Oggi sposi VI – Rigogliosa fedeltà

Dopo le premesse arriva la promessa, il nucleo, il dichiararsi marito e moglie.
Dice il sacerdote:

Se dunque è vostra intenzione unirvi in Matrimonio,
datevi la mano destra
ed esprimete davanti a Dio e alla sua Chiesa
il vostro consenso.

E gli sposi:

Io XX, accolgo te, YY, come mia sposa.
Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.

Fedele. Vuol dire che potrai sempre avere fiducia in me come io potrò avere fiducia in te, te lo prometto. Anche quando rideremo, e ci andrà tutto bene, e magari l’altro ci sarà di peso. Anche quando tutto sembra crollare, nel lutto, nella sofferenza, quando l’altra ci sarà di peso. In tutti, tutti i giorni della vita, che possono essere tanti. E, siccome non ce la faccio, non ce la faremo da soli (uomo, donna siamo), che Dio ci dia la forza che noi non abbiamo.

Accolgo…una volta si diceva "prendo".
Possiede veramente chi vive il distacco. Il possesso vero richiede il sacrificio, prima di tutto il sacrificio della mia istintività che vorrebbe goffamente afferrare, determinare completamente ciò che desidera e ama. Senza sacri-ficio, cioè fare sacro, altro e intoccabile da me, non c’è fecondità; che non è prendere ma dare se stessi perchè l’altro cresca. La condizione della fecondità è la verginità.

La parola "vergine" significa rigoglioso, ricco, maturo. Verginità vuol dire che non mi impossesso delle cose, neanche delle mie capacità o voglie, ma riconosco che non sono mie, che mi sono date, che sono una ricchezza rigogliosa da offrire. Mi distacco da esse. Così facendo, paradossalmente le valorizzo in pieno, in un modo che il possesso più totale non potrebbe.
C’è un modo di fare all’amore tra coniugi che è verginità; altrimenti rimane solo sesso e possesso. E’ guardare l’altro, l’altra negli occhi; è amarlo, amarla per quello che è, non per quello che fa. Questa è la fedeltà, l’amore, l’onore. E’ la stessa differenza che c’è tra coltivare un terreno attenti alla sua natura e alle stagioni e sfruttarlo senza rispetto finchè non ne rimanga che un deserto arido.

L’amore sterile, non fecondo, per piacere e possesso, toglie il rispetto per quello che l’altro è; e si finisce per vedere il proprio coniuge solo come un mezzo per ottenere piacere, per imporre possesso. E se è il fine del matrimonio è il piacere, il mezzo diventa poco importante; magari si comincia a pensare che un altro mezzo, un altra persona potrebbero arrivare meglio a quel fine.

E c’è un ultimo passo.
La vera fecondità è un impeto creativo, è la comunicazione di sè. La fecondità è ciò che ci rende più somiglianti a Dio che è il Creatore. La verginità deve essere quindi la condizione di tutti. E’ il scegliere di portare la propria ricchezza, la propria fecondità, la fecondità che ci è data a tutti, a tutto il mondo. Da questo si capisce il valore dell’adozione e dell’affido.
Il nome di questa fecondità, per un cattolico, è Cristo. Se sposo un uomo, una donna, è per portare a tutti questa ricchezza; e i primi a riceverlo saranno i figli. Se vogliamo fare bene il padre e la madre dobbiamo guardare, curare, conservare, valorizzare la verginità nostra e del nostro coniuge. Il nostro compito, il compito di entrambi, diventa portare Cristo al mondo. E questa è la Chiesa.

Non è semplice. E’ difficile da capire, in questo mondo che ci spinge solo a possedere. Ma è vero.


Puntate precedenti:
I Tre domande ed una promessaII Venuti insiemeIII Liberi e consapevoliIV Onorati amanti – V Fecondi educatori

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 20 luglio 2007 su Oggi sposi, tra lassù e quaggiù. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. Mi commuovo. Nel vero significato della parola, non sentimento ma qualcosa che si muove dentro di me. A volte però Berlicche e spesso in questi tempi ci può essere chiesto il martirio dentro qualsiasi condizione.Se penso alla mia vita tutta intera ed ora alla mia vita familiare apparentemente se vuoi fallimentare….perchè sto aspettando la nullità, ma….. I miei figli sono due uomini, uno è in seminario, l’altro è un bravissimo ragazzo lasciato tre settimane dalla fidanzata perchè lei vuole andare in discoteca; la piccola poi che ha 15 anni è appena tornata dal campo di G.S.
    E’ tornata profondamente cambiata, mi ha abbracciato dicendo che ha incontrato quello che le ha cambiato la vita.Dice che si è riconvertita. Il mio sacrificio di donna sola ( condizione scelta per obbedienza amorosa) sta portando i suoi meravigliosi frutti. Edith Stein diceva che ogni donna può essere sposa di Cristo, se vive per LUI.
    Non mi sento più un di meno di voi sposati, come mi sono sentita per molto tempo, sto collaborando anch’io alla costruzione e portando i miei figli a Cristo, alla verità, alla via ,alla vita.
    Ciao Chiara

