli, possiamo evitarli di nuovo. E comunque credo che in Lutero ci sia il seme stesso della modernità. E’ per questo che apprezzo parzialmente qualcuna delle sue teorie.

  13. Ti do una notizia, 1anonimo: in questo stesso istante ci sono milioni e milioni di persone nei lager. Una parte di essi si chiamano laogai. Chi li sta combattendo?
    I lager sono connaturati nella visione dell’uomo che la modernità ha. I nazisti e i comunisti sono i nipotini di Lutero, l’evoluzione del suo modo di pensare, come molto schematicamente sto tracciando.

  14. Li sta combattendo la Storia, il cambiamento sistematico delle cose umane. E’ vero sono un nipote di Lutero, e ti dirò che ne sono fiero. Sono comunista e ritengo che ci siano dei nemici da combattere, sempre.

  15. Dire “li combatte la Storia” è decisamente comodo, perchè vuol dire che non lo stai facendo tu. Anche chi dirige i laogai, come chi dirigeva i gulag, si dice comunista. Il nemico più feroce, da sempre, siamo noi stessi.

  16. Le cose cambiano, sempre. Cambieranno anche queste. Oddio, spero che tu non creda che io sia favorevole a gulag e lager in genere….

  17. “Chiunque” è contro gulag e laogai, salvo poi giustificarli – o organizzarli – a seconda delle circostanze. O, quantomeno, fare finta di non vedere: “tanto passeranno”.
    Ma ci sono, adesso.
    Ti suggerisco di vedere, se riesci, il film “Katyn”.

  18. Incredibile come il protestantesimo, partendo dal voler ridurre la distanza da Dio, abbia poi portato ad aumentare incommensurabilmente la distanza, togliendo tutti i sacramenti e ogni altra presenza di Dio tra noi. Ho sentito dire che il protestantesimo è l’anticamera dell’ateismo, e comincio a pensare che sia vero.

  19. Mi sarebbe veramente piacituo vederlo, purtroppo in Italia è passato sotto silenzio. Uno dei peggiori atti della II G.M….

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