Assassini V – La legge del leone

IIIIIIIVVVIVII

Oh, voi direte, ma "non uccidere" è vecchio come il mondo. Mica i leoni si ammazzano l’un con l’altro. Sanno che conviene loro convivere per non annientarsi reciprocamente. Anche i pini si appoggiano a vicenda.
Per eliminare le altre piante.
La pace del leone è la pace di colui che è così forte da permettersi di lasciare sopravvivere gli altri. E’ la tregua armata che salta nell’istante stesso in cui c’è un interesse da una o l’altra parte. E’ la simbiosi senza amore che nasce dal tornaconto.

Ma il trattenersi dall’opprimere o sopprimere il debole va veramente in senso contrario alla selezione naturale?
Il fatto che noi uomini capiamo il bene e il male, e tendiamo al bene, vuole dire che ciò è scritto in noi. Come la forma della tela del ragno, come l’istinto di caccia del lupo. Chi non crede in Dio può sostenere che la selezione naturale abbia prodotto in noi questa caratteristica. Che, se si è tramandata, vuol dire che è bene per la nostra razza. E le civiltà più prospere sono quelle che più seguono questo modello.

In esse il debole sopravvive perchè il forte lo sostiene. Ma anche il debole contribuisce con la sua intelligenza esplorando quanto circonda e trovando nuovi sistemi per migliorare la condizione di tutti. Può farlo perchè non deve combattere ogni giorno per la vita. Chi si trova in difficoltà ha più probabilità di superarle perchè viene aiutato. Non c’è perdita di risorse per guerre e massacri. Una famiglia stabile consente di crescere figli più equilibrati e di successo, con maggiori mezzi.
Questo non vale per gli animali, per cui il debole è solo un peso; solo un essere intelligente in grado di tramandare ciò che scopre se ne può avvantaggiare. Solo l’uomo, quindi, ha convenienza a sviluppare un’etica.

Rimane però un problema: Ciò che è valido a livello di specie può non essere valido a livello di individuo. E, siccome siamo intelligenti, occorre una motivazione intelligente per oltrepassare la spinta animale a predare, ad accaparrarsi le risorse. Non ce la facciamo da soli a smettere di essere assassini. La legge scritta nei cuori non basta: perchè sia efficace occorre che dai cuori passi alle azioni.  
Perchè il leone è sempre in agguato.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 settembre 2008 su Assassini, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. In effetti ci si attiene al senso letterale del post occorrerebbe comunque sopprimere individui inabili (comatosi, alcuni tipi di pazienti psichiatrici etc.) perchè non possono contribuire in alcun modo e consumano risorse preziose. E a proposito delle risorse, chi è più forte comunque tenderà a lasciare agli altri il necessario e ad arraffare quanto può per sè.
    Diciamo che ciò sarebbe anche “giusto” secondo gli enunciati della “legge naturale”: chi è più forte domina, ed è già generoso se permette ad altri di sopravvivere no?

    Il_grande_FraTollo

  2. Corretto. Ed infatti questo sarà il tema del post di oggi e della conclusione di domani.

  3. Nell’uomo si sta rifacendo viva la selezione naturale… purtroppo.
    L’ho sperimentato sulla mia pelle e sulla pelle dei miei cari che se sei povero o semplicemente “diverso” non ti è concessa nemmeno la conoscenza perché questa si paga e chi te la dovrebbe dare ti ostacola perché sei diverso.
    Io posso sostenere chi è più debole di me ma chi mi supera in forza, spesso e volentieri, mi ostacola.
    In questa società tende a vincere chi è più prepotente e il debole non arriva quasi mai a conclusione di qualcosa di importante. È la mania di accaparrarsi il più possibile. Mania figlia di un certo capitalismo corrotto…
    Purtroppo.