  2. Bellissimo Chiara.
    Grazie mille e… avanti tutta!
    =)

  3. Io non aggiungo una sola parola se non che ti ho linkato tre volte.. :-)

    Ciao Berlic.
    Meglio scopiazzare, ne? ;-)

  4. utente anonimo

    Grazie anche da parte mia, riflettere, guidata dalle tue parole, su questioni che uno pensa di sapere e di vivere a pieno, ti fa capire che c’è sempre spazio per migliorarsi, e poi verrei chiedere: Se io, per come sono cresciuta: famiglia, ambienti frequentati, ecc. arrivo a certe conclusioni e/o atteggiamenti, e l’altro (il vino invecchiato che forse non ha finito la fermentazione e borbotta spesso) ha tutto un’altro attegiamento, convinto per quello che ne sa lui che tutto sia giusto così, per come ha visto i suoi e le persone che conosce, come si fa, a spiegare le cose cercando di non urtare le suscettibilità, o si va avanti così, perchè è “inutile lavare la testa agli asini” (sono cinica? o sono arrogante?) o è vero come dicevano una volta “moglie e buoi dei paesi tuoi” ( dove per “paesi tuoi”, si va al di là dell’accezione geografica) ecc ecc, dove almeno un ecc. si riferisce al fatto che, benchè nel 2007 sia ancora la donna che si deve adattare? (perchè “sacrificare” mi sembra un po’ eccessivo) al punto di vista del marito? Scusate le troppe virgolette e parentesi, ma non mi è facile rendere il mio ragionamento, forse un po’ incasinato, scrivendo . . . sono più amio agio parlando.
    Grazie dell’ospitalità e della pazienza, da una Rosangela chiacchierona

  5. Ciao Rosangela,
    penso che al di là dei ruoli dei coniugi, il rispetto debba essere reciproco.
    In molti casi, se è il carattere della moglie ad avere più difetti (non dico “peccati”, perché è pessimistico), allora è il marito che si adatta.

    Anche se a volte appare infruttuoso, questo sacrificio (non abbiamo timore ad usare la parola) spesso serve molto ai figli, o a parenti, conoscenti o amici, perché sono edificati dall’atteggiamento amorevole del coniuge che sopporta con pazienza i difetti dell’altro.

  6. Chiara, la vita è un grande mistero.
    Quello che sto capendo sempre più è comunque che dietro c’è un disegno buono, di cui non vediamo che pochi tratti.
    Grazie.

    Rosangela, la goccia scava la pietra…io sono testone, ma in alcune cose mia moglie è riuscita a cambiarmi. Senza di lei indubbiamente sarei un uomo peggiore, anche se me ne rendo conto solo di tanto in tanto. I cambiamenti sono cose di cui non ci si accorge, salvo una mattina alzarsi e trovare l’albero tutto fiorito.

  7. Ma tu Berlicche chi sei? E’ assolutamente sconvolgente passare di qui di tanto in tanto, però…. Grazie ^__^
    – Sole –

  8. Chi sono? Un poverello a cui è stata fatta la grazia di incontrare tanta gente grande.

  9. utente anonimo

    Berlic è uno molto avanti sulla via della santità

  10. Mia moglie, i miei figli, i miei amici, il mio angelo custode e parecchi santi si stanno rotolando per terra dalle risate a questa affermazione…

  11. utente anonimo

    Per Berliccche e Piccic, grazie a tutti e due, in questi giorni ho riflettuto su quello che avete risposto, di solito faccio così, più o meno. Forse vi sono sembrata troppo “vittima”, forse è il caldo o forse l’età (noi donne, si sa, ad una certa età). Forse, anzi quasi sicuramente anch’io ho i miei difetti. Mi impegno a non farmi abbattere nè dal caldo nè dagli ormoni che invecchiano e a mantenere l’armonia e l’allegria in famiglia, dopo 28 anni, e 3 figli . . . con l’aiuto di Dio.
    P.s. anch’io sarei curiosa di sapere qualcosa di più sui blogger che visito, ma non ho capito se tutti sono sinceri, qui sulla blogosfera, o se si bluffa. O qualcuno sì e qualcuno no? Come si capisce sono una neofita di questo mondo lettronico . . . ma sono molto curiosa
    Baci e saluti a tutti Rosangela

  12. Rosangela, come nel mondo “reale” c’è chi è sincero e chi no. Lo svantaggio è che qui non puoi guardare negli occhi.

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