Clerostorica X – Eppure non si muovono

Molte persone pensano che Galileo sia stato torturato o imprigionato a lungo. In realtà la sua pena fu il confino dapprima nel palazzo di un vescovo amico e poi nella sua villa di Arcetri; e la recita dei salmi penitenziali che sbolognò alla figlia suora. Una pagina triste comunque.
 
Però che Galileo non era un isolato. Faceva parte di una rete di scienziati diffusa in tutta Europa, e che aveva i suoi nodi nelle università. Il lavoro di Galileo nell’astronomia fu fermato: ma in verità non conteneva niente di originale, eccettuata un’unica teoria che del resto era errata.
Altri proseguirono, riuscendo dove lui aveva fallito. E’ questo scambio di conoscenze fecondo – non era raro che i docenti universitari insegnassero in decine di istituti diversi sparsi in tutto il continente nel corso della loro carriera – che è l’humus nel quale sorge l’albero della scienza. In Europa, e non altrove. Perchè solo in Europa è sorto il fattore che ha causato la sua nascita, e precisamente il cristianesimo.
Perchè in Europa, alla fine del medioevo e non altrove? Prendiamo in esame quelle che avrebbero potuto essere culle alternative.

In Cina avvengono grandi scoperte tecnologiche, ma esse non portano ad una filosofia della scienza compiuta. Questo perchè gli intellettuali seguono una religione senza Dio; il sovrannaturale è un’essenza o un principio che governa la vita, ma impersonale, remoto e appartenente al regno del non-essere. Il Tao è un’essenza, yin e yang un principio. E questi non sono in grado di fare niente, non agiscono. L’universo è e sempre sarà; non c’è ragione di credere che funzioni secondo leggi razionali, nè che possa essere compreso in forme fisiche piuttosto che mistiche. Di conseguenza, gli intellettuali cinesi nei millenni hanno cercato illuminazione, non spiegazioni. Insomma, non pensavano che la scienza fosse possibile.

L’antica Grecia per secoli è sembrata essere sul punto di dare origine alla scienza; i suoi filosofi cercavano di spiegare il mondo con principi astratti e generali. Alcuni di loro erano osservatori accurati; ma alla fine tutto quello che ottennero furono filosofie non empiriche, o addirittura anti empiriche, scollegate dalla realtà, e poche isolate tecnologie. Questo perchè la loro immagine degli dèi era insufficiente a concepire un Creatore consapevole; e quindi pensavano l’universo come eterno e increato, procedente in cicli. Per finire, la loro concezione religiosa trasformava gli oggetti in creature viventi capaci di scopi, emozioni e desideri; cosa che ha dato il colpo di grazia alla ricerca di teorie fisiche.
Così Platone concepisce sì un Demiurgo, ma che lavora idealmente con forme perfette; i pianeti sono esseri vivi, i corpi cadono perchè amano la terra, e Aristotele afferma che si muovono perchè a loro piace così. La ciclicità del tempo rende inutile affaticarsi più di tanto, dèi capricciosi non possono scrivere leggi che valga la pena di trovare. Alla fine i Greci stagneranno per secoli, e non farà per niente bene ai Romani l’averne adottato la filosofia.

