Chiedimi se sono felice

Quando ci si saluta di solito si chiede "Come va?", o "Come stai?", e uno va giù di giri di parole o di frasi di circostanza. N’accidenti se qualcuno mai ti chiede se sei felice.
Forse perchè normalmente non ce ne frega niente (ed è parte del problema); e perchè poi si è scettici che la felicità possa esistere.
Però, se a me chiedono "come stai" rispondo uhm, o così così; se mi chiedessero "sei felice" dovrei rispondere .
Perchè la felicità sta al "come va" nello stesso rapporto in cui il mare sta ad una pozzanghera. La prima è faccenda molto più profonda.

Di felicità ne vedo però in giro poca.
Qualcuno dirà che è felice chi è ricco, chi ha i soldi; questo o quel politico, o attrice, o calciatore.
A giudicare dal tasso di divorzi, scandali e ricoveri in cliniche di disintossicazione permettetemi di dubitarne. Guardateli in faccia quelli, o meglio, negli occhi.

Qualcun altro potrà dire: è felice chi vive rettamente e fa del bene. Anche di questo dubito. C’è gente retta e giusta che sembra mangi rospi a colazione.
Hanno il mal di pancia per la rabbia di non potere essere un po’ ingiusti anche loro oppure sono tristi, tristissimi e incavolati con il mondo perchè il loro essere giusti non è riconosciuto, non solo, ma sono anche presi in giro per questo.

Se cerco di mettere nomi e cognomi i soli che conosco che siano felici sono cristiani. Può essere un caso, può essere parziale, ma questo è quanto io vedo.
Perchè i cristiani (i veri cristiani, non i moralisti) sanno che loro consistenza non è nell’essere giusti o ingiusti, ma nell’amare, e nel fatto che chi ti ama ti perdona. Chi si perdona da solo è disperato, perchè sa che cattivo soggetto sia l’oggetto del suo amore, se stesso.
Sei felice quando non hai paura del mondo e sai che la misura di te non è nei tuoi sbagli. Insomma quando sei figlio nelle braccia di un Padre che ti ama.

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 15 maggio 2008 su Maggiori, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 118 commenti.

  1. FantasiaFinale2

    perdonami ma è una boiata, derivante dal bias dall’applicazione dell’euristica della disponibilità. Ne puoi trovare una definizione qui.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Euristica

    hai ragione sul fatto che i credenti di qualsiasi religione siano più felici dei non credenti, deriva all’attitudine al pensiero magico, fonte e non conseguenza della credenza, ne puoi trovare spiegazione qui ;) http://psicocafe.blogosfere.it/2008/03/il-pensiero-magico-e-la-mente-parte-iv.html#comments

    e dai questa visione cristiano-centrica dell’umanità :D
    che i mussulmani, tibetani, induisti, sono un popolo di infelici? ^^

  2. Bello questo tuo appunto sulla felicità (quella vera!).
    Un giorno un cardinale disse riguardo una certa suora a Papa Giovanni 1 che era una santa. Lui si fermò, e voltandosi disse”ma è sempre triste…”
    La gioia e la letizia pro-vengono solo da un grande incontro…
    E sono da domandare, ogni giorno della nostra vita. Ciao Chiara

  3. Volevo aggiungere che spesso la tristezza o la faccia seria anche da certi cattolici moralisti -ben-pensanti e borghesucci, sono scambiati come indice di santità…
    Mi spiego?

  4. grazie islemoon…

    FF, piuttosto di ammettere la verità puoi anche invocare lo zoroastrismo sintattico. Ma i fatti rimangono fatti, la verità verità e l’esperienza esperienza. E non saranno faccine ghignanti a cambiarli: la felicità non è una risata cinica. Crogiolati nel bias della tua infelicità, se vuoi…sei libero.

  5. Molto bello il tuo post e molto vero: solo se c’è l’amore si può essere felici, e dove c’è Lui non si può che essere amati.
    OT: ho finito ora di vedere “Princess Mononoke”, è bellissimo!!! Mi domando perchè è meno conosciuto della Disney, ormai non vale nemmeno la metà di quando Walt la fondò.

  6. “E’ meno conosciuto” riferito a Miyazaki naturalmente, anzi il maestro Miyazaki, se lo merita veramente.

  7. Condivido in pieno!

    Per capire se uno è felice, basta guardarne gli occhi e scoprire se rivelano la gioia e la pace di chi sa di essere amato per quello che è. Non per un solo momento, ma per sempre.

    Naturalmente occorre anche avere occhi per vedere…

  8. Hai scritto una delle tue cose più belle degli ultimi mesi, secondo me.

    La nonna di mia moglie, che ci ha lasciato un paio d’anni fa ma ha fatto anche in tempo a far da baby sitter alle nostre bimbe, le chiedeva sempre “Sei felice, cocca?”. :-)

    Anch’io conosco persone che fanno grandi sforzi per essere rette e giuste ma sono tremendamente tristi, perché basate solo su se stesse, sulle proprie forze, e rancorose verso chi non fa come loro, giudici inflessibili delle altrui debolezze ed egoismi.

  9. Se mi chiedessero: come va la vita?
    Non potrei che rispondere: felicemente bene!
    Non c’è problema, salute, fatica che tenga a ciò che rende liete le mie giornate: Cristo.

  10. Cosa sia la felicità me lo sono chiesta la prima volta, quando dovevo preparare un incontro con i fidanzati che si preparano al matrimonio. Siccome ho fatto l’insegnante ho cercato la parola sul vocabolario

  11. Poichè mi si è chiusa la pagina non ho scritto cosa con sorpresa ho scoperto.La risposta è nell’etimologia della parola.

  12. Mi piace la vignetta di Charlie Brown, mi ricorda un mio amico che davanti alla letizia chiede sempre:
    “Ma tu, non la smetti mai di ridere ed essere più seria?”. Ah!

  13. “L’illusione del controllo, la possibilità di trovare un significato nelle cose e negli eventi, di dare un valore, anche mistico, alle proprie esperienze, incoraggia le persone ad agire sul mondo, a vivere con più pienezza.”

    FF2, se rileggi il post ti renderai che PERLOMENO l’illusione del controllo, nel cristianesimo, è una boiata pazzesca, parafrasando Fantozzi e anche un po’ FF2 ;-P…

    Circa il resto, sono pienamente d’accordo. Se poi va a finire che invece che pensiero magico è realtà, allora è pure meglio…

    C’entra qualcosa il bias (ma che mi… è?) con una gita in montagna, dormita in rifugio e vista dell’alba sulle Dolomiti?

    Icaro

    PS: nelle altre religioni non so se le persone siano infelici. Io però affermo spudoratamente che QUESTA religione rende felici, le altre al massimo consolano. Per il semplice fatto che, in realtà, non è propriamente una religione…

  14. Fra l’altro, tu nell’ansia di smontare Berlic, e io nella foga della risposta a te, abbiamo perso di vista la domanda: ma tu sei felice? Io sì. E tu, FF2?

    Icaro

  15. Il cristianesimo rende felici perchè non è una religione. La religione consola perchè, a volte, vede coronati i tuoi sforzi di vivere il rapporto con la divinità. Cristo non chiede alcuno sforzo se non far fruttificare i mezzi di cui siamo dotati; occhi per guardare e cuore per amare. Sì, io sono felice! Chiedo sempre agli altri se lo sono, e se non lo sono me ne accorgo, anche se si camuffano dietro la soddisfazione, che non è la felicità. Capisco bene che qualcuno pensi che ci autosuggestioniamo, che sarebbe meglio andare dallo psicologo ( Freud spiega tutto ), ma Qualcuno lo disse che una roba così sarebbe stata ” stoltezza per i benpensanti e follia per gli increduli”. La felicità gustata a sprazzi, da noi povera gente finita senza Cristo, è come l’aurora; dura poco ma è tutta una promessa del giorno di un’allegrezza piena! Auguro a tutti voi che questa Felicità abbiate presto ad incontrare. Rita

  16. Rispondo a FantasiaFinale2
    perdonami ma il discorso non è allo stesso livello in cui lo poni tu. La Fede non è un discorso sulla vita, ne sarebbe avvantaggiato chi è più colto, invece la fede è per tutti.. è un fatto che ti accade, c’è un evento nella vita di alcune persone in cui queste percepiscono di essere state toccate da Cristo. Non è presunzione ma evidentemente chi incontra Cristo nella sua vita scopre un gusto nuovo nel fare le solite cose e sperimenta nella sua esistenza terrena un felicità sconosciuta, mai provata. Quando ero adolescente speravo di poter essere felice e lo chiedevo insistentemente a un qualunque Dio eventualmente esistesse.. ora so che c’è perchè Qualcosa mi è accaduto. Ciao!

  17. don giussani ringraziava sempre per la tristezza – che è indice di consapevolezza della propria sproporzione – diffido sempre dei troppo felici

  18. Mah sinceramente a me di Cristo e dei cristiani non frega un cazzo.

    Sono infelice quando sono malato, quando ho pochi soldi, quando le cose vanno storte.

  19. n. 18, ma che finezza…hai studiato a Oxford? Nessuno ti ha detto che dove sono presenti delle signore si dovrebbero evitare le parolacce? Quando poi si tocca un tema così importante… Dio, felicità… Dai, fai uno sforzo, sii serio…!

