Appunti pratici di lotta antidemone

Nella relazione di cui vi ho dato notizia nei giorni passati manca un pezzo. Ovvero: come fare a difendersi dalle attenzioni indesiderate di quei loschi figuri demoniaci che, abbiamo visto, infestano le nostre connessioni a banda larga.
Il metodo più semplice ed immediato è avere una compagnia.

Se siamo soli quando ci perdiamo non abbiamo nessuno da seguire. Possiamo anche essere gli esploratori più in gamba del mondo, ma ci sarà sempre un’angolino buio che non conosciamo. In giro, ma soprattutto nella nostra anima.
Una compagnia di amici è quanto serve per camminare spediti. Alcuni reggono la fiaccola, e quando sono stanchi o inciampano qualcun altro prende il loro posto. C’è sempre un grande, o momenti di un piccolo, da seguire: basta guardare con attenzione.
Ho detto amici: non conniventi. L’amico lo distingui perchè ti piglia a calci nel sedere quando c’è bisogno, e non nelle gengive. E indietro non ti lascia, se non sei tu a fuggire.

Io sono fortunato. Per la lotta quotidiana ho mia moglie, che mi difende da Clarimistra accarezzando le piume di pavone immaginarie che di tanto in tanto mi crescono; e da Seporino e Zeblolaffo perchè si rifiuta di leggere quando scrivo oltre le dieci righe.
Contro Curcunnuto e non solo c’è Samizdatonline, dove una serie impressionante di persone grandi mi aiuta con i giudizi laddove io tenderei a sbandare. Ho dei fratelli paolisti che mi aiutano con Babalfinno. E ancora molti altri, dal vivo e dalla rete, che di tanto in tanto mi svegliano e mi levano di dosso qualche tentacolo.

Capito l’antifona? Trovatevi una compagnia. E seguitela.
Funziona. E’ così che anch’io, diavolaccio solitario e un po’ scemo che sarei, ballonzolo (vagamente) in avanti e verso l’alto, grato per quanto mi è dato.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 31 gennaio 2008 su 7 demoni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Non sai quanto qua dentro, dietro le quinte, si sia fatto carne questo tuo post in questi giorni… Ho pensato esattamente quel che hai scritto vedendone i risultati. Che magnifica combriccola! C’è la sensazione di potere arrivare alla meta davvero, insieme.

  2. utente anonimo

    Verissimo! Grazie

    Il_grande_FraTollo

  3. utente anonimo

    Non è sensazione Upi, è Speranza. Spe Salvi!

    Icaro

  4. Semplice ma VERO !!

    amici demonietti DI CUI FIDARSI son quelli da tenere stretti!!

    bella combriccola .. si assolutamente!

    Leeloo

  5. Vuoi dire, come un gruppo di compagni…di Gesù?

  6. utente anonimo

    Attenzione, la compagnia è un altro demone,induce alla pigrizia, che basta seguire, ed al conformismo, rallenta la tua corsa nel raggiungere la meta, spesso devia per vie traverse ed incomprensibili, ritorna inconcludentemente indietro, la voglia di appartenere al gruppo ti fa anche trascurare tutte le idee originali che potresti avere, non vorresti mai essere giudicato un eccentrico, e rischiare di non essere più protetto dal gregge …….

    Mara nada

  7. utente anonimo

    La compagnia è terribile ad escludere chiunque non faccia parte del suo stesso livello sociale, anzi serve spesso a stabilirlo il livello sociale, a tenere lontani mussulmani indù comunisti extracomunitari non cattolici ed altra robaccia del genere , che esistano pure, ma son ben altro da noi!
    Mara nada.

  8. utente anonimo

    Hops non avevo ancora letto il 149 di Berlicche della memoria della stirpe,
    Quindi mi astengo immantinente!

    Meditate gente, meditate.

    Mara nada.

  9. xCabasilas: giusto per fare un esempio…;-)
    Mi ricordo di un certo santo, che dovresti conoscere, che sebbene fosse a tremila chilometri e sei mesi di viaggio dal più vicino membro della sua compagnia, in terre ostili e sconosciute, portava sul cuore una lettera firmata da ognuno di essi, per farseli presenti.

    Comunque, credo di avere spiegato bene sopra cosa distingua una compagnia vera da un gruppo di conniventi.

  10. @ Icaro: Sì hai ragione ha un nome: Speranza. E la “Spe salvi” la sto giusto leggendo, stupita, perchè ora ho esperienza di molte delle cose che non avrei mai capito altrimenti.

