Entopo, cugino di Esopo – Fiaba XI – Il confine dei lupi

Le nazioni delle Capre e dei Lupi erano in guerra. I Lupi predavano i piccoli delle capre, e le Capre vanamente cercavano di impedirlo. A stento riuscivano a scampare saltando sulle rocce. Alla fine decisero di andare dal regnante, il Leone, per chiedere la cessazione della strage.

"Non posso fare questo", disse il Leone. "Se anche lo facessi, i Lupi continuerebbero a cacciare di nascosto e l’unico effetto che otterrei sarebbe compromettere la mia autorità."
"Ma saremo tutte sterminate se continuiamo così!"
Il leone pensò per qualche istante. Poi disse:
"Ascoltate quello che farò. Voi stabilirete un confine all’interno del quale sarete salve. Io garantirò che i Lupi non vi assalgano all’interno dei bordi che avrete tracciato; ma all’esterno loro potranno predarvi senza che io intervenga."

Le Capre acconsentirono. Così si diedero da fare, e staccarono un gran numero di frasche con le quali delimitare un territorio. Alla fine chiamarono il Leone e i Lupi. "Ecco il nostro confine! All’interno di questo grande cerchio di fronde noi staremo al sicuro." Il Leone annuì. I Lupi non dissero niente, e se ne andarono senza voltarsi.
Calò la sera. Tutte le Capre si riunirono all’interno del confine tracciato, belando di contentezza. Non sarebbero state più costrette a dormire sui dirupi, ma sul terreno morbido in piena sicurezza!
Ma a metà della notte furono destate da rumori e tramestii. Nonostante fossero sicure della protezione del Leone, si strinsero più strettamente tra loro. Alla fine spuntò l’alba. E furono prese da terrore vedendo un gran branco di Lupi con le zanne snudate avanzare con fare minaccioso.
"Fermi! Fermi! Cosa fate? Noi siamo protette dal confine!"
"E dov’è il vostro confine?" Domandò il Lupo più grosso in testa agli altri.
Le Capre si guardarono attorno e scoprirono che durante la notte tutte le frasche erano state spostate parecchio più in là. Adesso recintavano uno spazio vuoto, mentre le Capre ne stavano bene al di fuori.
I Lupi con un ululato si slanciarono sul gregge indifeso, ghermendo i capretti più belli.
Le madri belarono "Leone, aiutaci!" ma questi, assiso su una roccia, si limitò a scuotere la testa: "Dovevate stabilire un confine non arbitrario, che non si potesse spostare a piacimento. Adesso avete scoperto che a qualcuno piace molto più in là di quanto potevate immaginare. Non posso farci niente, è la legge". E continuò a leccarsi le zampe, mentre il massacro continuava.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 26 settembre 2007 su Entopo, fiaboidi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. berlicche! sei un maledetto genio!

    invidioso come solo un diavolo può,
    ti saluto.
    diavoletto di Maxwell

  2. Veramente Diabbolico (con due B)

    Icaro

    PS…. pronostico reazioni nucleari a questo racconto…

  3. Veramente diaBBolico…

    Adesso aspettiamo il vespaio che si scatenerà di qua a poco… mi metto già l’Autan ;-P

    Icaro

  4. Se devo essere sincera non so se starei dalla parte del leone che si lecca le zampe o… da quella delle madri che mendicano, mi si confà la seconda, anche se BEN comprendo il senso del post.

  5. Mi associo, Diabbolico! E aspetto tutti gli “anonimi”!!! Logicamente, sto con le mamme, che sono sempre ingenue, e ci credono!!!
    Pensa te, che nei miei verdi anni, ho votato zì per la legge “sull’aborto”, convinta che sarebbe stata un bene per le donne “uscire dalla clandestinità e essere assistite in luoghi consoni” . . . Me ne sono pentita ben prima di arrivare ad avere figli io, ma il leone di turno, era stato convincente . .
    Baci da una capretta pentita R

  6. Senza i commenti, ti confesso che non l’avrei capita. Pensavo alle capre come metafora dei palestinesi. Bella fiaba.
    Sincera, ma triste, la confessione di Fior di cactus.
    Ciao. Ipo

  7. In realtà la storia è nata durante le discussioni su un post sull’eutanasia, anche se si adata bene anche ad altre situazioni tipo l’aborto. O altro ancora. E’ il bello delle fiabe “alla Esopo” (o Entopo), che dicono molto di più di quel che c’è scritto.

  8. Si vede che al leone in fondo non frega niente delle capre.

  9. direi che c’è una bella differenza tra il leone-imperarore di turno e Aslan!

