Assassini I – Pineta

IIIIIIIVVVIVII

Sei nella penombra della pineta. Di qui il mare non si sente più.
L’odore di resina sì, invece, anche se a starci dentro uno non ci fa più caso.
Che bello, che pace, pensi.
Poi ti guardi intorno. I tronchi rugosi a perdita d’occhio sostengono una verde cupola d’aghi. A riempire ogni spazio, intercettare ogni raggio di luce che possa colpire il suolo, cosparso di uno spesso strato di aghi.
Morti.
Niente vi cresce. Sotto il tetto verde vi è veleno per ogni creatura. La pace è quella di un cimitero, la resina e l’ombra le armi assassine. Le cicale cantano una nenia funebre.
Il pino uccide. Non vuole concorrenti.
Da trecento milioni d’anni vince così la lotta per sopravvivere.
E’ l’evoluzione, bellezza.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 9 settembre 2008 su Assassini, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Sacrosanto. Anche se rende un po’ meno romantici i miei campeggi…

  2. Ehm… tutto vero… ma ora, quando andrò sotto i nostri altissimi pini d’estate (in primavera vi cresce il bellissimo trifoglio), mi verrà la tristezza.

    Aspetto la prossima puntata…

  3. Visto che ti presenti sul mio campo d’azione, mi permetto di correggerti.

    Scusa la dissertazione scientifica, ma ho un concorso a giorni e, se annoierò voi, mi terrò almeno allenato.

    Dunque, il deserto che vedi sotto i pini in foto è dovuto almeno a tre ordini di ragioni:

    1) L’ha piantato l’uomo…. non 300 milioni di anni fa, magari all’epoca romana,
    2)potrebbe averci fatto pascolare le vacche o le capre,
    3)smesse le vacche, almeno presso il mare, ha cominciato a pascolarvi egli stesso nelle stagioni calde.

    Fine del sottobosco, ovvio..

    Le pinete in Trentino sono molte, e quelle naturali le distingui perché:

    1)le piante sono molto rade, ovviamente da adulte…,
    2)c’è sempre un sottobosco, e anche piuttosto pungente talvolta!

    Vero è che ci sono boschi che ne hanno di più, ma se vuoi trovare un bosco naturale e DAVVERO pulito come un biliardo, ambienta il tuo post in un bosco di faggio..lì è davvero pertinente…

    PS: molto tempo fa, prima dei pini, là dove sedevi per ripararti dal sole era zeppo di lecci…. ci sono molti progetti per rimetterceli, anche.

    Bye

  4. Caro Icaro, di boschi di pini ne ho visti parecchi in vita mia oltre alla pineta summenzionata, e tutti hanno la caratteristica di avere un sottobosco praticamente assente. Anche in posti dove una vacca, o un uomo, non c’è stata da un pezzo. E quindi, come mai il sottobosco è assente?
    Oltretutto, non appena i pini muoiono per qualche ragione nel “buco” formatosi immediatamente prorompe una vegetazione spontanea e folta che si arresta al margine del bosco.
    Francamente non ho capito il motivo che tu adduci. Da quello che so io sono le sostanze contenute nella resine, che svolgono una forte azione insetticida e fungicida e su cui quasi niente riesce a crescere, a parte alcune varietà vegetali. Piante che peraltro, se riescono a sopravvivere, creano un loro humus e quindi permettono quelle “macchie” verdi che di tanto in tanto si trovano. Poi, certo, ci sono i faggi…anche quelli belli fetenti. Se hai maggiori informazioni mettile pure; intanto, potranno essere utili al proseguimento di questo breve ciclo di post.

  5. In parte ti sei autorisposto, in parte ribatto.

    Sì, i pini producono una lettiera molto ostica ad essere degradata dai batteri, meglio dai funghi..ma questi ci mettono di più.