  20. xKukulkan: sono miyazakiano da sempre…

    xAnonimo 18: come ricordo io e come ricorda diosialodato, soddisfazione non è felicità. Conosco poveri e malati perfettamente felici. E tu, conosci un ricco felice?

    Grazie a tutti per le testimonianze.

    PS: ricordatevi di firmare!

  21. io sono ricco e felice!

    silvio berlusconi

  22. Berlic, scusa se mi permetto, ma la tua ultima domanda è decisamente malposta.

    Io sono ricco di famiglia(? ma sì, più della media comunque), ma non per questo infelice: dipende dall’uso che faccio dei soldi, se sono felice o no. Certo, preferisco darli in carità che farmi trovare a un coca-party con tre viados,ma… non per questo il mio portafogli deve essere per forza meno gonfio di quello di Lapo..

    E poi, con tutti i santi nobili che vi furono passato, forse erano infelici perché ricchi? Non credo…

    Icaro

  23. Hai ragione, Icaro. Reliquia del mio veterocomunismo…;-)

  24. WOW..allora ogni tanto sei fallibile anche tu! :-PPPPP E tanto per rimarcare, circa il tuo veterocomunismo..nessuno è perfetto…

    Icaro

  25. Icaro: e san francesco? era ricco se non sbaglio

  26. FantasiaFinale2

    Non è la religione a rendere felice, è il modo di porsi con il mondo, e quindi anche con la religione a rendere felici.
    E’ nel senso di relazione oggettuale che c’è la felicità, come ci relazioniamo con gli oggetti esterni siano queste persone, cose, attività o credenza a renderci felici o tristi.
    Ho letto alcune interessanti riflessioni sul modo di vivere il peccato e la confessione da parte dei cristiani che evidenziano che non sia la “cristianità” a portare alla felicità, ma è l’attitudine alla felicità stessa che si può esprimere in una molteplicità di modi differenti, fra cui l’essere cristiani.

    Per quantor iguarda i bias, sono errori di giudizio e valutazione dovuti alla necessità di semplificare il ragionamento, in questo caso berlic nesi è ricordato solo dei cristiani felici, e non tutti quelli diversi dai cristiani e felici.

    Da studi scientifici emerge, che non è l’essere cristiani ad essere il minimo comun denominatore della felicità, sono altre variabili ad avere questo ruolo, fra cui, e non solo, l’attitudine al pensiero magico.

    @Icaro, si effettivamente l’idea di restituire il favore a berlic nel sottolineare le idiozie che dico non mi ha fatto rispondere alla domanda se sono felice. Si lo sono, ho quella felicità di chi giorno per giorno si costruisce il proprio presente e il proprio avvenire.

    e poi sull’illusione di controllo, ma qui non mi piace il discorso, perchè non mi piace etichettare la fede come illusione, calza anche nella religione cristiana, come in qualsiasi fede, le domande sul destino dell’uomo cui non ci sono risposte (e quindi generano sensazione di mancanza di controllo) vengono concluse con un fine trascedentale.

  27. La scienza (intesa in senso moderno) e la felicità hanno poco a che spartire, nella mia esperienza… la scienza in senso etimologico, sì.

    Per restare alla mia esperienza, il mio controllo consiste nel perderlo; la mia fede consiste nel sapere che io sono nelle braccia di un Dio buono, ossia che nulla dipende da me e che quindi nulla controllo.

    Tra l’altro, una mia grande amica psichiatra dice che ho la smania di voler controllare tutto; eppure i momenti di massimo relax li ho quando mi abbandono, come un bimbo in braccio alla mamma.

    Allora sono felice, quando sono tra le braccia di Dio, e mi ci abbandono senza opporgli resistenza…

    Icaro

    PS: immagino che studi psicologia, ma io che sono una persona più “concreta” ti dico: più spaghetti e meno Freud! :-P

  28. All’anonimo 25 (LE FIRME!): San Francesco era ricco, ma che io sappia era infelice poiché usava male dei suoi soldi.

    I soldi in quanto tali sono solo un mezzo, che può fare tanto bene e tanto male secondo l’intenzione con cui li si usa.

    A proposito, questo mi ricorda che la povertà, quella VERA, consiste nel riconoscere come i bambini fanno una dipendenza generatrice di se’, ossia che siamo (e quindi amiamo) perché siamo amati ogni istante, amati da Uno che ci dona la vita e tutto ciò che siamo, anche i soldi.

    A partire da questo riconoscimento (che è una grande grazia), è molto più semplice (NON facile..) fare un buon uso dei propri averi!

    Icaro

  29. @FF2: Orc…mi sono accorto rileggendo il tuo commento che ti dai le risposte da solo.

    ” le domande sul destino dell’uomo cui non ci sono risposte”

    Al massimo puoi dire che NON SAI se ci sono, il resto è materia di fede, materialista o atea.

    Ho parecchi indizi, ma dico proprio tanti, che quelle risposte ci sono!

    Per fari un esempio, un mio amico disse che “quando qualcuno ti regala un mazzo di fiori, la cosa più ragionevole è domandarti chi sia stato e perché, che non fermarti a osservare solo la bellezza dei fiori.”

    La realtà è chiaramente come un mazzo di fiori: un dono per me. Chi me lo ha fatto questo dono? E perché?

    Ah, vale anche per i mazzi di ortiche…!

    Icaro

  30. FantasiaFinale2

    bello l’esempio del mazzo di fiori, quello che dico io, è che può essere deludente dopo che per giorni hai pensato ad un ammiratore segreto, scoprire che si tratta di un errore smistamento postale.

    Quando intendo dire “non ci sono” intendo dire che non ce ne è una e univoca per quanto mi riguarda e quindi possono essere considerate idee, non risposte.

    Ognuno poi soddisfa quel bisogno di controllo come gli pare,chi con il pensiero magico, chi con il pensiero scientifico e così via….sempre pensiero è!

  31. xAnonimo 18: come ricordo io e come ricorda diosialodato, soddisfazione non è felicità. Conosco poveri e malati perfettamente felici. E tu, conosci un ricco felice?

    Si certo che lo conosco!!! Quel coglione del mio amico. Sin da piccolo ha avuto sempre tutto e facilmente grazie alla moneta.
    Io ho dovuto sempre fare nel mazzo per guadagnarmi qualcosa.

    Dio se ci sei rendilo un pezzente e a me dammi la ricchezza affinchè giustizia sia fatta.

  32. Bello il post…
    E bella l’etimologia della parola “felicità”!
    Ho così tanto da imparare…
    Grazie del suggerimento

    Spaziale

  33. bravo FF2, ti sei imposto la moratoria degli smile!

  34. xIcaro: sì, sono fallibile. Ma non ci contare troppo ;-)

    xFF: Non è la religione a rendere felici, ma il modo di porsi con il mondo. Se ne deduce che ci sono modi che dànno felicità, ed altri no.
    Ti invito poi a leggere meglio il mio post: non è che “berlic nesi è ricordato solo dei cristiani felici, e non tutti quelli diversi dai cristiani e felici”; è che le persone felici che io conosco sono solo cristiane.
    Non è un bias, è un dato di fatto. In termini statistici direi che è una correlazione significativa. Così come ‘sto “pensiero magico” nella mia esperienza non ha nessuna relazione con la felicità, ma solo con l’autoillusione. La felicità vera la si trova solo in una concretezza reale, non nel sogno. Per chè quando il sogno svanisce, e accade sempre, anche la falsa felicità si dilegua.
    Desiderei ricordare, prima che tu possa dire qualcosa, che il cristianesimo NON E’ un’autoillusione e non manca di concretezza, perchè poggia su fatti ed esperienze concrete.
    PS: ti accorgi che tutte le volte che ti si indica un esempio concreto tu guardi il dito?

  35. forse non sappiamo cosa sia la felicità, ma una cosa è certa, ci sentiamo felici quando qualcuno ci ama!!

  36. FantasiaFinale2

    berlic te lo ripeto, se controllerai meglio noterai come avrai persone felici intorno a te che non sono cristiane, o che il tuo giudizio di felicità di una persona è basata sul fatto che questa sia cattolica.
    Oppure che per caso sei circondato di persone felici cattoliche e infelici non cattoliche, cose che possono succedere nei piccoli numeri, ma nei grandi numeri ripeto la felicità e la religione di appartenenza non hanno nessuna relazione statistica significativa.

    sugli esempi concreti lo faccio apposta, perchè mi sembrano esemplicativi di un bel niente!

  37. Avere soldi tanti soldi.

    fare quello che mi pare, non sottostare a nessuno.

    Avere la possibilità di mandare a quel paese chi voglio.

    Caricarmi ogni sera una tr.ia diversa.

    Viaggi, shopping, macchine sportive..

    Crepare non troppo vecchi e possibilmente di subito!!

    Questa è per me la felicità.

  38. #37

    ciao vecchio ASmo
    è sempre un piacere

  39. Caro anonimo 37: i desideri che dici sono sacrosanti, perché passano per la libertà, ma sono limitati.

    Quando avrai avuto tutti i soldi, fatto tutto querllo che ti pare senza nessuno che ti calpesti, mandato al paese chi vuoi, scopato tutte le troie del mondo, viaggiato, comprato, avuto auto.. e crepato:

    Cosa ti resterà?

