Clerostorica II – Canonici

Se alla domanda 2 del test avete risposto "a"…allora probabilmente avete letto il "Codice da Vinci".
E’ proprio in quel romanzuncolo che si trova infatti la frase "Più di ottanta vangeli sono stati presi in considerazione per il Nuovo Testamento…Costantino commissionò e finanziò una nuova Bibbia". Che non sta nè in cielo nè in terra.

L’evento cristiano, a partire dal suo inizio, è un evento storico ed è verificabile con i documenti come ogni altro fatto.
Ora, sappiate che gli antichi testi manoscritti su cui si basa la nostra conoscenza di un particolare autore si chiamano "codici". Di Orazio abbiamo circa 250 codici. Di Platone una decina. Di Tacito tre. Del Nuovo Testamento 5300 circa, e dei Vangeli in particolare pressapoco 2100.
L’autore classico con il codice più antico è Virgilio, e risale a circa 350 anni dopo la sua morte. Per Cesare addirittura 900 anni dopo, Platone 1300, Eschilo 1500. Nessuno, che io sappia, ha mai dubitato della loro attendibilità. Come vedremo poi, i più antichi documenti del Nuovo Testamento risalgono a poche decine di anni dalla data della loro probabile stesura.

Esistono altri vangeli, i cosiddetti "vangeli apocrifi". Sono circa una decina quelli di cui si hanno notizia. Di ognuno restano pochissimi codici, a volte solo frammenti. I più importanti sono lo Pseudo Tommaso, il Vangelo di Pietro, l’apocalisse copta di Pietro, il Vangelo copto di Tommaso, il Vangelo di Maria, il Vangelo di Filippo. Ma mentre i Vangeli canonici sono scritti in ambiente evidentemente palestinese, e con una sana dose di verosomiglianza, tutti gli apocrifi appaiono ad analisi filologiche come redatti molto più tardi (anche 300 anni dopo), scritti in un contesto diverso e con uno stile spesso esagerato.
Gli antichi autori citano spesso i Vangeli canonici: ad esempio Papia, vescovo di Gerapoli, nel 120 definisce l’evangelista Marco "traduttore" di Pietro, e scrive che Matteo raccolse in lingua ebraica i fatti su Cristo e li tradusse in greco come ne era capace. Giustino di Sichem nel 150 cita oltre 260 volte i quattro Vangeli canonici, Ireneo (180 d.C.) più di 1000.

La prima lista quasi completa dei testi del Nuovo Testamento risale al 170-190, è il cosiddetto "Canone muratoriano". Eusebio, contemporaneo di Costantino, dice che la discussione sul canone preciso è ancora aperta, ma che i testi sui quali sono tutti concordi sono i Quattro Vangeli, gli Atti, le lettere di Paolo, la prima di Giovanni e la prima di Pietro. Il canone definitivo, 27 libri, arriva con Atanasio nel 367.

I criteri che hanno determinato questa scelta sono storici e testuali. Criteri solidi, incontestabili. I cristiani hanno i piedi per terra. Necessità, visto i tanti che quella terra da sotto i piedi gliela vorrebbero levare.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 febbraio 2008 su Clerostorica, meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. io ho risposto c) ma il codice da vinci lo ho letto… (forse ho lo strano dono di saper distinguere un romanzo da un saggio storico)

    zakk

  2. Tienilo caro il tuo strano dono, caro zakk, perché non pare sia proprio così scontato… ;-)

  3. d’altronde se il cialtrone che l’ha scritto (o i suoi editori non meno cialtroni) scrivevano all’inizio che il romanzo è tratto da fonti storiche attendibili e documentate……
    ….forse le aveva trovate su google
    o su una formella della sagrada familia a barcellona, costruzione, come si legge su trollypedia, completata nel 40 a.C.

  4. Se posso, mi stupisce molto di più la reazione di alcune persone (“colleghi” della facoltà di medicina) che, di fronte ad una risposta (mia) a base di fonti, autori, date e citazioni mi hanno chiesto che male c’era se qualcuno voleva credere al codice…
    Inutile dire che quando ho risposto: “perchè è falso e diffamante” la cosa non è sembrata così importante!
    Mi sa che il problema sta a monte del codice!

    Il_grande_FraTollo

  5. xFra_tollo: Potevi rispondere: “Guardate, ho qui un testo di “medicina alternativa” che assicura la remissione del cancro con impacchi di rucola e sale. Che male c’è se qualcuno ci crede?”

  6. Cambiando discorso, aggiungo che i criteri adottati all’epoca per la formazione del canone del NT sono stati:

    – apostolicità:
    ogni scritto canonico doveva essere riconducibile alla predicazione di un apostolo

    – universalità:
    dovevano essere stati largamente accettati nelle chiese cristiane

    – ortodossia:
    dovevano esporre contenuti coerenti con la predicazione apostolica. A questo proposito c’è da dire che i libri, almeno nei primi secoli, erano di supporto all’annuncio, che era orale, e non la base dell’annuncio stesso.

    mosk

  7. Ehi, mosk, non mi anticipare il post di oggi! Comunque hai dimenticato un criterio: l’antichità (per cui ad esempio si esclude “Il pastore di Erma”)

  8. Giusto!
    ma è “quasi” implicito nell’apostolicità (inizia ad essere problematico ricondurre ad un apostolo un libro scritto molto tempo dopo la sua morte)

    mosk

  9. Non ho rinunciato a rispondere in quel frangente :-D, ma la prossima volta penserò alla medicina alternativa.

    Saluti

    Il_grande_FraTollo

  10. Curioso, quando si tratta di discutere su qualcosa di concreto i trolls spariscono?

  11. @3 giorgetto2rock:
    Vuoi che ti faccia l’elenco delle divinità e pseudo tali che prima di Cristo sono morte, discese agli inferi, risorte, portandosi appresso i morti oppure no, o pensi di poterti fare la ricerca da solo?

