Oggi sposi VII – Il legame ed il segno

Ecco, sono sposati. Hanno pronunciato la promessa che non si può rompere, il voto che non può essere infranto.

Il Signore onnipotente e misericordioso confermi il consenso che avete manifestato davanti alla Chiesa e si degni di ricolmarvi della sua benedizione. Non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce.

Resta un ultimo passo formale:

YYY, ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

L’anello scivola intorno alle dita. L’anello è simbolo di legame, duraturo e incorruttibile come l’oro. Il metallo scintilla, nuovo, appena forgiato. Il tempo, gli eventi poco a poco ne appanneranno la superficie. Succede sempre così. Ma l’anello stesso, nella sua essenza, rimane. La sua essenza è essere il segno di un sacramento.
Sacramento vuol dire prendere qualcosa di terreno, di fugace, di temporaneo come può essere l’acqua, il pane, l’amore tra un uomo e una donna e renderlo sacro, oltre la misura umana; renderlo divino. Tutto ciò che è umano è corruttibile. Nessuna azione umana è totalmente sana, quindi capiterà, volendo molto bene, di farsi del male. E quindi tutto il proprio impetuoso bene verso l’altro è una domanda che deve diventare una preghiera.

La strada per cui la fisicità si mescola è promessa di un beneficio più grande. Il sesso non può bastare nè come pagamento nè come appagamento.
L’appagamento è quando ogni mio desiderio è compiuto, e sappiamo bene che questo non è nelle possibilità umane. Può arrivare solo se io sto con Cristo (la bellezza, la verità, il termine ultimo di ogni desiderio) stando con te. Il matrimonio è compagnia l’uno all’altro per questo fine; è un destino, una chiamata, una vocazione a che il bene dell’altro si compia attraverso noi stessi; che il bene della mia sposa passi attraverso di me, che il bene del mio sposo passi attraverso di me. E occorre essere pronti per questo, puliti, senza peccati, trasparenti, perchè questo bene fluisca senza ostacoli attraverso di noi all’altro. Questo dobbiamo desiderare, il giorno del matrimonio e per sempre.

"Non farci muovere di qui se Tu non camminerai con noi". Qui sta il sacramento. Qui sta la differenza con una convivenza, con un legalismo davanti ad un consigliere comunale. Non è apparenza, una bella chiesa, un vestito bianco. Diceva il sacerdote santo che nominavo all’inizio che la solidità di un matrimonio è inversalmente proporzionale al numero di fotografi presenti. Il matrimonio è la supplica che accada il bene dell’altra persona, per sempre, anche per quando il nostro cuore si indurirà, specialmente quando il nostro cuore si indurirà; che Qualcuno ci ricordi il giorno di quella promessa e il cuore torni ad ammorbidirsi. E’ una catena infrangibile che ci forgiamo perchè verrà il giorno in cui vorremo spezzarla – siamo così deboli – e il fatto che non possa rompersi ci costringerà a restare fino al momento in cui saremo pronti ad amarla dinuovo, ad amare di nuovo gli anelli di quella catena che ci lega alla persona che amiamo.

E’ umano avere timore di quella catena, ma sarebbe meno che umano averne tanta paura da rifiutarla. Sarebbe meno che amare.
Sì, ne vendono anche di finte. Spero in questi post di avere fatto vedere quale e quanta differenza ci sia con la cosa autentica. Quella che impone dolci doveri, che chiede fedeltà, onore, amore. Che lega veri esseri umani di un vincolo più grande di loro, e che, sola, può unirli veramente.


Puntate precedenti:
I Tre domande ed una promessaII Venuti insiemeIII Liberi e consapevoliIV Onorati amanti – V Fecondi educatori – VI Rigogliosa fedeltà

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 24 luglio 2007 su Oggi sposi, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Berlicche io non so come spiegarlo ma ho un dubbio, una domanda che mi mette in difficoltà. Magari è anche u npo’ OT però mi è nata quando ho letto se io sto con Cristo (…) stando con te.

    mi chiedevo se comunque le due cose non dovrebbero innanzitutto essere consecutive e cioè che prima imparo io a “stare con Cristo” e poi provo a vedere se in questo cerchio ri-entri anche tu.

    Però anche se così non fosse …insomma come si fa a stare costantemente alla presenza di Cristo? Possiamo chiderglieLo, certo, ma “starci” è qualcosa che può accadere dopo, se Lui vuole mostrarsi.