    @ Berlic #9: Sai Berlic, questo commento che hai scritto mi ha colpito un sacco, perchè spesso coi miei fratelli (nella compagnia fuori di qua che Dio mi ha dato) faccio davvero fatica a raccontare i frutti che ricevo da quella che ho trovato qui e quanto possiate essermi cari e, anche voi, indispensabili.

    Leggere che a tremila km di distanza un uomo, un santo, potesse vivere questa comunione pienamente attraverso delle lettere (come per noi forse sono post, mail, commenti, telefonate, a una distanza che spesso ci impedisce anche di vedere i nostri volti) beh..è stato illuminante.
    Un esempio che testimonia quanto sia possibile (e da raccontare! Senza timore) essere fratelli anche attraverso questo mezzo a chi forse ne ha un’idea diversa.
    Grazie. Perchè è stato, forse non casualmente, tempestivo: in questo tempo in cui soffro molto la mia incapacità di riversare i frutti ricevuti, qui, nella mani di chi posso anche vedere e toccare.
    Il contrario, come mi ha dimostrato anche Bivigliano, mi è senz’altro più facile, nonostante l’imbarazzo.

  11. …già, e quando riceveva una lettera da uno di quei fratelli, la leggeva in ginocchio…
    E’ interessante notare che uno dei padri del monachesimo, Basilio, poneva come argomento in favore della vita in comune proprio il fatto che “se cadi, chi ti darà la mano per rialzarti?”. All’inferno si va da soli, in Paradiso si va insieme a tutto il villaggio, dice un proverbio russo…

  12. utente anonimo

    Adesso che andrò in Friuli per lavoro per un mese, a 3 ore di distanza automobilistica da casa mia, resterò lontano 5 giorni alla settimana: ma è una gioia poter portare con me la memoria di tutti i miei amici, e sentirli per telefono, e andare nella chiesa del paese e comprendere meditando il Corpo di Cristo, che siamo uniti anche nella distanza, come membra di un corpo solo…Con-solante!

    Icaro

  13. Caro Berlicche, questo post è in assoluto il tuo migliore. Non sai quanto ho pregato per trovare una compagnia, e adesso che ce l’ho, non la mollo più! Non che la vita sia meno difficile, ma almeno ho dei buoni e veri maestri, e una direzione sicura!
    A presto.

  14. utente anonimo

    Cabasilas!
    “All’inferno si va da soli, in Paradiso si va insieme a tutto il villaggio, dice un proverbio russo…”
    Come a dire che è impossibile essere felici da soli!!
    Che quindi dobbiamo lavorare per il bene di tutti, compreso chi non fa parte dello stesso credo, ma dello stesso villaggio!!

    Questo è il concetto base del Mahajana (Grande veicolo (per andare in “Paradiso” tutti insieme),
    é la prima volta che vedo emergere questa idea nel cattolicesimo!
    Ne fa parte integrale?

    Ciao Mara nada.

  15. utente anonimo

    .

  16. utente anonimo

    ..

  17. utente anonimo

    @14: E’ possibile essere felici da soli?

  18. utente anonimo

    Nel Cristianesimo la salvezza stessa è operata da Dio!
    L’inferno deriva dal rifiuto di Dio, dal voler essere dio della propria vita e cercare di fare a meno di Dio stesso.
    Il concetto “io mi salvo da solo” è lontano dalla fede cristiana anni luce!
    Saluti.

    Il_grande_FraTollo

  19. xNada: sì. Si chiama Chiesa.

  20. Algoritmo trollico di Nada:

    berlic dice: A
    Mara Nada : B.

    berlic dice: Si
    Mara Nada: No.

    berlic dice : vero
    Nada dice: falso

    berlic dice falso:
    nada dice vero.

    trollate gente, trollate….

  21. Ma quanto é vero quello che dici sulla compagnia. Ed è tanto più vero quanto più é sperimentabile la presenza di Colui che ha promesso di essere tra quei due o più che sono uniti nel suo nome.
    Grazie per il tuo blog, l’ho scoperto da poco, ma ora non lo mollo più (anzi lo linko subito sul mio !).
    Ciao

    Fausto Leali (non quello che pensi tu, solo un volgare omonimo che di mestiere fa il medico, e non il cantante e quindi soffre molto di più…)

  22. Grazie a te, davvero!
    Consiglio per tutti: fatevi un giro sul suo blog. Specie tu, Giorgetto…

  23. utente anonimo

    Grazie del 19 Berlicche, e permettimi di ricordare a lampisterio che questo si chiama dialogo, confronto di idee diverse.
    E per oggi mi taccio come da ordini!

    Mara nada.

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