    # Mara nada l’orchitoclasta #
    #”Timeo hominem unius libri”#
    # (S. Tommaso d’Aquino) #

  12. Parzialmente OT
    Indubbiamente è giunto il momento di mandare al loro posto tutti questi scribacchini di feuilletton.
    Ma il livello medio dei giornalisti dei maggiori giornali mi pare bassissimo.
    Credo che un errore grave, oggi, è di rinchiudersi nei propri ambiti confessionali.
    Secondo me, pure la scuola privata confessionale, in questo senso, è un rischio. Bisogna mostrare che le cose non sono come vuole la vulgata degli ignoranti “garzoni col megafono”

  13. xAragonBiz: parzialmente…d’accordo. La scuola privata “confessionale” può essere ed è spesso uno spazio di libertà dove questa libertà è negata. In ogni caso non è una garanzia che una scuola “confessionale” formi le persone in modo corretto. Moltissimo sta nello studente se accettare o no quello che gli viene proposto. E parlo per esperienza personale (potrebbe essere un tema per alcuni post…)

  14. Già … spesso, chi esce da scuole cattoliche diventa anticlericale :-)
    No, avrai capito che la mia preoccupazione è rivolta alla istruzione in genere, con particolare attenzione alla scuola pubblica (che è l’unica che conosco).

    In realtà, il tema riguarderebbe anche il modo di fare catechismo ai ragazzi.
    A volte chiedo ai miei figli “ma che fate, a catechismo?”
    E in realtà, mi pare di capire che, di vere e proprie conoscenze religiose o che hanno a che fare con la religione, gliene vengono date ben poche.

    La mia impressione è che ci sia troppo un atteggiamento molle nell’insegnamento. Si ha paura che, a far studiare sul serio certe cose, i ragazzi si annoino, e allora si va sulle discussioni generiche (l’amicizia, la tua vita ecc. ecc.).
    Secondo me invece un insegnamento concreto sarebbe in realtà molto più attraente.

    Può anche darsi che ci sia l’esigenza di una catechesi per adulti, anzi, c’è senz’altro.
    Ma il tempo, per gli adulti, è tiranno.

  15. xAragonBiz: Qui si fa quel che si può ;-)
    Il problema è che, come faceva notare Pietro in un altro commento, dobbiamo essere sale; e se non siamo non saliamo e siamo scipiti, e per mettere della sabbia scipita in zucca tanto vale non farlo.
    Troppo spesso la catechesi oggi è una favoletta e non una vita. E’ ciò che ha causato l’abbandono odierno: si sono perse le ragioni per credere. Io ho fatto un liceo cattolico, e penso che di cattolici praticanti, della mia classe, non ne siamo rimasti che pochissimi. Se non avessi incontrato una esperienza che mi ha fatto incontrare il gusto di essere cristiano mi sarei senza dubbio perso anch’io.
    Quando ami qualcuno, o qualcosa, di quella cosa ti interessi, e cerchi di approfondirne la conoscenza. Altrimenti, chi ha tempo da perdere?

  16. Ganzo. Peccato che a dirle ste cose scritte qua sopra nun te crede nesuno…

    Riflettendoci, comunque, non si ragiona così diffusamente di Platone, Cesare, Aristotele… non si dubita della loro veridicità storica, e che sappia io a nessuno è mai passato per l’anticamera del cervello che gli scritti di Platone li avessero inventati i discepoli di Platone stesso. E allora, come mai tante anime belle credono addirittura che Gesù non sia mai esistito?

    Icaro

  17. Scusa Berlicche, ma il questionario mi ha messo in crisi. Mi sembra che non tutti i quattro Canonici siano stati scritti in aramaico. Luca non scrisse in greco?
    Sissi2002

  18. xSissi:
    Il Vangelo di Luca è quello più infarcito da semitismi. Vi è l’ipotesi che sia stato scritto in greco basandosi su fonti semitiche.
    All’epoca della 2 lettera ai Corinzi (54-57 dC) Luca doveva avere scritto già il Vangelo (cfr 2Cor 8 18-19); analisi filologiche sembrano affermare che le fonti utilizzate da Luca fossero già esistenti in greco tra il 40 e il 50; e, per queste, che il documento sull’infanzia di Gesù fosse scritto originariamente in ebraico e le fonti delle parti sul ministero pubblico, passione e risurrezione fossero in aramaico.
    Poi, non essendo io un esperto, mi limito a riportare quanto leggo. Un sito parecchio interessante e ricco sull’argomento è http://digilander.libero.it/Hard_Rain/Linguaggio.htm#Basi_storiche e pagine connesse.

  19. Grazie. Sto studiando formazione biblica e quindi tutte le informazioni sono importanti. Grazie anche per il link
    Sissi2002

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