    E’ solo spuma del mare, dammi retta; la felicità sta nell’amore e nel trovare se’ stessi.

    Lapo Elkann (emblema di tutto ciò che hai detto di desiderare) non è felice. Infatti, per sfuggire la noia e la solitudine, si droga.

    FF2, se ti piace la psicologia e non la concretezza del dato reale, voglio vedere dove finirà il pensiero magico dopo un forte mal di denti! Sscusami ma non riesco a contenere le omeriche risate.

    Del resto, i miei genitori sono quasi perfettamente atei e vedono spesso tutto nero, così come un mio amico ateo anche lui, solo chi ha fede (e ci crede davvero) lo vedo combattivo e desideroso di vivere.

    Del resto, senza offesa, ma il pensiero che studia se’ stesso va incontro a un certo punto a un limite molto simile al Principio di indeterminazione di Heisenberg.

    Te lo ripeto ancora, con fervore e con amore fraterno: leggi le Lettere di Berlicche, è un bel libro e spero che ti farà capire quanto tempo della tua vita sprechi in pensieri magici probabilmente inutili.

    Icaro

  40. Io sono felice. Anche molto.
    Eppure non sono cristiana. E conosco almeno un paio di cristiani che sono assolutamente stanchi della vita. Il che mi fa sorgere una domanda: ma tu, di preciso, dove abiti?

  41. FantasiaFinale2

    sarà che abito in posti strani ma io vedo tanta brutta gente combattiva e desiderosa di vivere, purtroppo :D

    “se ti piace la psicologia e non la concretezza del dato reale”

    questa me la devi spiegare…

    “Principio di indeterminazione di Heisenberg”

    questa pure, Icaro son felice che vivi la tua cristianità in modo così limpido, non capirò mai perchè questo debba modificare il giudizio sugli altri in un modo così forte!

  42. #37…caro utente anonimo, Grazie perchè le tue provocazioni ci aiutano ad andare a fondo e tirare fuori le nostre ragioni. Vengo da una famiglia ricca e probabilmente anche di nobili origini,ho fatto la modella, potevo fare l’attrice e avere tutto quello che volevo, avrei e potrei anche ora avere tutti gli uomini che voglio, soldi e viaggi e “bella Vita”.
    Ho sempre avuto una grande tristezza fino a che non ho incontrato Gesù Cristo attraverso l’amore di una compagnia di uomini che lo segue. Sono felice e ho tutto. Ma se ti viene un tumore sai che anche tu cominci a pensare a Dio…
    Chiara

  43. @Chiara
    Sempre sta storia che tutti debbano pensare a Dio in punto di morte o di grave malattia,la trovo veramente ridicola……..

    Kharanak

  44. FF, non avrai un certo bias che ti spinge a scartare il dato concreto per seguire una tua idea?

    Anonimo 37, mi hai ricordato Eliot: soldi, sesso e potere, e poi una tomba fredda. Ti auguro di trovare quello che cerchi. Che non è quello.

    xLeilani: vieni, e vedi…
    Io non nego che possano esserci non cristiani felici, ma non ne conosco; e di cristiani non felici certo ne conosco. Anche se la loro infelicità è assolutamente non cristiana. Ma conosco e vedo anche quelli felici. Sono abituato ad analizzare i dati, e questi sono i dati che ho.

    xKharanak: certo che non tutti pensano a Dio in punto di morte. Non ci pensano quelli che non vogliono pensarci. Ma un minimo di domanda se ci sia qualcosa, dopo quello che sa per accaderti, penso proprio che venga. O non si sarebbe umani, ma bestie.

  45. Caro kharanak… non è che tutti debbano ( verbo dovere) Accade, semplicemente accade che la maggior parte come scrive Berlicche si fa delle domande…
    Quindi ti riporto un fatto, un dato della realtà, non un doverismo.
    E’ qualcosa di ontologico che riguarda la nostra origine: sei mai stato al capezzale di qualche moribondo? hai mai visto l’agonia iniziare e durare giorni e finire ? hai mai sostato presso persone vecchie che in punto di morte chiamano la mamma? Ora chi è la mamma se non il nostro inizio, la nostra origine qui? figuriamoci Dio…

  46. FantasiaFinale2

    no berlic proprio per evitare i bias lasciamo al calcolo statistico affermazioni del tuo tipo, e neanche la statistica ci assicura la correttezza! figurati le osservazioni personali :D

  47. Evito – tu mi perdonerai – di leggere tutti i commenti perchè ci metterei mesi. Per questo motivo forse ripeterò quello stradetto da altri: sono felice quando mi sento amata da Lui. Non ci sono scappatoie. La vita mi ha dato tanto ma non quello che cercavo. Ora sono felice perchè so che “non avrò scampo”, che finalmente tutto è diventato relativo, che ciò che ho non mi possiede nè io possiedo nulla di ciò che penso essere mio.
    Sono felice di una felicità “non umana”, di una certezza che travalica le aspettative pur facendomi ripiombare nel baratro della desolazione ogni qualvolta voglio ripigliarmi la felicità di questo mondo.
    Sono felice, di una felicità non mia ma …tutta mia.

    Più che un commento sembra un post…sorry…colpa del tuo, mi è piaciuto proprio ;-)

  48. Grazie Islemoon e FLG…

    FF, tu statisticheggia e ragiona pure, se vuoi. Io osservo.
    “Molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore, molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità” (Alexis Carrell)

  49. La felicità secondo me è un concetto teorico, da iperuranio. Io sto bene, ma la felicità nel mondo umano è utopia. cristiani o bigotti non è che stiano meglio di noi, stanno uguale se non peggio perchè il tedesco gli scassa i coglioni: questo non si fa questo non si dice, niente sesso, niente gay, niente qui niente là! ma vai a fare in culo scarpette rosse!!!!!!!!!!!!

  50. FantasiaFinale2

    va bhe berlic, non mi lasci che rigirare il tuo solito discorso, guarda quello che ti piace guardare e ignora quello che ti infastidisce, quello che ti sto cercando di dire, è che sicuramente fuori dal tuo orticello, e probailmente fuori da i tuoi discutibili metodi di giudizio in merito di felicità (di cui poi non hai fatto menzione) non si può far dipendere quest’ultima dal proprio credo. Cosa che mi sembra cristallina anche guardando il semplice ragionamento. E permettimi di dire che osservare e ragionare sono due cose che invece vanno di paripasso, se non si è in grado di ragionare difficilmente si sa dove guardare…

  51. ma tutti sti ricchi che postano commenti.. non è che qualcuno mi dà una mano a pagare il mutuo? sarei + felice

  52. 49?! Ma cosa vuol dire “sto bene”? Riesci ad espletare le tue funzioni vitali? Questo lo fanno anche gli animali, ma fortunatamente, siamo uomini dotati di cuore e mente, che spesso non usiamo!!! 51 ha bisogno di una mano per il mutuo. Che ne dici?

  53. FLG? Come può essere “non umana” la felicità? Non hai mai fatto esperienza nella tua vita, anche una sola volta, della felicità? Non ci posso credere, perchè adesso saresti già morta suicida!!!

  54. FF, se vuoi discutere i miei metodi di giudizio dovresti prima conoscerli. Ma ho idea che non ti interessino, in quanto mi pare che tu stia rifiutando a priori quello che sto dicendo. Hai già deciso che quello che dico non è possibile, che essere cristiani non può renderti felice, proprio no: e quindi tenti di convincere, prima di me, te stesso.
    Il bias di cui parli è il tuo: rifiuti il dato quando contrasta con le tue convinzioni. Invece di cercare di capire quanto io e altri stiamo cercando di dirti lo sfuggi. Quello che tu chiami cristallino lo dici senza prove, in base ad un puro preconcetto che i fatti smentiscono. Perchè non provi invece a guardare? Guarda. Poi, se vuoi, ragionaci sopra. Ma guarda.

    #53, non credo che tu abbia capito cosa intendeva FLG. Credo che intendesse la stessa cosa di Cleusa, che ho descritto in questo post:http://berlicche.splinder.com/post/17073963/Fare%2C+guardando.
    La felicità è un dono che ti è dato, e quando invece pensi di potertela prendere, nel piacere o nella ricchezza o persino facendo del bene, che diventi infelice.
    Quello che l’anonimo #49 non ha capito è che “il tedesco” non “scassa i coglioni” tanto per scassarli. Lui è il padre che vuole bene ai suoi figli, e che sta male quando li vede farsi del male da soli. Non l’avete ancora capito? Non è per una regola, nè per una morale. E’ perchè la felicità non sta lì. E se continuate a cercarla lì, non c’è da stupirsi che finiate per pensare che non esita, e scriviate stupidi commenti rabbiosi.

