Senza – I – Senza senso

Senza senso guidacentroChiesaCristoDioUomocertezzenessunofraintendimenti

Un errore che faccio spesso è quello di pensare che i valori che sono la base della nostra civiltà oggi valgano qualcosa; ma ciò è contro l’evidenza.
Sono come soldi fuori corso. Quello su cui si fondavano, ciò per cui sono stati coniati non è più riconosciuto, e quindi sono diventati inutili. Una moneta d’oro resta vera anche se lo stato che l’ha emessa è polvere. Ma se sono tornato ad usare il baratto non capirò più cosa rappresenta, perchè mi mancano i criteri. La prendo in mano e sono senza nessuna idea di che cosa possa essere, a cosa possa servire. E’ senza senso.

Quando parlo di persona, di ragione, di fede e soprattutto di Chiesa e di Dio le parole che uso hanno perso il senso che hanno avuto per secoli. Virtù è un termine ormai dimenticato; peccato ha quasi cambiato di segno, diventando qualcosa da ricercare invece che da fuggire.
L’effetto è che quando cerco di impostare un discorso corro il rischio di parlare una lingua che non è più capita, concetti incomprensibili. Non per cattiveria, ma perchè nessuno li ha mai spiegati ai miei interlocutori.

Per capire cosa significassero, perchè si sia giunti alla situazione odierna e se siano ancora validi oggi occorre partire da lontano…

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 27 aprile 2009 su meditabondazioni, Senza e con. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 9 commenti.

  1. utente anonimo

    E’ proprio così, berlic!
    David

  2. utente anonimo

    OffTopic
    problema di Rahner emerge chiarissimo in questa citazione:
    “il dogma [dell’Immacolata Concezione, n.d.r.] non significa in nessun modo che la nascita di un essere umano sia accompagnata da qualche cosa di contaminante, da una macchia, e che per evitarla, abbia perciò dovuto avere un privilegio. L’immacolata concezione della Santa Vergine consiste dunque semplicemente nel possesso dall’inizio della sua esistenza della vita di grazia.” (K. Rahner, Maria, Meditazioni, Herder-Morcelliana, Brescia 1970, terza edizione, pag. 50).
    e in questo articolo:
    Grillo, Andrea: “Sacramenta propter angelos” : Karl Rahner e un “principio” della sacramentaria di S. Tommaso. In: Ecclesia orans 14 (1997), S. 391-412.
    Cosa vuol dire, in pratica?
    Per Rahner tutto è già dato all’uomo, senza bisogno di quel “di più” che viene da Dio.
    Così non ci possono essere nè persone oggette di singolari privilegi (come Maria), nè riti e segni (come la liturgia e i sacramenti) anch’essi portatori di uno specifico privilegio.
    Da qui a dire che il mondo è Dio, il passo è breve; non l’ha fatto del tutto Rahner (il suo lavoro sul Sacro Cuore è perfetttamente cattolico), l’hanno fatto appieno i suoi epigoni; per le ricadute sulla teologia liturgica, consiglio anche il libro di Andrea Bozzolo, La teologia sacramentaria dopo Rahner, che illustra la progressiva svalutazione dello specifico del rito sacramentale in chi ha subito l’influenza della svolta antropologica.
    homo liturgicus

  3. utente anonimo

    Interessante.
    Attendo il seguito.
    Renzo

  4. Credo che la faccenda sia per fortuna un pò diversa.

    Mentre le monete degli Stati moderni non sono più vincolate all’oro ma alla produttività economica (da qualche decennio non si può infatti chiedere oro in cambio di una banconota), le nostre monete sono sempre state e continuano ad essere d’oro zecchino. Soltanto che le persone non sono più attratte dalla bellezza, dalla presiosità, dalla rarità ma al contrario dalla produttività, dal PIL, dalle statistiche. Non ci capiamo proprio per questo. Ma quando trovi una persona che ad un certo punto della sua vita capisce la fragilità di questo sistema in cui “vali se il tuo gruppo prouce e conquista mercato”, allora ecco che gli si aprono gli occhi e capisce che le nostre monete valgono sempre molto. Perchè non sono legate a qualcos’altro, non dipendono da qualche attività (che può andare bene o male) ma sono preziose in sè.