    Per comprendere questo fatto bisogna ampliare lo spettro storico. Dicevo prima che le pinete possono averle piantate i Romani addirittura! Il fatto è che il pino della tua foto è..originariamente bestia da savana, per così dire. E’ sicuramente artificiale, è chiaro come il sole per me che ci ho l’occhio (è un decennio che pratico ormai..)

    Le pinete sono boschi che non hanno MAI (salvo le mughete) densità eccessive, perché sono piante estreme: i cembri crescono a 2000 metri, i silvestri direttamente sulle rocce, così come quelli neri; i marittimi, bruzi, loricati in situazioni molto ventose per cui vengono spesso divelti o sbandierati, ecc. Sempre con poca acqua in ogni caso, anche i domestici… è la loro peculiarità.

    Per questo si trova ANCHE poco sottobosco (che è sempre acidofilo e xerofilo). Sono piante pioniere, naturalmente destinate (in millenni) ad esser sostituite se le condizioni lo permettono, da specie più esigenti in termini di terreno e umidità (che dipende ANCHE dal tipo di terreno). Il terreno, è stato migliorato, in quel lasso di tempo, dal pino. Se non lo ha addirittura creato lui con la sua necromassa.

    Ho fatto casino? Bene, non era quello che volevo…;-P

    A parte il casino che ho fatto, non è che la luce sia molta nelle pinete antropiche come quella in foto…cosa vuoi che ci cresca? Le ombre ci crescono, lì! Appena si apre un buco e entra un po’di luce, è come se in piazza Duomo a Milano piovessero banconote…sotto a chi tocca!

    PS: il faggio, anche se duro da digerire per la pedofauna, sviluppa nel tempo uno degli humus più fertili, il mull. Tuttavia sotto non ci cresce un tubo…se non schianta. Sempre questione di ombra, essa è.
    Fidati del padawan degli Ent (che casino fantasy che ho fatto..ugh!).

  6. Ovviamente ho tralasciato una molte altre osservazioni che, più che annoiare, potevano uccidere… se ti interessa approfondire, magari è meglio in pvt..o no? giudica tu!

  7. Posso?
    No, dato che è pure campo mio, e si deve ben rivendicare…non scordiamo l’effetto-base delle foglie di pini, abeti & affini, che le rende differenti dalle altre (chiedo scusa per la grossolanità, ma è per dovere di sintesi): creano un ambiente acido, ostile ad esempio ai batteri (vedi sopra: la sintesi), cosa che implica difficoltà nella decomposizione delle foglie stesse. Quando possono, intervengono i funghi, decompositori alternativi, ma se c’è secco l’è dura!
    P.S.: ho provato a trattenermi e non si sono riuscito.
    P.P.S.: ho mentito, non è vero, non ci ho provato.
    P.P.P.S.: mi accontento di poco, vero?

  8. P.P.P.P.S.: l’aveva già scritto Icaro, ma l’ho letto dopo.

  9. Beh… una possible conclusione del post credo si sia presentata anche questa volta.

    Qualcosa di bello può nascere in qualunque luogo a patto che abbia il nutrimento necessario dalla Terra e l’energia necessaria a vivere e crescere senza “ammuffire”… la Luce dal cielo.

    Chi vuole intendere intenda.

    La parola al diavoletto romanziere.

    Ciao,
    Max

  10. xIcaro e Caplano: grazie per l’approfondimento, conferma quello che ho scritto. Sì, comunque la pineta è sicuramente artificiale

    xMax: in realtà la serie di post prenderà una strada diversa…come sarà più chiaro dal post di oggi.

  11. Ok, attendo fiducioso.

    Bye,
    Max

  12. ma questo bing bang c’è stato o no? non me ne sono accorto

  13. Conosco un Pino solitario (ma neanche tanto) il cui cognome se non fosse per una “t” di troppo sarebbe ALBERO, che fa crescere e rinascere sotto le sue fronde una miriade di giovani virgulti…

  14. Sai quanti pinoli si trovano all’ombra di quel pino, Gra…

  15. sembra proprio che, alla fine, ogni uomo uccide quel che ama. e figuriamoci quel che odia.

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