Non farà bene neanche all’Islam: i suoi filosofi migliori si impantanano in un aristotelismo dogmatico che alla lunga non li porterà da nessuna parte. D’altra parte l’Allah islamico è un dio assai attivo, e sorse presto l’idea che scrivere le leggi della natura sarebbe stato equivalente a volere limitare Dio nel suo volere: insomma, blasfemia. Se Dio fa quello che gli pare, non si possono scrivere leggi per l’Universo. Dopo alcuni progressi in astronomia e medicina anche per l’Islam la corsa si arresta.
La scienza comincia proprio quando la filofia Scolastica scarta l’aristotelismo grazie alla nozione che la missione dell’Uomo è conoscere l’Universo che Dio ha creato. Come vedremo.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 7 marzo 2008 su Clerostorica, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    i cristiani possono osservare il mondo e le leggi che lo governano perché il mondo è un meccanismo creato da Dio. la storia della creazione raccontata nella genesi è l’unica tra tutte le mitologie che raffigura il mondo e l’universo come una serie di oggetti creati e disposti in ordine. sta poi all’uomo trovarvi una razionalità, e l’uomo la trova perché è immagine e somiglianza di Dio.
    altrimenti non si spiegherebbe il fatto che l’universo è razionale, o che lo è l’uomo. le due cose devono per forza essere in relazione, non può essere casuale il fatto che ci sia un universo fatto in un certo modo, e che ci sia una creatura (per il poco che ne sappiamo, l’unica) che riesce a comprenderne il funzionamento fin nei dettagli più minimi….
    baron litron

  2. utente anonimo

    Hai letto la figlia di Galileo della Sobel?

    In fondo, Galileo non era poi tanto meglio di Aristotele, specie quando contraddetto.
    Tuttavia la chiesa rimaneva geocentrica, nonostante Urbano VIII vantasse cultura e fosse uomo di scienza, questo non gli impedì di usare il potere contro la discussione in atto in tutta europa (i cinesi lo sapevan già).
    Insomma per dire, al tempo per disquisire di scienza si dovevano scrivere sonetti e rappresentazioni, oggi il relativismo è bollato da Ratzinger come il peggior nemico dopo la secolarizzazione.
    Non mancano nemmeno figlie suore per sbolognare indulgenze, son là tutte ordinate, in parlamento.
    A relativizzare sembra il tempo non sia affatto passato.

    skunk
    (simplicio)

  3. utente anonimo

    skunk
    ma cosa stai vaneggiando.
    david

  4. in virtù del relativismo caro skunK stai vaneggiando!! dici un sacco di fesserie come in base al relativismo tutto sarebbe fesseria…..ergo….

  5. utente anonimo

    #3 e #4, non mi piace per nulla il vostro tono.

    Tenete a freno la lingua, prego. Oppure, se proprio dovete aprire la bocca, argomentate invece di sparare missili Sting….

    Icaro

  6. No, non l’ho letto.
    Sul geocentrismo ne parleremo.
    Gli altri, tutti, per cortesia leggere la colonna di destra.

  7. A volte mi chiedo se questa scienza meccanicista sia stata un bene.
    Non lo so

  8. utente anonimo

    A dire il vero non è esatto dire che Galileo non fu torturato. Gli furono mostrati i ferri della tortura, ma lì ebbe paura ed abiurò, si può parlare di tortura psicologica. Se avesse avuto più coraggio (ma non gliene faccio una colpa!!) sarebbero di certo stati usati, e se avesse insistito sarebbe forse finito come Giordano Bruno. Cerchiamo infine, per favore, di non sminuire l’importanza capitale del lavoro scientifico di Galileo: l’astronomia è una parte dei suoi interessi, ma sono anche importantissimi gli studi di meccanica e l’enunciazione del principio di relatività galileiano.

    Andrea

  9. Nel post non hai enumerato l’ebraismo. Personalmente mi domando se le radici della filosofia della scienza non potrebbero farsi risalire, dalla tua analisi, addirittura alla concezione del Creato proveniente dall’Antico Testamento.
    Nell’antichità i popolo di Israele si scontrò con i limiti di una situazione politica ed economica difficile. Ma non credo sia casuale il contributo di scienziati di educazione ebraica (Einstein stesso) alla fisica del nucleare.
    Ciao,
    Rik

  10. utente anonimo

    E’ un buon libro Berlic, basato sul carteggio di Galileo con la figlia in convento.
    Dava Sobel, giornalista scientifica americana, ebrea, unisce il piacere della narrazione a quello della divulgazione. Ha scritto anche Pianeti (!), il suo capolavoro è Longitudine.

    skunk

  11. x skunk: l’ho visto in libreria. Forse un giorno riuscirò anche a procurarmelo e a leggerlo. Sigh, so little time, so much to do…

    xAndrea: Il lavoro di Galileo che tu citi fu pubblicato dopo la sua condanna, e non ebbe nessun problema. Certo che fu un grande, uno dei più grandi; ma tra lui e Giordano Bruno c’è una bella differenza. Tanto per dirne una, Galileo era un devoto cattolico e sapeva di avere torto.

    xRik: certo! ne parlerò nell’ultima parte.

