Una lama nella notte

Il mio coltello è ancora sporco di sangue.
Sì, ho mirato per uccidere. Non capivo più niente. Ci si spintonava, e i bastardi erano armati, e quello ha detto qualcosa, non ricordo neanche cosa, e allora ho tirato fuori il coltello e ho colpito. Se non era svelto lo aprivo in due.
La ferita era comunque brutta, sanguinava come un porco. Credo che per poco non ci abbiano ammazzati tutti, erano molti più di noi e insomma, noi eravamo anche vecchi e ragazzini e gente per bene, che un coltello non l’ha avuto mai, mica tutti mezzi delinquenti come me. Io il ferro lo so usare, con il mio lavoro, e mi era già capitato di tirarlo fuori. Prima.
E pensare che quel Giuda è anche più svelto di me. Ma oh, guardate, l’avrei sgozzato se fossi riuscito a prenderlo.
Alla fine siamo scappati.
Mi fanno male i polmoni per la corsa. Ho la mano appicicosa per il sangue. Non ci capisco più niente. Non ci capisco più niente.
Volevo dargli il tempo per fuggire. Gliel’ho anche urlato, scappa, è te che vogliono. Con quello che l’ho visto fare, avrebbe potuto sbatterli tutti giù con una parola. Invece si è messo in mezzo. L’orecchio penzolava, quello sanguinava, e lui l’ha guarito. E poi l’hanno preso. E io sono scappato, tutti siamo scappati.
Il mio coltello è ancora sporco di sangue. Io, sono ancora sporco di sangue. Non so adesso cosa succederà. Sono solo un pescatore che per un attimo ha creduto di essere qualcosa di più. Un pescatore ignorante e rissoso, duro come la pietra, a cui qualcuno ha messo un nome troppo pesante.
Dove andrò? Chi mi salverà, adesso? Chi salverà tutti noi?

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Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 marzo 2008 su Apocrifatti, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. che bella…grazie!
    anche io avrei regito così…se non avessi saputo…
    anzi…su tante cose reagisco così..mio malgrado!
    ciao!
    diavoletta

  2. Chiamati a dispetto della nostra viltà, siamo scappati come codardi. Incapaci di difendere un amico.

  3. utente anonimo

    adesso o duemila anni fa , gli uomini sono sempre gli stessi. solo la Grazia li rende diversi.
    caposkaw

  4. mmm… per una volta caro Berlic, non sono completamente daccordo con te.
    Il racconto ha significati ben più profondi… non voglio fare esegesi ma bisogna considerare altri aspetti:

    1. Pietro è quello che già in passato aveva tentato di dissuadere Gesù dall’andare a Gerusalemme, con le conseguenze ben note.
    2. Nonostante Pietro (insieme a Giacomo e Giovanni) abbia assistito pochi giorni prima alla trasfigurazione, non ne aveva colto il senso, mostrandosi disponibile a fare tre tende sul posto e scordandosi di tutte le volte che Gesù aveva preannunciato non solo la Sua morte ma anche le modalità con cui sarebbe arrivata l’ora.
    3. Il servo del sommo sacerdote non era uno schiavo. Secondo la tradizione ebraica rappresentava in quel momento l’autorità superiore al capo delle guardie…. rappresentava il sinedrio (perchè il sommo sacerdote, non andando sul posto, inviava il suo servo).
    4. l’aver reciso l’orecchio con il suo comportamento impulsivo rappresenta tutte le volte che, seppur animati da buone intenzioni, tagliando l’orecchio agli altri li mettiamo in condizione di non poter ascoltare la Parola e allontanarsene.
    5. l’infelice traduzione del greco “Ego Eimì” in “sono io” perde molto… è più giusto pensare che Gesù abbia detto: “IO SONO” (ossia YHWH), motivo per cui al solo sentirlo le guardie sono cadute per terra.
    6. la meravigliosa azione di Gesù che sana l’orecchio a Malco rappresenta il fatto che nonostante i nostri pasticci c’è Lui e solo Lui che possa rimettere a posto le cose… finanche alla guarigione (conversione completa).
    7. alla fine potremmo anche dire che effettivamente Pietro non abbia detto il falso dicendo di non conoscere Gesù. Non è che aveva capito fino in fondo chi è il Figlio di Dio.

    Quegli uomini sono gli uomini di tutti i tempi.
    Solo che Pietro e gli altri avevano ancora la scusante di non aver “conosciuto” la risurrezione del Cristo.
    Noi, oggi, come possiamo giustificarci?

  5. Pietro; Pietro sono io. Come Barabba, o come ( Dio me ne scampi…), come Giuda! Traditore e smemorato; vile e pauroso; tutto proteso a giustificarsi, a cercare alibi alla propria azione. Vendere il cuore per una passione o un’idea maligna e autonoma. Il troppo ( che Dio ci ha dato ) a volte stroppia! Ma Egli ci conosce e ci perdona; conosce bene la “ pasta “ con cui siamo fatti ; perciò la letizia e l’abbandonarsi è l’unica mossa; realistica, ragionevole e appagante. Berlicche; ci vuoi proprio stuzzicare in questa Santa Settimana? Sei proprio un Diavolaccio…! Ma ti voglio bene perché non mi fai stare tranquilla…

  6. Mrsimmy, in che modo quello che dici contrasta con il mio scritto?
    Si possono fare tutte le esegesi che si vogliono, e possono anche essere corrette; ma un ignorante e rissoso pescatore di Galilea che ha appena accoltellato una persona, è sfuggito per un pelo alle guardie ed ha ancora il fiatone, e il cui “idolo” è appena stato arrestato non si ferma a fare esegesi.
    Esegesi la può fare tu o chiunque altro. A me interessava rendere viva quella notte di Gerusalemme, quando quel pescatore si è trovato le mani sporche di sangue e si è sentito perduto. Appunto perchè non aveva ancora capito un accidente di niente. Non l’abbiamo capito ancora neanche noi…

  7. utente anonimo

    grande! è bellissima l’immagine di Pietro nascosto nel buio, disperato e con il fiatone, che si incarna in noi.
    Con questa sceneggiatura ci facciamo un film da oscar, se ti va bene per la regia Mel Gibson gli faccio uno squillo oggi stesso ;)

  8. utente anonimo

    eroi io, ciao.
    brandavide

  9. Caro Berlic, hai ragione sul fatto che Pietro non possa essersi fermato a fare esegesi.
    E’ scappato, ma non per la paura delle mani sporche di sangue.
    Del resto lo troviamo poco dopo a scaldarsi al fuoco proprio insieme alle guardie.
    E’ scappato perchè non aveva capito nulla. Perchè aveva paura. Così come noi.

    Ma i Vangeli sono stati scritti in modo da poter dire altro oltre al semplice fatterello.

    Ed è per questo che continuo a chiedermi: noi che scusa abbiamo?
    Chi potrà giustificarci se non Cristo stesso?

  10. xMrsimmy: certo che non ha paura delle mani sporche di sangue. Ma si ritrova sporco, e senza Cristo, chi può lavare via il sangue? Chi può perdonarlo? Ricorda le parole di Gesù rivolte a Pietro: “Ho pregato perchè tu non perdessi la fede; quando ti sarai ravveduto, conferma i tuoi fratelli”. Qui siamo prima del canto del gallo. Qui c’è ancora un uomo che si fida della forza, della spada, e la cui forza improvvisamente non vale nulla.
    E, come noi, attende che qualcuno gli dica quella parola.

  11. x Berlic:

    Hai ragione. Siamo in attesa di quella parola, tutti.
    Oggi sto passando l’intero giorno a riflettere sulla morte:
    Cristo ha fatto nuove tutte le cose.
    Quella parola Lui l’ha detta.
    Quella Parola è Lui.

    Auguri fraterni, Cristo nostro Signore ti benedica.

  12. utente anonimo

    Lo rileggo ogni venerdi di Passione. Uno dei tuoi più belli, grazie ancora.

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