    “il buon pastore dà la vita per le sue pecore”…

    diavoletto di Maxwell

  10. Oltreché all’aborto e all’eutanasia, questa favola si adatta, volendo, al problema dei rom. Qualcuno ha “spostato” i confini e così noi ci ritroviamo invasi da gente che vive saccheggiando il nostro paese. Noi andiamo dall’autorità leone a chiedere protezione, e loro ci dicono: non possiamo fare nulla, l’invasione è legale…”.
    Adesso qualcuno mi dirà:”Ma che razza di cristiana sei, i rom vanno aiutati….”. Certo, vanno aiutati. Ma il loro bene non lo facciamo continuando ad assisterli come bambini viziati (don Colmegna docet), ma “bastonandoli” metaforicamente. Se un genitore premia il bambino invece di punirlo quando fa il cattivo, quello diverrà un adulto prepotente viziato come un bambino. E’ esattamente quello che le autorità fanno con i rom: regalano soldi e case popolari a spese dei cittadini agnelli ai rom-lupi. E poi non stupiamoci se alcuni cittadini, esaperati, organizzano sit-in davanti ai campi nomadi. Tuttavia il massimo della violenza verso i citadini-agnelli non la fanno i rom: la fanno gli intellettuali di sinstra tipo Gad Lernr. Loro fanno una violenza che è cento volte peggio della violenza fisica: la violenza della menzogna. Ieri Lerner ha detto, durante l’Infedele, che i cittadini-agnelli sono dei “nazisti” che “fra venti anni manderanno i rom nei campi di stermino”. Vi rendete conto del potere di manipolazione della realtà che hanno le parole? Da domani non potremo dire nulla contro il rom che magari ci è entrato in casa e ci ha violentato e derubato altrimenti verremo additati come “nazisti col gas pronto”. Ma qui, se c’è del vero razzismo, è proprio quello dei rom: chi li conosce, sa che vengono indottrinati fin da piccoli ad odiare a morte gli “stanziali” da derubare. Stesso discorso per gli islamici, che adeso fanno le vittimucce della “islamofobia”. Come se on fosse vero che essi fanno di tutto per suscitare l’islamofobia. La quale, come dicono i membri del Sioe (l’associazione contro la sharia cui hanno impedito di manifestare a Bruxelles l’11 settembre) non è una forma d’odio irrazionale ma un giudizio razionale che ispira un razionale atteggiamento di autodifesa.
    Giovanna

  11. diavomaxwell:
    Stai pensando ai monaci buddhisti della Birmania?

    Mara nada.

  12. Essì.. effettivamente, avevo dimenticato di notare che alle capre manca un pastore..ma alle pecore no ;-D..!

    Fra l’altro il pastore, al contrario del leone, ha fatto un bell’ovile di pietra per le sue pecore..hai voglia a spostarlo quello!

    Icaro

  13. Ciao Nada,
    non stavo specificamente riferendomi alla birmania, però ovviamente sono giorni in cui sto attento a quanto succede. questi monaci mi sembrano commoventi.

    in un certo senso potrebbe essere l’onu che sposta il confine in cui intervenire dove gli fa comodo, lasciando i lupi agire indisturbati se non rientrano nei propri territori.

    per esempio come diceva bernardo cervellera su http://www.avvenire.it di oggi (20070927) si potrebbe far pressione sulla cina minacciando di boicottare i giochi olimpici.

    ciao,
    diavoletto di Maxwell.

  14. “Sta facendo il giro del mondo l’invito di indossare il 28 settembre, tutti, una maglietta rossa per solidarietà e sostegno ai monaci e manifestanti della Birmania. L’invito sta facendo il giro del mondo via sms, blog, siti, telefonini ed sms. L’appello è: “”Rosso per la Birmania: domani mettiamo la maglia rossa, è impossibile in questi giorni non sentirsi monaci birmani”. La scelta del rosso è in onore dei monaci e del sanghati, caratterisstico dei Bonzi.”

    Propongo di continuare con la maglietta rossa ad oltranza!

    Mara nada.

  15. Non lasciamo che sparare sulla folla possa essere considerato un affare interno di un qualsiasi paese!!!

    Mara nada

  16. Magari arancione e non rossa. I rossi sono quelli che li stanno facendo fuori.
    http://www.samizdatonline.it/

  17. Anch’io propongo che si rispettino i colori: ARANCIONE, Non rosso!

  18. è un caso… eh… ma oggi sto indossando una polo arancione!

    non me al toglierò fino a quando mia moglie non me la strapperà di dosso :-O

    diavoletto di Maxwell
    p.s.
    su http://www.avvenire.it di ieri 20090927 c’era un articolo di padre Gheddo che ripercorreva la storia della Birmania.
    (ammetto che ne conoscevo l’esistenza solo per una canzone dedicata a Aung San Suu Kyi dagli U2)

  19. simpatica questa iniziativa.
    unita alla strana dimenticanza selettiva dei giornalisti (che trascurano sempre di parlare di regime comunista…) questa idea della maglietta ROSSA pare fatta apposta per accaparrarsi una patente di facce pulite prima che qualcuno si renda conto dell’inganno.

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