Clerostorica XI – Copernico e i giganti

La leggenda dice che ci siano ancora storici convinti che il Medioevo sia stato un’epoca buia. Probabilmente si tratta di una bufala, in quanto ormai da parecchio tempo è noto che, qualunque cosa dica Voltaire, quella fu un’epoca di profondo e veloce progresso che portò l’Europa a sorpassare il resto del mondo. La Rivoluzione Scientifica del sedicesimo secolo è figlia diretta della Scolastica dell’undicesimo secolo, a sua volta figlia della teologia cristiana. E’ la scolastica a trarsi per prima fuori dalle secche del pensiero filosofico greco. E’ qui che l’astrologia diventa astronomia, l’alchimia chimica.

Prendiamo Copernico (1473-1543). La vulgata che di solito si sente è che un oscuro canonico polacco scoprì per un lampo di genio il contrario di quello che tutti avevano sempre creduto, cioè che la Terra ruota attorno al Sole, e per questo fu perseguitato dalla Chiesa.
In realtà Copernico ebbe una educazione superba. Laureato in primo grado a Cracovia, una delle più grandi università del tempo, studiò altri tre anni e mezzo a Bologna, che di tutte era forse la migliore. Quindi quattro anni a Padova, e un un altro po’ a Ferrara, dove si laureò in legge canonica.
Fu nei suoi studi, dai suoi professori, che apprese le basi di quello che sarebbe stato il modello eliocentrico. Copernico non migliorò gli insegnamenti dei suoi maestri: tirò solo le conseguenze di quello che aveva appreso.

I greci credevano che il vuoto non esistesse, quindi i pianeti per ruotare e non fermarsi per l’attrito dovevano essere continuamente spinti. Dionigi il Piccolo (ca. 550), l’estensore del primo calendario cristiano, propose che fossero esseri angelici a farlo.
Guglielmo Occam (1340) suggerì che se invece nei cieli ci fosse stato il vuoto sarebbe bastata una spinta iniziale data da Dio per far girare i pianeti in eterno. Le idee di Occam furono portate avanti soprattutto a Oxford (da Burley e  Heytesbury, ad esempio) e Parigi.
Qui era rettore Giovanni Buridano, che aveva già demolito punto per punto la fisica aristotelica. Lui riprese la tesi di Occam e la estese, anticipando di fatto la prima legge della dinamica di 300 anni; e scrivendo una lunga discussione sulla possibilità che fosse la terra a ruotare, creando albe e tramonti, cosa che avrebbe richiesto molta meno velocità che non mettere in moto i corpi celesti.
Se Buridano la lascia come ipotesi, questa teoria fu abbracciata dal suo successore, Nicola d’Oresme (1325-1382), che dopo essere stato rettore a Parigi finì come vescovo di Lisieux. Fu proprio lui a superare l’obiezione del fatto che non c’è vento dovuto alla rotazione della terra, e una freccia lanciata in aria non finisce distante dal punto dove dovrebbe atterrare. Bastava pensare che anche l’aria e la freccia ruotano con il resto.
Dopo che i professori iniziarono ad insegnare queste nozioni, e quindi che non era più necessario che il sole girasse attorno alla terra per spiegare il sorgere degli astri, non mancavano che pochi passi per arrivare all’eliocentrismo. Nicola Cusano (che divenne anche lui vescovo) nel 1450 notò che ovunque un uomo sia, sulla terra, la luna o le stelle, gli sembrerà sempre di occupare un punto fermo, e che tutto il resto sia in moto.

Quindi quale fu il merito di Copernico? Poco più di proporre un modello del sistema solare con il sole al centro. Il resto del suo De rivolutionibus orbium coelestium era errato. Perchè, ancora ammaliato dalla filosofia greca, proponeva orbite circolari, inadeguate a spiegare il moto dei pianeti. Trovandosi così nella necessità di far fare capriole (letteralmente) ai corpi celesti per poterne calcolare la posizione. Finendo così con un modello decisamente più complicato e meno credibile di quello del vecchio Tolomeo. 
Se sappiamo così poco del lavoro dei suoi predecessori è perchè anch’egli, come Galileo, si "dimenticò" di citarli nelle sue opere. Anzi, Galileo fece di peggio: cercò di appropriarsi il merito di scoperte altrui, come il cannocchiale o le macchie solari. Che, prima di Galileo, erano state osservate da altri, ad esempio dal gesuita Christoph Scheiner. I quali non la perdonarono al pisano, e proprio l’ostilità di tanti accademici fu uno dei motivi dei suoi guai giudiziari. Eh, altro che "religione contro scienza"!

