Dormire, forse sognare

Normalmente noi viviamo la realtà come fossimo ad occhi chiusi.
Dormendo. Viviamo dormendo gran parte della giornata.
Dormendo e sognando.
Quanti di voi mi stanno leggendo sovrappensiero, con la testa ad altro?
Se, mentre vi parlo, siete distratti, pensate ai vostri affari, è perchè io sono meno interessante dei sogni. O perchè pensate già di sapere cosa vi vado a dire.
Ma se io fossi – mettiamo George Clooney. O uno dei vostri idoli – o una velina, Vasco Rossi o chi per lui, pendereste dalle mie labbra, stareste ben svegli.
Ora, io potrei anche essere più interessante di costoro. Ma il punto è che voi non lo saprete mai se non state attenti. E siete, soprattutto, disposti ad imparare.
Imparare vuol dire essere disposti a lasciare da parte quello che si sa per ascoltare qualcosa che potrebbe essere meglio. Poi si paragona quello che si ascolta con quello che sta nel nostro cuore, lo si giudica, in definitiva. E si decide se vale la pena di impararlo, oppure va etichettato e messo via. Perchè si impara anche da quello che si scarta, anzi, spesso sono proprio gi errori che ci insegnano di più.

Ogni brandello di realtà ha storie da narrarci. Proviamo a scoprirle: afferriamo quel foglio lì sopra e proviamo a leggerlo con sguardo nuovo, esploriamo quel quadro come non l’avessimo mai visto, quel paesaggio come fosse d’un altro pianeta e avessimo viaggiato anni per vederlo.

Se guardiamo la realtà con occhi spalancati, impareremo cose che non c’immaginiamo, saremo svegli, non addormentati. Ecco, la decisione è tra vivere la vita da addormentati e il viverla da svegli.

Driiiin.

Informazioni su Berlicche

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' su un po' giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Pubblicato il 21 giugno 2007 su meditabondazioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

  1. utente anonimo

    Dormire, sognare… forse.
    Tu sei aperto come dici? sei disposto ad approfondire e mettere in discussione la tua visione del mondo? Del creato? Del tuo sogno?
    Detieni forse la verità assoluta perché qualcuno la ha assegnata a te e soltanto a te? Perché sei il più Bello fra i figli di mamma? Perché di questo si tratta, a questo mondo tutto scorre, se rimani rigido e sicuro il meno peggio che può capitarti è di venire ignorato!!!
    (Anche se per brevi periodi a scopi prettamente politici qualcuno può esaltarti!).
    Ciao Mara nada.

  2. @ MaraNada,
    non sono l’avviocato di nessuno, men che meno di chi non ha bisogno di avvocati, ma non mi pare proprio che Berlic abbia detto di essere il detentore di verità infallibili, e penso (l’interessato mi smentirà se sbaglio) che il post si rivolgesse in generale a tutti quanti, fosse un’esortazione per tutti e forse nello scriverla un incitamento anche rivolto a se stesso. E solo a titolo di esempio che Berlic poneva se stesso, invitandoci a provare – così per gioco, anche per un minuto soltanto – a prendere sul serio quello che dice. Perché tanto ardore nell’ascoltare e nel far ascoltare gli altri quando si tratta di atei, agnostici, gay, ex terroristi (che ormai montano pure in cattedra) e tanta ostilità poi nel dare adosso ad un credente limpido e coerente che vuole solo testimoniare la gioia della sua fede? Io certo non mi stupisco, è scritto nel Vangelo che “come hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi” ma possibile che nemmeno chi non crede nel Vangelo non noti questo strano uso di due pesi e due misure?

  3. utente anonimo

    @InNomineDei:
    “Perché tanto ardore nell’ascoltare e nel far ascoltare gli altri quando si tratta di atei, agnostici, gay, ex terroristi (che ormai montano pure in cattedra) e tanta ostilità poi nel dare adosso ad un credente limpido e coerente che vuole solo testimoniare la gioia della sua fede?”.
    E’ proprio per via della cattedra, se la volete dovete dimostrare di meritarla, non è più sostenibile il pensare “Sono un credente limpido e coerente” e perciò la cattedra mi appartiene in modo per me tanto naturale che mi sorprendo se chiunque altro “oramai monta pure in cattedra”.
    Se si discute ci si arricchisce se si è aperti dalle due parti, altrimenti diventa uno sciocco gioco di potere.

    Mara nada.

  4. E’ vero Nada, ma il post andava in una altra direzione ed è quello di un approccio positivo della vita, non partire dal sospetto, come hai fatto tu, ma dal verificare anche attraverso tutti gli incontri della vita quello che una volta, ti ha colpito e ti si è evidenziato come vero. E’ molto diverso il dire “sarà proprio vero?” o dire “è vero anche adesso, in questo fatto qui?” poi c’è tutto il limite umano su cui prendere coscienza.

  5. utente anonimo

    FORSE
    -“è vero anche adesso, in questo fatto qui?”-
    Significa che hai già uno schema in testa, con il quale interpreti il mondo, che se non è adatta alla situazione, ti impedisce addirittura di vederla (la situazione), potrebbe essere incompleto.
    – poi c’è tutto il limite umano su cui prendere coscienza.-
    Permettimi prima di provare a raggiungerlo il limite (Che se è vero che in Lui viviamo ed in Lui moriamo il limite è Lui).

    Ciao Mara nada.

  6. utente anonimo

    – disposti ad imparare.
    Imparare vuol dire essere disposti a lasciare da parte quello che si sa per ascoltare qualcosa che potrebbe essere meglio.-
    E’ vantaggioso per entrambi….

    Mara nada.

  7. @Mara Nada
    Non contesto assolutamente il diritto di chiunque di “salire in cattedra”, manifestare liberamente le proprie idee e le proprie opinioni. Il mio “finanche” era rivolto solo agli ex terroristi, che prima di essere chiamati a tenere conferenze e testimonianze pubbliche in un Paese normale dovrebbero almeno fare ammenda (= anni e anni di carcere) dei propri errori, e non dovrebbero essere additati ai giovani come
    modello ed esempio. Solo che, dinanzi a chiunque dica la propria, porti la propria esperienza, anche un credente che parli convintamente della propria Fede, sarebbe opportuno che tutti noi ci domandassimo se qualcosa di ciò che dice non sia vero, che provassimo a pensare, almeno come ipotesi in assurdo, che abbia ragione o perlomeno che considerassimo le verità che possono esserci nelle sue ragioni prima di dargli addosso a testa bassa. Questo, ovviamente, implica la capacità di ascoltarsi serenamente a vicenda, e vale anche (ma non dovrebbe valere solo ed esclusivamente) quando a parlare sono i non credenti e ad ascoltare i credenti

  8. Belle parole Berlic….ma sicuro di applicarle o averle applicate anche a te stesso?

    “vivere la vita da addormentati e il viverla da svegli”
    Chi può giudicare se sto guardando la vita da sveglio o sto solo sognando?….credo proprio di essere solo io stesso a poterlo dire.

  9. Cattedra? Quale cattedra? Io vi parlo dalla mia seggiola, una sedia verdastra di una cameretta per bambini. E vi parlo della mia esperienza, che faccio ogni giorno.
    Oggi sono stato ad un corso dove, anche causa delle ore infami a cui sono andato a letto per rispondervi, ho sonnecchiato per metà del tempo. Ed erano cose estremamente interessanti. Il post è quindi vita vissuta.
    Io in discussione mi metto ogni giorno ed ogni minuto. Almeno, quando non sono addormentato. Vi fate la vostra parte, mettendomi in discussione. Fate lo stesso, permettendo che un po’ delle mie parole vi colpiscano.

  10. X Berlic

    Io penso invece che ci mettiamo molto di più in discussione quando siamo addormentati e sogniamo. La capacità di immaginare che il nostro pensiero sviluppa quando siamo addormentati è possibile perchè viene meno la spesso rigida attività di controllo che la coscienza ha sui nostri pensieri. Quando qualche volta ho parlato di irrazionale facevo riferimento a questo fatto e alla critica del pensiero freudiano che vede in questa attività l’ emergenza di un mondo sotterraneo e perverso. Per me invece il mondo delle immmagini non è necessariamente perverso e dice molto della nostra realtà.

  11. Io dormo, e di conseguenza sogno dormendo, decisamente poco. Sogno molto di più ad occhi aperti.
    Se sonnecchio, mi metto un poco in discussione?

  12. utente anonimo

    Ho capito quel che dici…
    Grazie.
    Niky

  13. utente anonimo

    Una discussione con qualcuno che crede, che ha fede, è spesso del tutto sterile, perchè chi crede non è influenzabile dalla logica e dal senso comune, figuratevi se è influenzabile da qualcun altro!
    Ancora oggi c’è chi crede che la terra sia piatta, che il sole ci giri intorno che sia stata creata seimila anni fa circa, creata da qualcuno, non devi investigare però chi ha creato quel qualcuno, devi accettare i tuoi limiti!!!
    Perchè avete abbandonato la logica, il Logos? In verità non era affatto necessario.

    Mara nada

  14. Hai fede, credi in quello che scrivi, Nada? O sono solo cavolate a cui neanche tu dai due lire, che spari per farci perdere tempo?
    Qua si parla di vita. Se vuoi parlare di parole, sono sicuro che da qualche altra parte trovarai fortune migliori.

  15. utente anonimo

    “Ora, io potrei anche essere più interessante di costoro. Ma il punto è che voi non lo saprete mai se non state attenti. E siete, soprattutto, disposti ad imparare.”

    Non imparare, neanche ascoltare!

    Mara nada.

  16. “Una discussione con qualcuno che crede, che ha fede, è spesso del tutto sterile”
    Chi è che non vuole ascoltare?
    O non credi in quello che scrivi?

  17. per Nada n° 13,
    a proposito di fede e ragione dovresti leggerti il discorso di ratisbona del Papa e il libro (che ho appena iniziato) di rodney stark “la vittoria della ragione”
    http://www.lindau.it/schedaLibro.asp?idLibro=1007

    ma anche “si può vivere così?” di d. Luigi Giussani non è mica una perdita di tempo ehhh! :-)

    diavoletto di Maxwell
    p.s.
    mi sono assentato un paio di settimane e ora mi tocca recuperare gli arretrati… puff puff

  18. utente anonimo

    @Mara nada

    Io sono d’accordo con quello che dice Berlic… come faccio ad essere d’accordo? Mi adeguo al “cattolico irrazionale” di turno? No… io non mi faccio fregare da nessuno! :-P
    E allora come faccio a dire se Berlic ha centrato un bersaglio o ha sparato lontano chilometri? Verifico!! Io!! Senza ideologie o preconcetti… parto da quello che dice il post, cioè provo a stare di fronte alla realtà con gli occhi spalancati e giudico se quel modo di stare di fronte alle cose mi dà più gusto, mi corrisponde di più, è più vero, oppure è un “di meno” per me! Solo allora, solo dopo aver dato quel giudizio, posso far mia una posizione di fronte alle parole di Berlic… e dirgli “hai ragione”!!!
    Sulla base di quali criteri si giudica? C’è un insieme di esigenze ed evidenze grazie alle quali l’uomo confronta tutto ciò che esiste… si vaglia tutto per mezzo di queste!! E queste appartengono alla struttura umana, ce le abbiamo addosso!! Puoi chiamarle esigenza di felicità, di giustizia, di verità… puoi chiamarle “cuore”! E ce le hai anche tu!!!

    Quindi, Mara nada, se il tuo giudizio di fronte alle parole di Berlic è “stare di fronte alla realtà con occhio spalancato mi fa stare peggio, non mi soddisfa, è un di meno per me”, è comunque chiaro che tu hai desiderio di vivere bene quello che ti capita! Come? Se lo sai, non esitare a proporlo… e se tu mi dici qualcosa di più gustoso di quello che mi ha detto Berlic, verificherò e metterò in pratica!! Altrimenti, buttati nella ricerca del modo di stare di fronte alla realtà che ti realizzi pienamente!!! Ed ogni volta verifica l’ipotesi facendo realmente esperienza, cioè dando un giudizio al tentativo fatto!!

    In bocca al lupo!!!

    Klomtee

  19. #5
    Nada un ipotesi di lavoro, un qualcosa da cui partire ci va, non possiamo partire da niente per vedere se è vero.
    Si parte da ciò che si ha, o che ti ha appassionato, e poi si vede se tiene con il tempo e di fronte a tutte le sfide (compreso a-mara Nada) della vita, il problema è non scansarsi, approfondire anche facendosi aiutare e non buttare via a priori quello che si ha.

    Comunque grazie per il FORSE è già più positivo di un DIPENDE o un SARA’

  20. utente anonimo

    @Klomtee:
    Condivido pienamente tutto quello che dici, penso di aver trovato un modo di stare di fronte alla realtà, come tu dici, più profondo e soddisfacente e non in contrasto con quello che propone Berlicche, con molte meno dissonanze culturali, mi pare quasi identificabile con quello che dicono i mistici tedeschi, il mio è un invito ad approfondire, in che direzione chi mi ha letto i precedenti post lo sa già.
    Ciao Mara nada.

  21. utente anonimo

    Amico Factum:
    Mi ero proposto di fare un post per risponderti personalmente, ma mi accorgo che sarebbe venuto identico a quello sopra per klomtee, consideralo perciò anche come una risposta a te.
    Quindi approfondire, non cessate di approfondire!

    Ciao Mara nada.

  22. utente anonimo

    Di nuovo da Klomtee:
    “Altrimenti, buttati nella ricerca del modo di stare di fronte alla realtà che ti realizzi pienamente!!! Ed ogni volta verifica l’ipotesi facendo realmente esperienza, cioè dando un giudizio al tentativo fatto!! ”

    Si questo è il metodo che ho sempre usato e che consiglio, attenzione però a non distorcere la realtà per realizzarsi!

    Grazie a tutti Mara nada.

  23. utente anonimo

    Klomtee è proprio una bella testa, non una riga di quello che ha scritto è sprecata:
    “Se lo sai, non esitare a proporlo… e se tu mi dici qualcosa di più gustoso di quello che mi ha detto Berlic, verificherò e metterò in pratica!! ”
    Questo è l’atteggiamento corretto da tenere!! Non “Io ho Fede vediamo cosa puoi fare per entrarci!!”
    Factum e Berlicche: questo è l’atteggiamento da tenere !

    Scusatemi per la raffica di post.

    Di nuovo Mara nada.

  24. utente anonimo

    Lusingatissimo dei complimenti… ma io sono solo il “dito”… la “luna”, in questo caso, è la prima premessa de “Il senso religioso ” di don Luigi Giussani. Questa premessa parla di realismo e sottolinea due aspetti fondamentali:
    1. il metodo è imposto dall’oggetto, cioè il metodo per conoscere un oggetto mi è dettato dall’oggetto stesso, non me lo invento io. Quindi, riportando la citazione di Alexis Carrel che usa Giussani, “poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”. In questo senso capisco e condivido pienamente Berlic quando scrive “Ogni brandello di realtà ha storie da narrarci. Proviamo a scoprirle”, perché osservare, cioè essere attenti (svegli!) è più importante che ragionarci sopra o passarci sopra sbadigliando, per quanto difficile sia tenersi svegli.
    2. senza capacità di giudizio l’uomo non può fare esperienza. Provare qualcosa non vuol dire farne esperienza, se quella prova, quel tentativo, non è stato giudicato. Caratteristica dell’esperienza è proprio “il capire una cosa, lo scoprirne il senso. L’esperienza quindi implica intelligenza del senso delle cose” (Giussani). Il criterio, come già ho scritto, è dentro di noi… se il criterio per il giudizio fosse fuori di noi, possiamo impegnarci in tutte le indagini esistenziali e non che vogliamo, ma il giudizio porterebbe ad un risultato fasullo e non vero per noi (per me!!!), perché il significato di quello che abbiamo provato dipenderebbe da qualcosa che è fuori di noi. E in questo senso condivido nuovamente Berlic quando scrive “Ora, io potrei anche essere più interessante di costoro. Ma il punto è che voi non lo saprete mai se non state attenti. E siete, soprattutto, disposti ad imparare”. Se non sono disposto a giudicare quello che mi ha detto, partire dalla sua ipotesi, prenderlo seriamente, non lo saprò mai. Non posso dire sì o no finché non ne ho fatto esperienza. Rimettere in gioco quello che so: lasciandomi provocare!!
    Esiste una posizione più umana della domanda? Se la domanda di senso (di me, delle persone e delle cose, degli avvenimenti) ce l’ho, allora non esiste posizione più umana che è quella di vivere il reale!! E il suggerimento di Berlic va esattamente in questa direzione!!
    Klomtee

  25. @Klomtee: tanto di cappello, hai dimostrato a Mara Nada il fondo del suo errore.

    Si è trovato d’accordo con quello che dice Don Giussani.
    @Mara : hai tu adesso il coraggio di andarti a leggere “il Senso Religioso”
    ?
    Se sei coerente con il tuo post #21 dovresti.

    Io personalmente, ne dubito.
    Sei troppo orgoglioso.

  26. Son riuscito a registrarmi! Mannaggia splinder…
    Io non volevo mettere all’angolo nessuno… non era una trappola! Ma il riconoscimento di una cosa vera, anche se ti mette nella posizione di dar ragione ad una diavolo torinese come Berlic o un santo milanese come Giussani, è sempre qualcosa che spalanca! Ti apre a tutto! Se l’aver intravisto un barlume di verità e di bellezza in quello che ho scritto ti dovesse poi condurre a chiuderti in una posizione difensiva o peggio di rifiuto, allora comincia col guardarti dal preconcetto e dall’ideologia, perché la verità spalanca sempre!! Scoprire il senso di qualcosa ti spalanca! Ti apre il cuore! Quindi, al di là delle provocazioni che ora potrebbero venire fuori, se hai riconosciuto vero quel che ho detto, corrispondente, non menzoniero (giudicando quello che hai letto, come mi pare tu abbia già fatto), allora non puoi più tornare indietro, se sei coerente con te stesso non puoi più tornare indietro… a meno di non usare davvero l’orgoglio come scudo. Che servirebbe a ben poco, ed è più che altro una lotta contro se stessi!
    Io ho cominciato ad abbandonare il preconcetto e l’ideologia quando un grandissimo sacerdote mi ha chiesto con durezza: “Qual è il fattore totalizzante della tua vita? Cos’è che dà senso alle tue giornate?”. Lì ho riscoperto Cristo come centro di tutto e ho cominciato ad abbandonare la posizione arroccata dell’orgoglio che chiude il cuore alla domanda e, soprattutto, a qualsiasi risposta che non rientri tra le possibili già catalogate!! Quindi, per prima cosa la domanda, la personale domanda di fronte al reale! Per seconda, mettersi nella posizione di non ignorare la risposta, qualunque essa sia, senza prima averla vagliata! Poi è ovvio che se uno porta avanti una ipotesi è inutile prenderne a mano altre (si ha una ragazza per volta, non dieci, altrimenti non capisci con quale ti vuoi sposare, giusto?). E quell’ipotesi, portarla fino in fondo!

    Discorso generico e non rivolto a Nada, beninteso!! Cerco di anticipare quello che potrebbe seguire dalla provocazione di lampisterio!
    Klomtee

  27. utente anonimo

    “C’è una cosa che si può trovare in un unico luogo al mondo, è; un grande tesoro, lo si può chiamare il compimento dell’esistenza. E il luogo in cui si trova questo tesoro è il luogo in cui ci si trova” Martin Buber
    Alba

  28. utente anonimo

    “Io non volevo mettere all’angolo nessuno… non era una trappola! Ma il riconoscimento di una cosa vera, anche se ti mette nella posizione di dar ragione ad una diavolo torinese come Berlic o un santo milanese come Giussani, è sempre qualcosa che spalanca! Ti apre a tutto!”

    Confermo, sei un grande, non riduci tutto a un -Ho ragione io-. -No tu sbagli in verità..-
    Che è uno starnazzare inutile.
    Non è questo il luogo per grandi dispute filosofiche,
    ma permettimi, Tu dici che un mattone mi detta il metodo per conoscelo?
    In verità penso di aver una volta chiesto a mia madre: -questo cos’è? ed ebbi la risposta: -Un Mattone. –
    Da allora ogni volta vedo un parallelepipedo di terracotta tendo a pensare che sia un mattone, se poi vedo che serve a costruire muri (anche questo lo ho imparato) lo nomino mattone, solo allora ho davanti un mattone.
    La prima volta che vidi un mattone , tentai di prenderlo in mano, siccome ero piccolo mi scivolò di mano, e mi cadde di striscio sul piede, dopo questa esperienza tendo a giudicare i mattoni potenzialmente pericolosi, e a trattarli con attenzione.
    Li fuori quindi c’è forse un qualcosa che richiama la mia idea di mattone, richiama i giudizi sulle esperienze che con qualcosa di simile ho fatto, positive o negative che siano, e quel che è sorprendente e che li fuori non c’è un mattone indipendente cosciente per conto suo, il mattone c’è solo quando qualcuno ne è cosciente o nel ricordo di qualcuno!
    O no?
    (il mattone si può sostituire con ogni cosa)
    Ti spalanca questo?

    Mara nada.

  29. Klomtee ha capito la fonte ultima del mio post – le premesse, che mi ero andato a rileggere per l’occasione, un altro paio di commenti del Gius, e meditazioni sul mio sonno pomeridiano.

  30. utente anonimo

    Poi non è che un ipotesi escluda le altre, una ragazza non esclude le altre!!
    (Forse non è un buon esempio!!!)

    Ciao Mara nada

  31. No una ragazza non esclude l’altra! Forse mi sono espresso male: intendevo dire che si sta con una ragazza alla volta, altrimenti penso alla ragazza B mentre sto con la A e viceversa (con la paura di essere scoperto). In ultima analisi, non decido mai né per A né per B; non vado mai fino in fondo al rapporto con nessuna. Non volevo dire che se sto con A (e la lascio) poi non posso più verificare B… spero sia più chiaro!
    Ma passiamo ai mattoni! Il mattone c’è anche se io non so cosa sia… io nasco in un ospedale, incosciente di tutto… eppure attorno a me ci sono i muri dell’edificio, fatti di mattoni! Ci sono a prescindere da me! A prescindere anche dal fatto che dentro l’ospedale ci siano persone coscienti che l’ospedale è costruito di mattoni (sfido chiunque a dire che quando è in ospedale pensa a come l’ospedale è fatto, di cosa è fatto).
    “Metodo imposto dall’oggetto” vuol dire che non ha senso guardare un righello per capire cos’è un mattone! Per sapere cos’è un mattone devi necessariamente guardarlo, fissare la tua attenzione su di lui! Hai chiesto a tua mamma cos’è quell’oggetto di terracotta pesante. Perché domandare? Perché nella tua memoria non c’è niente di riconducibile a quell’oggetto, al massimo qualcosa di simile che puoi avere visto. Ma non sei sicuro… e domandi! Sei troppo piccolo per procedere da solo a capire il senso di quell’oggetto! Sai troppo poco, è una novità per te! Domandi… “mattone… mmm… e a che serve, mamma?” e lei risponde “a fare i muri delle case”. “Come si fa a fare i muri delle case con un oggetto così piccolo?”. E te lo spiega, esaudendo la curiosità che si va a formare piano piano… il metodo è imposto dall’oggetto, non chiedi a tua mamma di nuvole e pioggia, se vuoi sapere di mattoni e muri!
    Le associazioni mentali che si riconducono agli oggetti (tipo il blu che io associo inevitabilmente a Windows o il brivido che mi percorre la schiena quando vedo un coltellaccio da cucina in bilico sul tagliere) sono un’altra cosa! Sono un bagaglio che ti aiuta nell’affrontare altre situazioni. Se prendi in mano un oggetto pesante, sai che sarai cauto per paura che ti finisca su un piede… e se prendi in mano un oggetto leggero sei tranquillo? Dipende, potresti avere in mano un petardo acceso! Mi spiego? Il metodo è imposto dall’oggetto!
    Puoi sbucciarti le ginocchia quanto vuoi, puoi riempirti di lividi e piangere e frignare… ma bisogna starci in sella, per imparare ad andare in bici! È inevitabile!!!
    Klomtee

  32. xKlomtee: ti ricordi l’esempio dei tre maestri che fa il Gius proprio nelle premesse di cui stavamo parlando? Ecco, indovina a quale specie appartiene Nada?
    E’ un anno e passa che tenta di “aprirci” ripetendo le stesse affermazioni. Ora, quando si prende una affermazione, la si valuta, la si giudica, e quindi la si scarta, non è che cinque minuti dopo si ricomincia il procedimento da capo: far così conduce all’abdicare da essere vivente, perchè vorrebbe dire che non saremmo in grado di imparare dalle nostre esperienze.
    Una idea deve essere rivalutata – ovvero valutata dinuovo – solo se ci sono nuovi elementi che la potrebbero rimettere in discussione.

    Crescendo, si impara che il mattone non serve solo a cascare sul piede. Non solo, ma che puoi trovare mattoni anche dove non penseresti; cioè il mattone ha una esistenza sua di cui ti puoi solo rendere conto.

    Alla stessa maniera, appare evidente che certi commentatori hanno una esistenza indipendente, perchè fosse per te potrebbero sparire. Ora, applicando alla lettera l’idea di Nada, l’ignorerò totalmente, in maniera che non essendone cosciente smetterà di esistere. Se non funziona, ancora una volta la sua teoria sarà dimostrata fallace.

  33. Berlic, sono perfettamente in linea con quanto dici: rimettere in discussione se ci sono elementi nuovi che minano la valutazione precedente.È chiaro anche che il discorso che io avevo iniziato si è spostato, inevitabilmente: la posizione netta “hai ragione” / “hai torto marcio” ancora Nada non l’ha presa! E quindi si parla di altro, cmq a mio avviso interessante anche per chi legge e magari ha dei dubbi… Rimando al mio commento #18 che secondo me è l’unico su cui valga la pena soffermarsi prima di proseguire.

  34. Credo che troverai assonanze familiari nel post di oggi…

  35. utente anonimo

    Sono felice che Berlicche abbia deciso di ignorarmi totalmente, significa che l’idea che ho cercato di passargli, che tutto è relativo (ricordate Einstein?), la ha colta, e quando se ne presenterà il caso, la avrà già nel suo bagaglio culturale, e la riconoscerà! Per elaborarla ora ha a disposizione vite e vite.
    Torniamo al mattone:
    Una capra trova un pezzo di terracotta in un prato, Ha qualche possibilità di riconoscerla come mattone?
    Se no, vuol dire che non è l’oggetto da solo in grado di imporre il metodo, ci vuole qualcosa d’altro, qualcosa a cui il mattone è relativo.
    Scrivere 1+1=2 ha senso solo per una eventuale mente umana che conosca i simboli relativi, simboli che sono comuni a una cultura, senza quella cultura 1+1=2 non ha senso.
    Perchè ci sia qualcosa ci deve essere un soggetto percepiente ed un oggetto percepito, già questo definisce la relazione, ma per capire il significato (Il mattone serve a fare muri e case) devo rifarmi ad una conoscenza, ad un ricordo.
    Tenendo presente che il mattone non è autocosciente, dove è il mattone?
    Lo riconosco solo per esperienze precedenti, e lo considero positivamente (Che bel mattone) o negativamente
    (Attento può far male) a seconda delle precedenti esperienze che ho immagazzinato.
    Mara nada.

  36. utente anonimo

    Notare che non sto sostenendo che il mattone non c’è, il mattone esiste, relativamente il mattone esiste!

    Mara nada.

  37. Il mattone c’è, senza relativismi: per la capra, come per il tavolo su cui è poggiato (la famosa “reazione uguale e contraria”, terzo principio della dinamica) e per me, muratore, che ho lasciato il mattone al cantiere e sto davanti ad un piatto di pasta fumante!
    Mara nada, tu confondi le cose che ho scritto! Io ho scritto che il metodo è imposto dall’oggetto! Vuol forse dire che per conoscere l’oggetto è sufficiente che quell’oggetto mi stia davanti? No… ho parlato di metodo! Cos’è il metodo? Usiamo le parole per il senso che hanno, altrimenti il tuo relativismo (ognuno le usa nel significato che gli piace) ci porta all’incomunicabilità! Metodo, deriva dal greco metà-odòn, “attraverso il cammino”, in latino si direbbe procedimento. Attraverso un procedimento arrivo a conoscere l’oggetto! Chiaro ora? Per conoscere qualcosa devo usare un certo metodo! Me lo invento? Per nessuna ragione al mondo!!! Posso forse dimostrare matematicamente che mia mamma mi vuole bene? Sarebbe da pazzi, ci perderei la vita! Io lo so che mia mamma mi vuole bene, ne ho la certezza morale (non quella scientifica né quella matematica)! È mia mamma (l’oggetto mamma, se mi consentite il termine “oggetto”) che mi impone di usare un metodo differente da quello matematico, scientifico o filosofico per capire che mi vuole bene! Mi spiego?
    Non ho mai parlato di come si giunge alla conoscenza! Ho ripetuto “metodo imposto dall’oggetto”! Il metodo… il modo per arrivare a conoscerlo! Non ho scritto che la conoscenza dell’oggetto è contenuta nell’oggetto stesso e che basta averlo davanti!!
    La convenzione numerica o alfabetica non è relativismo!! ‘X’ mele sono ’10’ mele cioè ‘dieci’ mele! Puoi dirla come ti pare! Ma sono 10 mele! Mettere in dubbio questo è camminare su una strada pericolosa… Chiamalo ‘albero’ o chiamalo ‘tree’, è lo stesso oggetto! Che non è relativo!!! Ce l’hai davanti! Ce l’ha davanti il tuo amico inglese di fianco a te!

  38. utente anonimo

    Scusa le imprecisioni, ho usato una scorciatoia per arrivare al modo in cui conosciamo.
    “La convenzione numerica o alfabetica non è relativismo!! ”
    No, è appunto una convenzione!!

    “’10’ mele cioè ‘dieci’ mele! Puoi dirla come ti pare! Ma sono 10 mele! Mettere in dubbio questo è camminare su una strada pericolosa… “.

    Purtroppo è una strada pericolosissima, perciò non approfondirò ulteriormente, ma questo è un campo che vi consiglio di esplorare magari solo dal punto di vista della fisica, un bel libro in proposito è il Tao della fisica di Fritjof Capra, specie la prima parte, sul linguaggio.

    Ciao Mara Nada.

  39. utente anonimo

    @Barlicche:
    Vai a vedere il link.
    http://www.astroarte.it/galletta/sogni.htm

    Mara nada.

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