    Spero di essere stato chiaro

    L’oste

  5. utente anonimo

    Vorrei correggere l’oste solo a livello prettamente economico e non concettuale o filosofico.
    Prima c’era il baratto, poi al posto di altri beni abbiamo iniziato ad usare le monete, queste aveveno un valore intrinseco pari a quello che rappresentavano, un doblone d’oro valeva la stessa quantità in oro, ma era sempre baratto: era più facile girare con un borsellino che con 40 pecore.
    Da i primi debiti il concetto di corrispettivo in beni reali è andato un po’ a farsi *coff coff* oggigiorno lo stato decide in maniera ARBITRARIA la quantità di moneta presente nello stato, aumentando o diminuendo il debito pubblico a seconda rimando in certi parametri per evitare l’inflazione. Il PIL nn c’entra molto con la quantità di moneta in circolo, ne la qualtità di moneta o le riserve auree possono costituire un indice indicativo di ricchezza, si tratta per lo più di debiti e crediti dove la moneta figura nelle parti attive del bilancio insieme al pil.
    Cmq presumo il significato del post di Berli’ fosse sul fatto che in origine le monete avevano il suo corrispettivo valore in se, ovvero dentro di se, e una moneta era quello che rappresentava e quella era una verità. Con la modernizzazione dell’economia la quantità di moneta è un dato che non vuol dire nulla e che cambia dal momento storico e da chi la possiede.

    Angel0flogout

  6. @ Angel0flogout

    forse mi sono espresso male. Volevo dire la stessa cosa e cioè che prima le moete avevano un valore in sè mentre ora no perchè sono in relazione alla forza econimica e non più al valore intrinseco. Non essendo un economista sono stato impreciso ma volevamo dire al stessa cosa.
    Sul post di erlicche volevo dire che per fortuna le nostre “monete” non andranno mai fuori corso perchè hanno un valore intrinseco in sè e questa è la nostra speranza.
    Un saluto a tutti

    L’oste

  7. utente anonimo

    le parole che uso hanno perso il senso che hanno avuto per secoli.
    ………..
    e ti credo!
    si è perso, o si sta velocemente
    polverizzando – da più di 40 anni –
    il “depositum fidei”, cioè la riserva aurea devotamente custodita e
    tramandata (traditio) lungo 1930 anni circa da S. Pietro, S. Paolo e i 12 ai loro successori…
    e la “moneta” circolante corrisponde ormai a una riserva azzerata!
    Dissipazione dovuta agli stessi esponenti del clero, che non trasmettono più la vera Fede al popolo di Dio, non
    coltivandola più essi stessi;
    (la lampada senza olio si spegne: provate a girare su internet, ne vedrete delle belle riguardo alle messe-show, coi celebranti perfino in vesti di clown, che agitano in aria le “pizze” (!) consacrate, o danzano intorno all’altare;
    tanto per dire qual è il rispetto del Sacro…e tanto per confermare la “svolta antropologica” qui nominata, che a me pare, sull’onda della creatività suscitata dallo “spirito del Concilio”, una dissacrazione progressiva della liturgia, (dove il protagonista era una volta Gesù Cristo, Presenza Reale) che si è trasformata via via in spettacolo che deve divertire e soddisfare i gusti del pubblico (che ora non è più “gregge”, ma “assemblea”), inseguendo una deriva di “sensazionalismo” (l’apparire conta più dell’essere);
    ma la Messa, oggi
    nella sua essenza, molti cristiani non sanno più a che cosa serva, perchè ritenuta solo un “ricordare”, come vedere un film…e che c’entrano i peccati? roba delle nonne!
    La Messa è diventata così una “messinscena”…)

    o no?

    PS il post di homo liturgicus a me non pare OT, visto che dà alcune coordinate sul fenomeno di decadenza del Sacro, parallelo allo svilimento della celebrazione eucaristica, anzi ne è causa e conseguenza, in un circolo vizioso.

  8. http://licen[..] Come detto nella sessione #1 della parte prima, la nostra osservazione dei CMI (cattolici militanti integralisti) si avvantaggerà, tra i possibili metodi di studio, in particolar modo dell’analisi di testi autografi dei CMI. Per cominciare, al [..]

  1. Pingback: Coming out | Il pubblicano

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