Clerostorica VII – Il giudizio e le pene

Chi va in una delle città medievali che costellano il nostro paese e non solo ha un’alta probabilità di imbattersi nei simpatici, allegri e un filo morbosi “Musei della tortura”. Ovviamente è l’Inquisizione che compare nei manifesti e nelle locandine; poi, quando si vanno ad esaminare nei particolari gli strumenti (quelli originali) si scopre invariabilmente che facevano parte invece della “dotazione” del signore locale. Già, perchè l’Inquisizione obbediva a regole strette che, a differenze di quelle civili, non prevedevano l’uso della tortura come mezzo preferenziale. Possediamo parecchi manuali ce le descrivono. Possono essere così riassunte:

• L’inquisitore giudica solo i battezzati, non ebrei e musulmani.

• Giunto sul posto, si presenta al vescovo, riunisce la popolazione, ordina che gli siano riferite notizie su eresia ed eretici (Editto di fede).

• Subito concede il perdono ad ogni eretico che si presenta spontaneamente, si pente e denuncia i complici (Editto di grazia).

• Concede per editto un mese di tempo (tempo di grazia) per ricevere denunce, ascoltare confessioni, interrogare a piede libero i sospetti.

• Obbligatoria la presenza del notaio (una novità per l’epoca) che mette per iscritto tutte le fasi del procedimento, deposizioni, testimonianze.

• L’interrogatorio del sospetto avviene in presenza di testimoni. L’imputato può ricusare giudice e testimoni se dimostra che sono prevenuti contro di lui.

• L’imputato può difendersi, anche se con limitazioni. Si avvale di un avvocato difensore.

• Il tormentum (tortura) è limitato, dura al massimo mezz’ora, non può essere ripetuto, non deve procurare né la morte né mutilazioni. Avviene in presenza di un medico. Quasi sempre non viene comunque praticato perchè ritenuto strumento inadatto a raggiungere la verità sui fatti.

• L’inquisizione istituisce la giuria, che prende visione degli atti processuali, si pronuncia sui fatti e sulla pena da infliggere. Ascoltato questo parere, l’inquisitore emette la sentenza.

• Se l’imputato è innocente, viene assolto. Se è colpevole per ignoranza, una volta chiarito l’errore, non viene punito. Se confessa e abiura il proprio errore, è soggetto a lievi punizioni, come la recite di preghiere o il vestire di sacco. La condanna al carcere è, in genere, per brevi periodi. Non esiste l’ergastolo. È possibile il trasferimento di detenuti anziani o ammalati in casa o convento, la semi-libertà, la licenza per buona condotta o per attendere al lavoro dei campi. Gli inquisitori possono attenuare le pene.

• Se recidivo, il colpevole è consegnato al “braccio secolare”, ovvero alla giustizia penale che applica le pene previste dalle leggi civili.

• Ma prima dell’esecuzione si opera in tutti i modi, facendo intervenire parenti, amici, persone prestigiose, perché il condannato si ravveda e gli sia risparmiato il rogo.

• La condanna al carcere può comportare una breve detenzione oppure la prigionia “perpetua e irremissibile”. In realtà, la detenzione definita “perpetua” non dura più di cinque anni, se il detenuto si pente, e quella “irremissibile” circa otto; condanne come quella “al carcere perpetuo per anni uno” sono di ordinaria amministrazione nei dispositivi inquisitoriali. La pena dell’ergastolo sarà una “invenzione” del Settecento illuminista.

Come si vede siamo in un regime assai più garantista di quello di tante epoche successive. Anche per questo le condanne saranno in percentuale bassissima rispetto al numero di processi. Certo, erano altri tempi: al giorno d’oggi nessuno si sognerebbe di condannare persone perchè vogliono imporre un diverso ordinamento politico, creano organizzazioni segrete o negano quelli che sono considerati dogmi storici, vero?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 4 marzo 2008 su Clerostorica, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Una domanda,prima di scrivere e voler argomentare che l’INQUISIZIONE era democratica cosa ti sei fumato?
    E poi il titolo ,vuoi parafrasare il Beccaria “Dei delitti e delle pene” un altro mondo ,un altissimo e filosofico modo di punire giustamente e democraticamente.
    La inquisizione era partorita dalla religione cattolica di quel tempo ,un misto di ignoranza voluta e di prevaricazione contro i dissenzienti il tutto basato sulla rivelazione e non sulla ragione,come o,purtroppo,oggi
    Ciao.robin

  2. Ho parlato di democrazia, da qualche parte?
    Credo che ragionare sui fatti e non sui preconcetti, magari leggendo attentamente il post e quelli precedenti, aiuterebbe.

  3. Diciamo che è una storia totalmente diversa rispetto a quanto propagandato finora…Anche perchè, se non sbaglio, i documenti sull’Inquisizione sono stati resi noti da pochissimi anni…ma nel frattempo si son sprecati chili di carta per scrivere fandonie, per la maggior parte. I fatti storici, poi, andrebbero valutati nelle circostanze storiche in cui sono avvenuti, e non con la consapevolezza raggiunta successivamente…
    Tra l’altro trovo una straordinaria somiglianza col modo di procedere della giustizia attuale. Sbaglio?

  4. xGaddhura: non sbagli.
    E, occorre aggiungere, è realmente impressionante quanti documenti falsi ci siano in circolazione. C’è gente che consciamente ha falsificato documenti presi per buoni per decine o centinaia d’anni. Sto scoprendo che praticamente ogni “frase celebre” che conosciamo è stata inventata di sana pianta…

  5. è interessante che quelli che attaccano l’Inquisizione probabilmente sono tutti dei sostenitori del giustizialismo alla Di Pietro e alla Beppe Grillo – giustizialismo di uso quotidiano in Italia e che applica modi e sistemi simili proprio a quelli (poi neanche del tutto vero, come possiamo vedere leggendo le utili informazioni di Berlic) dell’Inquisizione: il modello di carcerazione preventivo con conseguente detenzione dell’indagato FINO A QUANDO NON CONFESSI OPPURE CONFESSI COSE FALSE PUR DI USCIRE DI GALERA (sistema usato centinaia di volte durante tangentopoli) è esattamente quello dell’Inquisizione.

    eh.. ma l’Inquisizione usava la tortura… ma quanti disgraziati si sono suicidati durante tangentopoli grazie al sistema Di Pietro- Inquisizione moderna?

  6. In realtà un paio di differenze fondamentali ci sono. Nei tribunali dell’Inquisizione se ti dichiari pentito non hai praticamente nessuna conseguenza, perchè l’accento è sulla conversione della persona. Nell’istante in cui riconosci di avere sbagliato l’inquisizione perde interesse in te, perchè sei già recuperato. Questo perchè il reato è di carattere spirituale.
    Nella concezione moderna invece è la pena che recupera: ovvero, anche se ammetti di avere sbagliato devi scontare lo stesso la identica punizione.

  7. Ciao Berlic e grazie per la tua battaglia in nome della Verità! Puoi darmi qualche indicazione bibliografica/fonte per approfondire questa e le questioni precedenti? Anche i manuali scolastici, purtroppo, si uniformano a opinioni correnti, per lo più approssimative se non errate…
    Anna Maria

  8. xAnnaMaria: Ho appena terminato di leggere “For the Glory of God” di Rodney Stark, che essendo oltre tutto protestante (e si vede) non può essere accusato di essere pro-cattolico quando dà giudizi positivi sulla Chiesa. Oltre a tesi molto interessanti ed una quantità di dati inediti ha un’eccellente bibliografia.
    In italiano molti argomenti sono trattati, in modo semplice ma puntuale, sulle raccolte di articoli di Messori (tipo “Pensare la Storia”). Puoi trovare anche link utili nei miei, qui di fianco. Se vuoi qualcosa di più specifico poi mi fai sapere.

  9. utente anonimo

    una volta lessi un libro su un tale che, mi pare nel 14° o 15° secolo (mi spiace di non essere più preciso…) fu denunciato al tribunale dell’inquisizione per delle sue stranissime teorie ereticali… per lui gli angeli erano vermi nel formaggio universale (???), insomma un cumulo di assurdità e sciocchezze (e non era pazzo, il tale. era convinto di quello che diceva)
    fu processato e condannato a portare una veste speciale (che lo denotava come eretico) e gli fu imposto di rinunciare alle sue credenze (oltre che blasfeme , sciocche).
    dopo un certo tempo, finì sul rogo….
    ….
    il tempo in questione erano stati 10 anni… in tutto questo periodo, non aveva nè abiurato l’errore, nè era stato molestato dall’autorità…
    come si dice , errare è umano e perseverare è diabolico…
    se per il nostro pensiero non si può punire una persona per le sue convinzioni (per quanto assurde siano) provate a pensare come in quell’epoca, dove non era possibile un pensiero dissidente (almeno strombazzato)…
    caposkaw

  10. Un libro breve e divulgativo è “La vera storia dell’Inquisizione” di Rino Cammilleri.

  11. Grazie Berlic e grazie a tutti, mi metto alla ricerca!
    Anna Maria

  12. Un breve commento a caposkaw per quanto riguarda l’eresia.
    Di per sè le convinzioni personali anche eretiche non erano condannate; abbiamo documentazione fin sulle orecchie di gente nel medioevo che sostiene liberamente le tesi più disparate. Ma queste non meritano attenzione finchè quelle persone non cominciano ad insegnarle e sostenerle come verità. E’ lì che scatta la differenza; perchè, come sta scritto, non bisogna avere timore di chi ti minaccia il corpo ma di chi ti minaccia lo spirito. Se una persona mette a rischio la tua salvezza eterna con una falsa dottrina, in una visione religiosa è molto più pericoloso di un serial killer.

  13. bhe c’èda dire che neanche Dio ha tolto ai diavoli il potere di indurci in tentazione, con che diritto può farlo la chiesa… Mi sa di sottile demagogia questo post….

  14. FF2, se tu conoscessi qualcuno che insegna, mettiamo, a fare bombe e a piazzarle davanti alle scuole, che fai: lo lasci fare perchè è suo diritto “indurre in tentazione”?

  15. utente anonimo

    infatti berlic, la tua precisazione completa perfettamente la mia storia.
    il personaggio non è stato condannato al rogo quanto sostenitore di teorie strampalate, ma perchè le divulgava spacciandole come verità.
    e che uno spacciatore sia stato abbruciato dopo dieci anni , vuol dire che c’è stata un’enorme tolleranza da un lato , e un’enorme impenitenza dall’altro…
    caposkaw

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