  12. utente anonimo

    vorrei avere solo il tempo per rispondere a tutte le castronerie dette. detto solo a difesa dei cinesi, dove sta scritto che cercassero l’illuminazione, insieme al tao e alla dottrina dei due principi? stai facendo un calderone di periodi e correnti di pensiero diversi, come mettere insieme i giansenisti con i dadaisti… per la cronaca, lo sviluppo tecnologico (e di filosofia della scienza) si è arrestato in cina dopo la dinastia Ming, anche a causa dell’immobilità dello stato e del sistema di accesso alle cariche pubbliche degli esami imperiali.

    saluti f.

  13. f., aspetterò che tu abbia tempo…in modo che tu mi dettagli quali sarebbero le castronerie.

  14. utente anonimo

    bel lavoro.

    lo si nota sopratutto per il fatto che tutti quelli che nessuno, per ora, ha tirato fuori uno straccio di argomentazione contraria decente, solo posizione pretestuosamente contrarie e citazioni nebulose…

    Lampisterio.

  15. utente anonimo

    @ f.
    vorrei ricordare che in Cina lo sviluppo tecnologico si arrestò intorno al III secolo DC. le poche innovazioni postume furono o importate dall’estero (per esempio il cannone dai mongoli), oppure abbandonate perché giudicate inutili (per esempio la navigazione strumentale).
    in questo la dinastia Ming non fu molto diversa dalle precedenti e dalla successiva Qing. il motivo è evidente da chiunque conosca un minimo la storia cinese: controllo, controllo e controllo, unito alla grande ricchezza di materiali già pronti all’uso, al disprezzo totale per la tecnologia e i tecnici, al rifiuto del pensiero scientifico. in tutta la filosofia cinese, che si arresta comunque intorno al III secolo AC, gli unici che fanno qualche osservazione di tipo naturalistico, pur senza approfondirla, sono i taoisti, Zhuangzi in particolare.
    ecco perché quando si trovarono a combattere per la prima volta con gli europei, all’inizio dell’800, l’esercito era ancora fermo ad arco e frecce…
    quanto all’illuminazione, era ricercata da alcuni. la maggior parte di cinesi, allora come ora, si limitava a cercare di sopravvivere, al potere politico grazie alla filosofia confuciana, agli altri cinesi grazie al taoismo. l’illuminazione, e la sua ricerca, erano riservate ai monaci, che infatti vivevano fuori dalla società. o meglio, finchè si limitavano a vivere fuori dalla società erano lasciati in pace dal potere imperiale, che invece si prodigava in cruenti, imparziali e fruttuose persecuzioni quando si trattava di ridurre il potere dei monasteri buddhisti e taoisti, e ricondurre al demanio le terre che i monaci incameravano – esentasse – in seguito alle annate di cattivi raccolti… ma la storia diventa poi troppo lunga…
    baron litron

  16. utente anonimo

    Cribbio, era una partita di calcio e non me ne ero accorto!!!
    A già, non mi piace il calcio…
    ;)

  17. utente anonimo

    MynameisRik:

    Ma scherziamo?
    Einstein ha dimostrato che tutto è relativo!
    Voglio vedere come accordano questa scoperta con l’idea che la scienza è fatta a maggior gloria di Dio, che considerano assoluto!

    Mara nada.

  18. guarda che Einstein non ha mai detto che tutto è relativo.

    figurarsi se lo ha dimostrato.

    http://www.emsf.rai.it/aforismi/aforismi.asp?d=101

    ciao,
    diavoletto di Maxwell

  19. C’è una confusione mica male tra la teoria della Relatività e quella del relativismo!! :D
    E comunque noto che la stragrande maggioranza degli interventi contrari alle affermazioni (documentate) di Berlic non hanno una benchè minima base altrettanto documentata. Ne deduco che si tratti di pregiudizi…

  20. Mi comunque impressionato vedere come parti della teoria della relatività fossero già state intuite dagli scolastici medievali, come Cusano o Oresme. Gosh.

  21. @ Mara nada
    Come hanno già detto altri, Albert Einstein non ha mai parlato di relativismo.
    E confidando nell’esistenza di un Assoluto, già presente da prima che si potesse contare il tempo, un credente non ha difficoltà a vedere anche il passare dei secoli come qualcosa di relativo.
    Ai tuoi occhi, mille anni
    sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. (Sal 90,4)

  22. utente anonimo

    Toh ed io che credevo che la teoria della relatività iniziasse spiegando che il fenomeno osservato dipende dall’ osservatore e sue relative condizioni fisiche…..

    Lo diceva già il Buddha 2500 anni fa…

    Mara nada.

  23. utente anonimo

    MynameisRik!
    Relativista anche il salmo?

    Mara nada.

  24. utente anonimo

    Peccato che nella teoria della relatività Einstein abbia dato per scontato che la velocità della luce sia un valore assoluto.

    Domenicotis

  25. utente anonimo

    http://www.teknemedia.net/magazine/dettail.html?mId=643

    Sempre relativamente ad un osservatore!

    Mara nada

  26. “..ma emergeva come costante oggettiva soltanto la velocità della luce..”

    Domenicotis

  27. utente anonimo

    “Abbiamo la sensazione diffusa che Einstein ci abbia lasciato il concetto di ‘Tutto è relativo’. Non c’è niente di più sbagliato. Infatti se tutto fosse relativo non ci sarebbe più nulla con cui stare in relazione e quindi nel mondo fisico tutto è relativo ad un osservatore.”

    Mara nada

  28. domenicotis lascia stare…
    nada come al solito gioca con le parole.

    lui usa l’aggettivo relativo per dire che la realtà esiste solo se è “osservata” da una mente (e quindi è rlativa alla mente che l’osserva).

    einstein usa l’aggettivo relativo nel senso di ciò che varia nell’osservazione dello stesso fenomeno da un osservatore ad un altro. tant’è che era alla ricerca di ciò che non varia e voleva chiamarla teoria dell’invarianza ( oltre alla velocità della luce trova anche un concetto di separazione tra due eventi che è invariante dall’osservatore)

    per cui stiamo parlando di due cose diverse. anche se tu gli dici che tutti gli osservatori misurano la stessa velocità della luce a lui non glieene importa niente, perchè gioca con l’altro significato.

    qualunque cosa tu dica, lui dirà sempre che per Einstein tutto è relativo.

    lascia perdere,
    non ne vale la pena.

    ciao,
    diavoletto di Maxwell

  29. utente anonimo

    Complimenti diavomaxwell per aver così esattamente compreso, spero possa esserti utile per il tuo progresso spitituale.

    Ciao mara nada.

  30. grazie,
    non è che sia una cosa complicata da capire, e ce lo hai detto talmente tante volte che… insomma… sarò un po’ gnucco… però… dai… non completamente.
    :-)

    poi c’è il fatto che non sono d’accordo (o meglio… non è che ritengo sia del tutto sbagliato, però è come prendere un fattore che getta un po’ di luce sull’esperienza, se la luce ti va negli occhi, abbagliandoti, non ti fa vedere gli altri fattori: “l’errore è una verità impazzita”)

    con simpatia,
    buona giornata,
    diavoletto di Maxwell

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