Le vetrine dell'istante

Fate la prova, se non mi credete. Andate in una libreria o nel reparto libri di un supermercato e date un’occhiata ai volumi in vendita. I best-seller, le copertine del momento.
Vedrete manuali su come vivere l’amore occasionale, romanzi più o meno ripetitivi, qualche manuale di magia, raccolte di barzellette. Dubito che troverete qualcosa che si innalzi più di qualche centimetro dalla quotidiana banalità. Qualcosa che spieghi la vita, o almeno tenti di darle un senso. Al massimo si insegna come occuparla. Senza pensarci troppo.

Perchè è raro trovare un libro cristiano, e sembra siano solo i cristiani ad occuparsi ancora dell’oltre, del mistero, del senso, dell’eterno. Il fatto cristiano è ininfluente per i libri in vetrina, come per la vetrina della televisione o del cinema. Lì regna il vivacchiare: anche il vivacchiare alla grande, che è pur sempre un vivacchiare. Il niente ostentato. Sembra siano i soli cristiani ad opporsi al niente che impera, e che questo sia il motivo per cui vengono attaccati da coloro che di quel niente sono sacerdoti.

Tutte le questioni sono in fondo questo: chi cerca di ridurre l’uomo a istinto animale che vive un infinito presente, a oggetto di compravendita, a strumento che serve finchè è utile, a niente manipolabile; e chi si oppone, perchè nell’uomo c’è l’infinito. E’ tutto qui l’accalorarsi, la discussione, la lotta. Che nelle vetrine dell’istante è già perduta.
Quanti sono i cristiani? Dove sono, i cristiani? Quanto dureranno pressati, vessati da ogni parte, questi stolidi, impudenti, ignoranti, ostinati cristiani?

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 febbraio 2008 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Per cause tecniche Clerostorica III è rimandata a domani.

  2. Già!!!
    Me lo chiedo spesso: CHI ME LA FATTORE?
    Mi sono sposato ed ho deciso di mettere al mondo dei figli. Ma soprattutto come fo ad insegnare hai miei figli Gesù Cristo. Purtroppo mi accorgo sempre più spesso nel quotidiano che i cristini che verramente credono nella Resurrezione di Gesù, Dio fatto uomo sono una minoranza; molti i più sono solo cristiani per abitudine.
    Però mi dico chi sono io per giudicare? Probabilmente sono meglio di me? E poi se verramente credo in Gesù devo solo mettere in pratica la sua parola e cercare non di essere perfetto ma di testimonianza si e forse, così, riuscirò ad essere anche un buon esempio.

    David

  3. Proprio stasera un don a me molto caro, mi ha detto che il purgatorio sarà come un istante dove vedremo passare in un lampo i nostri peccati e proveremo vergogna per il tempo perso, per tutto ciò in cui non abbiamo dato ragione del perché della nostra fede nel Signore.

  4. Già adesso, a volte, mi prende l’angoscia per il “tempo perso, per tutto ciò in cui non abbiamo dato ragione del perché della nostra fede nel Signore” . . . Ma evidentemente, la strada è segnata, il seme è gettato! . . . proprio ieri sera, mi sono trovata in mano un foglio (e poi un giornale) dove si consiglia di leggere il libro “Il miracolo di Padre Malachia” e “La familiarità con Cristo” . . .
    A presto, R

  5. Ot: Domanda per Berlic: Credi a Medjugorje?

  6. Pochi in questo inferno sono quelli che si interessano di filosofia, ancora meno quelli che si interessano di religione, quasi nessuno poi la pratica veramente, (a mio parere è una questione di mentalità) se le religioni poi si escludono, si contraddicono e si disprezzano vicendevolmente….

    # Mara nada
    # Tu l’hai detto: l’orchitoclasta
    #”Timeo hominem unius libri”
    # (S. Tommaso d’Aquino)

  7. Per il reparto libri di un supermercato sono d’accordo con te, ma da queste parti ci sono ancora librerie serie, I libri di ricerca di significato della vita sono di solito disposti in prima fila, dinanzi all’entrata, spaziano da Osho Rajnesh al Dalai Lama passando per Krishnamurti e Zen, vendono bene, c’è interesse, ma forse questi sono quelli che tu chiami libri di magia…
    Qualche tempo fa una organizzazione volontaria di lotta al
    cancro ha organizzato da queste parti una serie di conferenze, le ultime tre delle quali sul tema della morte, hanno fatto il pienone, c’era gente seduta perfino sugli scalini, da queste parti il tema è sentito, sono le risposte che scarseggiano…

    # Mara nada
    # Tu l’hai detto: l’orchitoclasta
    #”Timeo hominem unius libri”
    # (S. Tommaso d’Aquino)

  8. Sul quanto dureranno sono fiduciosi: hanno retto 2000 anni, azzarderei che resistiamo fino alla fine del mondo. Anche perchè ne siamo il sale, senza non ci sarebbe più gusto.
    Un Pietro autoincensatore, oggi che ricorre la festa della Cattedra di S. Pietro (e anche un certo anniversario…)

  9. Caro Pietro, è probabile che resistiamo…il problema è in quanti ce la faremo. Ad ogni buon conto, resistiamo stretti attorno a quella cattedra a cui è stato garantito appoggio.

  10. cristiani…. chi sono costoro?

    in un giorno specialmente pieno di grazia come è il 22 febbraio da tre anni a questa parte, mi permetto la mia banalità di turno…
    penso a un (povero) un cristiano che si sforza a seguire le indicazioni di Santa Madre Chiesa, e cioè cerca di fare astinenza dalle carni il venerdì di quaresima, ma in qualunque bar durante la pausa pranzo della popolosa (e cristiana? ma và…) Milano si trova offerte abbondanti libagioni a base di carni, carni e anche prosciutti vari.. una insalatina? no, troppo impegnati i dipendenti comunali a fare il menù speciale per i membri di altre religioni, quello sì e tutti i giorni dell’anno, mica solo al venerdì di quaresima…

    cristiani.. chi erano costoro?

    (scusate la banalità, si torni ai commenti seri, io vado a farmi una scatoletta di tonno)

  11. Ciao Diavoletto!
    Temo che il Nemico si sia organizzato bene, temo che non riusciremo a sbarazzarci di quegli uinsulsi esseri…i “cristiani” come li chiami tu, sono particolarmente tenaci, ostinati, perserveranti, inclini al sacrificio, testardi nel voler andare a fondo della realtà!
    Per nostra fortuna, però, non sono tutti uguali!
    Se riusciremo a far serpeggiare l’idea che in fondo per loro non vale la pena resistere fino al sangue (come li invitava quel mitomane di san paolo), forse c’è una speranza per noi diavoli!
    La cosa che mi spaventa di più, è la leggenda secondo cui il Nemico dia loro la forza per camminare verso di lui…potrebbe essere questo l’imprevisto fastidioso che rovinerà i nostri piani…
    un abbraccio diabolico!
    Diavoletta Franceskina

  12. credo che tu abbi a ragione quando dici che il cristiano è colui che si “occupa” dell’ancora olter, c’è però una cosa che mi è parso di notare in chi “non se ne occupa”, ed è che sì, si può tentare in tanti modi di ridurre l’uomo ad un feticcio, ma in fondo in fondo, quel senso di vuoto da cui chiunque vorrebbe scappare, quella insoddisfazione mortale in maniera più o meno incosapevole attanaglia tutti.

    All’uomo la scelta se far finta di niente e lasciasi morire come nella poesia di Neruda, oppure opporsi e iniziare ad occuparsi dell’infinito come di una dimensione che ci appartiene.

  13. Hai ragione, infatti quando c’è un libro, o un film, o un telefilm che va oltre…piace.

  14. Non sei mai passato per le catene di Supermercati Coop in provincia di Trento vedo.. devi sapere che lì per merito di una persona di mia conoscenza abbiamo IL SENSO RELIGIOSO in scaffale, e anche qualche altro tomo del Giuss!!!!!

    Icaro

  15. Carissimo Berlic,
    i supermercati ci propinano quello che va bene per le “masse” e le masse purtroppo si accontentano di “sopravvivere”.

    Ho letto da poco un libro (non cristiano, anzi l’autore si dice ateo) che davvero spinge a dare più valore ad ogni cosa perché nulla è scontato, che spinge ad amare la vita e viverla amando e impegnandoci in ogni gesto e ogni momento perché tutto ha un suo senso. Un libro che parla di vivere e non di sopravvivere.
    Il titolo è “Lo scafandro e la farfalla” (mi dicono sia in uscita il film) e l’autore è Jean-Dominique Bauby, l’ex caporedattore di un’importante rivista di moda che in seguito ad un ictus e a un coma, ne è uscito con tutte le funzioni motorie deteriorate e capace di muovere solo la palpebra dell’occhio sinistro.
    Buona domenica,

    Luce

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