  55. berlic, sono 52 e 53, la tua rissposta a FLG, mi sembra disperante, senza libertà, ma sopratutto senza l’esperienza della SODDISFAZIONE… uno mangia quando ha fame e quando uno ha fame non gli importa se mangia il caviale o il pane, poi se ha il caviale. del pane non sa cosa farne…forse non facciamo mai veramente l’esperienza della vera soddisfazione… forse è questa la sostanza della felicità…ma questo è ALTRO

  56. Mia madre, un giorno disse a mia cugina : “Sono felice, perchè ho avuto tanto in questa vita, ho avuto voi e il vostro amore!” la frase, detta 15 giorni prima di morire, è stata contestata da mio zio, (suo fratello) il quale ha detto : “che felicità ha mai avuto? Tutta la vita, pochi soldi, sacrifici!” . . . due punti di vista, lei, aveva la sua fede, ben salda . . . lui, un po’ meno!
    Ciao, R

  57. il problema è che ogni singola soddisfazione passa e ti rilascia nuovamente con il desiderio di una ulteriore soddisfazione – così fino all’ultimo giorno di vita – c’è una sola soddisfazione permanente che comprende tutte le soddisfazioni particolari, e si chiama Dio – perché è la sodisfazione di tutte le esigenze del cuore, non di una o due o tre – e il cuore anela a Dio perché l’uomo è fatto da Dio – nessuno si è fatto da solo

    PV

  58. Una cosa è certa: in genere, le persone meno felici sono quelle che cercano in tutti i modi di esserlo.

  59. Discutere se il cristiano sia felice o meno è inutile, se prima non si capisce cosa è un cristiano e ci si accorda in merito. Si rischia di parlare di cose ben diverse.
    Ci sono svariati frequentatori di chiese in tutto il mondo che si credono e/o si dicono cristiani, e che poi non superano il test evangelico (quello delle opere, per intendersi). Bisognerebbe concentrarsi su quelli che lo superano, ma identificarli con certezza richiede una frequentazione abbastanza assidua, e a volte anche piuttosto intima.
    Lo stesso problema metodologico si verifica con i frequentatori di moschee, di sinagoghe, di templi indù, o di templi zoroastriani.

    E’ però un fatto che esistono persone felici in contesti lontanissimi tra loro. Si può non averne esperienza diretta, ma esistono svariate testimonianze storiche e letterarie (anche nella Bibbia) in merito.
    Quello che a mio parere accomuna la felicità di un indù a quella di uno shintoista, di un animista, di un cristiano, di uno zoroastriano, di un ateo, o di un materialista è che il prerequisito della felicità umana sembra essere una percezione chiara del senso della propria esistenza. Ed il senso della propria esistenza è necessariamente fondato su una religio, nel significato più etimologico di legame tra tutte le cose, per quanto distinte e diverse.

    Si potrebbe poi discutere su quale religio offra maggiore potenzialità di felicità, ma ricadremmo nel problema metodologico di cui sopra.

    Ed è anche un fatto che la felicità è cosa ben più ampia e profonda dell’umore del momento, del contenuto della dispensa, del prezzo dei carburanti alla pompa, e del tempo che fa.

  60. #52 #53 #55 (un nome no, eh?! troppo difficile)
    Mi sarei suicidata, sì, ci ho pensato non sai quante volte.
    La felicità non ho avuto neppure il tempo di cercarla nelle umane soddisfazioni (sesso, soldi, potere) perchè ero già troppo sul fondo, non avevo più nulla da desiderare se non la morte.
    L’ho trovata solo in Dio.
    Libero di non crederci ma con me ce ne sono stati tantissimi (nella storia dell’umanità) che solo quando sono arrivati al fondo di sè, hanno trovato LA vera dimensione di questa benedetta felicità che l’uomo desidera da sempre.
    Se si sta in superficie, la felicità di questo mondo basta ma alla lunga un pensiero (o addirittura un dolore, un lutto, una malattia, una perdita) ti sospinge oltre, non ti basta più, non sai perchè perfino le cose più belle sembrano essere insipide.
    E’ lì dove Dio ti “pesca” e ti dona una gioia assolutamente …bastante.
    In caso contrario non ti puoi neppure accorgere di ciò che non hai, me ne rendo conto.

  61. Là butto lì rapida, ché (ahimè! o per fortuna?) in questi giorni non ho tempo

    FF2:

    se ti piace la psicologia e non la concretezza del dato reale.. significa che la psicologia tante volte sta negli iperurani senza guardare alla persone fisiche. Lo ho sperimentato e so di cosa parlo, nel senso che ho visto nella psicologia (cioè, negli enunciati di alcuni autori) la presunzione di “smontare” l’essere umano come una 600 malmessa per capire dov’è il guasto.

    E’una pia illusione, spero che tu ne sia cosciente. Il “pensiero magico” a mio avviso incarna certi aspetti di questa presunzione. Infatti non mi hai ancora detto cosa c’entra con le esperienze che citavo qualche post sopra (alba sulle Dolomiti, ecc).

    Circa il principiio d’indeterminazione di Heisenberg, cerca su internet e troverai la spiegazione del principio fisico: io dico solo che il pensiero non può pensare se’ stesso SE NON FINO A UN CERTO PUNTO. Non puoi analizzare un elettrone in modo completo usando un altro elettrone; non puoi analizzare in modo completo il pensiero usando il pensiero.

    Potresti mai smontare un’automobile usando..un’automobile? Se vuoi distruggerla, sì: se vuoi VERAMENTE capire come è fatta, vai in officina… e parla col meccanico possibilmente, senza cercare di capire tutto da solo! ;-P

    Insomma, serve un’altro strumento. In mancanza, si riconosce il limite, e si ammette che tutto il resto sono congetture, mi pare onesto no?

    Leilani: ho letto di uno, che certamente si diceva cristiano, con 9 figli che si è suicidato per dispiaceri personali.

    Ma secondo te era cristiano sul serio?? Chi è stanco della vita dicendosi cristiano è assolutamente nella norma, ha incontrato Cristo ma fa fatica ad andare avanti, ma non per questo si ammazza: del resto i cristiani non hanno come prerogativa quella di girare col sorriso stampato in faccia 24 ore al giorno.

    Io ho passato anni piangendo, perché non vedevo più Cristo nella mia vita. Il Calvario tocca tutti, cristiani e non. Posso però dire la mia? Il calvario senza speranza di chi non ha incontrato Cristo, non ha nulla (NULLA) a che vedere col calvario patito da chi sa che anche il Figlio di Dio è passato tra mille sofferenze, insegnandoci così che la Croce è un passaggio necessario per la Resurrezione. E che la Resurrezione c’è di sicuro.

    Daltr’onde, se la felicità non è per l’eternità, ma è solo qualche goccia dolce in un mare salato… scusate… mi ci posso anche pulire il culo, quando tiro le cuoia.

    Icaro

    PS: ho scritto di getto perciò perdonate se potete intemperanze e linguaggi coloriti vari….

  62. FantasiaFinale2

    @berlic: fregati,altro non mi rimane da dirti, i metodi di giudizio li valuti in base alle conclusioni a cui portano, se portano a conclusioni fattualmente false, sono metodi di giudizio sbagliati.

    @Icaro: a parte la sottile contraddizione di natura filosofeggiante, che se equipari il pensiero agli elettroni svaluti l’uomo a una matassa di carne, la psicologia non ha la pretesa di spiegare l’uomo nella sua totalità, ha l’intenzione di studiarne la totalità con il fine di migliorare la qualità della sua vita. Non so che autori hai studiato, ma questo desiderio di smontare l’uomo come una 600 malmessa non mi torna, nel procedere scientifico (poi molto breve non più di 100 anni) ha attraversato molte fasi, fino a giungere alla rivalutazione del concetto di patologia e malfunzionamento, approdando a un principio molto simile a quello “cristiano” di considare la patologia come mancato raggiungimento di tutte le possibilità dell’individuo a causa di schemi di ragionamento, pregiudizi e stereotipi sbagliati.
    Instilli una, forse tua, tendenza all’assolutismo che nella psicologia non esiste, non ha nessuna pretesa di arrivare un giorno a mettere la parola punto sull’uomo (proprio perchè l’uomo è qualcosa di estremamente indeterminato e vasto) semplicemente continua a studiare l’uomo per migliorarne la qualità di vita, quando è possibile.

  63. x Anonimo #55: non mi è chiaro quale risposta intendi. Se puoi dettagliare meglio, per favore. In ogni caso nel post di domani intendo cercare di chiarire il rapporto tra soddisfazione e felicità.

    PV comunque dice bene. Aragonbiz dici una cosa giusta ma parziale, che andrebbe dettagliata.

    Anonimok, corretto quello che dici: ma io mi stavo riferendo ad una esperienza personale, diretta. Persone che conosco, con nome e cognome.

    FLG: infatti “Non c’è niente di più assurdo che la risposta ad una domanda che non si pone”. Se non ti poni neanche la domanda di come essere felice, nessuna risposta può convincerti.

    xIcaro: colorito ma efficace.

    xFF: Se valuti la bontà di un giudizio in base alle conclusioni vuol dire che hai già giudicato in precedenza. In altre parole hai un pre-giudizio. E quindi, se niente di quello che dico, nessuna dimostrazione può distoglierti da questo tuo pre-giudizio, che sto a parlare a fare con te?