  4. beh no quello scusami ma si chiama carattere, in italia tutti hanno accesso all’istruzione, ci sono abbastanza borse di studio per chi ha bisogno e non può pagarsi lo studio, e buoni compromessi lavorativi che ti permettono di studiare. Vai in America o in Giappone, lì se non vieni da una famiglia per bene fai le elementari nel ghetto. Non facciamo le vittime :)

  5. FF2 non sai di quello che parli
    Prova ad avere una malattia che ti fa morire di dolore giorno e notte senza però essere nulla di serio. Vediamo quante borse vinci…
    Prova a fare esami con qualcuno che ti reputa deficiente solo guardandoti in faccia, avanti!!
    Perché non mi fai vedere tutto questo gran lavoro che c’è? E poi fallo vedere alle migliaia di disoccupati che ci sono in giro.
    Tu parli di carattere, io parlo di quello che è bravo all’università solo perché viene da un liceo dove si lavorava mentre a te è capitato il professore nullafacente.
    Ovviamente all’università nessuno prende in considerazione da dove vieni, ti lasciano con le lacune.
    Vai a far la predica a qualcun altro.

  6. P.S. Ah, a proposito di vittime…
    Vedi che io sono fisico nucleare laureato senza ripetere nemmeno un anno con 110 e lode. E a proposito di borse ne ho vinta una da 4000 €. Giusto per ricordarti con chi parli.
    Visto che sono cristiano è normale per me preoccuparmi di tutti, soprattutto di chi è sfortunato. Tu magari ti senti un vincitore e non te ne frega nulla, faresti bene ad immedesimarti qualche volta

  7. boh la scena che descrivi in #5 è la fantasia paranoide di un depresso, e te lo dico con cognizione di causa perchè lo sono stato e ho superato egregiamente la sfida :)
    Per questo io il liceo non l’ho praticamente fatto, ma all’università mi sono ripreso e vado tranquillo lavorando il doppio degli altri. La gente non ti reputa imbecille perchè la tua faccia non gli piace, ma perchè hai una espressione che mette imbarazzo, paura, difficilmente interpretabile, e quindi di conseguenza prende le difese svalutandoti, ma non lo fa per cattiveria.
    Abbiamo tutti le stesse possiblità o quasi, c’è chi parte un po’ più indietro chi un po’ più avanti, ma tutti si possono realizzare felicemente se non si ammalano di tristezza, ma per quello non ce la si può prendere con il mondo, è una malattia come un altra, purtroppo poco riconosciuta ma non è colpa del mondo. Complimenti per i tuoi successi comunque, mi scuso ma mi era sembrato che stessi parlando di te stesso, e proprio perchè sono una persona gentile, mi preoccupo per chi è più sfortunato.

  8. Per FF2. In Italia purtoppo se non sei raccomandato, non puoi accedere neanche all’università, visto che ora sono tutte a numero chiuso. Figurarsi trovare in lavoro che non sia alla pari di un extracomunitario che non conosce neanche l’italiano… Ma in che Italia vivi? Noi siamo figli dell’impero romano…. son passati tanti secoli…

  9. Francamente, il lavorare duramente aiuta. Non penso di essere mai stato raccomandato in vita mia. Conoscendo parecchie persone che sono entrate in Università con questo semplice metodo, ricordo che sedere e piangere e maledire il sistema ragionando come gli articolisti di certi giornali o le portinaie (“Eh, sì, signora mia, di questi tempi…”) non è un buon metodo per oltrepassare la selezione, naturale o no.
    E con questo vorrei raccomandare di evitare gli OT.

  10. toh una volta io e berlic siamo d’accordo :)

  11. Sinceramente mi hai i po’ offeso dandomi della portinaia, forse in univerità li da te si usa trattare così quelli che fanno i lavori più umili!!

  12. Stellanuova, se preferisci puoi identificarti negli articolisti, che prendono molto più di me e non sono certamente umili. Io non ho preclusioni contro la categoria delle portinaie; ma se ti offendi, evidentemente tu sì.
    Non intendevo comunque insultare nessuno. Ma preferirei che i commenti fossero su ciò che si vive, non su luoghi comuni perlopiù falsi. O male che vada sul post.

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