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 10 marzo 2008 su Clerostorica, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Ponderoso e bel lavoro Berlicche, ma dove vuoi arrivare?
    Stai forse dicendo che Buridano, Nicola d’Oresme Vescovo di Lisieux, il Vescovo Nicola Cusano si erano perfettamente resi conto che la Bibbia sbagliava ?
    Che non riportava quindi una verità assoluta, ma relativa?
    Pensa con quali enormi dissonanze cognitive (Vedi Wiki) convissero quei poveretti!
    Anche se così fosse l’onore di aver divulgato l’idea spetti a chi quell’idea la ha realmente divulgata, sfidando e pagando il prezzo di andare contro il comune pensare, in un epoca in cui questo poteva costare la pelle!

    Hai mai sentito parlare di Popovismo? Io ne sono entrato in contatto qualche tempo fa, una cugina residente ed allevata in USA sosteneva che tutte le invenzioni, dalla radio al telefono le avevano fatte gli americani, mancava poco che avessero anche costruito la Sistina! Non sapevo allora che la sindrome avesse un nome, Popovismo appunto, come la chiamano gli americani, che se la prendono con i russi perché secondo loro tutte le invenzioni nei secoli le aveva fatte invariabilmente uno accademico russo di nome invariabilmente Popof (Vedi wiki)
    Cioè, Una volta divulgata la scoperta tutti ne rivendicano la proprietà, sei sicuro di non esse un po affetto da Popovismo?

    Cristoforo Colombo curò questa sindrome con un uovo divenuto poi celebre….(vedi Wiki).

    # Mara nada. Tu l’hai detto: l’orchitoclasta
    #”Timeo hominem unius libri” (S. Tommaso d’Aquino)

  2. Nada, le mie affermazioni sono facilmente verificabili.
    Non può darsi che sia la tua idea sul medioevo ad essere sbagliata?
    PS: Copernico morì prima che la sua opera fosse pubblicata.
    Comunque, se indichi il link su wiki del tuo popovismo…

  3. utente anonimo

    guarda nada ho io il link della wiki che fa per te: qui

  4. pardon m’è partito l’invio.
    dicevo
    il link giusto è
    questo qui

  5. utente anonimo

    Lampisterio, non puoi pretendere di discutere solo con chi è d’accordo!
    Se poi pretendi che dopo un po che si discute uno cominci ad accettare acriticamente (per qualsiasi ragione) i punti di vista dell’avversario, questa non è più discussione, è suggestione ipnotica!

    Mara nada.

  6. utente anonimo

    No.
    Il fatto è che tu sei sempre, invariabilmente in disaccordo con qualunque cosa dica berlic, per mero pregiudizio, visto che quasi sempre le tue argomentazioni sono poco fondate e non giustificano il motivo del tuo esser contro.

    Ragioni quasi sempre cosi, e non è la prima volta che te lo dico.
    Questo commento ne è un ulteriore esempio, tirar fuori il popovismo in questo contesto è da barzelletta.

    Nota che non sei l’unico in disaccordo con berlicche, (vedi per esempio f.) ma sei l’unico che si becca continue “moratorie” periodiche da berlicche.

    Ci sarà un motivo, che dici?
    Contento te….

    Lampisterio.

  7. Lo stesso Cristoforo Colombo che navigava scrutando un cielo geocentrico e non di meno è arrivato dove è arrivato (ok, per sbaglio, ma c’è arrivato).

    Non so se sia stato detto in precedenti post, ma uno dei principali motivi per cui il sistema geocentrico ebbe tanto successo presso società astronomicamente molto evolute, e poi oppose tanta resistenza, è che -anche se nessuno lo dice più- funzionava. Funzionava davvero ed era semplice da gestire, al contrario di un modello eliocentrico (che uno dei più grandi matematici del ‘900, Poincaré, ancora considerava come “non definito”, e aveva le sue buone ragioni); tuttora sarebbe ben possibile ragionare in termini geocentrici, dato che come sappiamo ora (e ignoravano sia Galileo sia gli altri sceinziati di allora) il moto degli astri è reciprocamente relativo, ovvero non esiste alcun punto di riferimento “fisso” che consenta di stabilire che è il sole (e non la terra, o venere, o alfa centauri) a stare “fermo” (rispetto a cosa?) e il resto a girare intorno. Anche in questo, quindi, Galileo si sbagliava, e se Giosuè dice “fermati, o sole” la sapeva molto più lunga di lui…
    (va bene, non vi arrabbiate, è una battuta. Di Pulcinella…)

  8. In realtà la relatività del sistema di riferimento Nicola Cusano lo aveva intuito, anche se non aveva ancora le trasformazioni matematiche che solo più tardi altri avrebbero scritto. Che poi il modello Copernicano fosse bacato e complicato molto più di quello di Tolomeo era evidente: solo con Keplero diventa affidabile. C’è da dire che quanto a complicazione c’era però chi lo batteva: ad esempio Tycho Brahe. Pare che la sua fosse la teoria preferita da Urbano VIII…in ogni caso gli ha fruttato il più bel cratere lunare.

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