  64. FantasiaFinale2

    non che rifiuto a priori…

    Mi dispiace non poterti dare i link del documento, perchè era argomento di lezione ma ti assicuro che l’idea che i cristiani sono più felici degli altri è una cazzata in ogni modo la metti :D
    Quindi non è un pre-giudizio, ma un giudizio fondato su strumenti un po’ più efficaci del “guardarsi in giro”,
    Ad esempio ho visto molti cristiani infelici, altri che facevano del proprio credo la ragione della loro infelicità, ho visto anche molti non-cristiani felici, ad esempio io :D
    Secondo me è il dividere il mondo in cristiani/non-cristiani l’errore di base… è una divisione che è incapace di spiegare nulla dell’uomo…

  65. berlic, perdonami ma a questo punto diventa veramente difficile rispondere o chiarire su questo argomento che visti i vari commenti , è 1 argomento che interessa, perchè tutti in quanto uomini siamo fatti per la felicità.Non posso a parole spiegarti cosa è per me la soddosfazione e del suo rapporto con il desiderio.Don Giussani parla di punto di fuga; il punto di arrivo è il compimento totale.Siamo dei poveri diavoli, nella libertà di ciascuno neanche Dio si può intromettere.Ma la felicità è solo umana perchè mi rimanda a Lui e la vita, tutta la vita, ci è data solo per questo.Perdonami per la confusione, ma io sono felice SOLO quando riconosco questo. Adesso mi do un nome…

    libera

  66. l’anonomo 52,53,55 ora si chiama libera. Così sarà contenta FLG..

    libera

  67. FantasiaFinale2

    http://senza[..] Errori di valutazione Discutendo con l’autore di Berlicche è venuto fuori il concetto di bias, il risultato di un processo di ragiomento in questo caso un euristica, che se pur economizza la quantità di informazioni che la mente deve e [..]

  68. xFF: sì, rifiuti a priori! L’hai detto in tutte le salse. Il motivo del tuo rifiuto è che l’hai sentito a lezione? Complimenti, è un motivo solido.
    Se t’interessa, ho fatto un’analisi con metodi statistici di quanto è significativo l’essere cristiani per l’essere felici tra quanti conosco.
    I risultati sono r=.546 (Pearson), V=.556 (Cramer), gamma=.875.
    Come vedi, estremamente significativi. Correlazione con altro (richezza, età, istruzione, “potere”) non hanno dato risultati significativi. Non ho avuto tempo di fare regressioni. Se mi fornisci i dati e i metodi delle tuestatistiche sarò ben lieto di valutarle altrettanto rigorosamente.
    Se “per te” essere cristiani-non cristiani non spiega nulla dell’uomo, neghi ancora di avere un pre-giudizio?

    libera, grazia di esserti firmata. Spero con il post che sto per pubblicare di chiarire qualcosa.

  69. FantasiaFinale2

    “Se t’interessa, ho fatto un’analisi con metodi statistici di quanto è significativo l’essere cristiani per l’essere felici tra quanti conosco.”

    su berlic essere cristiani/non cristiani è una variabile categoriale, e il pearson non lo puoi usare :D, e non puoi usare come metodo di raccolta dati quello di interrogare le persone vicine a te, dovresti fornire la numerosìtà del campione, perchè un parametro statistico senza la numerosità è privo di senso, per il resto si ho un pre-giudizio, un giudizio formulato temporalmente prima di entrare in contatto con il tuo,un giudizio formulato a partire da dati reali per amore del dato, e non di una ipotesi ricorsiva del tipo “cristiano, e solo cristiano è bello!”

  70. FantasiaFinale2

    ps: hai rifatto di nuovo lo stesso errore, per verificare la tua ipotesi dovevi fare una verifica di quanto è significativo essere cristiani per essere felici, e quanto è significativo essere cristiani e non essere felici :D

  71. No, FF, sei tu che hai dinuovo giudicato senza conoscere il metodo usato. Presumi un po’ troppo. Non posso usare Pearson? Ma sei sicuro di conoscere la statistica?
    E i tuoi “dati reali”, chi li ha visti? Fai i conti in tasca agli altri, ma tu non hai fornito un solo elemento significativo. Solo saccenza e faccine.
    Forza, allora: fammi vedere i tuoi dati significativi.

  72. FantasiaFinale2

    http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_di_correlazione_di_Pearson

    a meno che non hai dicotomizzato la variabile in 1 e 0 spiegami come hai calcolato la media, poi sono due variabili categoriali, una cristiano/non cristiano, l’altra felice/infelice, per cui l’unica analisi sensata è il chi quadro.

    Inoltre oltre a privarmi delle faccine e dandomi tanta saccenza, mi ha portato pure molta aggressività, per iil resto ok, proverò a cercare un documento che falsifichi quanto dici, visto che giustamente non ti fidi della parola, anche se dubito che quelche scienziato abbia fatto di questa valutazione motivo di ricerca…

  73. FantasiaFinale2
    Se vivi qualcosa di realmente bello che ti rende più felice di quanto è per noi l’essere cristiani e seguire Cristo, non hai che da dimostralo e io per prima ti seguo.

  74. ops #74 Graciete sloggata

  75. FantasiaFinale2

    sai che ti dico, scemo io che parlo pure con persone che considerano la felicità come qualcosa di misurabile così, ad occhio, che non ne afferrano la vastità del concetto, le sue diverse manifestazioni, e le diverse fonti da cui può provenire. Cose che mi rendono ugualmente felice? La consapevolezza di essere uomo, giusto verso gli altri e me stesso, fallimentare ma curioso, l’idea di essere “atomi pensanti”, pensare a quanto è grande l’universo nei nostri confronti, a quanto altro c’è oltre noi, la bellezza di un bel gesto, quando chi riceve indietro ciò che merita, in generale ho molti motivi di essere felice, e fra questi non c’è quello che solo io e la gente come me è felice, e scommetto che molte cose che mi rendono felice a voi fanno orrore…

  76. xFF: allora, ricapitolando…
    Sei partito affermando che il mio ragionamento era sbagliato perchè partiva da un bias. Nel corso della discussione è diventato evidente, e l’hai pure ammesso, che tu in primo luogo sei affetto da bias di segno opposto a quanto mi attribuisci. Se ne deduce che il tuo ragionamento è errato e nullo.

    Per il metodo seguito, ho elencato tutti i miei conoscenti, ho eliminato quelli i cui dati non mi consentivano di raggiungere una conclusione circa la loro felicità, ho divisi i restanti in tre gruppi (felici, mediamente soddisfatti, infelici) e in due gruppi ortogonali (cristiani-non cristiani) ottenendo una matrice 3×2 alla quale ho applicato i noti metodi. Circa 35 persone. Come ho premesso, è stato solo uno sfizio per confermare quanto la mia intelligenza di uomo comune era già arrivata senza tante fisime. Invece di misurarla, la felicità, preferisco viverla. Mi stai dando la colpa della tua aggressività? Va bene, scusa di esistere. Vedi, io non mi definisco giusto perchè non lo sono e ricevo molto più di quanto meriterei. E’ di questo che sono felice: qualcuno mi ama, e non dipende da me, da un mio sforzo, dal dovere essere significativo.
    Sai qual’è il tuo errore? Escludi a priori che potrei avere ragione, cioè che nel cristianesimo ci sia una possibilità in più di essere felici, ci sia forse la sola vera possibilità di essere felici. La teoria della relatività è forse meno vera perchè la capiscono in pochi? Il vero lo si decide a maggioranza? Io ti dico: di fronte a quello che affermo c’è solo un metodo umano di comportarsi: verificare se sia vero oppure no. E questo comporta l’immischiarsi, il tentare di capire senza preconcetti.
    Perchè se fosse vero, se fosse vero anche solo in parte, se avesse anche solo un barlume di vero allora sarebbe quello che ogni essere umano cerca per tutta la vita.
    Quindi, vieni e vedi.

  77. FantasiaFinale2

    vedi la potenza di un discutere scientifico invece che umanistico? Il guardarsi in giro, va bene per vivere non per fare conoscenza, gli errori della tua indagine, metodologici, ripeto una correlazione si può calcolare solo su variabili quantitative, una variabile categorizzata in tre categorie deve essere considerata qualitativa.
    La numerosità del campione è piccola, il metodo di selezione dei soggetti viziato, le conclusioni dell’analisi non sono significative.

    Sulla colpa evitiamo uno scambio di accuse, e sulla solita affermazione

    “Escludi a priori che potrei avere ragione, cioè che nel cristianesimo ci sia una possibilità in più di essere felici, ci sia forse la sola vera possibilità di essere felici”

    vieni contraddetto da due fattori in particolare, dal fatto che scriva qui e ricerchi lo scambio di opinioni e dal fatto che certe tue opinioni abbiano influenzato le mie. Ma putroppo ogni volta che mi ritrovo ad avvicinarmi alla tua vera religione mi scontro contro un muro di totalitarismo cieco alla realtà delle cose, e basando l’analisi sulle persone che conosco io, ogni volta che incontro un cristiano convinto, mi ritrovo davanti una persona con una forte paura del diverso, frustrato e molto spesso nemmeno eccessivamente brillante, MA visto che io non mi baso sulla mia singola esperienza personale del guardarmi in giro, non faccio l’errore fatto da molti di bollare i cristiani come ipocriti coglioni.