    Io son convinta che a me si sia mostrato, ma so anche che non posso dire che questo succede continuamente, e suppongo che lo stesso sia nel matrimonio.
    E’ vero che in 2 si è più forti, ma è l’unione di due esseri umani che continueranno pur sempre ad avere le loro fragilità.

    Spero tu ci abbia capito qualcosa…

  2. Grazie ancora Berlicche… il gran giorno si avvicina… la felicità è grande eppure basta un imprevisto e ricordo con timore la mia fragilità… sarò, saremo all’altezza di questa avventura? Per fortuna non siamo soli e c’è Chi rende sacro il nostro stare insieme… Grazie per avermi accompagnata in questi giorni di attesa.
    Piccolalori

  3. Martayensid, non è uno sforzo che ci salverà, ma l’avvenimento di un incontro. Quando eravamo piccoli non è che imparavamo a stare con i nostri genitori: ci stavamo e basta. E osservando loro crescevamo. Non era uno sforzo, ma una presenza. Dio non lo si vede nelle cose astratte, questa è forse l’unica cosa furba che abbia mai imparato nella vita. Lo si vede nel concreto di ogni giorno, lo si vede attraverso tuo marito, tua moglie, i tuoi figli.
    La chiesa è tutta lì, la famiglia è tutta lì, perchè è vero che tutti zoppichiamo, ma due che zoppicano si possono sostenere a vicenda, e se sei da solo, se cadi, chi ti rialza?
    Il metodo di Dio è questo: passa attraverso gli altri, quindi per gli altri passa attraverso di te.
    “Se due o più saranno insieme nel mio nome, io sarò con loro..”
    Due non è un numero casuale.

    Piccolalori, chi non è fragile? E se non riconoscessimo di essere fragili, come meriteremmo di essere salvati?
    Per Grazia di Dio, non siamo noi a darci la forza, a darci l’adeguatezza, a farci compagnia.

  4. utente anonimo

    Anche questa volta, me lo sono riletto almeno 3 volte, fino a farmi rotolare sulla lingua le parole, come fossero cioccolatini, non sarai un santo, ma ispirato sicuramente. La cosa che mi ha colpito di più? “quale e quanta differenza ci sia con la cosa autentica. Quella che impone dolci doveri, che chiede fedeltà, onore, amore. Che lega veri esseri umani di un vincolo più grande di loro, e che, sola, può unirli veramente.” Anch’io, penso ai dolci doveri (tranne quando caldo, problemi e età, tramano contro) che fanno parte del matrimonio, e tutto mi viene più leggero. Poi vedo, in giro un sacco di gente che non si vuole più impegnare. Nè figli, nè matrimonio, nè casa da soli, eterni bambini, fino a quando, avanti con gli anni, dovranno fare da genitori ai loro genitori. che mondo si prospetta?
    Comunque, per tornare a qualcosa di leggero, se la buona riuscita di un matrimonio si misura dal numero dei fotografi, io sto a posto, c’era solo il fotografo ufficiale, 1 e basta . . . perfetto.
    Saluti cari a tutti, Rosangela
    P.s. anche senza guardarti negli occhi, mi fido di te, ti si può scrivere in privato, senza disturbarti? Grazie

  5. xRosangela: certo. Usa la posta interna di splinder.

  6. Infatti, più il mondo ripete che nulla è per sempre, più i giovani, che non credono nel matrimonio, si fanno tatuare il nome dell’amata/o (un tatuaggio è per sempre…) o incatenano i lucchetti su un ponte qualsiasi e buttano via la chiave…
    Il desiderio, soffocato, riemerge da un’altra parte!
    Perchè l’amore umano porta con sè il “per sempre”, anche se non ne è capace e perfino se non lo vuole…

  7. PS il il “voto che non può essere infranto” è qualcosa come il “Voto Infrangibile”? :-)

  8. sapevo che l’avresti colto…

  9. utente anonimo

    Eppure matrimoni in chiesa o meno, luchetti ai lampioni, tattuagi o meno spesso dopo un po si lasciano!
    Che manchi la grazia?

    Mara nada.

  10. Grazie, Berlic… troppo buono…

    # Mara Nada
    Lo penso spesso anch’io… vada per il lucchetto, ma quelli che si fanno tatuare… un po’ imbarazzante, per quella/o seguente. E se poi vuole anche lui/lei il tatuaggio… e va male ancora…
    Si rischia alla fine di dover vivere la castità prematrimoniale per non doversi spogliare e dare troppe spiegazioni :-)

  11. utente anonimo

    un mio amico tatuatore mi ha assicurato che tatuarsi il nome dell’amato/a porta jella… dopo pochissimo ci si lascia…
    caposkaw

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: