I fiori della primavera

Lei finisce di parlare, ed io e Giovanni ci guardiamo. Gli altri hanno facce pallide, più pallide ancora del’altro ieri. Nessuno si muove per lunghi attimi.
Scattiamo nello stesso istante, senza parlare, scontrandoci per passare dall’uscio, fregandocene se ci vedono. Ormai è giorno fatto, e le strade sono affollate di gente venuta per la festa. Corriamo sull’acciottolato sdrucciolo, ancora umido, rischiando di spaccarci l’osso del collo, urtando i passanti che ci urlano dietro insulti. Corriamo fino alla porta, in mezzo agli asini indifferenti, ai cammelli ignari, ai mercanti incuriositi, alle donne che fanno la spesa, ai bambini vocianti che ci inseguono per un tratto ridendo. Rallentiamo, passiamo in mezzo alle guardie che non ci degnano di un’occhiata, siamo fuori dalla città. Giovanni si torce le mani, io sono sudato, ansimo, le gambe mi fanno male. Non parliamo, non osiamo, non osiamo sperare, non osiamo credere. A metà della salita mi fermo, non ho più fiato. Giovanni si volta, mi aspetta, ma io gli faccio cenno di andare pure. Quando riparto lui ha già imboccato il viottolo.

Il silenzio, alle tombe, è irreale. Non c’è nessuno. Giovanni è in piedi, davanti all’apertura. Immobile, mi attende. La pietra è di lato, macchiata dal rosso dei sigilli. Nell’aria c’è il profumo dei fiori della primavera. La tomba è buia, mi chino, entro. Una lama di luce illumina il sudario ancora legato, macchiato di sangue marrone, afflosciato, vuoto. "Giovanni," farfuglio. Lui entra. Vede. E, anche lui, crede.

Non scorderò mai il profumo di quei fiori.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 25 marzo 2008 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Adoro questo profumo è l’aria che mi permette di respirare, di vivere.

  2. Spettacolare!
    Ma chi è l’autore dell’illustrazione? Mi piace molto.

  3. L’illustrazione è di Eugene Burnand

  4. Buona Pasqua Berlic, a tutta la famiglia!
    Ciao, Cri

  5. Mi piace questa chiesa giovane, piena di fiato ed entusiasmo, che corre a gambe levate incontro al mistero. Mi piace soprattutto perchè si ferma sulla soglia e aspetta la chiesa più vecchia, dalle gambe doloranti, ma ricca di storia e di fede vissuta.

  6. Berlicche, io sono la persona meno adatta di tutte a citare le Scritture, ma una cosa vorrei dirti. Hai presente la parabola dei talenti?
    Questi ultimi post mettono i brividi, in senso positivo, sia ben chiaro. Adesso, danbrownate a parte, sembra sia una moda scrivere della e sulla vicenda umana di Cristo, e non si contano più i libri fantasy sul tema, più o meno credibili, più o meno avvincenti, più o meno sconfinanti nella blasfemia.
    Ma qui, anche se non sono un critico letterario, categoria per la quale oltretutto non nutro particolari simpatie, si percepisce la fede, oltre ad una straordinaria capacità narrativa ed espressiva.
    Non smettere di scrivere. Se poi vorrai continuare a condividere con i tuoi lettori il tuo lavoro, credo che ne saremo tutti orgogliosi e felici.
    Fernanda

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