  78. FF, se non è possibile un approccio come il mio perchè tu sei in prima battuta partito a contestarmelo e poi hai millantato l’esistenza di controstatistiche? Delle due l’una: o non è misurabile, allora tutto il tuo parlare precedente non ha senso, o è misurabile, ed è una cavolata quanto dici adesso.
    Non ti accorgi che ti contraddici in continuazione, anche all’interno dello stesso commento?
    Non sei qui a scambiare opinioni, stai cercando di negarmi, infatti “mi scontro contro un muro di totalitarismo cieco alla realtà delle cose” e poichè “ogni volta che incontro un cristiano convinto, mi ritrovo davanti una persona con una forte paura del diverso, frustrato e molto spesso nemmeno eccessivamente brillante” ne deduco che il sottoscritto rientra nella categoria che definisci “ipocriti coglioni”.
    Il fatto che tu sia ormai arrivato all’insulto diretto, neanche troppo mascherato, mi dice che ho colpito nel segno, pur non essendo troppo brillante. Che le tue frustrazioni e l’insufficiente padronanza della tua stessa materia, smascherate dalle molteplici contraddizioni in cui cadi, ti costringono ad un atteggiamento di rifiuto e chiusura nel confronto del diverso, cioè il cristiano, per timore di vedere sgretolare il castello su cui hai costruito la tua personalità.
    Da parte mia, visto la totale indisponibilità da parte tua ad un approccio aperto e possibilista, non ritengo di avere nient’altro da dire. Se non che non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere, peggior sordo di chi non vuole sentire. Ed è triste.

  79. @ berlic: non mi hai detto dove, come faccio? :D

    Sono dati che analizzi in modo un po’ buffo, direi. Io sono felice, te lo assicuro. E dici di conoscere cristiani infelici. Dire che la loro infelicità “non è cristiana” è una maniera un po’ fallace di dimostrare la tua tesi, se esistono cristiani non-felici e non cristiani felici allora è chiaro che essere cristiani non è una condizione necessaria nè sufficiente per la felicità. Certe volte parli dell’essere cristiani come se fosse uno status symbol, ma la fede non è una tessera del rotary club – è un percorso personale.

    Non è che semplicemente essere felici o infelici ha cause che variano da persona a persona, essendo che ognuno vive situazioni diverse in periodi diversi della propria vita?

    Alcuni trovano nella fede in un essere superiore e l’amore che hanno per “lui” una ragione per essere felici di nuovo dopo periodi di disperazione, certamente.
    Ma c’è anche chi è felice di vivere e basta, che poi creda o meno in una divinità non è rilevante.

    @ Icaro: sì, era cristiano lo stesso.
    Purtroppo la fede non è un prozac e come hai detto tu credere non significa avere un sorriso da Pollyanna plastificato sul viso.

    Io credo in una “vita dopo la vita”, ma quella che sto vivendo mi piace moltissimo, anche se non è sempre una passeggiata nel parco, e non ho bisogno di pensare a quello che succederà quando muoio per essere felice perchè lo sono già esattamente dove sono, qui dentro al mio corpo. Non so se riesco a spiegarmi.

  80. x Leilani: vedere il mio post di oggi.
    Comunque, lo dici anche tu che la fede è un percorso personale. Non è che, essendo cristiano, sono vaccinato da peccati, incoerenze e infelicità. Posso fare il male, ed essere infelice, anche da cristiano: ma questo non è attribuibile al fatto che sono cristiano, è attribuibile al fatto che in quello non sono cristiano.
    Mai detto che essere cristiano è necessaria per…: non è una condizione biunivoca. Ma d’altra parte noto che tanto più si è realmente cristiani tanto più si è felici. In questo senso leggere la vita dei santi è veramente impressionante. Però, se la “predisposizione” può variare da persona a persona, credo che in quanto esseri umani condividiamo tutti un cuore comune che in fondo vuole le stesse cose.
    E sono contento che tu sia felice! Anche perchè sottoscrivo il tuo ultimo capoverso. Come cristiano.

  81. FantasiaFinale2

    e con questo concludo perchè se no riesci nella tua strategia inconscia di farti mandare a quel paese per delegittimare l’interlocutore (battuta :D)

    1) Non ti accorgi che ti contraddici in continuazione, anche all’interno dello stesso commento?

    No, c’è modo e modo di valutare la felicità, e andare in giro a chiedere sei felice non è un modo valido, per tutta una serie di motivi che non ti sto a spiegare, ma puoi care leggendo argomenti riguardo l’attendibilità e la validità dei test.

    2)Non sei qui a scambiare opinioni, stai cercando di negarmi,

    no quando dici cose che trovo significative e reali le apprezzo, forse questa tua idea sbagliata può provenire dal fatto che non ti lascio mai commenti di complimenti ma solo di critica. Il mio discorso era l’ultimo stremato tentativo di far vedere come il tuo modo “guardiamoci in giro” può portare a conclusioni stupide e superficiali, del tipo “tutti i cristiani sono ipocriti coglioni” perchè ti assicuro, che dalla mia esperienza (mediata dagli errori che ti ho imputato) deriva questa regola, ma che rifiuto consapevole che è una grandissima cazzata.

    4)Che le tue frustrazioni e l’insufficiente padronanza della tua stessa materia,

    cazzata, nessuna contraddizione, certo che se cerchi contraddizioni come il correttore grammaticale di word trova gli errori ne troverai molti, tanto non è che dicendo scarsa padronanza della materia il tuo giudizio diventa vero, portami esempi di errori che verifichiamo ;)

    5) Se non che non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere, peggior sordo di chi non vuole sentire. Ed è triste.

    azzo vedi che anche i cristiani sono tristi? :D balle Berlic, viene a galla il peggior problema del cristianesimo, che se non lo prendi in blocco crolla tutto, ecco perchè mai, e poi mai ti si vede fare un passo indietro, anche quando sei palesemente in errore.

  82. FantasiaFinale2

    ps: “Mai detto che essere cristiano è necessaria per…: non è una condizione biunivoca. Ma d’altra parte noto che tanto più si è realmente cristiani tanto più si è felici.”

    cazzata puramente ideologica, così leggittimi chi dice che il comunismo è una idea giusta, e che le sue conseguenze sono derivate soltanto dalla non corretta applicazione del comunismo stesso. Se parli di cristiani devi considerarli in tutta la loro totalità, in tutte le espressioni che la cultura cristiana può portare, quindi anche gli sviluppi nevrotici del cristianesimo, frutto di enorme inflicità.

  83. FF, le mie risposte a te sono un florilegio delle tue contraddizioni continue. Accusi di avere un bias ed hai un bias, la felicità è valutabile-non valutabile, rifiuti l’osservazione e ti basi sull’osservazione, insulti e non insulti, accusi una chiusura e ti chiudi, usi pregiudizi e preconcetti di cui rivendichi la validità assoluta ma ti rifiuti di portare esempi.
    Il fatto stesso di usare in continuazione un linguaggio insultante neanche troppo velato rivela il tuo disagio.
    “Stupido e superficiale” trovo non te, ma il tuo ostinarsi a negare istericamente il reale nascondendosi dietro un dito.
    Un esempio è il tuo commento #83, che se fosse vero implicherebbe ad esempio che se faccio un errore giocando a tennis la colpa è del gioco del tennis che è sbagliato.

    Il peggior problema del cristianesimo è che pretende di essere vero: se lo neghi avrai qualcosa che forse incontrerà meglio le tue teorie, ma non avrai il cristianesimo. Posso fare marcia indietro sulle cazzate che dico (es. #23), ma sull’essenziale mai. E il tuo “palesemente” biasato devi ancora dimostrarmelo.

    Poi sì, talvolta sono triste. La tristezza nasce dalla distanza che c’è tra l’ideale e il reale, ed è un bene che la vita sia triste, perchè altrimenti sarebbe disperata.
    Perchè anche la tristezza, nel cristiano, è una tristezza piena di speranza.

  84. Berlic, è che il tuo per come era scritto sembrava un senso unico: solo i cristiani sono felici, perchè non conosco persone felici che non siano cristiane mentre vedo tanti non-cristiani infelici.
    Ma, appunto, per quanto sia vero che si possa trovare felicità nella fede le due cose non coincidono necessariamente.

    Ovviamente mi fa piacere che anche tu sia felice, cristiano o no :)

    Un solo piccolo appunto, se permetti: non classificare continuamente le persone in gruppi di cristiani/non cristiani, prova a vederle come persone e basta. La tua percezione dell’umanità potrebbe essere meno negativa, dopotutto ti assicuro che non facciamo così paura.

  85. xLeilani: posso ammettere che si sia felici anche non essendo cristiani, ma non conoscendone alcuno – fidandomi della tua parola ma di fatto non avendoti mai vista “dal vivo” – non sono in grado di dire alcunchè. Non ne ho esperienza.

    Se cerco di capire perchè quelli che conosco essere felici lo sono, risulta chiaro che non è perchè hanno le scarpe da ginnastica, ma perchè sono cristiani. Correlazione significativa. Avessi parlato di quanto è bello correre avrei parlato di corridori e scarpe da ginnastica. Poi è chiaro che sono comunque tutte persone, anzi, da cristiano dico sono tutti fratelli miei, figli di Dio, e che in croce Gesù vedeva anche il loro volto. Per cui come posso averne paura?

  86. FantasiaFinale2

    “Accusi di avere un bias ed hai un bias”

    devi ancora dirmelo questo bias, non è che facendo specchio riflesso, anche tu, si risolve il discorso.

    “la felicità è valutabile-non valutabile, rifiuti l’osservazione e ti basi sull’osservazione.”

    La felicità non è misurabile se non attraverso tecniche adeguate, l’osservazione non è possibile se non attraverso punti di vista abbastanza ampi da andare oltre alla nostra personalissima esperienza personale.

    “insulti e non insulti”

    “Il fatto stesso di usare in continuazione un linguaggio insultante neanche troppo velato rivela il tuo disagio.”

    Ripeto ancora, e mi dispiace se il mio modo di esprimermi ti risulta insultante ma non ho mai avuto l’intenzione di insultarti… E ti posso assicurare che anche certe tue affermazioni possono risultare insultanti, come ad esempio l’argomento del tuo post che automaticamente dice che io come tantissimi altri lettori sono infelici, e neanche lo dici “secondo me” ma lo affermi come verità assoluta e trasparente.
    Poi è normale che qualcuno ti risponde anche a tono.

    Quello che trovo poco giustificabile e che sapendo quello che scrivi venga ancora qui a leggere, quello si che lo trovo un istinto leggermente masochista :)

    Comunque sono stufo di discorsi epocali, tieniti pure la tua visione del mondo, che faro anche io la stessa cosa, come fanno tutti d’altronde…

    Quando ho il tempo posterò qualche ricerca sull’argomento almeno per mostrarti che non vengo qui a dirti le prime 4 cazzate ideologiche che mi vengono in mente, ma cose che hanno concretezza sufficiente per mettere in dubbio visioni unilaterali del mondo, di ogni tipo.

  87. Avrai un giro di amicizie molto legato alla tua appartenenza religiosa allora.
    Se mai ti andasse di fare un salto tra noi bestie rare però fallo senza preconcetti di sorta ;)

  88. Splinder mangia i commenti, scusa per la due-parti:

    dicevo, ogni persona ha i suoi motivi per essere felice… di solito essere amati è un buon punto di partenza, ma ce n’è di svariati.
    Io non avrò il cristianesimo, sarò una persona stravagante con la stanza piena di candele e bizzarri orari, però sono felice comunque.
    Prendimi pure come campione rappresentativo, se vuoi.

  89. humm oggi la home di splinder mi ha portato all’occhio questo interessante……(veramente al primo ma fa lo stesso si parla dello stesso argomento)
    Ritornando al titolo a me l’han chiesto una volta, e una sola, “sei felice?” e devo dire che per la prima volta in tutta la mia esistenza ci sono rimasto di sale,letteralmente nessuno (in questo caso nessuna) mi aveva mai posto un tale quesito, credo di averci impiegato 12 anni per trovare la risposta ma l’ho trovata……

    ps nn ho letto i commenti sono troppi e sto dipingendo un Titano

  90. Ciao a tutti quelli che hanno a cuore la felicità!
    La fede non è un discorso sulla vita, la fede è un fatto che ti accade. Questo è un bel blog e anche i post che avete lasciato.. ma sono troppe parole per rendere ragione della propria fede.. Non mi piace il tono da battibecco. Le uniche cose che mi sento di dire a coloro che non si reputano cristiani e hanno a cuore la felicità (specie a FF2, particolarmente coinvolto): 1. se ce la fai prova a chiedere a Dio di farsi vedere (io l’ho fatto e, con i Suoi tempi, ma a risposto!). 2. cerca il movimento di Comunione e Liberazione (questo mi è accaduto di incontrare il 12/05/2004) nella tua città e prova a frequentare la scuola di comunità; all’inizio può essere un po’ difficile ma trovo che sia una forma di catechesi estremamente “al passo dei tempi” e ragionevole. Due alternative ma l’una non esclude l’altra. Non si tratta di fare statistiche, ma di confrontare ciò che accade con ciò che sta dentro di noi. Non è una poetica scopiazzatura della Tamaro, ma l’unico modo che conosco per giudicare le cose è quello di confrontarle col mio cuore. Siamo affezione, intelletto, carne, pensiero, desiderio.. cos’altro ci serve? Usiamoli però! Prego per ciascuno di voi, anche se a volte lo trovo faticoso, ma è la cosa più ragionevole che possa fare, non avendo il potere neanche di persuadere nessuno. Lui può tutto in tutti e a me lo già dimostrato.

    Sono la stessa del #16. @lice

  91. Per Berlic cambio avatar per un po’ così, a meno che uno ha le fette di salame sugli occhi, risparmio a chi mi vede la domanda ;-))

  92. Prima Marcellino era serio, ora sorride. Giusto?

  93. scusa l’OT Berlic
    #93 direi che prima era felice, pensoso e riflessivo.
    Ora è lieto, grato, stupito e secondo me, sempre pensoso e riflessivo, per questo tornerò tra qualche giorno al primo, perché la lietezza sta anche in un volto apparentemente più serio come dici tu. Essere lieti non ti toglie le fatiche.

  94. Già. Marcellino è il bambino che, con la semplicità del suo cuore, lietamente vede quello che gli adulti non riescono.

    x@lice: è quello che ho detto io, vieni e vedi #77. Ma sai bene che ci vuole lo sguardo di Marcellino.

    xLeilani: Ehi, non vivo in un convento…se no di persone felici ne conoscerei ben di più! ;-)
    Allora, segno un punto nel grafico…;-)

    xFF: comincio a credere che ci siano due FF (F+F?) che scrivono i commenti, uno che rifiuta in blocco quanto è cristiano e l’altro possibilista, uno che usa un linguaggio da fogna e l’altro perbenino, uno che pensa la felicità si possa percepire (vedi primo commento) e l’altro no.
    Dovresti accogliere l’invito mio e di altri e provare a vedere e verificare giocandoti tutto, senza preconcetti ideologici. Ne avresti solo da migliorare, dico davvero. E ti prego di credermi quando dico che non sono e non voglio essere insultante. La visione unilaterale sull’uniteralità, l’approccio intellettualoide è solo uno scudo che alziamo per difenderci dalla necessità di cambiare. Lo so molto bene io che ne ero un campione indiscusso, e talvolta lo sono ancora.
    Ma il reale è il reale. Se una persona è felice la VEDI. E non è un indicatore a dirtelo, ma il tuo cuore. Sta poi a te decidere di cercare la fonte di quella felicità.

    Sono comunque un po’ deluso che nessuno, nei commenti almeno, abbia colto che nel post successivo http://berlicche.splinder.com/post/17155459/La+ricerca+delle+felicità c’è la ragione principale per cui i cristiani sono più felici; che cioè non è un bias o una illusione, ma ci sono motivi concreti.

  95. in Giappone non sono molto felici. E neanche molto cristiani.
    PV

    ANSA) – TOKYO, 17 MAG – Quasi un giapponese su cinque ha seriamente pensato di suicidarsi in un momento della sua vita, rileva uno studio ufficiale. Il 19,1% delle persone interrogate afferma di aver ‘seriamente pensato di suicidarsi in passato’, circa il 21,9% delle donne e il 16,3% degli uomini. Il tasso e’ piu’ elevato tra i giovani: il 27,8 delle persone di 30 anni e il 24,6 delle persone tra i 20 e i 29 dichiarano di aver avuto idee suicide. Piu’ di 30.000 giapponesi si tolgono la vita ogni anno.

  96. Ho letto l’articolo segnalato da berlic; vi domando se la solitudine che deriva da tanto individualismo rende infelici…Dopo 20 anni di amicizia con una persona, ho capito che a lei non stava a cuore la mia vita… è venuta meno la fiducia nelle persone, ma mi sono da subito chiesta cosa il Signore volesse da me. Ho capito che la fede è credere in Lui morto e risorto e quella apparente infelità si è trasformata in letizia. Cosa ne pensate? Datemi risposta…

    libera

  97. nessun uomo o nessuna donna potrà mai dare la felicità al suo prossimo. per questo è venuto sulla terra il Figlio di Dio.
    PV

  98. xlibera: Quando parliamo di persone dobbiamo sempre ricordarci che anche noi siamo persone. Io non sono in grado di dare la felicità a nessuno, perchè non sono in grado di dare il senso della vita a nessuno. Ma posso essere un (buon) compagno di strada verso quel senso. Dire “la fede è credere in Lui morto e risorto” può essere, rischia di essere solo una formula vuota se in qualche maniera non si traduce in una vita. Che comincia ad esempio nell’avere misericordia degli altri e di noi stessi.
    E’ normale deludere, è normale essere delusi, perchè siamo esseri finiti mentre il nostro desiderio è infinito. Dalla fede di cui parli – che nasce da un avere visto, non da una adesione acritica, nasce la consapevolezza che queste nostre miserie sono comunque comprese e perdonate; e perciò riusciamo a vivere insieme con gli altri perchè riconosciamo in loro una paternità comune, uno stesso desiderio di felicità anche sotto la delusione che ci danno. E’ qui che nasce la vera amicizia, l’essere veramente famiglia. Quello che timidamente possiamo chiamare letizia, la felicità.

  99. rispondo a berlic #95. Non mi era sfuggito “vieni e vedi”, ho ritenuto fosse il caso di sottolineare questa dinamica e fare un invito concreto più che continuare a parlare tanto. Lo sguardo di Marcellino è una grazia; anche essere disposti ad ascoltare qualcuno fa parte di questa grazia. “Il Signore mi ha messo davanti agli occhi un velo e non mi sono accorta di aver parlato con un sacerdote. Se avessi saputo che era un sacerdote non lo avrei neanche calcolato.” Così una mia amica ha incontrato il suo Destino. Bel blog berlic!! Ciao!
    @lice

  100. xPV rif. #99. Sottoscrivo in pieno!
    @lice

  101. FantasiaFinale2

    mi riservo solo un appunto, sul quale riflettere, hai parlato di come in passato hai usato come scudo una visione intellettuale del mondo, cosa comune, nella quale molto spesso in giovane età si cade perchè il mondo inizia ad essere percepito nella sua concretezza, e così nasce il bisogno di difendersi da esso, ma se con il passare degli anni si può notare come gli scudi cambiano e bisogna prestare attenzione alla necessità di avere uno scudo, che può rimanere viva e silente per tutta la vita fino a togliergli quel valore di autenticità che è necessario ad ogni persona, sia cristiana o non cristiana, e fondamento base della felicità.

  102. Eddaglie..certo che come vi incasinate alle volte, ha un sapore malefico, Berlic….occhio, te lo dico da amico.

    Vorrei rispondere alle provocazioni di FF2.

    “tienti la tua visione del mondo”, dicevi a Berlic.
    Il problema è: ma tra tutte le cose che ci distanziano e ci fanno guerreggiare dentro questo blog, cosa abbiamo in comune invece?

    In questa epoca di individualismo esasperato, mi pare che ci si concentri troppo su ciò che ci differenzia anziché focalizzare ciò che ci unisce.

    L’uomo ha in tutto il monod degli elementi comuni, non solo fisici, che lo rendono tale. Usiamo quelli per una volta, visto che tra quelli c’è pure, del resto, la ricerca della felicità (cosa che OGNI uomo di tutte le latitudini e di tutti i tempi fa).

    Poi, secondariamente, hai due opzioni. Quello che dice Cristo e la Chiesa è vero (e lo verifichi…se no sei un pirla…!), oppure è una creazione di un gruppo di pescatori galilei o di gente dei primi secoli dopo un’ipotetico Cristo.

    Nell’ipotesi 2 puoi prenderlo e farlo a pezzi piccoli quanto vuoi. Però stai rischiando di fare a pezzi un quadro di grande valore solo perché sei troppo vicino o troppo lontano da esso per capirne il significato..

    Come dice quella favola Jugoslava, c’era una bambola di sale che voleva capire che cos’era il mare:

    http://bianconiglio06.blogspot.com/2007/03/la-bambola-di-sale.html

    Spiega bene il modo più autentico di approcciarsi al fatto cristiano, quell’approccio curioso di capirne l’essenza.

    Lei: no, mi spiace ma non era cristiano, fidati di me che lo sono. Non puoi capire dall’esterno… L’etichetta ce l’aveva, ma dentro il vino era diventato aceto. Povero lui…

    Quanto al resto essere felici mentre si è tristi, ti assicuro che è difficile se dentro non hai una certezza, per il semplice motivo che altrimenti la marea dei sentimenti ti trascina via come una barca di carta.

    Se io SO che il bianco è bianco e il nero è nero, come potrà la peggiore delle depressioni far cambiare questo? Ha lo stesso grado di probabilità di cambiare che il mio nervoso possa spostare le scogliere di Dover.

    La felicità non è soggettiva: è OGGETTIVA! Si chiama Cristo. Ogni felicità terrena è dono Suo.

    Mi rendo conto di quanto è politically uncorrect, e sinceramente non mi importa punto: sai bene che corri il rischio di sentirlo dire ogni tanto se giri qui…

    Icaro

  103. Icaro, infatti ne prendo atto ma continuo a dissentire.
    Non perchè abbia qualcosa contro Cristo, semplicemente perchè vivo la mia vita in maniera diversa eppure felice :)

    Senza contare che mi sono sempre piaciute di più le sfumature e i colori che il bianco e il nero. Questione di attitudini, probabilmente…

  104. @Icaro ma non diciamo fesserie è soggettiva eccome……
    Comunque se facciamo dati statistici e con dati alla mano rappontandolo alla popolazione mondiale solo il 29% essendo cristiano potrebbe essere felice, che siamo in un mondo infelice…

  105. caro berlic, x me dire che la fede è riconoscere Cristo morto e risorto, è dire vita, perchè la delusione che nasce da chi non può darti la felicità, è vinta da Cristo stesso. Stare con gli altri, “peccatori” come me, non vuol dire assecondare se e gli altri nel peccato; questo è ridurre il desiderio, “ciò per cui siamo fatti”. La vera amicizia nasce solo da questo riconoscimento, che siamo fatti per l’Infinito e inevitabilmente genera il perdono reciproco e l’aiuto a camminare verso la Totalità. Ti assicuro che l’esperienza di delusione che ho fatto, ha prodotto questo in me, eppure questa persona ha chiuso con me… che dolore!!

  106. il 107, sono sempre io, libera… perdono, ho dimenticato di firmarmi.

  107. bello poter rompere tempo e spazio e parlarsi per mezzo della Rete, ma certe cose vanno viste, vissute in presenza. Incontrare fisicamente persone e leggere insieme libri come:
    Si può vivere così? – Luigi Giussani
    Il senso religioso – Luigi Giussani
    Perchè la Chiesa – Luigi Giussani
    confrontare certe cose con le proprie esigenze elementari, giocarsi in una relazione tra persone.
    @lice

  108. xAndreaWHI: perchè, il mondo ti sembra felice?

    xLibera: Come ho scritto altre volte, più il tempo passa più mi convinco che la vita è misteriosamente positiva, e che anche il dolore più grande racchiude doni che non comprendiamo, non ancora almeno.
    Lo dico perchè l’ho visto accadere tante volte, a me per primo. Spero, prego, che anche a te presto accada di capire il senso di quello che ti è stato chiesto.

    x@lice: sì, dietro le parole ci sono persone. E sono queste le importanti.

  109. non mi pare così infelice, ma io vedo le cose in 4 dimensioni,:D
    e cmque trovo ridicolo accostare una religione alla felicità my 2 eurocent

  110. xAndreaWHI: Fortunato te che hai una vista così spettacolare…chissà quanto paghi di canone. Comunque, se vuoi capire perchè non è così ridicolo accostare una religione alla felicità dà un’occhiata a http://berlicche.splinder.com/post/17155459/La+ricerca+delle+felicità.

  111. Il prezzo è un pò altino che nessuno o quasi riuscirebbe a sopportare :D ma ne vale la pena

  112. Ancora una volta ho preso da te lo spunto e qualche riflessione per la trasmissione alla radio. Grazie perchè non tieni gelosamente nascosti i doni che Dio ti ha dato.

  113. #60 cara FLG, sono due giorni che penso a quello che hai scritto tu e gli altri, penso che potremmo andare avanti in eterno. Oggi mi è venuto in mente il punto della questione perchè parto da me. hai scritto bene che è Dio che pesca!
    Questo è il nodo! il riconoscimento di una relazione con Lui, è un rapporto fatto di concretezza che ti cambia la vita!Io non sono felice per una spiritualità o per delle teorie devote e pie…no sono felice perchè ho fatto e faccio continuamente esperienza del Suo Amore nei miei confronti e nei più piccoli particolari della mia vita. Ti parlo di cose che servono a vivere, e la lista potrebbe diventare lunghissima. Chi non fa esperienza del suo intervento continuo nella vita non può capire. Più mi fido e gli affido tutto più arriva tutto quello di cui ho bisogno.
    Amo la storia di Giobbe che ha perso tutto e ne chiese ragione a Dio, poi si è fidato e Dio gli ha ridato tutto!
    Questa è la mia vita. Certo che anch’io l’ho cercata per anni nei soliti posti e nei soliti luoghi. L’altro giorno pensavo che il mondo è bellissimo e che se potessi me lo girerei tutto, ma questa estate non posso andare in vacanza, ad un certo punto ho pensato che la bellezza era dentro di me e non avevo bisogno di altro, ho guardato fuori dal finestrino del treno e ho visto i campi di grano rossi di papaveri, erano bellissimi.
    Sono felice perchè sono certa di essere amata da Gesù Cristo e non ho più bisogno di uomini per sentirmi amata, o soldi per togliermi le voglie e chiudere i buchi, amo e Lui mi ama.
    Ciao cara

  114. GRAZIE iSLEMOON…
    libera

  115. …E ora che ne sará del mio viaggio? Troppo accuratamente l’ho studiato senza saperne nulla. Un imprevisto é la sola speranza . Ma mi dicono ché una stoltezza dirselo. Eugenio Montale

    Spesso è un imprevisto che ci cambia la vita… e ci rende felici!

  116. ho pensato che la bellezza era dentro di me e non avevo bisogno di altro
    Esattamente!!
    Il viaggio è solitario ma la compagnia (Dio) è talmente bastante che non cerchi (granché) altro ;-)

    Cos’è la felicità se non il sapere di essere amato nonostante te e tutto ciò che sei!?
    Da ragazza scrissi una “poesia” che diceva pressapoco così: “Grazie mio Dio, perchè so che mi amerai anche quando questo mio corpo sarà divorato dai vermi” :-D

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